Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Le doglie della verità: dentro la grande storia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Se volgiamo lo sguardo al mondo reale con le sue perversioni spunta come d’incanto “l’idea mafiosa”. In questo caso la riflessione me l’ha offerta il libro di Isaia Sales (Rubbettino stories) “Storia dell’Italia mafiosa”. Se mi chiedo quanto, prima di lui, è stato scritto in proposito la risposta mi pare ovvia: Senza dubbio tantissimo e lo sarà ancora per molto in futuro.
Persino un Dittatore, Mussolini, è stato scomodato e ha cercato, inviando a Palermo il prefetto Mori, di sconfiggere la “gramigna siciliana” dal suo fertile campo di grano, ma fu un’impresa che non gli riuscì, di là delle sceneggiate di facciata e anche dell’uso spregiudicato e senza regole dei “poteri forti”. Oggi la “storia” ce la presenta Sales con le ben 443 corpose pagine del suo libro. Cosa dovrebbe dirci di nuovo e di diverso di quanto non sia stato detto e ripetuto nelle aule parlamentari e nelle piazze siciliane e altrove da solleticare la nostra attenzione più di quanto non sia accaduto in passato?
Probabilmente non molto se non poco, ma non è questo l’aspetto che intendo soppesare. Lo stesso autore, del resto, è consapevole che da due secoli a questa parte il racconto sulla mafia è rimasto pressoché immutato sia se lo vogliamo vedere come frutto della storia locale del Mezzogiorno, per via della sua arretratezza economica e sociale, sia per i giudizi e pregiudizi che hanno accompagnato la questione meridionale dentro la storia nazionale. A me invece, di là del fenomeno mafioso, preme capire se anche qui la “verità” vi fa capolino o, al contrario, la finzione l’ha fatta alla grande. E un primo granello di sospetto mi viene proprio dalle parole di Leonardo Sciascia quando parlando della sua Sicilia scrive: … “credeva di dovere la sua sconfitta, la sconfitta della legge, la sconfitta della giustizia, alla Sicilia, alle abitudini, le tradizioni, l’indole, lo spirito di questo disgraziato Paese assai più ammalato di quanto si presuma ed invece lo doveva all’Italia.”
E in questo scenario appare ancora più chiaro a Sales quanto afferma: “Nessun potere extra-istituzionale può vivere e sopravvivere in contrapposizione con quello statuale per tanto tempo come lo è per la mafia. Ciò vuol dire che essa non ha costituito un potere alternativo e contrapposto a quello ufficiale, ma un potere relazionato con esso.” E ancora: “La storia d’Italia si caratterizza anche per la lunga e incredibile persistenza di questa particolare forma di criminalità e per il suo intrecciarsi con parte delle classi dirigenti della nazione.”
Diventa così una specie di autobiografia della società italiana per cui non si può fare la sua storia prescindendo dal peso e dal ruolo che vi hanno rivestito i criminali mafiosi, camorristi, ‘ndranghetisti, Corona unita e dei colletti bianchi. Sono poteri che di volta in volta supportano gli altri poteri pubblici, religiosi ed istituzionali a tutti i loro livelli. Dovremmo quindi sorprenderci, e non tanto e non solo per amore della verità, se questo filo conduttore è stato ancor più esaltato dopo il Regno delle due Sicilie dall’Italia monarchica e poi repubblicana partendo proprio dai Borboni, per mano dei loro plenipotenziari, e per continuare con Crispi, Giolitti, Andreotti e Berlusconi? Tutti questi uomini politici e molti altri erano consapevoli del condizionamento delle mafie e in taluni casi conoscevano pure come fosse possibile un interscambio di favori come ad esempio i voti decisivi della Sicilia per la tenuta degli equilibri parlamentari, governativi e per la stessa tenuta del sistema paese nell’alleanza atlantica. In proposito Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione Sicilia, dichiarò, in una sua intervista a Francesco Merlo, “che per fermare il comunismo ad ogni costo si poteva anche governare con i mafiosi piuttosto che consegnare il Paese ai comunisti”. (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: