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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Pensionati: A quale santo devono rivolgersi?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Tempi duri si prospettano per i pensionati. Dobbiamo tenere da conto il clima che si sta instaurando nei confronti di chi lascia il lavoro e per una certa mentalità diventa un “corpo morto” che non merita spenderci risorse a partire dall’assistenza sanitaria oltre, ovviamente, alla “perequazione” delle rendite pensionistiche. Ma c’è anche di più. Si parla della necessità di adeguare le vecchie pensioni al sistema contributivo mentre ora lo sono con il sistema retributivo: Cosa significa? Che si sta allestendo il terreno a una riduzione della pensione intorno al 30% in barba alle norme che vietano la retroattività. E i pensionati cosa fanno? Poco o nulla intimoriti dalla grancassa istituzionale che li circuisce con l’idea che si hanno poche risorse e che è necessario stabilire delle priorità per stimolare la ripresa economica, volano per ridurre la disoccupazione in specie giovanile. Niente di più falso. le risorse ci sono e come, a prescindere. Pensiamo ai trenta miliardi di euro spesi per risollevare le banche che hanno buttato letteralmente al vento tantissimi miliardi per favorire gli amici degli amici e che ora si godono al sole delle Maldive il mal tolto sicuri che non saranno perseguiti dalle leggi perché continuano a godere di protezioni governative. E poi vi è il “malloppo” più vistoso dei trecento miliardi di euro tra evasioni, sprechi e quanto altro che il governo si guarda bene di porci mano per non “irritare” i grossi evasori e i vari faccendieri.
Sono gli stessi che vogliono una giustizia che non funziona con processi che prima della sentenza definitiva vi fanno passare anche oltre dieci anni per ottenere, alla fine del tunnel, la prescrizione.
E oggi abbiamo la ciliegina sulla torta con una legge elettorale che si vuole rimaneggiare per essere sicuri di mandare in parlamento gente fidata e obbediente ai voleri del “capo”. Così i 20 milioni di anziani potranno essere maltrattati a piacimento, i tre milioni di disoccupati potranno continuare, con i precari, i sotto pagati, il lavoro nero di altri milioni di italiani, a vivere senza diritti nella povertà imposta dalle stesse persone che hanno votato nella speranza illusoria di un cambiamento. Hanno ascoltato le sirene e ora ne pagano il prezzo. (Riccardo Alfonso)

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