Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Talvolta la storia ci insegna qualcosa sui mali di oggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

Allora si poteva evitare un bagno di sangue “rivoluzionario” se solo il giovane re Luigi XIV avesse ascoltato, tra le altre, le parole del filosofo e pedagogista Fenelon che indirizzò al re aspre critiche elencando gli errori sia commessi in politica estera sia interna, disattendendo così gli elementari principi e calpestando gli inalienabili diritti nella persona dei suoi sudditi, pensando esclusivamente a “rendere grande il suo nome e potente lo Stato”. All’immagine del principe sovrano e del monarca assoluto con poteri illimitati, auspicato dal filosofo Hobbes, fa riscontro quella del principe illuminato e del monarca costituzionale voluto dai filosofi: l’olandese Spinoza e l’inglese Locke come difensori dei diritti del singolo e assertori della libertà dei popoli. Vi furono nazioni che compresero il messaggio di questi ultimi come la Gran Bretagna e l’Olanda mentre non sortì lo stesso effetto in Francia e altrove. Oggi se è stato superato l’assolutismo monarchico, non è stato così per gli altri assolutismi a partire dalle logiche del consumismo di stampo capitalista, dall’imperialismo che si regge sugli inneschi delle bombe atomiche, delle minacce batteriologiche, delle guerre chimiche e si nutre degli arrembaggi pirateschi per il controllo delle risorse energetiche mondiali, e per finire allo sfruttamento delle aree depresse. Persino l’ordinamento giuridico ispirato da Montesquieu che vedeva nella tripartizione dei poteri non tanto la sovranità del popolo, come nel contratto sociale di Rousseau, ma un reciproco controllo inteso ad evitare la preminenza di un potere sull’altro, oggi è stato messo in crisi dall’arroganza di chi ci ha governati, pur restando ancorati in linea di principio ad una democrazia compiuta. È caduto il comunismo, dopo settanta anni di sognatori e di fieri oppositori per un ideale di vita, ma ancora vi sono i nostalgici che richiamano il passato per farlo rivivere al presente, ma in loro non c’è futuro. Sia chiaro. L’idea era e resta buona. È mancato, semmai, il modo di rappresentare il diverso con uomini giusti. E l’errore prosegue se anche tra i leader cosiddetti di sinistra oggi parlano di riforme mentre il prezzo più alto sono i ceti meno abbienti a pagarlo.  Così tutte le cose che la politica propone hanno un grosso limite: non riescono ad andare oltre la barriera del presente e il “male oscuro” è sempre lo stesso: l’idea del potere che ci rende homo homini lupus. È e resta, come lo fu, dal fallimento della rivoluzione ateniese a oggi, una negatività che si riflette un po’ da tutte le parti. (Riccardo Alfonso)

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