Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 27 agosto 2020

Si è appena concluso l’incontro con il comitato tecnico scientifico del ministero dopo la firma dei protocolli per il rientro a scuola in sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Fermo restando che si ritiene indispensabile che le scuole aprano regolarmente secondo i calendari regionali a partire dal 14 settembre, restano da definire numerosi dettagli non discussi nei protocolli, “dal Rapporto del ISS appare chiaro che il referente COVID per sede scolastica appaia come una figura di natura dirigenziale, visto che l’incarico ai sensi del punto 1.3.2 può essere assunto dallo stesso dirigente scolastico, ci si chiede pertanto se ci siano dei criteri per la sua individuazione o se ogni istituto ne avrà dei propri” commenta Gianmauro Nonnis “tale figura deve essere adeguatamente formata, il che significa che l’individuazione di tali figure deve avvenire prima dell’avvio dell’anno scolastico al fine di effettuare la formazione prima dell’ingresso del personale e dell’utenza, ovvero gran parte degli istituti è già in ritardo”.“Altro punto critico per cui non si trovano linee guida sono le attività convittuali” ha ribadito Nanni Saccone che con il DS Vito Lo Scrudato completano la delegazione “si potrebbero adattare le indicazioni per i dormitori e i casermaggi ma occorre agire velocemente”. Resta poi il problema legato alla valutazione del rischio biologico già sollevata in occasione del primo protocollo per gli Esami di Stato e ribadita nelle successive sedute per il riavvio in sicurezza dell’anno scolastico, espressamente indicata nel Rapporto ISS “quando di una fonte pericolo non si conoscono i contorni la valutazione del rischio collegata deve essere massima, il che significa che in questo momento tutti i DVR degli istituti d’Italia devono adeguare le valutazioni e per contro, devono prendere misure compensative che garantiscano equivalenti livelli di sicurezza” afferma Marcello Pacifico “il TU sulla sicurezza inoltre parla chiaro, laddove occorre sorveglianza sanitaria occorre individuare un Medico Competente del Lavoro, così come riportato al punto 1.4 del Rapporto ISS, appare quindi necessario in questa fase che tutti gli istituti siano posti sotto sorveglianza sanitaria e il MCL diventi obbligatorio per tutti gli istituti” conclude Marcello Pacifico “in questo momento tale obbligo è relativo solo alle misure di “sorveglianza sanitaria eccezionale” di cui al decreto 83/2020 per i lavoratori fragili”.

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Monopattini elettrici: incognita assicurazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research sono già 2,5 milioni gli italiani che, anche grazie al bonus mobilità, stanno valutando l’acquisto di un monopattino elettrico. Numero notevole se si considera che è più che triplo rispetto agli attuali possessori (circa 800.000 secondo l’indagine). Eppure, nonostante una platea potenziale assai numerosa, rimane ancora l’incognita assicurativa visto che, salvo rari casi, il mercato non offre prodotti specifici e, al limite, per viaggiare in tranquillità si è costretti a sottoscrivere polizza di Rc capofamiglia.Ma come viene usato questo mezzo da chi già lo possiede? Sebbene l’utilizzo principale sembri ancora quello legato al tempo libero, 350.000 persone se ne servono per andare al lavoro ed è facile ipotizzare che questa cifra crescerà notevolmente una volta che si ridurrà il numero di chi fa smart working.Alla luce di un potenziale aumento del numero di monopattini elettrici in circolazione, la mancanza di corsie dedicate a questi mezzi potrebbe diventare un vero problema in molte città italiane, soprattutto se si considera che già oggi, in assenza di corsie riservate, il 52,7% degli intervistati dichiara di usare il monopattino elettrico sul marciapiede o nelle aree pedonali.

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Rovigoracconta

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Rovigo Torna dal 28 al 30 agosto Rovigoracconta, il Festival dei libri e della musica ideato dall’Associazione Liquirizia e organizzato da Giraffe Comunicazione, uno dei pochissimi festival italiani che si realizzeranno quest’anno nel nord Italia e unico letterario in veneto. Da Giovanni Allevi ai Tre Allegri Ragazzi Morti, da Mariangela Pira ad Andrea Pennacchi, da Matteo Bussola a Big Fish, da Filippo Magnini al prete coraggio Don Mattia Ferrari, ospite per più puntate da Fabio Fazio a Che tempo che fa, e due grandi spettacoli per tutte le età che celebreranno il 75 anni di Pippi Calzelunghe e i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari: tanti i nomi di giornalisti, musicisti, scrittori e sportivi che parteciperanno alla settima edizione di Rovigoracconta: anche quest’anno il Festival Arancione è pronto ad invadere di entusiasmo, riflessioni e idee tutto il centro città.Titolo della settima edizione è “Cambia prospettiva”, un tema nato in questi mesi strani, difficili e di rinascita, che ogni persona ha vissuto fermandosi e rendendosi conto del significato delle parole libertà e speranza. Nel gruppo di Rovigoracconta è prevalso il coraggio: rinunciare sarebbe stata una sconfitta, per il Festival e per un intero territorio che non vedeva l’ora di tornare a vivere, sperare, sognare. Per andare avanti dopo un momento così duro, però, anche Rovigoracconta ha dovuto superare i propri limiti, cambiare le abitudini, inventare nuovi modi per condividere. In poche parole, ha dovuto cambiare prospettiva. Dimostrando che ripartire è possibile, sempre. Rovigoracconta torna quindi nelle piazze del centro: si svolgerà in tre giornate, venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 agosto, con tantissimi ospiti che dialogheranno con la comunità attraverso incontri, letture, spettacoli, oltre che eventi dedicati a tutte le fasce d’età, con un linguaggio sempre accessibile al pubblico intergenerazionale che è la vera anima del Festival.

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Scuola: Ritorno in classe, organico Covid: potrebbero essere 56 mila docenti e 20 mila Ata supplenti in più

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Se si sommano i fondi stanziati dal Decreto Rilancio e dal Decreto agostano. E’ un segnale importante ma a condizione che sia un inizio rispetto al potenziamento che si potrà fare con i soldi dell’Europa che arriveranno per il prossimo settennato. Il primo passo sarà trasformarli in organico di diritto alla luce dell’impegno preso nel Protocollo sulla sicurezza del 6 agosto sulla revisione delle norme sul dimensionamento scolastico. La stima è stata realizzata dall’Ufficio Studi Anief, che ha tramutato in posti di lavoro i fondi stanziati per assumere nuovo personale scolastico attraverso sia il Decreto Rilancio (34/2020) sia pochi giorni fa con il Decreto Agosto (104/2020). Marcello Pacifico (Anief): “Assumere non più di 76 mila nuovi docenti e Ata non risolve il problema del distanziamento perché ne servirebbero almeno altrettanti ma comincia ad essere un segnale di direzione, mentre ancora i dirigenti devono capire come potranno utilizzare tale personale, tra possibili riduzioni del monte orario settimanale delle lezioni, l’introduzione di doppi turni e la ricerca di spazi. La scuola deve ripartire, però, in presenza, e in sicurezza. Presenteremo ai senatori degli emendamenti che andranno in tal senso oltre ad assegnare nei ruoli tutti i posti vacanti dalle prossime immissioni in ruolo e salvaguardare anche diverse figure professionali lasciate al loro destino – come i docenti diplomati magistrale, i maestri della scuola dell’infanzie e primaria, gli insegnanti tecnico-pratici e di religione cattolica, i facenti funzione Dsga – appena si riuniranno le Commissioni a fine mese per l’esame del decreto ‘agostano’ 104”.

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Scuola: Appello dirigenti Udir alla ministra Azzolina: bisogna definire le nostre responsabilità sul ritorno in classe

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

A due settimane dal nuovo anno scolastico e poco meno di un mese dall’inizio delle lezioni rimangono diverse difficoltà da superare per la riapertura delle scuole: una delle più importanti riguarda le delimitazioni delle responsabilità in capo ai presidi, che con le lezioni in presenza da attuare in fase di emergenza epidemiologica potrebbero andare a determinare grossi problemi. “I dirigenti scolastici di tutta Italia iscritti a Udir – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente Udir, nel corso di una intervista a Italia Stampa – chiedono alla ministra dell’Istruzione un intervento urgente, affinché si chiarisca una volta per tutte quali siano le loro responsabilità, nel momento in cui il Protocollo di sicurezza non potrebbe essere rispettato per salvaguardare il distanziamento fisico”.Si avvicina la riapertura delle scuole e i dirigenti scolastici chiedono chiarezza sulle loro responsabilità. “Questo accade – dichiara Marcello Pacifico, leader del sindacato Udir – nel momento in cui purtroppo sta per rialzarsi, tornando sui livelli di fine maggio. I dirigenti scolastici hanno chiesto classi in più, aule, locali. E hanno chiesto anche tanto personale. Ma hanno chiesto anche tanto personale aggiuntivo anche se non sanno quando e come utilizzarlo. Anche se fosse confermata la quota di 76 mila posti in più bisognerà comunque confrontarsi con le singole situazioni per mantenere un distanziamento sociale di cui i presidi non possono essere ritenuti responsabili”.“Ecco perché, a questo punto, nel decreto legge 104 di agosto Udir chiede un intervento chiarificatore sul Testo unico sulla sicurezza, in particolar modo sulla necessità di riaprire le scuole e su quali siano le responsabilità del dirigente scolastico nel momento in cui non può ottemperare alle prescrizioni del Comitato tecnico scientifico che in questi giorni tornerà a riunirsi”, conclude Marcello Pacifico.Nella fattispecie, il giovane sindacato a tutela dei dirigenti scolastici, assieme ad un chiarimento sul Testo unico sulla sicurezza sulla responsabilità dei presidi, torna a chiedere uno “scudo” ad hoc per tutelare i capi d’istituto, i quali continuano ad essere considerati datori di lavoro sempre più atipici, poiché privi di tanti poteri di spesa sulla prevenzione e sulle misure legate alla salute del personale scolastico e studentesco, ma direttamente responsabili – anche dal punto di vista penale – qualora subentrassero “incidenti di percorso” anche non attinenti al loro operato.

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Rafforzare le comunità locali: “Come dimostrato dalla pandemia di COVID-19, sono tra gli attori principali della risposta umanitaria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Nella Giornata internazionale dell’aiuto umanitario, Caritas Internationalis richiama l’attenzione sul ruolo essenziale delle comunità locali nell’assicurare risposte immediate in ambito umanitario e chiede che venga offerto un maggiore sostegno alle organizzazioni della società civile, specie quelle d’ispirazione religiosa come Caritas, che in tutto il mondo sostengono, aiutano e rafforzano le comunità locali.Ogni anno il 19 agosto – data in cui nel 2003 morirono in un attentato al Canal Hotel di Baghdad 22 persone, tra cui il direttore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq Sergio Vieira de Mello – la Giornata internazionale dell’aiuto umanitario ricorda quanti in tutto il mondo lavorano in tale ambito.Nel 2020, la giornata viene celebrata in un contesto caratterizzato dalla pandemia di COVID-19 e con le esplosioni che hanno devastato Beirut ben impresse nella mente della comunità internazionale. In questo momento storico, il sistema umanitario internazionale è messo a dura prova come mai prima d’ora e sono una ogni 45 le persone che in tutto il mondo necessitano assistenza.Caritas sostiene pienamente la localizzazione degli aiuti umanitari ed è impegnata in tutto il mondo per fornire alle comunità locali il know-how e gli strumenti necessari a consentire loro di rispondere autonomamente alle emergenze umanitarie. “Questa Giornata e deve contribuire all’innovazione della risposta umanitaria ed a tal fine è essenziale che i governi e la comunità umanitaria internazionale si concentrino sull’empowerment delle organizzazioni della società civile, in particolare delle organizzazioni di ispirazione religiosa che sono al fianco delle comunità locali. È dunque fondamentale che siano assicurate a tali organizzazioni le risorse necessarie affinché possano preparare le comunità locali a rispondere autonomamente alle emergenze”, aggiunge Aloysius John.Caritas Internationalis, in occasione della Giornata internazionale dell’aiuto umanitario esorta i governi e la comunità umanitaria internazionale a:
– destinare fondi a livello locale al rafforzamento delle organizzazioni della società civile e delle loro strutture di base.
– stanziare fondi speciali per l’empowerment delle comunità locali e per consentire loro di intraprendere le azioni appropriate in caso di disastri.

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The empowerment of local communities: “As COVID-19 showed, they are primary actors in the humanitarian response”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

On World Humanitarian Day 2020, Caritas Internationalis draws attention to the role of local communities as actors of immediate solidarity and calls for greater support to local civil society organisations, especially faith-based ones, which around the world are supporting, helping and empowering local communities.Every year on August 19th – the day when in 2003 a bomb attack on the Canal Hotel in Baghdad, killed 22 people, including the UN chief humanitarian in Iraq Sergio Vieira de Mello – the World Humanitarian Day recognises the work of those who promote the dignity, the protection and the welfare of vulnerable people around the world.In 2020, this day is celebrated in a context of globalised COVID-19 pandemic and shortly after the Lebanon explosion which will remain engraved in the minds of the international community. At this historic moment, the international humanitarian system is being tested like never before, and humanitarian missions at the global level are bringing help to 1 in about 45 persons around the world.Even today when COVID-19 is creating havoc in different parts of the world, Caritas, through local communities is highly engaged in motivating and mobilising community members to bring support and help to those who are vulnerable and also to build awareness around the danger of COVID-19 showing them how to avoid contamination. They have shown the importance of being autonomous in taking quick action in responding to the pandemic.
Caritas fully supports the localization of humanitarian aid and works to provide local communities with the knowhow and the means they need to enable them to respond to humanitarian emergencies autonomously. “This World Humanitarian Day must lead us to innovation in humanitarian response wherein governments and international aid community must focus on the empowerment of the local civil society organisations, especially faith-based organisations which are present with local communities. At a time when the localisation agenda is being introduced, it is vital that enough means are given to the civil society organisations to empower the local communities and prepare them for the humanitarian response in autonomy,” says Aloysius John.Caritas Internationalis, on this World Humanitarian Day urges the governments and international aid community to urgently:
– allocate local funds especially to the empowerment of the local civil society organisations and their basic structures.
– allocate special funds for the empowerment of the local communities and enable them to take the appropriate action at times of disasters.
– ensure the protection of the humanitarian workers as well as the protection of the interests of local communities.

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Il settore musicale può andare avanti con regole chiare e concordate

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Siamo nel pieno di un’estate diversa, di certo impegnativa, un’estate che abbiamo dovuto immaginare in un momento in cui quasi nessuno pensava fosse possibile. E invece ci siamo fatti trovare pronti a ripartire, non solo per garantire il diritto al lavoro di tantissime maestranze, ma anche per tornare a offrire momenti di socialità e di gioia, emozioni che insieme al pubblico abbiamo condiviso in sicurezza, rispettando le regole che ci erano state date. Non siamo stati gli unici e siamo felici di vedere che il mondo della musica sia riuscito a non fermarsi del tutto, a trovare soluzioni lì dove pochi mesi fa si intravedevano solo enormi e gravi problemi. Questa è senza dubbio la nostra forza. Siamo abituati a gestire i flussi di pubblico, fa parte del nostro lavoro, sappiamo come farlo. La sicurezza è uno dei tanti standard che ci vengono richiesti, non solo in tempi di pandemia. Il pubblico, al contrario di quello che è successo nelle discoteche, in questo ci ha aiutati, andando incontro a una serie di accortezze che però hanno consentito a tutti di riconquistare qualche spazio di normalità dopo i difficili mesi che abbiamo vissuto. I volti felici ed emozionati degli artisti sul palco, la gioia negli occhi del pubblico, la compostezza e l’impegno degli addetti ai lavori, il fatto che le distanze e le regole non abbiano intaccato la carica emotiva della partecipazione. Tutto questo è un capitale emotivo che ci ricorda che non siamo solo numeri, siamo una comunità che in questo momento difficile si è dimostrata solida, competente, attenta. Continueremo ad andare avanti nel rispetto delle regole, i palchi continueranno a suonare, il pubblico che ha dimostrato di essere perfettamente all’altezza dell’impegno che questo momento richiede potrà continuare a gioire e ad emozionarsi, e noi con loro. Perché questa estate è un piccolo miracolo e ne stiamo godendo tutti in egual misura, sopra e sotto il palco. Il settore potrà andare avanti se ci sarà concertazione tra le istituzioni e gli addetti ai lavori, solo questo scambio potrà garantire che di fronte a regole sostenibili gli operatori e il pubblico possano fare la loro parte e la musica non si fermi.

