Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

La giustizia che non si vuole riformare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Quante volte abbiamo sentito dai nostri politici che è loro intenzione portare avanti una seria riforma della giustizia? Tante, tantissime sino al punto di aver perso il conto delle volte che questa fatidica parola è stata pronunciata. Qualcuno ingenuamente potrebbe chiedersi e chiedere perché non si riesce nell’intento? A costoro potremmo addurre non una ma decine di ragioni ma per contenere la risposta al nocciolo potremmo dire che fa comodo soprattutto a chi si prende beffa della giustizia e può fare i suoi comodi certo che nella mala parata vi sarà, alla fine del percorso processuale, nei suoi vari gradi di giudizio, una provvidenziale prescrizione per decorso dei termini. In questo modo abbiamo due cammini giudiziari dove il primo non riesce a colpire i super dotati di poteri politici e clientelari e l’altro che fa scendere la sua mannaia sul povero Cristo che è finito sotto i suoi ingranaggi per aver rubato un tozzo di pane per fame. Il primo avrà nella peggiore delle ipotesi un processo lungo fino alla prescrizione e l’altro sarà condannato per direttissima. Si aggiunge poi alla beffa lo scorno quando un solerte poliziotto che arresta un borseggiatore in flagranza di reato lo porta in commissariato per le misure di competenza. Il solito ingenuo mi dirà: sarà processato per direttissima e condannato con tanto di pena, ed invece no. Si prendono i suoi estremi e viene rilasciato nel giro di poche ore. Così è probabile che lo stesso poliziotto se lo rivedrà in giro per continuare a commettere lo stesso reato, se non peggio.
Oggi sta diventando molto rischioso persistere con questo andazzo perché la gente è arcistufa di una giustizia ad orologeria e finisce con il prendersela proprio con chi nella filiera giustizia è il più esposto, ovvero il poliziotto. Dove abbiamo imparato che la giustizia è una cosa seria? Probabilmente sul pianeta Marte. Ma la giustizia, per chi lo avesse dimenticato è davvero una cosa seria, anzi serissima e allora perché non la facciamo funzionare? Qui non si tratta di ledere i diritti della difesa e i doveri dei magistrati tra giustizialismo e garantismo ma significa semplicemente che quando nella convivenza civile si stabiliscono delle regole o si rispettano sino in fondo, senza sconti partigiani, o si dichiara forfè e si scade nell’anarchia. Cosa vogliamo fare? (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: