Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 16 agosto 2020

Servizi segreti. Urso (FdI): apprezziamo disponibilità maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Siamo riusciti a far capire quanto grave fosse la modifica apportata sulle modalità di nomina dei vertici dei servizi segreti nel decreto emergenza. Un ‘colpo di mano’ che non può passare perché stravolgere lo spirito della legge 124 del 2007 e l’equilibrio necessario tra le istituzioni e la funzionalità del Comparto. Fratelli d’Italia difende lo Stato, sempre e comunque. E anche gli avversari ce ne danno ormai atto”. E’ quanto ha scritto su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, apprezzando la disponibilità manifestata da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza a modificare durante l’iter in Parlamento la norma del decreto legge sullo stato di emergenza che stravolge le modalità di nomina dei vertici dei servizi segreti.

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Il risultato netto aggregato di Crédit Agricole in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Nel primo semestre del 2020 è pari a 334 milioni di euro. Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 14 mila collaboratori e più di 4,5 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria). Il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto un utile netto sottostante nel primo semestre 2020 di 2,767 miliardi di euro, con proventi operativi netti sottostanti di 16,914 miliardi di euro.

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L’Istituto A.T. Beck organizza il workshop di formazione sulla Dialectical Behaviour Therapy (DBT) a scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Roma 4, 5 e 6 settembre 2020 dalle ore 09:00 alle ore 18:00. Scuola di Specializzazione e centro di Psicoterapia per adulti a
Via Gioberti, 54Centro per l’Infanzia e l’Adolescenza – Beck for kids Via Nizza, 63. Il passaggio all’adolescenza è associato a un sostanziale aumento nella prevalenza di un’ampia gamma di sintomi internalizzati ed esternalizzati che hanno implicazioni a lungo termine sia per la salute mentale che fisica in età adulta (Costello, Copeland e Angold, 2011). Infatti, molti disturbi psichiatrici in età adulta sono preceduti da malattie mentali con insorgenza prima dei 18 anni (Kim-Cohen et al., 2003). Innumerevoli studi evidenziano la necessita di promuovere in Italia un programma che agisca sulla prevenzione e dia una risposta alle molteplici difficoltà che i giovani affrontano quotidianamente. La Dialectical Behavior Therapy (DBT) presenta una cornice di riferimento in grado di fornire tali risposte.La DBT è un trattamento cognitivo-comportamentale sviluppato per pazienti con comportamenti suicidari e diagnosi di disturbo borderline di personalità da Marsha Linehan (professore di psicologia clinica presso la Washington University di Seattle, USA). Nella DBT per adolescenti il lavoro è rivolto ai ragazzi e ai loro familiari ed è focalizzato sulla disregolazione emotiva, l’impulsività, la gestione delle relazioni e i conflitti intrafamiliari.
Inserendo la DBT nella scuola, si riconosce all’insegnante il ruolo fondamentale di educatore, guida e figura di riferimento. Il docente ha una vicinanza emotiva e un contatto con i ragazzi, viste le ore passate insieme, quasi pari a quella della famiglia. Alla luce della teoria biosociale su cui si basa la DBT, l’insegnante, opportunamente formato, può gestire la disregolazione emotiva, l’impulsività e i disagi comportamentali a essa associati fino ad arrivare alla prevenzione di comportamenti disfunzionali futuri. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del programma DBT® Skills nelle scuole nel migliorare la capacità di tolleranza alla frustrazione e di regolare le emozioni e nel ridurre i comportamenti impulsivi (Haskell et al., 2014; Mazza e Hanson, 2014a; Miller et al., 2014). La letteratura attesta un ulteriore vantaggio della scelta di applicare tale programma alla scuola: risultano notevolmente ridotti il tempo e le energie investite negli interventi rivolti agli alunni che infrangono le regole scolastiche, risparmiando così preziose risorse scolastiche (Cook et al.,2008).L’Istituto A.T. Beck è riconosciuto come una eccellenza nella formazione a livello nazionale e internazionale.

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Calo imposta soggiorno in Veneto

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La forte contrazione del movimento turistico ha un impatto diretto anche sulle casse degli enti locali. L’effetto più immediato riguarda l’imposta di soggiorno, introdotta da 131 Comuni del Veneto, che vale più del 5% delle entrate tributarie per i Municipi veneti che l’hanno istituita.La Fondazione Think Tank Nord Est ha analizzato i bilanci di previsione dei Comuni veneti per valutare la portata di questo mancato introito: a inizio 2020, in una situazione pre-covid, si stimava un incasso complessivo di oltre 82 milioni di euro per gli enti locali del Veneto. La maggior parte di queste risorse riguarda il veneziano, con più di 53 milioni di euro di introiti previsti a inizio anno. Di questi, ben 36 milioni sarebbero stati incamerati dal Comune di Venezia; oltre 5 milioni da Jesolo; 4 milioni da San Michele al Tagliamento – Bibione; 3,8 milioni da Cavallino-Treporti; 2 milioni e mezzo da Caorle. Numeri importanti si prospettavano anche per la provincia di Verona, con oltre 16 milioni di euro di incassi previsti: 5 milioni di introiti per il capoluogo Verona; 1,9 milioni Peschiera del Garda; 1,8 milioni Bardolino; 1,7 milioni Lazise; 1,3 milioni Malcesine. Il padovano avrebbe incassato 6,3 milioni di euro, di cui 2,7 milioni Abano Terme, 2,2 milioni Padova e 1,2 milioni Montegrotto Terme. Alla provincia di Belluno sarebbero andati più di 3 milioni di euro, di cui 1,6 milioni alla sola Cortina. Il trevigiano stimava di incamerare 1,8 milioni di euro, il vicentino prevedeva un introito di quasi 1,2 milioni, mentre la provincia di Rovigo avrebbe ottenuto poco più di mezzo milione di euro. Nei giorni scorsi, il Governo è venuto incontro ai Comuni turistici destinando 100 milioni di euro quale ristoro parziale delle minori entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. Il riparto del fondo è stato effettuato in proporzione al gettito di ciascun ente e per il momento sono stati distribuiti 90 milioni di euro. Quasi 14 i milioni di euro ottenuti dalle località venete: una cifra che copre il 17% del gettito previsto prima del coronavirus. Di conseguenza, i Comuni del Veneto dovrebbero recuperare più di 68 milioni di euro: una cifra impossibile da raggiungere con gli scarsi flussi turistici del 2020. Quasi 9 i milioni di euro destinati dallo Stato ai Municipi veneziani, di cui 6,2 milioni a Venezia (rispetto ad un gettito previsto di 36 milioni di euro) e 852 mila euro a Jesolo. Alla provincia di Verona sono stati dedicati 2,9 milioni di euro, di cui quasi un milione al capoluogo scaligero. Poco più di un milione di euro di ristoro ai Comuni del padovano, mezzo milione di euro al bellunese, quasi 300 mila euro ai Municipi trevigiani, meno di 200 mila euro alla provincia di Vicenza e poco meno di 100 mila euro al Polesine.
“Quest’anno sarà difficile incassare anche solo la metà di quanto preventivato dai Comuni a inizio 2020 – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – ma le amministrazioni locali non devono rinunciare ad investire nel settore turistico. Al contrario, se non vogliono compromettere anche le prossime stagioni, è necessario che le poche risorse a disposizione vadano destinate a progetti in grado realmente di aumentare la competitività delle destinazioni turistiche. In questa situazione di difficoltà per il turismo – conclude Ferrarelli – pubblico e privato devono lavorare insieme su progettualità di area vasta per mettere a sistema e valorizzare tutte le eccellenze del territorio.”

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Nel 2020 le alluvioni hanno portato alla fuga oltre 650.000 somali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Più di 150.000 somali sono stati costretti a fuggire dalle proprie case dalla fine di giugno, di cui circa 23.000 solo nell’ultima settimana, a causa di improvvise inondazioni fluviali nelle regioni meridionali della Somalia. Secondo una rapida stima, le comunità di Hirshabelle e del Sud Ovest risultano essere tra le più colpite. Il 2020 è stato caratterizzato da gravi inondazioni che hanno causato lo spostamento di oltre 650.000 persone in tutto il Paese.Molti dei nuovi sfollati vivono ora in rifugi improvvisati e sovraffollati, costruiti con vecchi vestiti, sacchetti di plastica, cartoni e bastoni in luoghi già inadeguati per gli sfollati interni. Tali rifugi forniscono scarsa protezione dalle intemperie e lasciano le famiglie esposte ad un maggior rischio di essere vittime di crimini, come rapine e stupri.Le scorte di cibo sono scarse e molti sono gli affamati, con una crescente malnutrizione tra i bambini, a maggior rischio di morire di fame. In alcune aree, i prodotti alimentari di base, in particolare il latte e la verdura, hanno visto aumentare il prezzo tra il 20 e il 50 per cento.Le condizioni sanitarie e l’accesso alle cure mediche sono scarsi. I partner in ambito sanitario avvertono del rischio di contrarre diarrea, malattie trasmesse da vettori, infezioni delle vie respiratorie e altre malattie trasmissibili che si diffondono rapidamente tra la popolazione sfollata. Sebbene non siano stati segnalati gravi focolai di COVID-19, i test rimangono estremamente limitati, e la congestione e le scarse condizioni igieniche sono fattori di rischio per una trasmissione diffusa. L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha fornito a migliaia di famiglie colpite beni di prima necessità come coperte, taniche e teli di plastica, oltre che riparo e denaro contante. Le distribuzioni continueranno nei prossimi giorni e settimane, raggiungendo un totale di circa 70.000 tra le persone che stanno affrontando le più gravi situazioni di vulnerabilità, tra cui donne, famiglie di donne con bambini, disabili, anziani, malati e membri vulnerabili della comunità ospitante.L’assistenza dell’UNHCR sta raggiungendo alcune delle regioni più colpite tra cui Benadir, la regione del Sud Ovest, Hirshabelle, Jubbaland, Puntland e Galmudug. Il governo federale della Somalia ha attuato una risposta alle inondazioni, stanziando nelle ultime settimane 500.000 dollari per far fronte alle inondazioni nell’aerea sud-occidentale del Paese. Nonostante questi interventi, tuttavia, è necessario un maggiore sostegno umanitario per affrontare le insicurezze relative a cibo, acqua, servizi igienici, rifugi di emergenza e servizi sanitari.Un numero maggiore di persone rischia di essere sfollato poiché le inondazioni potrebbero continuare in alcune regioni. Secondo l’ultimo rapporto consultivo sulle inondazioni redatto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), i livelli delle acque del fiume Shabelle continueranno a salire a causa delle forti piogge.Le ultime inondazioni presentano un modello preoccupante, secondo cui le condizioni meteorologiche estreme stanno aumentando in frequenza e intensità. Prima di giugno 2020, inondazioni improvvise e fluviali causate da piogge stagionali hanno sfollato oltre 450.000 persone nel Paese. Con le inondazioni del 2018 e del 2019 che hanno causato rispettivamente 281.000 e 416.000 sfollati, i dati relativi agli sfollamenti dovuti a inondazioni mostrano un trend in aumento di anno in anno. Le ricorrenti emergenze climatiche della Somalia hanno un impatto devastante sulle comunità che dipendono fortemente dall’agricoltura e dal bestiame per il sostentamento.
Le crescenti inondazioni e i conseguenti sfollamenti avvengono sullo sfondo della lotta in corso in Somalia per limitare la diffusione del COVID-19, che ha un impatto sproporzionato sui più vulnerabili, compresi gli sfollati. Il governo della Somalia, l’UNHCR e i partner umanitari continuano a lavorare negli insediamenti di sfollati in tutto il Paese per fornire sia agli abitanti che alle comunità di accoglienza vulnerabili attrezzature mediche, dispositivi di protezione individuale, supporto igienico-sanitario e assistenza in denaro. L’UNHCR sollecita i proprietari terrieri nel Paese a sostenere, in queste circostanze estremamente difficili, una moratoria sugli sfratti.La comunità internazionale deve sostenere urgentemente gli sforzi legati alle operazioni di soccorso. Finora l’UNHCR ha ricevuto solo il 33% dei 15,44 milioni di dollari necessari per le sue attivita’ umanitarie in Somalia, per il supporto di circa 2,6 milioni di sfollati interni e 30.000 rifugiati e richiedenti asilo ospitati nel paese.

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È italiana l’invenzione che abbatte i gas di scarico

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Milano. Il monossido di carbonio e il biossido di azoto, principali agenti di inquinamento prodotti dai fumi delle emissioni dei gas di scarico di automobili, aeroplani, centrali di riscaldamento domestico, fabbriche e impianti a combustione in genere, possono essere trasformati in materiali inerti grazie alla “Serpentina Sciau” brevettata da un inventore Milanese.L’inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale sono temi di grande attualità che smuovono coscienze, creano allarme sociale e sono all’origine di numerose patologie, come bronchiti, irritazioni, allergie e immunodepressione.Grazie al brevetto di un inventore italiano, che può essere applicato su tutti gli autoveicoli e su tutti gli scarichi di emissione degli impianti a combustione, si profila la possibilità di eliminare completamente le emissioni nocive grazie ad un filtro a base di acqua e calce, molto economico e molto funzionale.Un dispositivo rivoluzionario, che provvede a raffreddare i tradizionali gas di scarico trasformando al tempo stesso il monossido di carbonio e il biossido di azoto in carbonato di calcio e vapore acqueo, ovvero materiali inerti e privi di impatto ambientale.Francesco Sciaulino, ex programmatore di software e appassionato di chimica, ha scoperto infatti che raffreddando i gas di scarico convogliandoli in una serpentina, è possibile abbattere la temperatura da 400° a 20° con la conseguente produzione di acidi innocui e sali che si disciolgono all’interno del filtro.“La serpentina Sciau è una invenzione semplice ed economica, se tutti gli impianti a combustione la utilizzassero potremmo risolvere i grandi problemi dell’inquinamento e del riscaldamento globale.Oggi i grandi movimenti ambientalisti si curano principalmente di manifestare, scioperare, fare flash-mob e ottenere visibilità sui social.Greta Thunberg ha coinvolto una intera generazione di giovani attivisti che non portano soluzioni, ma solamente lamentele e insofferenza. Le soluzioni ci sono ed è importante concentrarsi sugli aspetti tecnici ed operativi perchè bisogna superare ostacoli burocratici e istituzionali che spesso sono imposti da regole di mercato e da interessi tipici della società consumistica.Bisogna avere il coraggio di credere nelle soluzioni e attivarsi immediatamente per raccogliere i benefici nel più breve tempo possibile”, ha commentato l’inventore, Francesco Sciaulino. “Il segreto della Serpentina Sciau – prosegue l’inventore Milanese Sciaulino – è nella sua semplicità e nella sua economicità. E’ un filtro che ogni industria automobilistica può realizzare, sulla base di principi di chimica elementare e con l’utilizzo di prodotti a bassissimo costo: questo può garantire una applicazione e diffusione su larga scala, anche a tutte le numerose altre fonti di inquinamento termico quali aeroplani, navi, centrali termiche per il riscaldamento domestico, fabbriche e ovunque ci sia, in genere, una emissione di gas di scarico.L’ossido di carbonio si combina facilmente con l’emoglobina del sangue agendo come un veleno, mentre grazie alla Serpentina Sciau viene trasformato il CO2 in carbonato di calcio che a sua volta assorbe l’anidride solforosa (SO2) in CaSO4 ossia il comune gesso da edilizia, un materiale inerte e facilmente riciclabile. Anche la temperatura di utilizzo viene drasticamente abbattuta grazie al passaggio nei tubi della serpentina e ad un primo filtro che contiene acqua e questo, su larga scala, può rivelarsi una mossa vincente contro l’emergenza climatica.” (fonte: Comunicatistampa.net)

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Pubblicate le linee guida dell’INAIL sul lavoro del personale Ata in tema di apertura in sicurezza delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, “tali indicazioni senza un aumento consistente dell’organico e l’attivazione di tutti i profili professionali previsti dai contratti negli ultimi venticinque anni sono poco utili per raggiungere l’obiettivo della tutela della salute dei lavoratori”L’Inail ha elaborato delle linee guida per la gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche. Il documento, dopo aver effettuato una disamina delle diverse tecniche utilizzabili, affronta, con meticoloso scrupolo, i vari aspetti legati alla pianificazione di tali azioni specificando, tra l’altro, quali requisiti devono possedere le imprese di pulizia, come si gestisce una persona sintomatica che si trovi a scuola, quali trattamenti possono essere considerati efficaci nel contrasto alla diffusione del virus Covid-19, come si effettua la sorveglianza sanitaria. Pur apprezzando il giusto recepimento delle istanze del nostro sindacato che fin da subito ha evidenziato la non intercambiabilità dei termini “pulizia” e “sanificazione”, equivoco che aveva provocato la levata di scudi dei collaboratori scolastici, illegittimamente incaricati di effettuare operazioni pericolose cui non erano minimamente tenuti dal punto di vista contrattuale, non possiamo trascurare il fatto che ancora una volta si è persa l’occasione per definire il protocollo che il coordinamento degli USR, degli AT e dei DS deve concordare con l’Asl per pianificare le suddette operazioni di sanificazione. Ancora una volta si è persa l’occasione per attivare finalmente il profilo già previsto di area AS che potrebbe dare un significativo contributo all’inclusione degli alunni con disabilità. Vogliamo inoltre porre all’attenzione degli organi competenti il problema della tutela della salute di coloro che sono diventati i videoterminalisti della scuola: i Dsga e il personale tutto di segreteria che ormai lavorano in modo sistematico da remoto per ben oltre 36 ore settimanali, nella completa assenza di regolamentazione di pause e straordinario. Costoro non solo acutizzano, se presenti, i problemi alla vista e all’apparato muscolo-scheletrico, ma sono esposti anche al rischio di burnout atteso che le loro mansioni sono aumentate esponenzialmente. Infine, si ritiene, con qualche fondamento, di poter dare seguito alle prescrizioni così dettagliatamente descritte nelle linee-guida senza un aumento consistente del personale Ata? Le sole 10mila immissioni in ruolo autorizzare non possono di certo superare il problema mentre le altre 10 mila a tempo determinato in organico Covid dovrebbero essere almeno strutturare in pianta stabile.

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WeSchool accelera e aiuta le scuole per il ritorno in classe in modalità mista

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

WeSchool, la startup che dal 2016 aiuta i docenti con una piattaforma di classe digitale e con corsi sulle metodologie didattiche innovative, chiude un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro sottoscritto da P101, lead investor con i fondi P102 e Italia 500 – Azimut, TIM Ventures, CDP Venture Capital Sgr, Club Digitale e Club Italia Investimenti 2.WeSchool ha 1.7 milioni di utenti registrati e permette ai docenti di condividere materiali e video, fare esercizi, discutere con gli studenti e innovare la didattica in aula con lavori di gruppo, test istantanei e con metodologie come la classe capovolta o il teach-to-learn, in cui sono gli studenti – supportati dai docenti – ad essere al centro del processo di apprendimento.
Durante il lockdown la piattaforma – unica italiana tra le tre indicate sul sito del Ministero dell’Istruzione – è stata utilizzata per la didattica a distanza, permettendo a più di 1 milione di utenti attivi ogni giorno da smartphone o da computer di non interrompere la continuità didattica.”La didattica a distanza del lockdown, talvolta inefficace per mancanza di strumenti adeguati o perché ripeteva la dinamica frontale delle aule, ha avuto lo straordinario effetto di aumentare le competenze digitali di tutta la scuola italiana” – racconta Marco De Rossi, fondatore e AD di WeSchool – “Questo ci permetterà con il back to school di diffondere sempre di più il modello di didattica integrata in cui crediamo, in cui la tecnologia è usata sia in aula sia a casa ed è al servizio del docente per fare una didattica sempre più coinvolgente e cooperativa”.“Il settore dell’educazione e della formazione in generale sono in profonda trasformazione: la vita sempre più digitale richiede che le competenze si formino in un ambiente coerente e flessibile. WeSchool rappresenta oggi la piattaforma all’interno della quale la didattica ed i suoi attori possono trovare quello che serve alla scuola nel suo complesso per questa evoluzione che il lockdown non ha fatto altro che accelerare” – commenta Andrea Di Camillo, Managing Partner di P101.“TIM Ventures ha creduto fin dalla sua nascita in WeSchool, investendo dall’inizio nella nuova didattica innovativa che sta diventando sempre più importante”, dichiara Carlo Nardello, Presidente di TIM Ventures e Chief Strategy, Customer Experience and Transformation Officer di TIM. “La partecipazione alla crescita di una piattaforma che è oramai diventata una delle infrastrutture digitali della scuola italiana conferma ancora una volta il ruolo centrale di TIM nella digitalizzazione del Paese”.Il nuovo CdA di WeSchool è composto da Marco De Rossi (AD), Andrea Laudadio (Presidente) per TIM, Andrea Di Camillo (P101), Anna Paola Concia e Salvo Mizzi.

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Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Vi è stato l’incontro tra il Maeci e le organizzazioni sindacali. La scuola Italiana di Asmara rischia la chiusura: Anief è assolutamente contraria al decreto di sospensione delle attività della scuola preannunciato da Roberto Vellano, Direttore Centrale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, e chiede un intervento diretto del Ministro Di Maio per evitare un clamoroso fallimento della politica estera culturale italiana in questa strategica vicenda. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni. Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola. Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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Scuola: “Il protocollo sicurezza firmato dal ministro dell’Istruzione Azzolina è un timido passo verso la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Una ripresa che certamente tutti auspichiamo, ma i ritardi accumulati in questi mesi non promettono nulla di buono, perché se i problemi sono il distanziamento sociale e le ‘classi pollaio’ allora bisognava programmare con anticipo, pianificare la ristrutturazione degli edifici scolastici, riparare quelli fatiscenti, riaprire i piani di quei plessi non utilizzati per diminuzione numero studenti. Soprattutto, il Governo poteva investire sulle scuole pubbliche paritarie incoraggiandole ad avere un numero superiore di alunni, decongestionando così le pubbliche statali in una visione sussidiaria. Per fronteggiare il problema dei tanti genitori che da settembre dovranno lasciare i bambini da qualche parte, visto che non ci sono nidi pubblici sufficienti per ospitarli nonostante le promesse fatte in pompa magna dal presidente del Consiglio, era necessario incentivare i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni. Ma anche questo non è stato fatto. Non ci rassicura il ‘garantisco io sulla scuola’ del premier Conte. Dal Governo sono prevalsi l’approssimazione, i ritardi e la mancanza di visione per poter far ripartire la scuola in presenza ed efficienza”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Scuola: Firmato il protocollo d’intesa per aprire in sicurezza l’anno scolastico per contenere la diffusione di Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Sarà compito degli uffici scolastici regionali intervenire su segnalazione di quei dirigenti che segnalano difficoltà sulla sua attuazione. Il ministro s’impegna politicamente con i sindacati ad attivare la contrattazione per la definizione del lavoro agile del personale docente e amministrativo, a ricercare risorse per rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, a garantire la continuità didattica nel reclutamento, specie su posti di sostegno.Si è concluso l’incontro per la definizione del protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid-19.La delegazione ANIEF, composta dal presidente nazionale Marcello Pacifico e dal vicepresidente nazionale Gian Mauro Nonnis, pur rilevando alcune criticità ha ritenuto soddisfacenti i contenuti di massima dell’accordo per i chiari impegni politici presi contro i tagli a organici e plessi degli ultimi anni e a favore della continuità didattica, come dal documento politico elaborato dal sindacato.“L’accelerazione delle ultime ore fa seguito a una trattativa che ha visto le delegazioni ANIEF in primo piano in particolare per l’introduzione dei punti più tecnici sulla gestione dei flussi e operazioni di igienizzazione” spiega Gian Mauro Nonnis, in particolare grazie ai contributi dell’ingegnere Natale Saccone e del dirigente scolastico Vito Lo Scrudato portati avanti da Anief al tavolo si è riusciti a mettere in rilievo: differenziazione dei percorsi interni e dei punti di ingresso e i punti di uscita dalla struttura; predisposizione di adeguata segnaletica orizzontale sul distanziamento necessario e sui percorsi da effettuare; pulizia approfondita e aerazione frequente e adeguata degli spazi; accesso alla struttura attraverso l’accompagnamento da parte di un solo genitore o di persona maggiorenne delegata dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale, nel rispetto delle regole generali di prevenzione dal contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza all’interno della struttura; assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia previste dal rapporto ISS Covi.19, n. 19/2020; utilizzare materiale detergente, con azione virucida, per come previsto dall’allegato 1 del documento CTS del 28/05/20; garantire la adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni dei servizi igienici. Si consiglia che questi ultimi vengano sottoposti a pulizia almeno due volte al giorno, eventualmente anche con immissione di liquidi a potere virucida negli scarichi fognari delle toilette; sottoporre a regolare detergenza le superfici e gli oggetti (inclusi giocattoli, attrezzi da palestra e laboratorio, utensili vari, ecc.) destinati all’uso degli alunni. “Restano alcuni nodi in materia di reclutamento sul cosiddetto organico COVID per il quale però il ministero, con l’introduzione del concetto di continuità didattica all’interno dell’accordo, ha dimostrato sensibilità e diponibilità” conclude il presidente Marcello Pacifico che della stabilizzazione del precariato ne ha fatto la missione del sindacato Anief: “i posti attribuiti in maniera provvisoria per sopperire alle immediate esigenze devono essere stabilizzati nelle sedi di servizio.”

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Risorse importanti per l’avvio del prossimo anno scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Ma per il riparto di queste risorse il ministero ha deciso di seguire un criterio basato su dati non oggettivi (50% sulla base delle richieste degli USR e 50% sulla popolazione studentesca).” Così Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia viva capogruppo in Commissione Cultura “Noi chiedevamo di utilizzare criteri più oggettivi, come il solo numero di studenti oppure il numero di studenti per classe, perché ci siamo accorti che alcune regioni, simili alla Toscana per numero di scuole o di alunni, hanno chiesto risorse molto maggiori per personale docente e non docente” prosegue Il deputato “Abbiamo chiesto i dati – conclude Toccafondi – dai quali è emerso che se dal ministero avessero basato il riparto solo sulla base della popolazione studentesca alla nostra regione sarebbero arrivati circa 55 milioni, invece ne arriveranno 49,5. 5,5 milioni in meno, che significano circa 200 unità in meno tra personale docente e non docente, figure fondamentali per l’avvio di un anno scolastico delicato come questo.“

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XXIV Premio Internazionale Fair Play

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Roma Martedì 1° settembre 2020 ore 11.00 c/o Sede Nazionale di Confagricoltura Corso Vittorio Emanuele II, 101 conferenza stampa di presentazione del XXIV Premio Internazionale Fair Play – Menarini, nel corso della quale saranno ufficializzati i premiati e il programma dell’edizione 2020. Alla conferenza stampa prenderanno parte Angelo Morelli (presidente del comitato organizzatore del premio), il Dott. Giovanni Malagò (presidente del C.O.N.I), Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura) e Mario Agnelli (sindaco di Castiglion Fiorentino). L’introduzione sarà curata dal Dott. Pier Luigi Rossi (specialista in scienze dell’alimentazione). Si ricorda che sarà possibile seguire la conferenza stampa in diretta streaming sulla fanpage Facebook del premio che può contare anche sull’alto patrocinio del Parlamento Europeo.

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Si è conclusa la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, è rientrata all’isola dell’Elba con a bordo i ricercatori dell’Istituto Tethys impegnati con Greenpeace in attività di monitoraggio dei cetacei tra Mar Ligure, nord della Corsica e Isola d’Elba.L’area del Santuario dei Cetacei si conferma di valore unico per i cetacei del Mediterraneo. Durante i cinque giorni di monitoraggio con il supporto scientifico dell’Istituto Tethys, sono stati osservati 128 animali appartenenti a quattro specie diverse: balenottera comune, tursiope, stenella striata e grampo. L’impatto delle attività umane è però evidente: durante gli avvistamenti sia di tursiopi che di balenottere comuni sono stati studiati, tramite foto identificazione, individui con pinne dorsali amputate a causa dell’interazione con attività umane, probabilmente pesca o imbarcazioni. Nell’area è stato osservato un elevato traffico marittimo e la costante presenza di plastica in mare.Dieci gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, osservati in gruppi con una media di circa dieci esemplari; tre gli avvistamenti di tursiopi, delfini con abitudine più costiere, osservati in gruppi fino a 25 individui; in entrambe le specie è stata osservata la presenza di piccoli tra cui due nati da poche settimane. Di particolare interesse scientifico l’avvistamento di grampi, specie stabilmente presente per 25 anni nella zona occidentale del Santuario e per la quale si è osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni, e di un gruppo di tre balenottere comuni, il secondo animale più grande al mondo, che qui migra in estate per alimentarsi. Si stima ne siano rimasti solo tremila esemplari in tutto il bacino del Mediterraneo.
“Il Santuario dei cetacei è un’area di cruciale importanza per la sopravvivenza di balene e delfini del Mar Mediterraneo. La zona è infatti uno dei più importanti siti di alimentazione del Mediterraneo per molte specie di cetacei, oltre che di riproduzione per alcune di loro, grazie all’elevata produttività presente in particolare nel periodo estivo. Purtroppo, nonostante sia un’area protetta, la pressione dovuta alle attività umane è fortissima. In questo contesto, la ricerca a lungo termine è fondamentale per capire lo stato di conservazione dei cetacei e la risposta ai cambiamenti ambientali e antropici al fine di sviluppare misure di tutela che mitighino l’impatto delle attività che più minacciano questi animali, come il sovrasfruttamento della risorsa ittica, l’intenso traffico marittimo, le collisioni con le grandi imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti, l’inquinamento” dichiara Marina Costa dell’Istituto Tethys.Secondo un rapporto pubblicato da Greenpeace la scorsa settimana la pressione dell’uomo su balene e delfini è altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all’uomo), come conferma sia il monitoraggio appena condotto con l’Istituto Tethys che le tristi vicende dei capodogli intrappolati in reti spadare illegali al largo delle Eolie nelle scorse settimane e la balena “Codamozza”, con la coda completamente mozzata, avvistata l’ultima volta proprio nel Santuario e di cui si teme una triste fine. Con il monitoraggio dei cetacei si conclude la spedizione di Greenpeace “Difendiamo il mare”, che ha navigato nel Tirreno centro-settentrionale per monitorare lo stato del mare e dei suoi abitanti minacciati dalle attività umane, dall’inquinamento da plastica ai cambiamenti climatici.

