Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 22 agosto 2020

Vladimir Putin e il modo di produzione capitalista

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Non esiste bene comune tra capitalisti e proletari”, era l’inizio del precedente Comunicato CC, il 22/2020. Puntualmente Vladimir Putin ha provveduto a dimostrarlo e a spiegare di cosa si tratta in un caso pratico. Il governo della Federazione Russa ha dichiarato che gli scienziati di un centro di ricerca russo hanno messo a punto un vaccino contro il coronavirus Covid-19. Lo hanno chiamato Sputnik V in memoria del primo satellite lanciato dagli uomini. Esso venne lanciato nel 1957 dall’Unione Sovietica erede della costruzione del socialismo diretta dal Partito di Lenin e di Stalin. Krusciov e i suoi compari, traditori del comunismo mascherati da comunisti, l’avevano appena dirottata (con il XX Congresso di febbraio 1956) sulla via che la portò alla dissoluzione circa 35 anni dopo. Caratteristiche della via: non più il potere nelle mani del proletariato organizzato con alla testa il Partito comunista, ma “Stato di tutto il popolo” cioè nelle mani della nuova borghesia che manipola tutto il popolo; meno piano e più mercato; non più aiuto ai movimenti rivoluzionari di tutto il mondo, ma competizione economica con gli USA.Il vaccino se è efficace è una grande conquista, visto che la pandemia infuria ancora in tutto il mondo e che i morti dichiarati sono già oggi quasi un milione. A chi servirà il vaccino Sputnik V? Lenin e Stalin avevano detto: noi comunisti, alla testa del primo paese socialista, ci permettiamo di usare, senza pagare diritti e bevetti a nessuno, tutte le idee e conoscenze di altri che siamo capaci di usare e siamo lieti che gli altri usino gratuitamente le nostre, anzi li aiutiamo a farlo: noi comunisti non depositiamo brevetti! E lo facevano. Dopo la vittoria della rivoluzione nel 1949, la Repubblica Popolare Cinese avviò la ricostruzione e l’industrializzazione del paese con decine di migliaia di esperti e tecnici sovietici che Kruscev ritirò di colpo quando il Partito Comunista Cinese, capeggiato da Mao Tse-tung, rifiutò di avallare le decisioni del XX Congresso del PCUS. Se Putin anziché erede di Gorbaciov il liquidatore dell’URSS e di Boris Eltsin fosse erede di Lenin e di Stalin, oggi tutti gli scienziati del mondo capaci di farlo potrebbero, i capitalisti per i quali lavorano permettendolo, verificare se il vaccino russo Sputnik V è efficace e giovarsi delle scoperte degli scienziati russi oltre che verificarle. Pensate quanti morti in meno, quanti ricoverati e ammalati in meno e quanto minore affanno a mascherarsi e girare mascherati. Ma questo comporterebbe meno valorizzazione dei capitali investiti nei centri di ricerca e sviluppo di vaccini e in produzione e sfruttamento di vaccini: quindi è incompatibile con il modo di produzione capitalista.Gli impiegati dei centri di ricerca concorrenti storcono il naso: come i capitalisti loro padroni sperano che il vaccino di ogni concorrente sia un flop. Le autorità russe si preparano a vendere il vaccino: chi ha più soldi sarà il meglio servito. Ecco terra terra la differenza tra socialismo e capitalismo in un campo concreto! (fonte:nuovopci.it)

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Parco Eolico Tuscania: ennesimo attacco al paesaggio!

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

La migliore energia è quella che si risparmia. Soprattutto migliorando l’efficienza energetica delle residenze e dei grandi immobili ed evitando così di disseminare sul territorio italiano, già martoriato da tanti punti di vista, altre inutili cattedrali nel deserto come i parchi eolici. Questa è la ricetta che ci sentiamo di ripetere di fronte all’ennesimo attacco che si sta portando avanti nella Tuscia viterbese con un progetto relativo alla costruzione di un parco eolico costituito da 16 aereogeneratori nella campagna tra Tuscania e Arlena di Castro – spiegano Ebe Giacometti, Pre-sidente nazionale di Italia Nostra e Maria
Rita Fiasco, Presidente di Assotuscania – In generale, ci preme ricordare ai Ministri competenti che non si ottiene alcune elemento significativo né nel breve periodo e tantomeno nel lungo periodo, incentivando forme di sovrapproduzione energetica in cam-bio di danni al paesaggio e al territorio permanenti, soprattutto in aree delicatissime come quella in esame. Peraltro, tutte queste proposte presentano contributi pubblici che potrebbero invece essere utilizzati in altri ambiti, quali l’efficientamento energetico. Non sono soltanto le pale eoliche ad incidere negativamente sulla fauna e sul paesaggio ma anche tutte le infrastrutture di rete, allacci, strade utili al trasporto dei materiali, a rappresentare un vero e proprio problema permanente a danno dell’ambiente. Ci riserviamo di acquisire tutti gli elementi per produrre le nostre osservazioni ma, rimane radicata e forte in noi la convinzione che la miglior energia è quella che si risparmia e non quella che si produce con gli incentivi statali a danno del territorio.

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72ª stagione lirica del Luglio Musicale Trapanese

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

La seconda produzione lirica in programma è Il Maestro Cimarosa, un viaggio tra le migliori produzioni del compositore Domenico Cimarosa con il regista ed interprete Marco Filippo Romano. Danilo Coppola per scene e costumi e Giuseppe Saccaro per le luci.Il Matrimonio Segreto, il Maestro di Cappella sono alcuni dei titoli che saranno interpretati. L’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese sarà diretta da Lorenzo Orlandi. Lo spettacolo andrà in scena il 22 e il 25 agosto alle 21.00 al Chiostro di San Domenico a Trapani.
Venerdì 28 agosto e in replica domenica 30 agosto alle 21.00 al Teatro Giuseppe Di Stefano a Trapani sarà la volta di Norma, il capolavoro di Vincenzo Bellini con regia, scene e luci di Raffaele Di Florio e i costumi di Lucia Imperato. Dirige sul podio l’orchestra e il coro del Luglio Musicale Trapanese il M° Andrea Certa. Il coro è guidato dal M° Fabio Modica.
Il soprano Desirée Rancatore vestirá i panni di Norma, Alessia Nadin quelli di Adalgisa. Ed ancora Pollione sarà interpretato da Giulio Pelligra, Oroveso da Cristian Saitta, Clotilde da Simona Di Capua ed infine Flavio da Saverio Pugliese. Il racconto si svolge nelle Gallie al tempo della dominazione romana e la sacerdotessa Norma, figlia del capo dei druidi Oroveso, è stata l’amante segreta del proconsole romano Pollione, dal quale ha avuto due figli all’insaputa di tutti, cresciuti dalla fedele serva Clotilde.
Il ciclo dei concerti si concluderà sabato 29 agosto, nel centro storico di Trapani, nell’elegante Via Torrearsa, con la Messa di Requiem in Re min. K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart interpretata da solisti di caratura nazionale e internazionale come Clara Polito, Simona Di Capua, Tatsuya Kashi, Cristian Saitta. Dirige l’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese il M° Andrea Certa. Il coro sarà istruito dal M° Fabio Modica.

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Sì al bonus a 3 consiglieri leghisti del Veneto, no ai cento lavoratori intermittenti della Fenice

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

I consiglieri regionali del Veneto percepiscono uno stipendio di ottomila euro netti al mese. Non sono pochi soldi! Eppure tre consiglieri della Lega hanno ben pensato di arrotondare richiedendo il sussidio di 600 euro per la partite IVA.Uno dei tre, che è anche commercialista, ha dato la colpa ad un socio che avrebbe richiesto il bonus a suo nome, il secondo al suo commercialista e il terzo invece a sua moglie. Ma tutti e tre hanno spergiurato che il fatto è avvenuto a loro insaputa.Solo in un caso il bonus è stato respinto dall’INPS, per gli altri due il bonus invece è stato concesso. Evidentemente l’INPS ha giudicato che 8.000 euro di stipendio siano una miseria e che il bonus era indispensabile per garantire una vita dignitosa ai due consiglieri regionali.Peccato che la stessa INPS abbia deciso invece che il bonus non andava concesso ad un centinaio di lavoratori intermittenti presso il Gran Teatro La Fenice, motivando questo rifiuto con la percezione, nel mese di marzo, dell’assegno del Fondo d’integrazione salariale per cifre che andavano a seconda dei casi da qualche decina a qualche centinaio di euro, cioè da venti a duecento volte meno dello stipendio di un consigliere regionale! Questi cento lavoratori intermittenti si trovano oggi in una situazione economica drammatica, dal momento che da aprile ad oggi non hanno percepito nessuna forma di contributo economico, né FIS, né bonus di €600. Come USB, rinnovando la richiesta di un incontro presso l’INPS perché sia riconosciuta ai lavoratori una forma di integrazione al reddito come previsto dalla legge, non possiamo non stigmatizzare la disparità di trattamento riservata dall’INPS ai due diversi casi.

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I 15 finalisti di “Palco d’Autore”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Salerno. Fervono i preparativi per la finale della prima edizione di “Palco d’Autore”, che si terrà il 17 agosto all’Arena del Mare di Salerno. Il contest Nazionale dedicato agli Autori, Cantautori ed Interpreti, che sarà ripreso e poi trasmesso in differita su ARTECULTURA TV, ideato da Tino Coppola ed è organizzato dalla Bit & Sound Music con il Patrocinio del Comune di Salerno. sarà il primo concorso live nazionale, dopo il lockdown. 15 in tutto i finalisti che saliranno sul palco per presentare i loro brani nella serata che sarà condottata da Claudio Gambaro, di Radio Sanremo, speaker radiofonico e televisivo nazionale, esperto della scena cantautorale italiana Ma vediamo chi saranno i 15 protagonisti, selezionati dalla giuria, sulle oltre 150 richieste ricevute. Si tratta di Graziana Bellofiore di Siracusa, Andrea Brunini di Lucca, Cedro di Bari, Shuamy Chiaro di Napoli, Christian Frosio di Bergamo, Manuel Galardo di Napoli, Carmela Galluzzo di Sarno, Roberta Guido di Giffoni Valle Piana, Enrico Marino di Salerno, Ritapia Papa di Salerno, Massimo Poppiti di Salerno, Paolo Propoli di Sorrento, Rocco Scarano di Salerno, Massimo Sorgente di Salerno e Mauro Tummolo di Lavello (Potenza). La serata vedrà come ospiti i “Segni Distintivi” duo di poliziotti/cantautori composto dal salernitano Angelo Forni e dal romano Fabio Sgrò e la consegna di due premi alla carriera che andranno a Gianni Mauro dei Pandemonium e a Matteo Saggese. La seconda parte della serata, invece, vedrà come protagonista la talentuosa cantautrice salernitana: Alfina Scorza Quartet, che proporrà alcuni dei suoi brani più belli accompagnata da Pasquale Curcio (chitarra), Ivan Cantarella (batteria e percussioni), Pietro Giordano (violino).
I biglietti per assistere alla serata, che avrà inizio alle ore 21 (ingresso in Arena dalle ore 20.15), hanno un costo di euro 10 + 1.50 di prevendita sono in vendita online sul sito http://www.go2.it, oppure presso l’agenzia Milagro in via Diaz a Salerno, oppure si potranno acquistare direttamente presso il botteghino dell’Arena del Mare la sera stessa dello spettacolo a partire dalle ore 18.

