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Scuola: Rientro a settembre, tutte le norme da approvare per farlo in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Il Ministero dell’Istruzione e i sindacati sono al lavoro per la stesura di un protocollo di sicurezza per garantire l’avvio dell’anno scolastico. Il protocollo prevede una serie di punti: dall’obbligo della mascherina per chiunque entri a scuola alla misurazione della temperatura prima di entrare in classe. Bozza protocollo di sicurezza. Diverse sono state anche le richieste delle parti sociali su cosa fare in caso di positività, ma anche sulla necessità di introdurre un medico in ogni scuola, un adeguato sostegno psicologico per personale scolastico e studenti. Molta attenzione dovrà quindi essere posta sulla gestione, nelle scuole, degli gli spazi comuni. Risultano, intanto, in via di adeguamento alla nuova situazione epidemiologica le Linee guida nazionali prodotte a fine giugno. Sono state invece approvate in via definitiva le linee guida 0-6 anni, attraverso l’accordo raggiunto in Conferenza Unificata di pochi giorni fa, con accorgimenti specifici per i bambini in tenera età. Nel frattempo, alcune regioni hanno già deliberato le loro linee guida, come l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sicilia e il Veneto. Come è prevista una dotazione organica aggiuntiva, fino a 50mila docenti e ATA per gestire l’emergenza; un organico che la Ministra ha definito “il personale Covid”. Infine, risultano al parere del Cspi le indicazioni del MI sulla possibile Didattica a distanza, con le scuole realizzeranno piano per la didattica digitale integrata. Anche l’Anief risulta in prima linea per dare il suo contributo al ritorno a scuola in sicurezza, attraverso le richieste prodotte durante i tavoli di confronto organizzati dal Ministero. “Stiamo chiedendo – ha detto Marcello Pacifico, in una intervista pubblicata in queste ore da Orizzonte Scuola – delle modifiche. In particolare Anief chiede che si firmi l’accordo sullo svolgimento dell’attività didattica a distanza e sul lavoro agile, come prevede la legge 41. Devono essere chiari i diritti dei lavoratori, anche perché ricordiamo che nel vecchio contratto si parla di diritto alla disconnessione e invece con la didattica a distanza è tutt’altro”. Il sindacalista autonomo ha detto che c’è l’esigenza pure “di chiarire le norme sui lavoratori fragili: più del 60% del personale scolastico è over 55, una fascia di età in cui il lavoratore è più a rischio contagio”.

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