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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Gargano: 200.000 piante autoctone pronte per essere piantumate

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Lo sarà sul più grande promontorio italiano, nella cui biodiversità è rappresentato il 30% della flora italiana.“La sicurezza idrogeologica del Paese è strettamente connessa alla manutenzione dei territori montani, dove è indispensabile creare le condizioni per la permanenza del presidio umano” ricorda Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione (ANBI), che prosegue: “Per questo guardiamo con particolare attenzione al progetto pilota Forgargano, che interessa lo sperone d’Italia.” Ha preso infatti il via, con il posizionamento di trappole a ferormoni soprattutto per gli insetti defogliatori, il progetto pilota ForGargano, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020.Ne è soggetto capofila il Consorzio di bonifica montana del Gargano, in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Gargano, l’Università di Foggia (dipartimento di agraria) ed alcuni soggetti privati.L’obbiettivo del progetto, che interessa un’area fra Ischitella e Vico del Gargano, è quello di implementare sistemi e metodi innovativi per migliorare la redditività delle aziende agricole, fornendo loro gli strumenti per rendere più efficienti e remunerative le attività boschive; in tal modo verrà promossa la valorizzazione e la tutela delle risorse forestali, favorendone il mantenimento e la cura, in osservanza del Piano del Parco, delle linee di gestione delle Aree “Natura 2000” e delle linee guida per la Gestione Sostenibile delle Risorse Forestali e Pastorali nei Parchi Nazionali.In particolare, il progetto perseguirà la tutela delle specie boschive autoctone, idonee ad interventi di restauro del paesaggio; una gestione forestale sostenibile nell’ottica del ripristino e della valorizzazione dei servizi ecosistemici dei boschi; l’implementazione dei sistemi di controllo degli insetti dannosi; la valorizzazione delle biomasse forestali autoctone a fini energetici; la valutazione dei potenziali mercati capaci di valorizzare i prodotti di scarto della gestione forestale.La novità del progetto è il coinvolgimento diretto di aziende agricole, che saranno istruite sulle ricadute anche economiche di una corretta gestione del patrimonio boschivo: dalla produzione di energia per autoconsumo, alle attività turistiche fino al restauro delle foreste, utilizzando piante ed arbusti locali (roverella, cerro, faggio, pino d’Aleppo, orniello, biancospino), nonché applicando tecniche di ingegneria naturalistica con importanti ricadute sull’equilibrio idrogeologico.

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