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9° biennio del Master in giornalismo “Giorgio Bocca”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Torino È aperto il bando di partecipazione dell’Università di Torino, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Il Master è oggi la principale porta di accesso alla professione giornalistica: la frequenza equivale al praticantato e permette, terminato il percorso, di sostenere l’esame di Stato e di essere iscritti all’Albo dei professionisti.
Fino al 3 settembre p.v. è possibile presentare la domanda di ammissione al biennio 2020/2022 che inizierà a novembre. Tutte le informazioni sulla procedura di iscrizione sono disponibili qui: http://www.mastergiornalismotorino.it. Le parole chiave di questa nuova edizione del Master sono: digital first, economia e finanza, giornalismo scientifico, internazionalizzazione, sostenibilità editoriale. Il Master sarà diretto da Marco Ferrando, caporedattore responsabile della sezione Finanza e Mercati de “Il Sole 24 Ore”, selezionato da apposito bando ora in attesa del parere dell’Ordine necessario alla nomina formale.
Come di consuetudine, oltre a docenti e tutor competenti ed esperti, le studentesse e gli studenti potranno incontrare e interagire con giornalisti e professori nazionali e internazionali. Il programma di formazione integra studio e pratica professionale nelle modalità previste dalla convenzione con l’Ordine. Prevede 300 ore di lezioni accademiche per la cultura del giornalismo contemporaneo (88 Crediti Formativi Universitari); 1700 ore di laboratori giornalistici per apprendere l’utilizzo dei tools e dei metodi di lavoro; attività redazionale quotidiana su portale web e social network, carta stampata, tv e radio grazie a tutor professionisti esperti; 5 mesi di stage (2 nel primo anno, 3 nel secondo) presso le più prestigiose testate nazionali; una prova finale per conseguire il titolo. Possono candidarsi tutte le studentesse e gli studenti in possesso di titolo di laurea triennale appartenente a tutte le classi di laurea o i laureandi e le laureande se in condizione di conseguire il titolo entro la scadenza prevista per il perfezionamento dell’immatricolazione. I posti disponibili sono 20.Una prima selezione avverrà sulla base del curriculum vitae e dei titoli delle candidate e dei candidati. Seguiranno prove scritte e orali.
Il costo del Master è di 13.000,00 Euro per i due anni. Si tratta di una riduzione di circa il 30% rispetto ai bienni precedenti. L’obiettivo è di contenere quanto più possibile eventuali diseguaglianze all’ingresso, una necessità urgente tanto più in tempi di crisi per pandemia. In questa prospettiva sono garantite dal Master borse di studio o in alternativa, esenzioni dei costi, pari al 20 per cento delle somme totali versate dagli studenti.

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Le ferite del lockdown sulle PMI lasciate sole

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Lignano Sabbiadoro (UD) «Un secondo lockdown sarebbe mortale e a Roma lo sanno bene: i costi economici e sociali sarebbero molto superiori a quelli necessari per curare le persone che dovessero ammalarsi». Il presidente di CNA Udine, Luca Tropina, ha aperto così il primo incontro della decima edizione della rassegna “Economia sotto l’Ombrellone” organizzata dall’agenzia di comunicazione Eo Ipso e in svolgimento a Lignano Sabbiadoro (UD). Una preoccupazione, quella di Tropina, condivisa anche dagli altri due relatori della serata: il creatore di paralumi e lampade, Michael Genovese, titolare dell’azienda artigiana udinese Abat-Juor, e il titolare della Sartoria Chiussi, fondata a Udine 152 anni fa, Giorgio Chiussi.
Durante l’incontro, dedicato a “La ripartenza dell’artigianato e delle Pmi”, i tre relatori hanno analizzato la situazione del settore artigiano e delle piccole e medie imprese friulane e nazionali, i cambiamenti indotti dal periodo pandemico, gli interventi che sarebbero necessari e le prospettive che si aprono per i prossimi mesi.
Chiussi, che ha registrato la perdita del 40% di fatturato durante il lockdown, è rimasto però «enormemente sorpreso» nel vedere come dal 18 maggio, giorno della riapertura, «il lavoro è ripreso come se non avessimo mai chiuso, anche se con una notevole differenza: prima gran parte dei clienti chiedeva vestiti nuovi, oggi si vuole la rimessa a modello di vestiti acquistati negli anni scorsi. Il vero problema – ha continuato – non è dunque la mancanza di un mercato, quanto il fatto che è venuto meno il sostegno da parte delle istituzioni. Ci sarebbe voluto un sistema semplice, come quello adottato in Germania o negli Usa, grazie al quale le aziende costrette a chiudere si sono trovate delle cifre, commisurate al fatturato, inviate dallo Stato o dalle Regioni direttamente sul conto corrente senza dover stare dietro a tante domande, richieste di bonus o di prestiti bancari come è successo da noi».
Il lockdown ha però stimolato la voglia di esplorare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dall’e-commerce che possono diventare utili anche alle piccole aziende artigiane per trovare nuova clientela, farsi conoscere e anche instaurare rapporti di collaborazione. Proprio la collaborazione fra artigiani e aziende è stata, poi, indicata dai partecipanti all’incontro come una delle necessità per il futuro perché «solo collaborando – hanno detto i relatori – le piccole e piccolissime aziende possono trovare la forza per superare momenti cosi difficili come quelli che stiamo vivendo».
In conclusione, Genovese ha lanciato un appello a riattivare i voucher o un sistema analogo che permetta alle piccole aziende di assumere persone attualmente prive di lavoro per far fronte ai picchi di domanda e, al contempo, poter trasmettere a molti giovani le proprie esperienze e la propria arte.

