Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Mario Tassone: la riforma della giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Si riprende la scena la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura da tempo auspicata. Ci sono state nel passato delle modifiche (ministri Castelli e Mastella) che non hanno raggiunto effetti apprezzabili. Ora se ne avverte l’urgenza dopo la vicenda Palamara che non può essere derubricata a episodio ma è la spia di un malessere profondo. Tutto questo è stato da tempo rilevato. Il Parlamento ha mostrato debolezza nei confronti di un ordinamento, non organo costituzionale. Con tangentopoli la politica si è arresa allo strapotere delle procure lasciando che il percorso della espansione della democrazia e delle libertà fosse interrotto e alterato. I cittadini hanno applaudito anche quando lo “Stato di diritto” e le istituzioni di democrazia rappresentativa venivano umiliati. Per interesse veniva e viene fatto un “unicum” tra i responsabili di comportamenti illegali e le istituzioni depositari della sovranità popolare. La riforma del CSM è urgente. Una riforma vera e non gli aggiustamenti tecnici-amministrativi del Ministro della giustizia. Come si fa a proporre la elezione per sorteggio dei membri del CSM e per sorteggio la designazione dei componenti le commissioni come quella disciplinare sempre del CSM? Il problema vero è che senza una “rivisitazione” complessiva dell’ordinamento giudiziario ogni tentativo di riformare il CSM è destinato ad essere un “diversivo”. Le questioni vera, a mio avviso, non è la separazione delle carriere tra inquirenti e magistrati giudicanti, ma il superamento dei due “status” diversi. Infatti gli inquirenti promuovono l’azione penale ma non giudicano. Quindi non possono far parte dell’ordinamento dei giudici ma per essi va studiato un ordinamento proprio e un ordine di autogoverno. L’accusa e la difesa non possono essere squilibrate. Inoltre nel CSM non possono fare parte più gli eletti del Parlamento. Così si va verso la pienezza dell’indipendenza (non dalla legge come è stato più volte inteso con comportamenti “consequenziali”) della magistratura giudicante. Va, poi, regolato il funzionamento dell’organismo degli inquirenti che non è un CSM. Un’ultima considerazione. Da più parti si chiede chiarezza per i concorsi in magistratura. C’è chi propone come l’avv. Raimondi, ottimo professionista, una commissione parlamentare di inchiesta per valutare le criticità dei concorsi e apportare le necessarie correzioni. La selezione dei magistrati e la trasparenza dei concorsi è vitale: condizione Imprescindibile di una riforma della giustizia altrimenti continua lo spettacolo che non diverte ma uccide il Paese!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: