Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

La ricchezza di una nazione e la povertà delle scelte

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Dopo questa pandemia che ci ha fatto perdere 50 miliardi di euro non possiamo dimenticare, ancora una volta, ciò che sono le nostre entrate mancanti. Abbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 180 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. È questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, E ancora chi si ammala e vuole essere curato adeguatamente deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di alimenti di buona qualità deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad essere più esposti a malattie e infezioni batteriche e virali. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, tanto per cominciare, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nei paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci induce a scegliere la soluzione economicamente più vantaggiosa perché il fisco non ci riconosce l’onere di tale spesa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere. A questo punto come possiamo sperare che i duecento e passa miliardi che ci elargisce l’Europa possano essere utilizzati nell’interesse generale del paese?
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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