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L’Italia dei patrizi e dei plebei

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Cosa ci insegna la storia antica? Nella Roma precristiana la popolazione era costituita da due categorie: la nobiltà e la plebe. La prima si sentiva benedetta dal censo e, quindi, legittimata ad avere l’accesso al potere e a controllare la plebe che era usata come strumento politico per interessi indirizzati altrove. Ci volle la secessione sul Monte Sacro nel 496 a.C. per far riconoscere alla plebe i suoi diritti e a far eleggere i propri rappresentanti. Allora vi era un uomo di grandi meriti, un certo Menenio Agrippa che con il suo celebre discorso ricordò ai suoi contemporanei, e ci ricorda, come il corpo umano funziona solo se tutte le sue parti sono correttamente integrate. Ma con il passare del tempo e l’avvento della comunicazione e il suo controllo da parte dei “patrizi” s’insinuò nella plebe, delle grandi città e delle campagne, la convinzione di essere tutelati e che i sacrifici siano necessari per acquistare benemerenze nell’alto dei cieli. Fino a che punto, mi chiedo, l’ingenuità degli uni e le furbizie degli altri si spingono sino a ridurre la plebe in una povertà sempre più estesa e un taglieggiamento sempre più benedetto dalle credenze feticistiche laiche e religiose del bene supremo, della sofferenza e del martirio come riscatto per conquistare la purezza dello spirito? Intanto non ci dicono perché quella minima parte dell’umanità rinuncia a soffrire per darsi ai bagordi, a lucrare sulla povertà, ad accaparrarsi i beni esistenti e a privarli alla plebe dei giorni nostri. E la povertà non vive nei deserti, nelle terre lontane e selvagge. È tra noi, nelle grandi e nelle piccole città, nei borghi e nei casolari delle nazioni dove la civiltà è tecnologica, scientifica, evoluta. Eppure, prevale la plebe, alias proletari, alias piccoli borghesi, alias illusi per avere un soldo in più e per sentirsi in qualche modo un piccolo “patrizio” e, quindi, un “diverso”.
Qualcuno ha scritto in questi giorni che è inutile cercare delle pezze per ricucire un vestito ridotto a brandelli, perché il sistema è marcio e se non lo rivoltiamo come un calzino dando nuove regole, imponendo maggiore rispetto a chi soffre e a chi è reso in schiavitù e asservito a interessi che non lo riguardano, non andremo lontano, anzi ci fermeremo del tutto. (Riccardo Alfonso)

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La moneta dei popoli

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Da anni, oramai, conviviamo con una moneta che abbiamo considerato “unica” per il solo motivo che è comune a diversi paesi europei. Ma il prezzo che abbiamo dovuto pagare è stato, sin dall’inizio, molto caro. Il pedaggio attribuitici doveva servire alla Germania per tacitarla sul nostro debito sovrano già allora spropositato. I governi che si sono succeduti di destra e di sinistra si sono guardati bene dal ricercare una sana politica di contenimento della spesa e di oculata gestione delle entrate, ma ha continuato a sforare quel buco che oggi è diventato una voragine incontenibile poiché gli interessi passivi che dobbiamo sborsare sono diventati oltremodo onerosi per via di uno spread, in rapporto ai bond tedeschi di riferimento, che ci porta vicini mediamente al 5% mentre avremmo dovuto toccare non più del 2,5%.
Questa “servitù” monetaria gestita a piene mani dalla Germania ci ha messo in ginocchio giacché i tedeschi non hanno voluto sapere ragioni e hanno preteso per l’Italia, come per la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda, una severa linea di rigore e tanto lo è stata che non siamo riusciti a riservare una parte delle nostre pur magre risorse per dare fiato alla crescita foraggiando la ripresa imprenditoriale del paese.
Così l’euro è diventato per molti una “moneta avvelenata” dando ragione a quanti sostengono che “non è una moneta a fare un popolo ma sono i popoli a fare una moneta” e se non riescono questi popoli a crescere insieme e a darsi regole comuni di certo non si può pensare al miracolo industriale ed economico dell’Europa. Restiamo un popolo con una moneta di altri e ci pesa, per giunta, come un macigno. Siamo messi con le spalle al muro? Siamo stati sospinti in un vicolo cieco? Assolutamente si e, a mio avviso, possiamo uscirne non ritornando alla lira ma costruendo un’Europa diversa, più Mediterranea stabilendo un’alleanza con i paesi africani e asiatici che si affacciano nel mare nostrum o vi si trovano nei pressi e allacciando un’intesa con i due colossi del momento: la federazione russa e la Cina. Diventeremmo una forza invincibile avendo dalla nostra le risorse energetiche, i capitali, i mercati e la capacità di competere alla pari con il resto del mondo. Sarebbe una risposta eloquente a quella parte dell’Europa che non riesce a vedere oltre il proprio naso. (Riccardo Alfonso)

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L’occupazione in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

In questi giorni si sta ampliando il dibattito sull’occupazione in Italia e molti si stupiscono sull’entità del fenomeno e altri attribuiscono all’attuale crisi economica conseguente alla pandemia la perdita dei posti di lavoro. In effetti, la situazione ha avuto, se non vogliamo andare troppo a ritroso nel tempo, un precedente che forse alcuni dimenticano. Il primo effetto negativo sull’occupazione l’abbiamo avuta negli anni successivi la fine della Seconda guerra mondiale. Allora vi era una ragione dettata dalle conseguenze dei danni bellici e dalla distruzione di molti stabilimenti industriali. Poi vi fu il “boom” della ricostruzione, del risveglio imprenditoriale congiunto all’aiuto del piano Marshall. Ciò non di meno fu chiaro che il Paese si trovava nell’impossibilità di coprire, per intero, la forza lavoro disponibile tanto che si ricorse ad alcuni stratagemmi. Per prima cosa si continuò a emigrare o a spostarsi dal Sud al Nord del paese. Per chi restò furono ideati degli ammortizzatori sociali dalla leva militare obbligatoria e dell’allungamento dei corsi universitari (fuori corso) che avevano lo scopo preciso di ritardare la domanda di lavoro delle nuove generazioni. Nello stesso tempo si “dilatarono”, artificiosamente, i posti di lavoro nella pubblica amministrazione e persino nelle grandi aziende private come la Fiat. Pensammo in questo modo di esorcizzare la situazione e di perpetuarla nel tempo incoraggiati, come fummo, dalla situazione politica internazionale che aveva generato la guerra fredda tra i due blocchi e l’Italia era sotto attenta osservazione per l’essere il paese occidentale con il più consistente partito comunista e l’Urss non nascondeva di foraggiarlo. Dopo la caduta del Muro di Berlino e il tracollo dell’Urss le cose cambiarono anche per l’Italia sebbene i politici nostrani sembrassero non accorgersene. E la situazione si aggravò per il semplice motivo che la crisi del sistema impose la drastica riduzione dei surplus occupazionale mentre gli ammortizzatori sociali mostrarono i loro limiti vuoi per la fine della ferma obbligatoria vuoi per l’aumento dei giovani in cerca di un lavoro resi meno pazienti d’attendere le lungaggini dei corsi universitari. Solo ora ci rendiamo conto che di là della crisi economica esiste un gap occupazionale che non è mai venuto meno sebbene si sia aggravato in certi periodi in luogo di altri. E oggi siamo nella fase più acuta. Questo significa che se ritorniamo al regime di sviluppo normale dobbiamo, comunque, convivere con non meno di due milioni di disoccupati, se non di più. È una forza lavoro eccedentaria che va ad aggiungersi a quella sempre più consistente degli immigrati che oggi sono tollerati, dal punto di vista lavorativo, solo perché costituiscono il nerbo del lavoro in nero con bassi salari e costi sociali minimi. (Riccardo Alfonso)

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Il tema della domenica: la fede

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Tempo fa mi è stata data l’opportunità di visionare on line un film sui Vangeli e le verità mai dette e comunicate per dimostrare la “menzogna” dettata da “una Chiesa che si allontana dalla parola di Gesù per appropriarsi del potere senza mai uscirne. Un film realizzato con spezzoni di scene avanzi scarti …proprio per dimostrare anche nel montaggio che chi soffre ha il senso creativo della vita e la speranza del futuro. Un dialogo tra Dio e lo stato attuale, lo stato della chiesa – lo stato religioso – il potere gli intrecci e soprattutto quanto hanno nascosto dei Vangeli. La realizzazione del film si basa su ricerche storiche che nessuno può negare a cominciare dal Gesù ebreo palestinese scuro moro e comunista … non biondo con gli occhi azzurri. Un testo un libro un dramma e la soluzione.” Che dire in proposito? Se parliamo di Dio diciamo che è rilevato dagli uomini se non attraverso interposte persone considerate “speciali”. Si sa che esiste Dio non tanto dalla sua “fisicità” quanto dalle cose che la natura esprime. Come dire? Qualcuno deve aver pur inventato noi e il mondo che ci circonda e questo qualcuno lo chiamiamo Dio. Anche i messaggeri di questo Dio sono speciali da Abramo a Maometto, a Cristo e da Cristo ai santi e ai santi uomini e donne. Ma se vogliamo dare al nostro creatore un valore assoluto diciamo che è perfetto e che è sopra le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre tentazioni, avidità e quanto altro. E’ anche un Dio che ha sconfitto la legge del tempo, è eterno. E’ un requisito assoluto e unico per noi terrestri che siamo chiamati a nascere e a morire generazione dopo generazione. Solo nel regno dei cieli e a determinate condizioni è possibile sconfiggere la temporalità delle nostre esistenze. Sin qui il concetto può essere accettato sia dai credenti sia dai miscredenti. I distinguo e gli stessi conflitti vengono dopo. Di là della Bibbia dove ci imbattiamo in un Dio guerriero con gli angeli suoi generali che s’inseriscono nelle vicende umane correggendo quelle che ritengono delle storture, i Vangeli insegnano qualcosa di diverso. Gesù, ad esempio, non era un potente, ma solo un predicatore, umile ma fermo nei suoi principi. Ebbe la forza morale e il carisma di cacciare i mercanti che sostavano davanti al tempio ma non impose la sua divinità per sottrarsi al martirio. Dalla sua vita qual è l’insegnamento che ne deriva? Che gli uomini giusti sono le vittime designate per i malvagi, ma per i torturati vi è solo la speranza che va oltre la vita. In pratica ci insegna la rassegnazione ma non la rinuncia a testimoniare la propria fede e a sostenere le proprie idee. Oggi dovremmo maturare una terza fase della nostra religiosità nella quale l’impegno corale dovrebbe essere quello di estendere la fermezza, di là del monito ai mercanti del tempio, per costruire un modello di società nel quale la sacralità della vita si coniughi a quella del vivere assicurando ai nuovi venuti il diritto, di là dei natali, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’istruzione, il cibo, una vecchiaia dignitosa. Questo dovrebbe essere il nuovo messaggio. Un Cristo al quale non toccherà più il martirio ma il diritto a una vita serena nel lavoro e nella meditazione. Nella sacralità del vivere. E a questo punto mi toccherà chiedermi come ha fatto un prete: figliolo ma se non vi sono più peccatori noi che ci stiamo a fare? (Riccardo Alfonso)

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Ma in che mondo viviamo?

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Negli U.S.A. vi è un partito contrarissimo all’assistenza sanitaria universale e quelli che ne potrebbero essere i beneficiari lo appoggiano. In diversi paesi arabi la ricchezza è di casa, per via dei pozzi di petrolio, eppure tantissime persone vivono nella miseria. L’occidente, considerato ricco se non opulento, conta centinaia di migliaia di clochard che nelle metropoli si trovano senza un tetto dove ripararsi e un pasto caldo per rifocillarsi. Ci sono società farmaceutiche che realizzano profitti miliardari eppure vi sono milioni di persone che muoiono perché non sono in grado d’acquistare i farmaci da loro prodotti. Il lavoro è l’unica fonte di vita per gli esseri umani poiché permette loro d’avere una casa dove ripararsi, il cibo per alimentarsi, l’accesso all’istruzione, l’assistenza sanitaria per proteggersi dai malanni e assicurarsi una vecchiaia decente, eppure in tutto il mondo ci sono centinaia di milioni di disoccupati. Accettiamo la logica capitalista, dove vige il credo del consumismo e dell’esaltazione per chi ha in dispregio di chi è con la conseguenza che la stessa cultura è posta in secondo piano se non produce ai diretti interessati lauti guadagni.
Abbiamo inventato il colonialismo e poi le dittature del “re travicello” per schiavizzare, perpetuandolo dal passato, intere popolazioni e lasciandole in miseria pur di trarne ricchezze personali.
Ci lasciamo governare da imbonitori da strapazzo e da governi che praticano il genocidio e il terrore per sottomettere intere popolazioni e non facciamo poco o nulla per reagire. Abbiamo imparato a inviare, con la scusa di difendere la libertà e la giustizia, eserciti con armamenti di distruzione di massa ma solo per garantire agli affaristi di turno d’agire indisturbati. Abbiamo accettato di buon grado l’idea della sofferenza con la distorta idea che ciò è necessario per avere un premio nell’al di là. In Italia vi è un governo che mette in ginocchio la povera gente e protegge i ricchi e ottiene il plauso delle stesse vittime.
Siamo dei servi della gleba ma basta che qualcuno ci offra qualche briciola di pane per sorridergli compiaciuti e siamo anche pronti a leccargli i piedi.Siamo tutto questo e molto ancora eppure non mostriamo la nostra contrarietà, salvo qualche mugugno di circostanza: è il piacere-sofferenza del masochista. Eppure vi è chi si ribella, ma è condannato alla repressione più feroce e, nella migliore delle circostanze, alla denigrazione, al disprezzo e a essere schiavizzato dalla disinformazione. Ma di che pasta siamo? (Riccardo Alfonso)

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L’Italia e la religiosità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Di tanto in tanto, dagli ultimi quarant’anni ad oggi personalità autorevoli non solo di origine cattolica richiamano la nostra attenzione sulla religione degli italiani. Se stiamo alle fonti ufficiali dovremmo dire che gli italiani, nella loro stragrande maggioranza, si dichiarano cattolici tanto da farci pensare che gli atei, gli agnostici e gli indifferenti non superano il 10-15%. Ciò che invece ci lascia perplessi e la coerenza dei comportamenti che dovrebbe riflettere questo dato statistico. In altri termini la prima dissonanza rilevata è che solo il 25% della popolazione, in specie nelle aree urbane del Centro-Nord, si può definire praticante anche se non tutti vanno regolarmente a messa. In buona sostanza possiamo dire che la maggioranza degli italiani si limita a condividere le credenze fondamentali e solo occasionalmente a richiedere i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Le stesse credenze cattoliche appaiono inquinate da sincretismi, ad esempio la fede nella resurrezione dei corpi viene confusa con la reincarnazione, di certo senza conoscere il significato, in realtà opposto a quello inteso dagli incauti credenti “doppi”, attribuitogli dalla dottrina induista. Ma sono contraddizioni che percorrono varie strade come quella della Gerarchia ecclesiale che non mostra alcuna esitazione ad accettare il sostegno politico alla visione cristiana della famiglia offerto a fini di scambio elettorale da uomini politici notoriamente divorziati e risposati.
Questo modo d’intendere la pratica religiosa la possiamo rilevare nel libro “Un singolare pluralismo” dove Garelli, Guizzardi e Pace descrivono questa discrasia nei comportamenti degli italiani, basandosi sui dati offerti dall’indagine sociologica sui valori degli europei (Essvg). Essi non fanno altro che ribadire quanto era già noto da tempo: che nel nostro Paese si può parlare di pluralità interna al Cattolicesimo, ma non certo di pluralismo confessionale. Un’altra indagine fu effettuata in Italia ai tempi del Giubileo 2000 intervistando un campione internazionale di pellegrini recatasi a Roma. Fu allora tracciato per quanto riguarda i pellegrini italiani un tracciato che ci mostra cinque profili diversi di cattolici: i Fedeli, i Distanziati, i Mistici, i Devoti e i Rituali. Il gruppo più consistente è stato quello dei Fedeli che si sono mostrati più coerenti con quanto insegnato dal Magistero ecclesiastico. I mistici a loro volta presentano una spiritualità interiore che ha oramai abbandonato la pratica religiosa e i comportamenti conseguenti. I distanziati sono lontani sia dalla pratica liturgica, sia dalle credenze sia dai comportamenti morali proposti dal Magistero, però sono interessati al Cattolicesimo come fattore d’identità. Per concludere dovremmo convenire con Lucio Dalla quando canta in “Piazza Grande” che il credente autonomo non ascolta più il proprio parroco e quando prega Dio lo fa a “modo mio”. E passando dal sacro al profano il modello di pensiero non si differenzia di molto pensando alla politica e ai suoi rappresentanti istituzionali. (Riccardo Alfonso)

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Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Ottima notizia. La deflazione è dovuta allo tsunami che si è abbattuto sul Paese e alla contrazione dei consumi dovuta al lockdown. Ma se le cause sono drammatiche, gli effetti sono positivi, dato che la contrazione dei prezzi riduce la caduta del potere d’acquisto dovuta alla flessione del reddito disponibile. In particolare, è molto positivo il raffreddamento del carrello della spesa, da +2,1% di giugno a +1,2%, dato che aiuta la casalinga di Voghera a contenere il rincaro della spesa di tutti i giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli la deflazione consente un risparmio di 153 euro su base annua, anche se il carrello della spesa a +1,2% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in aumento di 117 euro, anche se a giugno era ben maggiore. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la minor spesa è di 149 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 106 euro, per una famiglia media la deflazione a 0,4% permette un ribasso del costo della vita complessivamente pari a 127 euro, anche se 88 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.Per quanto riguarda le città e le regioni, invece, non tutte sono in deflazione. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (Tabella n.1), Bolzano, che, con un’inflazione pari a +0,8%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 254 euro. Al secondo posto Napoli, dove il rialzo dei prezzi dello 0,5% determina un aggravio annuo di spesa pari a 109 euro, terza Trento, dove il +0,4% genera una spesa supplementare, per una famiglia tipo, pari a 93 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose con un’inflazione a +0,7%, il Trentino che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 190 euro su base annua. Segue la Campania, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,2% implica un incremento del costo della vita pari a 40 euro, terza la Calabria (+0,2%), con un rincaro annuo, per la famiglia tipo, di 39 euro.