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Il mondo è diviso in due movimenti ideologici: quello che è e quello che ha

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Quando leggo i dati del rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018 lo sconforto mi lascia profondamente depresso. Abbiamo creato una società “mostruosa”.
Basta leggere questi scarni dati per avere la misura del male che ci stiamo facendo: “Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico sia economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, “le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall’indigenza”. A questo punto non credo si possa aggiungere altro se non sopraggiungesse forte e cocente la rabbia su questo dramma che condanna senza appello la stragrande maggioranza della popolazione mondiale ad un presente e ancor più un futuro senza un briciolo di speranza per tempi migliori.
E mi chiedo: ma di che pasta siamo? E come è possibile che così pochi soggetti riescano a controllare e a condizionare tantissime persone fino a costringerli a vivere nella miseria pur facendo loro nutrire una speranza per un avvenire migliore? E’, chiaramente, una palese illusione. È un miraggio sotto il sole cocente del Sahara eppure sono numerosi coloro che lo credono reale. La nota dolente è anche un’altra. È che la cultura è messa in ginocchio dall’ignoranza degli opportunisti che pur di conservare il loro primato non si fanno scrupolo di adottare tutte le iniziative necessarie per rendere le masse asservite ai loro poteri. Ed è così che la lotta si rende più sofisticata ed insidiosa passando, dai campi di battaglia dove il numero dei contendenti può fare la differenza, alle applicazioni tecnologiche sempre più avanzate dove il fine ultimo è quello del controllo delle menti per renderle docili ai loro voleri. In questo senso si deve prefigurare il furto di milioni di identità per assoggettarle alla dipendenza e alla cancellazione delle loro volizioni per sostituirle con quelle delle forze dominanti. O tempora, o mores! (Riccardo Alfonso)

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Scuola: Sostegno alunni disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Il decreto interministeriale n. 90 del 7 agosto 2020 ha disposto la riapertura dei bandi delle Università per l’ammissione alle prove per l’accesso ai corsi di specializzazione di sostegno agli alunni disabili, riaprendo i termini per essere ammessi direttamente ai corsi del quinto TFA sostegno “è stato voluto fortemente dall’Anief: è un decreto voluto anche dal legislatore che ammette agli scritti chi ha svolto tre anni di servizio su posto di sostegno anche senza avere il titolo. Tuttavia, tutto questo per Anief non basta a rimediare all’emergenza che avremo a settembre”: a dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Teleborsa.
L’emergenza sostegno non si placa, nemmeno dopo le modifiche attuate all’accesso al corso Tfa specializzante. “Purtroppo a settembre avremo oltre 40 mila insegnanti senza specializzazione su sostegno che saranno chiamati su posti in deroga. Posti al 30 giugno per i quali Anief sta portando avanti una lunga battaglia in tribunale affinché possano essere posti in organico di diritto, anche con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ che abbiamo portato avanti in questi anni coinvolgendo in maniera gratuita le famiglie, in modo che ogni alunno potesse avere il proprio insegnante di sostegno, in base al Pei, come richiesto delle scuole”. La novità più importante, recepita dal nuovo atto, è l’ammissione diretta alla prova scritta di tutti i candidati che abbiano prestato almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, su posto di sostegno nello specifico grado per cui vogliano conseguire la specializzazione. Rimangono fuori, senza possibilità di accedere ai corsi specializzanti, i docenti con tre anni di servizio prestati tutti o in parte su disciplina comune. Risulta illegittima, inoltre, la previsione di ammettere alle prove scritte solo un numero di candidati pari al doppio dei posti a concorso, anziché garantire l’accesso alla fase successiva di tutti coloro che raggiungeranno la sufficienza.

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Etica e linguaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Per tre secoli le scienze della natura e quelle dello spirito sono andate per conto loro. È un lungo periodo di tempo a partire da Galileo Galilei, morto ad Arcetri nel 1642, padre di una ricerca scientifica che si è imperniata sulle sue due cause: efficiente e materiale. Essa si è svolta sul versante della esteriorità, si è modulata sull’osservabilità dei fenomeni e sulla ricerca delle costanti e sulla formulazione della matematica dei loro rapporti. Da allora trascorsero tre secoli per arrivare alle famose equazioni di Dirac a soluzione duale e al grande matematico italiano Luigi Fantappiè. Questi intuisce la presenza delle altre due cause formale e finale individuati nei potenziali anticipati e nella sintropia quale struttura fisica e matematica in grado di accogliere, oltre che l’energia, l’informazione. Da qui parte la “circolarità della forma” che dalla esteriorità riporta alla interiorità. Nasce in tal modo il nuovo linguaggio, squisitamente scientifico, in grado di riadditare “l’habitat” connaturale del mondo etico, il mondo dei valori ad alta frequenza, il mondo di un’etica viva e vitale, o “bioetica”. Si prefigura un mondo di una razionalità tipicamente umana in forma di ologramma. È una mappa del finito in proiezione sull’infinito. È qui che la scienza del pilotare, o “cibernetica” ritrova il “to on”, l’essere, il pilota. Colui che sa scegliere in interiore libertà e sa pilotare le sue scelte verso la più alta gerarchia dei fini. Logica, matematica, fisica, biologia convergono su quel punto essenziale che resta individuato dalla cibernetica, nel suo terzo grado di rigore: l’endocibernetica. L’etica, in tale configurazione, assume i connotati di un itinerario che ci conduce alle fonti della moralità. Per il filosofo Plotino si tratta di un ritorno dell’anima alla sorgente della vita. Queste fonti della moralità ci portano a riconoscere quella che Socrate considerava “noesis” (la conoscenza) e Platone indicava come il “suum agere” e Aristotele focalizzava nella “virtù totale”. Oggi diremmo “fedeltà di navigazione polare”. (Riccardo Alfonso)

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Mettiamo a frutto le nostre risorse disponibili

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Nelle fasi di avvio del processo di trasformazione delle attuali strutture produttive di servizi e beni l’importanza non sta tanto nel gestirle quanto nel prevedere altri modelli d’impiego per mettere alla prova le risorse esistenti con il nuovo che si profila in chiave umana, strutturale, finanziaria ed industriale. Parliamo spesso, e non sempre a proposito, di svolte epocali ma alla prova dei fatti siamo portati a dare solo una mano di vernice al vecchio. È che le nostre esitazioni sono dettate dal timore di non riuscire a gestire le attuali tecnologie e quelle che si prospettano ancora più innovative in tempi brevi. Prendiamo ad esempio il fattore tempo e il modo come possiamo utilizzarlo riducendo al minimo i “tempi morti” e trarne, persino, vantaggi economici. Oggi per raggiungere il posto di lavoro occorre mettere in conto del tempo per la mobilità, lo stress che richiede e il costo che impone. Diverso è il ragionamento se adottiamo lo smart-working. Restiamo a casa, organizziamo il lavoro a distanza e lo possiamo amministrare persino quando andiamo in ferie. Sappiamo bene che tale scelta non è possibile per tutte le attività lavorative ma se riduciamo, ad esempio, la mobilità complessiva del 30% già imprimeremmo una svolta significativa al nostro trend di vita. Lo stesso dicasi nel campo dell’istruzione con un insegnamento da remoto. E con questo andazzo scopriremo che ci sono infinità di cose che si possono fare da casa e ricevere adeguati riscontri. Potremmo avere un chip nella nostra tessera sanitaria dove potrebbe essere riportato l’anamnesi di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il medico, l’infermiere e le altre professioni sanitarie a indirizzarsi verso una terapia che fa al caso nostro e quel che più conta, in specie per alcune malattie, per adottarla in tempo reale (pensiamo ad un infarto o a un ictus). A questo riguardo il Centro studi della Fidest per la gestione delle risorse umane aveva proposto ai promotori del “reddito di cittadinanza” di utilizzarlo per programmare corsi di informatizzazione per potenziare le reti informatiche e gli addetti ai lavori in tutti i settori produttivi e dei servizi. La nostra idea era quella d’offrire alle imprese un valore aggiunto oltre alla mobilità intermodale che le sottraessero dai costi indiretti derivanti da localizzazioni poco vantaggiose per gli spostamenti dei loro prodotti finiti. Ma resta, purtroppo, lo zoccolo duro di chi teme il diverso e preferisce dondolarsi sulla soma di un asino. (Riccardo Alfonso)

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A Napoli si dice: ‘O pesce fète d’ ‘a capa

