Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Esiste ancora una sinistra? E se si cosa rappresenta?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

I partiti che si richiamano alla sinistra in Italia sono una galassia formata da tanti pianeti e satelliti ma senza una stella che sappia irradiare luce e calore. Ma di là della loro frammentazione resta da capire se quando oggi si parla di sinistra voglia dire ancora qualcosa o stia diventando un termine obsoleto. Se ci fermiamo alla voce del consenso elettorale, il risultato è deludente. Ciò non vuol dire che sono venuti meno i presupposti per una lotta sociale. Tutt’altro. È che i problemi rimangono e sono, a ben considerare, quelli di sempre: con una povertà diffusa, una mancata equa ridistribuzione delle risorse, lo sfruttamento nel lavoro, un utilizzo maldestro della democrazia e delle libertà civili. E allora dov’è il problema?
È che le “masse”, tra l’altro, stanno esprimendosi, rispetto al passato, con altre parole per dire la stessa cose. E la beffa sta nel fatto che a captare questo mutata forma di linguaggio è la destra, quella stessa che storicamente difendeva il capitale e il padronato e che oggi ha la virtù camaleontica di camuffarlo. Così, e non altrimenti, si spiega la copiosità dei consensi che sono riusciti ad avere sia il capo della Lega Matteo Salvini sia Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia, tanto da catturare anche quella fascia della sinistra da sempre ancorata ai suoi tradizionali valori. A questo punto la sinistra italiana è andata, già da alcuni anni, convincendosi che per imprimere una svolta decisiva, a questo perverso andazzo, fosse necessaria la presenza, tra le sue fila, di un leader carismatico capace di catturare l’attenzione popolare e cominciò a percorrere la strada imboccata un tempo da Diogene di Sinope che la leggenda vuole uscisse di giorno con una lanterna e alla domanda su cosa stesse facendo rispose: “Cerco l’uomo”. Nel frattempo, la destra avanza e la sinistra ondeggia. E finisce con il farsi male da sola affidandosi ai soliti pifferai che suonano bene e razzolano male. Ecco perché la parola “sinistra” diventa “sinistra” nel suo termine più tragico. E di speranza a volte si muore. (Riccardo Alfonso)

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