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Helbiz firma un accordo con MiMoto per l’integrazione delle piattaforme e la successiva acquisizione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

L’accordo, che è il primo step del processo di acquisizione di MiMoto, condizionato alla prossima IPO sulla borsa americana (NASDAQ) da parte della società americana di e-bike e monopattini elettrici, ha ad oggetto l’attuazione di un piano che permetta l’integrazione fra le piattaforme di utilizzo dei mezzi elettrici di Helbiz (biciclette e monopattini elettrici) con quelli di MiMoto (scooter elettrici). L’acquisizione permetterà lo sviluppo della prima applicazione di sharing di soli veicoli elettrici con operatività free floating in grado di offrire ai consumatori finali un’offerta così’ ampia di tipologie di veicoli (motorini, monopattini e bici elettriche).“L’importanza di questo accordo – commenta Salvatore Palella, fondatore e CEO di Helbiz – nasce dalla volontà di promuovere e di mettere a disposizione delle città un servizio integrato di mobilità elettrica tramite la sinergia con un’azienda con competenze complementari a quelle di Helbiz e un ramo di business che ha visto nel 2019 una crescita di fatturato del 100%, con uno sviluppo in città strategiche per l’Italia come Milano, Torino e Genova. I prossimi mesi vedranno un’accelerazione della transizione verso una nuova mobilità elettrica, come Helbiz stiamo sviluppando un modello di business totalmente in ottica ESG quindi promuoviamo le nuove politiche di sostenibilità sia ambientale che sociale di cui le principali città in Europa in UK e USA si stanno dotando; credo sarà fondamentale promuovere mezzi agili ed in grado di occupare poco spazio per non rivedere le nostre città bloccate dal traffico e dall’inquinamento.”
L’operazione appena conclusa, segue l’assegnazione di ben otto nuove licenze ad Helbiz che dal mese di luglio opera nelle città di Bari, Cesena, Pescara, Pisa e Latina in Italia oltre ad Atlanta, Alexandria e Arlington negli USA. MiMoto da parte sua ha recentemente inaugurato la partenza dei Comuni di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino. Grazie a queste ultime acquisizioni le due società possono contare su una flotta di 7000 monopattini elettrici, 3.000 e-bike a pedalata assistita e 1.000 motorini elettrici servendo circa 1.200.000 utenti con servizi di micro-mobilità. Nell’ambito dell’operazione, Helbiz è stata assistita da Ortoli Rosenstadt e Deloitte Legal per gli aspetti legali rispettivamente in USA e Italia. MiMoto è stata assistita da Inexo per le attività di M&A e da Dentons per gli aspetti legali.

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Riacquisto cittadinanza agli italiani che l’hanno perduta