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Vacanze e servizi sostenibili

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Il 44% degli italiani è disposto a pagare anche il 20 per cento in più per la vacanza pur di avere accesso a servizi sostenibili. Questo è un chiaro emerso dalla nostra attività di ricerca”. Lo ha dichiarato Danilo Beltrante, fondatore della prima Business School “Vivere di Turismo” dedicata al Turismo Italiano, in particolare al settore extralberghiero, con sede a Firenze. Beltrante è relatore presso i più importanti eventi nazionali dedicati al turismo oltre ad essere laureato in Gestione delle Risorse Umane e Ceo di Family Apartments.Oggi, in Italia, stiamo vivendo un’occasione unica, che è quella di una riscoperta di un patrimonio culturale e enogastronomico nazionale che non ha rivali al mondo. Il turismo sostenibile va a braccetto con il turismo di prossimità, e rappresenta un modo di viaggiare nel rispetto dell’uomo e del Pianeta. Dopo il periodo di lockdown gli italiani stanno cercando relax in luoghi di mare o montagna, anche meno battuti ma non per questo meno interessanti. Dunque cammini “nostrani”, come la via Francigena, la via di San Francesco o di San Benedetto: le persone che scelgono questo tipo di viaggio, che è spirituale e culturale insieme, sono sempre di più.
Ad esempio in Sicilia è imperdibile il Parco dei Nebrodi, grande area verde che si trova tra le province di Messina, Enna e Catania. Qui è possibile perdersi tra le bellezze naturali, ma anche godere dei piaceri della tavola (da non perdere: il pistacchio di Bronte). O ancora in Toscana la meta è la cascata dell’Acquacheta, generata dal fiume omonimo che nasce sull’Appennino toscano in provincia di Firenze. Il luogo è anche un parco letterario, nominato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. In Puglia c’è il Salento in bicicletta. Le proposte per itinerari sostenibili e responsabili su due ruote della durata di una settimana sono diverse e toccano varie tappe importanti, da Otranto, a Gallipoli, a Santa Maria di Leuca. O ancora in Campania abbiamo una Costiera Amalfitana Covid Free che offre splendido mare ma anche i sentieri naturalistici del Parco dei Monti Lattari. Dunque questo tipo di turismo sostenibile rappresenta la grande conferma 2020”.

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Gualtieri chiarisca al Copasir vicende che riguardano Sicurezza Nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Credo sia assolutamente necessaria e non più rinviabile l’audizione del ministro Gualtieri al Copasir, unico ministro del Cisr che è sino ad ora sfuggito al confronto con il Comitato parlamentare che ha il compito di vigilare sulla Sicurezza Nazionale. Latitanza tanto più grave perché gran parte delle tematiche riguardano proprio il suo dicastero, come dimostra l’estensione della Golden power ai settori bancari e assicurativi, le vicende di Consob/Borsa Italiana, Mediobanca, quindi Assicurazioni Generali, così come quella altrettanto importante della rete a fibra ottica e del 5G. In tutte queste vicende di grande rilievo per la Sicurezza nazionale, emergono posizioni contraddittorie nel governo che vanno certamente chiarite nelle sedi istituzionali preposte. È passato quasi un anno ed ancora aspettiamo che il ministro ci illustri il suo indirizzo politico”. È quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir.

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Giorgia Meloni: «️Per George Soros sarei un nemico della UE

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Io invece penso che i veri nemici dell’Europa siano coloro che speculano sulle disgrazie della gente, quelli che finanziano l’immigrazione di massa e che destabilizzano la società e la cultura di interi popoli. Guarda caso tutte caratteristiche che assume il “filantropo” tanto apprezzato dalla sinistra mondialista nostrana. Se combattere queste derive significa essere un nemico per Soros, allora sono orgogliosa di esserlo». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate oggi in un’intervista da George Soros.

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Tous les moyens doivent être mis en œuvre pour garantir la sécurité du Docteur Mukwege

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Déclaration de Maria Arena, Présidente de la Sous-commission droits de l’homme, et de Heidi Hautala, Vice-présidente du Parlement, suite aux nouvelles menaces à l’encontre du Docteur Mukwege. “Les menaces persistantes dont fait à nouveau l’objet Denis Mukwege, médecin et lauréat à la fois du Prix Nobel de la paix 2018 et du Prix Sakharov 2014 décerné par le Parlement européen, sont inacceptables et particulièrement préoccupantes. D’autant plus qu’elles tombent suite à son message dénonçant le récent massacre survenu à Kipupu au Sud Kivu où il fait appel à l’application des recommandations des Nations Unies pour construire une paix durable dans le pays. L’engagement de la Communauté internationale à l’égard du Docteur Mukwege doit être à la mesure de son propre engagement et de son action en faveur des victimes de violences sexuelles en temps de conflit et pour la lutte contre l’impunité en République Démocratique du Congo, et plus largement, au niveau international. Par conséquent, il est impératif et urgent que tous les moyens soient mis en œuvre pour que sa sécurité soit garantie, en particulier à travers le maintien d’une protection renforcée par les Nations Unies. Nous aurons l’honneur et le plaisir d’accueillir très prochainement Denis Mukwege au sein de la Sous-commission des droits de l’homme du Parlement européen pour faire le point sur sa situation et sur les engagements de la République Démocratique du Congo en faveur de la protection des droits de l’homme et de la lutte contre l’impunité.”