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

(Il pesce puzza dalla testa). E come se non bastasse si instaura tra la gente la convinzione che i processi virtuosi altro non sono che un espediente del mondo del malaffare per tacitare le coscienze e che, invece, solo la loro strada potrà essere vincente. Come dire: predicare bene e razzolare male. E si va ancora oltre pensando che se gli altri rubano e imbrogliano perché non dovrei farlo anch’io?
Diventa così una tendenza che ci espone tutti ad una visione della vita votata esclusivamente alla ricerca di scappatoie che possono diventare delle regole e consentirci di vivere al meglio. Perché l’onestà non ripaga, perché ci complica la vita, perché ci conduce inesorabilmente verso una solinga mediocrità che fa di noi altrettanti perdenti. “Fatti furbo” è il suggerimento più ricorrente agli esitanti. L’onestà non ti ripaga. Tale meccanismo è così ben oliato che ci dice il giudice D’Avigo, “oggi si ruba e non ci si vergogna più, anzi se ne trae vanto”. E’ l’avvocato che abita in una casa comunale al centro storico della capitale dove si trovava prima la nonna, ora defunta, e che si è guardato bene di segnalare l’evento al comune per continuare ad utilizzare i locali pagando una miseria e quel che è peggio ne ha tratto lode parlandone in giro finché non ha trovato chi lo ha denunciato.
Ha mostrato di pentirsene, di risarcire il comune? Niente affatto. Per quanto ne so continua ad utilizzare i locali con la sola differenza che il canone è leggermente più alto. Da qui l’amara considerazione che la nostra società guarda sempre con più interesse a chi trae profitto dalle debolezze altrui e con cinismo ne approfitta cercando di fare altrettanto. Anzi meglio.
La mafia, quindi, si è insediata in questo contesto e sa trarne il massimo beneficio in quanto adotta lo stesso linguaggio dell’uomo d’affari ma con l’aggiunta che al cospetto di eventuali ostacoli non si fa scrupolo di spianare la strada con la coercizione e l’omicidio.
“La mafia – afferma Sales – è innanzitutto uno strumento di capitalizzazione della violenza, cioè un modo di procacciarsi risorse economiche con l’uso della prevaricazione. Più che industria del crimine, come la definì Leopoldo Franchetti nel 1876, la mafia è crimine che si fa industria e attività economica. Si tratta di un processo di capitalizzazione basato sulla violenza, e le modalità di questa forma di capitalizzazione cambiano a seconda dei contesti, delle opportunità, delle relazioni, dei rapporti di forza, ma è presente fin dalla loro nascita e in qualche modo ne segna l’identità.” In altri termini “L’economia criminale è contro le leggi degli Stati ma non contro quelli dei mercati, avendo una sua barbara imprenditorialità, come ha scritto Franco Cassano.” Vi è poi da considerare il fatto che nelle moderne economie tutte le attività legate ai cosiddetti “vizi” non possono essere soddisfatte legalmente ma riescono a fare una fortuna delle associazioni criminali che questi veti non hanno. Da qui parte tutta una rete di complicità che finiscono con l’alimentare un mercato parallelo dove primeggia la spregiudicatezza del mafioso all’interno delle attività speculative “prima dentro la rendita fondiaria, poi nei circuiti d’intermediazione del commercio, dentro il condizionamento e lo sfruttamento di risorse altrui private o pubbliche”. In questo contesto la stessa violenza diventa un’attività altamente redditizia e la debolezza delle istituzioni fa il resto.
Dobbiamo quindi convenire che le stesse logiche capitalistiche tendono a favorire la propensione di quanti non si fanno scrupoli ad accumulare ricchezza con metodi criminali con la convinzione che il fine giustifica i mezzi.
E il quadro internazionale vi concorre inquietante dove la gestione del potere è affidata a comitati d’affari che a tutto pensano per ricavare lauti guadagni a spese del prossimo e s’ingegnano oltremodo per rendere sempre più poveri i poveri e a schiavizzarli tacitandoli sui diritti e le conquiste sociali un tempo ottenute. E’ questo il modello vincente del nostro tempo? Ma non stracciamoci le vesti più di tanto credendo di aver toccato, agli albori del XXI secolo, il punto di non ritorno. Il tutto affonda le sue radici nel passato remoto o più vicino a noi per farci intendere che la sopraffazione appartiene a tutte le epoche dell’umanità e la ricerca del profitto a spese del proprio simile è stata un’arte coltivata per millenni e a piangere sono stati sempre e comunque gli stessi che hanno nutrito il loro padrone di turno con il sudore della loro fronte e alla fine sono stati ripagati con la loro morte tra stenti e miserie di ogni genere. Finché non riusciremo a costruire un modello di società che rispetti l’essere umano a prescindere dai suoi natali e si emendi dalle sue perverse tendenze, noi continueremo ad essere asserviti alla logica della violenza e della perversione crogiolandosi dei suoi effetti scellerati in nome del dio denaro.
Ci troviamo, quindi, a dover riconoscere un certo carattere di legittimità mafiosa nell’ambito del capitalismo e quest’ultimo sembra avere solo una preoccupazione che è quella di favorire gli eccessi solo ad esclusivo beneficio.
Non sempre vi riesce, ovviamente, perché l’elemento catalizzatore costituito dalla politica non funziona a dovere. E’ che la concezione del mondo e della vita di “alcuni politici coincide con quella dei mafiosi: potere è sottrarre beni ad altri e alla collettività.”
Se vogliamo da tutto ciò trarne una sintesi diciamo che la mafia intesa come sodalizio criminale organizzato a livello mondiale è un problema vero, drammatico e serio che non si può estinguere se non eliminiamo anzitutto le logiche perverse del capitalismo arroccato sul profitto, costi quel che costi, e il suo figlio degenere che è la politica che lo asseconda come il peggiore dei servi sciocchi. Perciò condivido le parole di Sales quando afferma che “la storia delle mafie mette a nudo la qualità storica dell’agire politico” in specie in quei paesi in cui il fanatismo economico è diventato una legge di Stato. “Dunque le mafie vanno valutate all’interno della storia nazionale” ma vorrei aggiungere di tutte le nazioni del mondo che hanno fatto del capitalismo la loro guida suprema. Non si tratta, quindi di capire, perché la comprensione è nei fatti ed essi non hanno bisogno d’interpreti per conoscerne le ambiguità, il cinismo e l’avidità. (Riccardo Alfonso)

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La tecnologia sopravanza il sentire collettivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Siamo giunti a un passaggio epocale nel quale sta sempre più consolidandosi l’idea che dobbiamo seriamente cercare di controllare le nostre reazioni emotive facendo emergere in pari tempo un metodo di valutazione dei fatti o delle indicazioni che ci vengono propinate facendole passare attraverso un filtro logico-razionale che sappia mettere in gioco le nostre conoscenze acquisite in costante confronto critico su tutto ciò che ci perviene come una variabile del già noto o ci introduce elementi nuovi e diversi. Per validarne le funzioni è necessario attivare quel sistema che ho in altri miei lavori chiamato “morale interiore” nella quale il concetto base di morale è comune a tutti gli esseri umani, ma che spesso la sua funzione non viene pienamente rilevata per ragioni di varia natura sia di ordine biologico sia psicologico sia in chiave ambientale e status sociale.
La causa scatenante può essere una malformazione funzionale così come accade a chi ha predisposizioni genetiche a contrarre un certo tipo di malattie o può essere una conseguenza di situazioni ambientali critiche dalla violenza fisica familiare a quella di altri soggetti o anche da prostrazioni prolungate derivanti da una povertà estrema o a forme di ghettizzazione con concause razziste e omofobe. Sono tutti comportamenti che ci impediscono d’affrontare con lucidità gli eventi della vita lasciandoci condizionare dai suoi lati negativi sia nei rapporti interpersonali sia con l’impatto ambientale. Vi è poi d’aggiungere una aspetto ancora più inquietante legato al nostro modo di vivere. Siamo diventati più ansiosi. Lo dimostriamo in molti modi. Restiamo stressati dall’attesa alla fermata dei bus, davanti ad una lunga fila, dalla lentezza in cui si muove un’auto che ci precede e via di questo passo.
Alle domande che ci pongono vogliamo rispondere subito, esprimere la nostra opinione convinti che così facendo diamo dimostrazione di competenza e di conoscenza ed invece rischiamo di dare l’impressione opposta e allora giochiamo con le parole come fa un funambulo che si tiene in equilibrio su una fune, ma il guaio che siamo spesso maldestri e rischiamo, cadendo, di farci seriamente male. Lo stesso accade con i giovanissimi alle prese con gli studi, la propria indipendenza, le amicizie e gli amori. Si vuole andare sempre oltre la propria età anagrafica e alla fine si misura l’intelligenza non per quello che è ma per quello che vorremmo fosse. Ma se questi sono i mali dell’homo faber, dell’homo abilis potranno mai conciliarsi con la realtà che si sta concretizzando in una società dai tratti sempre più tecnologici e robotizzata? Il dubbio mi sembra d’obbligo. (Riccardo Alfonso)

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Il capitalismo è un “male oscuro”?

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Se non usciamo dal pantano in cui ci siamo infilati da quando nel XVI secolo siamo entrati a pieno titolo nella storia del capitalismo, non avremo la possibilità di crescere senza generare conflitti, odi e persecuzioni di ogni genere.
Eppure, rileviamo eloquenti segnali di una crisi di sistema che sta per esploderci tra le mani e nonostante il pericolo immanente cerchiamo di esorcizzarlo dilazionando l’irrinviabile.
Sarebbe da sciocchi il solo immaginarlo perché i segnali di una crisi si avvertono con chiarezza. Lo è la bomba demografica degli immigrati che a milioni cercano di spostarsi dalle aree invivibili del pianeta in altre che considerano più ospitali. Lo è l’antisemitismo, il razzismo, la lotta di classe tra chi è e chi ha. Lo sono le diseguaglianze sociali che creano povertà. Lo è l’avidità di pochi che generano guerre e lotte tribali sanguinarie e distruttrici.
Lo è chi rinuncia ad esercitare il suo diritto/dovere di elettore e diserta le urne disgustato dall’operare di certi politici, dall’arroganza dei circoli finanziari e dei potentati industriali. Lo è chi non vuole risolvere alla radice i numerosi conflitti regionali mentre i mercanti di armi non fanno altro che alimentarli per trarne profitti. Ci resta solo la speranza di un ravvedimento ma è un filo molto esile che può spezzarsi da un momento all’altro. (Riccardo Alfonso)

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Tunisia: servono progetti a favore dell’occupazione,Università e scuola e controllo congiunto dei confini

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Così la comunità del mondo arabo in Italia(Co-mai) e l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e L’Unione medica euro mediterranea(UMEM) ringraziano il Governo Italiano per tutti gli sforzi che sta facendo per sostenere la Tunisia ma dall’altra parte avvertono che 21 milioni di euro per combattere l’immigrazione irregolare non sono sufficienti perché non è la soluzione che serve in questo momento di grande difficoltà economica e disoccupazione giovanile.
“Da anni si parla di accordi bilaterali tra l’Italia e la Tunisia senza mai affrontare globalmente la questione rispettando la reciprocità e l’uguaglianza e risolvendo i motivi delle partenze dalla Tunisia che oggi sono diverse dalla primavera tunisina nel 2011.Bisogna combattere la disoccupazione giovanile che è in aumento continuo, bisogna sostenere progetti a favore delle scuole, dell’università e insegnare ai giovani nuovi mestieri per lavorare e studiare in Tunisia come chiede la maggioranza di loro. Quindi non costretti a migrare per trovare situazioni migliori costretti ad utilizzare i mercati dell’immigrazione irregolare coperti da generali e poliziotti corrotti. Proprio questo è il problema: non è più sufficiente e utile dare soldi solo per combattere l’immigrazione irregolare se non si combatte la corruzione ai confini e non si impegnano tutti i paesi europei ed i paesi da dove provengono la maggioranza dei migranti irregolari con un controllo congiunto euro mediterraneo e salvaguardare la solidarietà e combattere la violenza contro donne e minorenni come avviene da anni, denunciato dai migranti stessi che pagano fiori di soldi ai mercanti degli esseri umani. cosi Dichiara Foad Aodi presidente Amsi e Co-mai e Membro registro esperti e Gdl salute Globale Fnomceo che segue l’immigrazione dal 2000 con Amsi e ha partecipato a numerosi incontri e conferenze su immigrazione e cittadinanza con La Lega Araba sia in Egitto che in Tunisia in qualità di esperto e presidente Amsi e Co-mai è stato nominato membro del Comitato Scientifico del dipartimento immigrazione e sanità della Lega Araba in Egitto.

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Film: L’oroscopo di Tessa

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Dal 2 settembre 2020 nei cinema italiani. Dopo la loro rottura, Hardin (Hero Fiennes Tiffin) e Tessa (Josephine Langford) cercano di andare avanti ognuno per la propria strada. Mentre Hardin torna a perdersi in cattive abitudini, Tessa, forte della sicurezza acquisita, inizia a frequentare lo stage dei suoi sogni alla casa editrice Vance dove attira l’attenzione del suo collega Trevor (Dylan Sprouse), il ragazzo perfetto col quale intraprendere una relazione. Trevor è intelligente, spiritoso, attraente ma soprattutto è affidabile. Tessa, nonostante questo nuovo incontro, non riesce a togliersi dalla testa Hardin.
Dopotutto lui è l’amore della sua vita e al di là dei loro fraintendimenti e delle difficoltà, non può negare ciò che prova. Vorrebbe essere in grado di andare avanti per la sua strada, ma non è così semplice.
Attraverso gli alti e i bassi della loro relazione, Tessa e Hardin lotteranno per stare ancora insieme anche se l’intero universo sembra tramare per tenerli separati.

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L’Università di Parma è tra le prime 24 in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Lo afferma l’Academic Ranking of World Universities (Arwu) di Shanghai, la prestigiosa classifica che mette in fila 2mila università in tutto il mondo e pubblica i risultati delle migliori mille. L’Ateneo di Parma si piazza quest’anno nella fascia dal 501° al 600° posto: un risultato significativo, che migliora nettamente quello dello scorso anno (era nella fascia 601-700) e lo colloca nella top 24 italiana. Le prime Università italiane nel ranking (tutte nella fascia 151-200) sono La Sapienza di Roma, la statale di Milano e Pisa; in classifica anche il Politecnico di Milano, Bologna, Padova e Torino nella fascia 201-300, Firenze, Milano Bicocca, Napoli Federico II nella fascia 301-400, la Normale di Pisa, Bari, Catania, Pavia, Perugia, Trento e Vita-Salute San Raffaele nella fascia 401-500 e, insieme a Parma, la Bocconi di Milano, Ferrara, Genova, Palermo, Roma Tor Vergata e Verona nella fascia 501-600.Il ranking di Shanghai prende in esame diversi indicatori, con particolare attenzione a premi, pubblicazioni, “Highly cited researchers” (cioè gli studiosi più citati), articoli indicizzati in Scienze Citation Index e così via.
Recentemente l’Ateneo di Parma ha collezionato diversi piazzamenti di rilievo in ranking nazionali e internazionali: è terzo a livello nazionale tra i grandi Atenei nella classifica Censis; è sesto tra gli statali in Italia per la retribuzione media dei laureati nel primo decennio dal conseguimento del titolo e quarto per l’incremento della retribuzione nella carriera lavorativa secondo l’ “University Report 2020” dell’Osservatorio JobPricing; è quattordicesimo tra le Università italiane nella nuova classifica 2020-2021 del Center for World University Rankings – CWUR, che ogni anno prende in esame 20mila Università di tutto il mondo e dove si piazza al 355° posto; è sesto tra gli Atenei italiani classificati nel THE Impact Rankings 2020, che misura il successo delle università negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite.

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La temperatura media nelle province italiane, rispetto a cinquant’anni fa è cresciuta di 2,2 gradi centigradi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Ha toccato picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese. Lo rivela la *ricerca realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima. Le nostre province stanno registrando pericolosi incrementi: ben 72 su 110 totali (il 65%) superano la media continentale (+1,990°C). Fra le realtà più colpite spicca Brindisi, la più riscaldata d’Italia, che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°), al terzo posto. In ordine fino alla 20esima posizione troviamo Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano-Bozen (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°), Treviso (2,54°) e Frosinone (2,53°).La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).Il campanello d’allarme suonato dall’Osservatorio non è passato inosservato all’ex europarlamentare Marco Cappato (Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile) attualmente attivo a livello internazionale con http://www.stopglobalwarming.eu, l’unica iniziativa formale già incardinata istituzionalmente sul tema ( VEDI APPROFONDIMENTO) in alternativa all’inerzia della UE, una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) nata da un’idea avanzata da 27 Premi Nobel e 5.227 scienziati e che vanta la fiducia di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come il climatologo L.Mercalli, e artisti come G. Salvatores, O.Toscani, G.Muccino, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, G.Innocenzi, C.Capotondi, G.Muccino, Arisa, Pif e P.Pardo. Stopglobalwarming.eu, promossa insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo), al raggiungimento del milione di firme chiederà alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro. Secondo la proposta, chi emette anidride carbonica in Europa pagherebbe un prezzo a tonnellata (dai 50 euro iniziali a 100 dopo 5 anni) incentivando il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei. Per raggiungere il milione di firme necessario, notizia dell’ultim’ora, è appena stato prorogato di 6 mesi il termine inizialmente fissato al 20 luglio 2020, e ora spostato al 20 gennaio 2021.

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MEPs demand Iranian authorities to listen to Nasrin Sotoudeh who puts her life at risk to save political prisoners

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Leading MEPs express concern for the health of Sakharov Prize laureate Nasrin Sotoudeh and call for Iranian authorities to listen to her claim for justice.Heidi Hautala, Vice President in charge of Democracy, Human Rights and the Sakharov Community, and Maria Arena, Chair of the Sub-Committee on Human Rights issued the following statement on Nasrin Sotoudeh’s renewed hunger strike and increased pressure on her family: “We are strongly concerned about the health of our Sakharov Prize laureate Nasrin Sotoudeh. For the second time in less than six months, she puts her life at risk in a hunger strike, as the Iranian authorities refuse to respond to any communications requesting legal steps for the release of human rights defenders and prisoners of conscience. The unjust and illegal situation of political prisoners in Iran has been exacerbated amidst the COVID-19 pandemic. They were widely excluded from the March 2020 mass release of prisoners in response to the outbreak of Corona and keep being deprived from their legal right of appeal.Nasrin Sotoudeh is herself serving a 38-year prison sentence under fabricated charges and suffers arbitrary treatment. Late July, the Tehran Prosecutor froze her bank accounts without justification. Yesterday, her daughter Mehraveh was detained and released pending a second convocation.Yet, Nasrin Sotoudeh’s courage is unabated, as she continues to raise her voice for the most vulnerable. It is time for the Iranian authorities to listen to her claim for justice and refrain from putting pressure on her family!”

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