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Attraverso la stampa apprendo che i colleghi della maggioranza sono favorevoli a ridare la cittadinanza a quegli italiani che l’hanno perduta in seguito ad espatrio, non per loro negligenza. Una bella notizia che garantirebbe un diritto per il quale mi sono battuta sin dalla scorsa legislatura in Parlamento. Una battaglia riproposta anche in questa legislatura. A questo punto mi aspetto, perché questi non sembrino solo annunci propagandistici, che la maggioranza chieda la calendarizzazione dei provvedimenti già depositati su questo tema. Ritengo che anche l’opposizione, a cominciare dalla sottoscritta, sarebbe favorevole. Rimbocchiamoci le maniche, fatti, non parole!” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Quattro imperdibili eventi in Provincia di Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Brescia. La suggestiva ambientazione del piazzale della Locomotiva nel Castello di Brescia farà da quinta, dal 1 al 6 settembre, al Festival dei Sapori, l’appuntamento annuale legato al progetto East Lombardy, che metterà in scena quanto di meglio e più tipico offre in tavola la provincia di Brescia. La manifestazione, che rientra nella rassegna We Love Castello, si articolerà in una serie di appuntamenti, per grandi e per piccini, fra cui presentazioni del territorio bresciano con degustazioni dei relativi prodotti e vini, Laboratori per famiglie con Slow Food, Arte e food (tutti i giorni a partire dalle 16.00). Domenica 6 settembre, dalle 10.00 alle 21.00, si chiuderà con un grande Mercato dei sapori a cura dei produttori East Lombardy.
La Centomiglia del Garda tornerà il 5 e 6 settembre con la sua 70a edizione, confermandosi la regata più longeva della vela italiana e la più lunga su laghi europei. I migliori equipaggi europei scivoleranno sulle acque del Garda nella combattutissima e spettacolare sfida sulla distanza che dà il nome alla regata, che richiama ogni anno un foltissimo gruppo di spettatori per quella che è una grande festa dello sport. A fare da preludio sarà, domenica 30 agosto, il Test Event del 54° Trofeo Gorla-50 Miglia del Garda. Grande spazio sarà riservato alle classi monotipo dei laghi, quelle barche che da sempre affollano la partenza dal porticciolo di Bogliaco di Gargnano, Asso, Dolphin, Ufetti 22, Protagonist. Non mancheranno velisti stranieri, che arriveranno da Austria, Svizzera, Germania e Ungheria, troppo innamorati del lago per non essere al via delle sue regate regine. Sia al Trofeo Gorla, sia alla Centomiglia (sabato 5 settembre) si salperà alle 8.30 dal porticciolo di Bogliaco. L’attuale record di percorrenza è del catamarano The Red, barca per metà ungherese del lago Balaton, per metà di un equipaggio dello Yacht Club di Cortina d’Ampezzo. Dopo la Centomiglia, il 13 settembre si correrà la festa della Childrenwindcup, di cui da 13 anni sono protagonisti i piccoli del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale dei bambini di Brescia. Sarà il ringraziamento da parte della gente del Garda agli eroi del Covid, operatori, volontari, infermieri e medici del Civile di Brescia.
Il 12/13 e il 19/20 settembre appuntamento con il Festival Franciacorta in Cantina. Cantine aperte, gustose proposte gastronomiche, coinvolgenti iniziative culturali e sportive: un doppio weekend per immergersi appieno nella magica atmosfera della Franciacorta, dove tra monasteri, castelli e dimore storiche immerse nei vigneti, nasce un vino unico. 62 le cantine partecipanti, che organizzeranno visite guidate con degustazione ed eventi speciali come tour nei vigneti, pic nic tra i filari, gite in bicicletta… La prenotazione sarà obbligatoria, contattando direttamente le singole aziende. Un appuntamento adatto a tutti: dagli enoappassionati, che potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godranno delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. La sera di sabato 19 settembre ci sarà una “Open Night” in occasione della quale alcune cantine e ristoranti rimarranno aperti fino a tarda sera con proposte esclusive.
Dalla primavera all’autunno: anche in quest’anno così particolare la 1000 Miglia, la “corsa più bella del mondo”, non ha voluto mancare all’appuntamento con i suoi fans e, in luogo della consueta data di maggio, svolgerà la sua 38° e attesissima edizione da giovedì 22 a domenica 25 ottobre. A sfilare e gareggiare saranno stupende auto costruite fra il 1927 e il 1957. Momenti clou saranno la punzonatura e la partenza: circa 400 equipaggi provenienti da una trentina di paesi del mondo si ritroveranno per dare vita a un corteo di auto storiche che attraverserà i suggestivi paesaggi del lago di Garda attraversando Desenzano e Sirmione, si spingerà fino a Roma per poi fare ritorno a Brescia. La competizione si concluderà sulla pedana di arrivo di Viale Venezia, dove tutto ebbe inizio 93 anni fa con la prima Coppa delle 1000 Miglia.Per saperne di più su questa affascinante gara entrata nel mito, si può visitare il Museo della Mille Miglia, ricavato dalla ristrutturazione di uno splendido ex monastero benedettino nella zona di S. Eufemia, a est del centro cittadino, e diventato custode della sua storia. Il museo coinvolge non solo gli appassionati di auto storiche e della celebre corsa, ma anche visitatori e famiglie che percorrendo i suoi ampi spazi si trovano immersi in un’epoca che ormai non c’è più, qui custodita con la massima cura. Le auto in esposizione (dal 1927 agli anni ’60), sfilano metaforicamente, avvolte da allestimenti e scenografie che richiamano i vari periodi e le epoche toccati dalla corsa. Ai visitatori viene fornito un tablet audioguida che illustra le varie sezioni del museo con spiegazioni e filmati. http://www.visitbrescia.it

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Politiche con un modello di sviluppo nuovo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

di Giulio Pirovano e Roberto Roggero. L’incerta strada di uscita dal COVID ci mostra una realtà nella quale dobbiamo scegliere tra salute umana e sviluppo economico. L’attuale riduzione di oltre il 12% del PIL costringe a ripensare un nuovo senso per questa socio-economia asfittica. Con quale nuova logica ci potremo salvare? Il tema modello di sviluppo ha oggi più che mai un riscontro in diverse dichiarazioni politiche, riferendosi in particolare ai temi ambientale e del cambiamento climatico. Ma in questo post—COVID il nuovo modello è l’unica via di uscita reale. In Politiche con un modello di sviluppo nuovo viene proposta una riflessione che va oltre i riferimenti ambientali, nella consapevolezza che occorra avere chiari i criteri per attuare una visione unitaria di lungo periodo, ricostruire i processi ambientali, sociali ed economici basandoli sull’utilizzo delle logiche della Vita. Il modello si regge sulla catena della certezza scientifica attraverso criteri di azione semplici constatabili da chiunque. Alla descrizione essenziale del Nuovo Modello segue una osservazione attenta delle realtà politiche e delle loro dinamiche in ambito comunale, regionale e nazionale. Non sono trascurati modelli presenti in Europa che fanno riferimento all’azione in particolare della fondazione di Jeremy Rifkin, come non sono ignorate le posizioni di Kate Raworth, che con la sua Economia della ciambella propone una prospettiva economica per il XXI secolo. Il testo prende le mosse dalla osservazione della questione ambientale per poi considerare la realtà sociale e l’economia: la riflessione sull’economia muove da alcune affermazioni contenute nella relazione di OXFAM nell’ambito delle tavole rotonde del Forum 2019 di Davos, per poi riferirsi ai processi europei e giungere alla tassonomia che sta alla base dei processi di transizione finanziaria, verso una socio- economia pienamente sostenibile. Il problema è universale e si evidenzia nella realtà macro, ma riguarda in particolare il dimenticato equilibrio socio-economico delle realtà micro che devono rimanere vitali e vitalmente operanti; a partire dalla famiglia soggetto sociale, dal profitto locale , dalla capacità di produrre , e di unificarsi facendo rete con il resto della realtà. Chiudono la riflessione proposta con Politiche con un modello di sviluppo nuovo, paragrafi dedicati al tema dell’educare nella
consapevolezza che non bastano certo poche pagine per affrontare la complessità delle politiche per la scuola, convinti però che sia importante elencare alcune mete da raggiungere attraverso l’uso dei criteri di sviluppo che fanno riferimento a questo Nuovo Modello. Il libro è distribuito in formato digitale attraverso le piattaforme Kobo.com e Kindle store in Amazon.it, in formato a stampa attraverso la piattaforma Lulu.com.

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Bonus ristoranti per 100% ‘made in Italy’

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, ha fatto sapere che il Governo si appresta ad approvare un bonus per quei ristoratori che acquisteranno prodotti 100% “made in Italy”. Obiettivo: incrociare gli interessi delle imprese di ristorazione e agroalimentari e dei lavoratori. Il metodo bonus non è una novità, ben navigato da quando esiste nei provvedimenti per la crisi economica da pandemia. L’impostazione è che le aziende sono tutte sane e produttive a prescindere, e quindi è bene che restino attive. Obiettivo nobile che prescinde dal mercato e dai consumatori, cioè dal tipo di sistema economico italiano, comunitario e cosiddetto occidentale.In attesa che, al di là di preannunci tutti accattivanti e di semplice attuazione, si possa leggere nero su bianco cosa hanno deciso di fare, ci concediamo alcune osservazioni.
100% “made in Italy”. Speriamo che facciano attenzione visto che mediamente la percentuale assoluta è impossibile e, più che talvolta, il marchio “made in Italy” viene concesso anche solo per l’assemblamento di prodotti che vengono da altri luoghi. E questo vanificherebbe le buone intenzioni verso gli italiani produttori.
Bonus sul 100% “made in Italy”, siamo sicuri che non contrasti con la normativa europea di libera circolazione delle merci, per cui in Italia un pomodoro catalano dovrebbe avere gli stessi diritti di mercato di un pomodoro siciliano?
Prezzi nei menù. E’ notorio che un prodotto “made in Italy” costa di più di un altro. Sulla qualità è da verificare caso per caso. I ristoratori sarebbero incentivati ad acquistare prodotti più costosi, con uno sconto che potrebbe grossomodo anche portare il prezzo di acquisto del nostro pomodoro siciliano simile a quello catalano (ripetiamo: sulla qualità va verificato caso per caso). Quindi, in teoria, potrebbero non aumentare i prezzi dei menù. Ma qualcuno lo vede un ristorante, che ovviamente si fregerà come non mai di avere prodotti “made in Italy”, praticare gli stessi prezzi sui suoi menù? Suvvia, anche se il bonus dovesse colmare questo gap tra “made in Italy” e “made in xxx”, non siamo nati domani… Quindi, a pagare questa situazione, saranno i consumatori. A beneficio, come dice la nostra ministra, di imprese agroalimentari, di ristorazione e dei lavoratori. Dimenticando che tutti gli umani che fanno parte di questi beneficiati sono nello stessotempo consumatori, e quindi “restituiranno” attraverso un’altra strada i benefici avuti come aziende e lavoratori.
Qui ci si pone una domanda semplice semplice: invece di dare bonus a pioggia, partendo per l’appunto dal presupposto che le aziende sono sane per il solo fatto che esistevano prima della pandemia, perché non si diminuiscono le tasse a queste aziende? E poi ognuna, sul mercato con le sue capacità, agirebbe di conseguenza? Sarebbe un metodo che non penalizzerebbe nessuno (attivo, ovviamente, non passivo). Mentre coi bonus vengono penalizzati mercato e consumatori.
Il primo perché si incentiva la presenza e non la dinamicità e capacità. I secondi perché sarebbero vittime indifese e finanziatori di tutte le operazioni di incentivazione e risanamento. Lo Stato dovrebbe/potrebbe andare in pari: non spenderebbe per i bonus ma avrebbe meno introiti fiscali. E probabilmente guadagnerebbe anche dal fatto di non dover istruire e sostenere tutti i costi di questi vari passaggi per l’erogazione e la gestione dei bonus. Questo lo scriviamo per diversi motivi. Tra cui l’esperienza delle politiche di bonus di questi ultimi mesi che, sembra, non abbiano affrontato di petto la grave (e sempre più tale) situazione economica in regime di pandemia. E il fatto che le economie di mercato (ovviamente se si vuole restare tali e non passare a quella unica di Stato) senza concorrenza e competizione (anche col rischio di doverne essere espulsi per incapacità) non hanno ragion d’essere. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Accordo per la creazione della società FiberCop con KKR e Fastweb”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“L’intervento senza precedenti del Governo durante il CdA di Telecom Italia, che ha deciso di mettere in stand-by fino al 31 agosto la cessione di una quota del 38% della sua rete secondaria (FiberCop) al fondo americano KKR” per inserirlo nella creazione di una rete nazionale integrata a banda larga più ampia e aperta a diversi player, “rende più a rischio l’accordo per la creazione della società FiberCop con KKR e Fastweb”. Questo è il giudizio che emerge dall’analisi di Hsbc Global Research pubblicata oggi su FiberCop.
Nel report si legge infatti: “Ci aspettavamo una decisione del consiglio di amministrazione del Gruppo TIM sull’offerta vincolante di KKR per una partecipazione di minoranza significativa in FiberCop, tuttavia ha deciso di riconvocarsi il 31 agosto per deliberare in modo conclusivo sul Progetto FiberCop”.
FiberCop è il progetto di separazione della rete secondaria di TIM (incluso l’80% detenuta da TIM in Flash Fiber) e della partnership con KKR Infrastructure e Fastweb contenuti nell’offerta ricevuta dal fondo americano KKR.L’offerta è pari a 1,8 miliardi di euro per l’acquisto da parte di KKR Infrastructure del 37,5% di FiberCop sulla base di un enterprise value di circa 7,7 miliardi di euro (equity value 4,7 miliardi di euro), mentre Fastweb avrebbe il 4,5% del capitale di FiberCop a fronte del conferimento del 20% attualmente detenuto in Flash Fiber. L’obiettivo è trasferire in FiberCop l’infrastruttura passiva di Tim, quella che va dal cabinet alle abitazioni per gestire meglio il passaggio dal rame alla fibra.
Ma perché, allora, per gli analisti di Hsbc l’intervento dell’esecutivo “rende più incerto” la nascita di FiberCop?“La struttura delle trattative attuali di FiberCop è più a rischio”, scrivono gli analisti nel report, “perché”, ieri, “durante la conference call sui risultati del secondo trimestre 2020, l’amministratore delegato di TIM, Luigi Gubitosi, ha dichiarato che il Gruppo si atterrà alla sua decisione di vendere una quota di minoranza nella rete dell’ultimo miglio, ma ha anche ammesso che i colloqui con Open Fiber comporterebbero l’intera rete fissa, lasciando effettivamente la porta aperta per una revisione significativa dei termini del potenziale coinvolgimento di KKR”.

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