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Le stranezze della prevenzione e degli aiuti da coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

L’elenco sarebbe lunghissimo, ma ci soffermiamo solo su due delle stranezze degli ultimi giorni, assurte entrambe alle glorie delle cronache.La prima riguarda il fatto che molti dei nuovi contagiati sono turisti italiani che tornano da Paesi come Spagna, Grecia, Croazia, Malta. All’inizio non si aveva idea che potesse accadere, ma visto che cominciano ad essere sempre di più, sarebbe il caso di passare ai provvedimenti ad hoc. Provvedimenti che non solo devono essere curativi (come già stanno facendo bene tutte le strutture sanitarie), ma preventivi. Ma continua inesorabile il flusso di andate e ritorni verso queste destinazioni, con al massimo qualche amministrazione che chiede a chi ritorna di mettersi in una sorta di quarantena volontaria,. Questo mentre in Paesi ai nostri antipodi (in questo caso in tutti i sensi) come la Nuova Zelanda, per la città di Auckland, dove sono stati individuate nove persone infette dopo 102 giorni di infezioni a quota zero, è stato imposto il confinamento stretto. Una città di oltre un milione e mezzo di abitanti completamente chiusa mentre in Italia città e regioni con molti, ma proprio molti più malati, e la cui origine del virus è nota, rimangono non solo aperte, ma continuano ad attrarre turisti (stranieri inclusi) registrando il tutto esaurito in questi giorni a cavallo del ferragosto.
La seconda riguarda la super gettonata notizia dei parlamentari (con l’aggiunta, in seguito, anche di consiglieri regionali) che, nonostante abbiano stipendi di oltre 13.000 euro mensili, hanno chiesto ed ottenuto il sussidio di 600 euro. Come spesso accade in questo nostro strano Paese, l’indignazione diffusa è più che altro concentrata sul fatto che questi signori abbiano chiesto il sussidio e non che lo abbiano ottenuto. La richiesta sarebbe un fatto di loro moralità individuale, l’ottenimento è frutto di una legge fatta coi piedi dagli stessi che oggi si lamentano che gli onorevoli hanno avuto il sussidio.
Per capire, e abbiamo un caso in Aduc, se sei amministratore dell’associazione, che tu prenda 50.000 euro al mese o che tu ne prenda 700, non fa differenza. Agli amministratori non è concesso ottenere questo sussidio, è l’autorevole interpretazione della legge da parte dell’INPS. Nel nostro caso specifico si tratta dell’amministratore di Aduc che normalmente ha un compenso di 1.400 euro, ma che, causa pandemia sanitaria ed economica si è visto ridurre il compenso a 700. Quindi se hai un compenso di 13.000 euro hai diritto al sussidio, diritto che non hai se il compenso è di 700. Evidentemente tutti non sono uguali di fronte alle leggi, anche quelle leggi che vengono fatte per dare sussidi a tutti ma….. che sono fatte coi piedi.
Una persona normale penserebbe che il governate e il legislatore si sono sbagliati e correggano subito il dovuto, erogando il sussidio in base a degli scaglioni di reddito. Macché!! Ai governanti e legislatori sembra che interessi di più scoprire chi sono questi presunti criminali che hanno ottenuto il sussidio rispettando la loro legge.
Deduzione: per chi ci governa e chi fa le leggi, sono più importanti i comportamenti e la moralità degli individui (anche se rispettano le leggi) che non le leggi che consentono a quelli che loro ritengono immorali di essere tali. Quindi il peccato è più importante dell’eventuale illecito (che poi non è tale). Questo, a nostro modesto giudizio, si chiama Stato confessionale e non laico. O, se si preferisce usare un linguaggio più da anno 2020: populismo e non razionalità. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Vacanze per tutti ma non per le mamme smemorate

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Perché quando ci si muove con i figli i problemi di salute si moltiplicano. Non solo per Covid 19. Lo conferma il primario di Pediatria dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Gaetano Mariani: «Le mamme ci rivolgono tante domande: farmaci da portare in vacanza, la prevenzione del mal d’auto o di mare, la corretta esposizione al sole o la prevenzione dei colpi di calore o come affrontare viaggi in aereo fino ad arrivare alle allergie, le punture e le vaccinazioni da eseguire per chi va all’estero). Ecco il vademecum che il dottor Mariani suggerisce per vacanze serene con i figli piccoli:I farmaci da portare in viaggio:
un antipiretico-analgesico come il paracetamolo o l’ibuprofene. Preferire quelli somministrabili per via orale, facendo attenzione alle supposte perché soggette a cattiva conservazione.
i sali reidratanti sono utili in caso di vomito e/o diarrea, per evitare la disidratazione. Meglio scegliere le formulazioni in bustine rispetto a quelle liquide: occupano meno spazio e sono più leggeri in valigia.
un antistaminico in gocce per eventuali reazioni allergiche o per attenuare pruriti conseguenti ad eritema solare.
un farmaco per mal d’auto, nave o aereo. Va bene lo sciroppo o la gomma da masticare.
una crema antistaminica o cortisonica utile per lenire il bruciore da punture d’insetto.
alcune fialette di soluzione fisiologica, che possono servire sia per lavaggi nasali sia per detergere una ferita.
un antisettico per uso topico per disinfettare le piccole ferite;
farmaci prescritti dal proprio medico di fiducia per patologie croniche o se ci si deve recare in paesi esotici secondo le prescrizioni fornire dall’ufficio turistico relative al paese da visitare
Sono utili anche: un prodotto a base di ammoniaca per le irritazioni causate dalle meduse; cerotti e garze di diversa taglia; repellenti per zanzare; una zanzariera da applicare sulla culla e un termometro elettronico.
Controllare che le vaccinazioni siano in regola, portare la tessera sanitaria del bambino, che consente di usufruire di prescrizioni e assistenza sanitaria in Italia ma anche nei Paesi dell’Unione Europea o convenzionati o fare una piccola assicurazione se il paese è fuori dalla comunità europea o se, pur appartenente alla comunità europea, non garantisca la completa tutela per alcune prestazioni.

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