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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Saldi: Confesercenti, 27 mila esercizi a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Secondo Confesercenti, nonostante gli sconti siano partiti già da maggio, se la tendenza negativa rilevata fino ad oggi non si dovesse invertire, circa 27mila negozi di abbigliamento e calzature rischiano di chiudere entro l’anno.”Ai problemi legati alla crisi economica, ricordiamo che secondo Bankitalia il 50% della famiglie ha avuto una riduzione nel reddito, una flessione che avrà sicuramente effetti sulle spese non obbligate come quelle di abbigliamento e calzature, si aggiungono alcune paure dei consumatori in merito alla sicurezza degli acquisti in epoca Covid. Per questo, per rassicurarli, abbiamo deciso di fare un vademecum ad hoc con le giuste precauzioni da adottare” conclude Dona e che sono:
1) Ingresso. Non entrate nei negozi che non hanno il detergente per la disinfezione delle mani all’ingresso del negozio o nei quali il commerciante non indossa la mascherina, che, è bene ricordare, va indossata nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Controllate anche se ci sono guanti “Usa e getta” a disposizione dei clienti.
2) Occhiata all’interno. Date un’occhiata all’interno prima di entrare. Gli accessi dovrebbero essere regolamentati e scaglionati.
3) Portate la mascherina.
4) Disinfettate le mani sia in entrata che in uscita.
5) Utilizzate i guanti monouso messi a disposizione dei clienti. L’ISS, infatti, suggerisce ai commercianti che sarebbe meglio se il cliente entrasse nel negozio senza guanti, utilizzando invece quelli monouso forniti dall’esercente, per essere sicuri che siano puliti.
6) Prova dei capi: verifica preventiva. Il commerciante dovrebbe impedire il contatto con la merce esposta da parte del cliente senza guanti. Se non fa rispettare questa regola, meglio non provare gli abiti e stare alla larga. I dispenser con gel idroalcolici dovrebbero stare anche all’ingresso delle cabine di prova. L’Iss suggerisce al commerciante, come possibile ulteriore precauzione, di non mettere a disposizione del cliente i capi provati nella stessa giornata, lasciandoli in ambiente ventilato e comunque non umido. Se, quindi, vedete che un capo appena indossato da un altro cliente viene subito esposto, meglio storcere il naso.
7) Prova dei capi. E’ possibile che non vi diano la possibilità di provare il capo. Non c’è mai stato l’obbligo di far provare gli abiti. E’ sempre stato rimesso alla discrezionalità del negoziante. In passato consigliavamo di diffidare di questi commercianti, ma non questa volta (può essere indice di serietà). In ogni caso, l’Iss di sanità suggerisce ai commercianti di vietare la prova degli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) rappresentando questa pratica un valido strumento per limitare la probabilità di eventuale contaminazione degli indumenti. Bene saperlo!
8) Carta di credito. Meglio pagare con carta di credito e non con contanti, così da non avere resto. Sul sito del ministero della Salute, infatti, suggeriscono di lavarsi le mani dopo aver utilizzato soldi.

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