Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 31 agosto 2020

Pil. Istat: I trimestre 2020 -5,3%

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (Pil) è diminuito del 12,8% rispetto al trimestre precedente e del 17,7% in termini tendenziali.”Crollo drammatico. Il peggioramento delle stime dell’Istat rispetto a quelle diffuse il 31 luglio rende ancora più difficile l’obiettivo del ministro Gualtieri di contenere a -8% l’impatto dello shock della pandemia sul Pil di quest’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il calo dell’8,7% dei consumi finali nazionali e, soprattutto, la caduta dell’11,3% della spesa delle famiglie residenti assume risvolti catastrofici per la nostra economia. Inutile dire che, dato che i consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil, la chiave di volta per risollevare il Paese è ridare capacità di spesa a chi ha avuto una caduta del proprio reddito disponibile” conclude Dona.

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Oggi è il 150enario della nascita di Maria Montessori

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Una donna straordinaria, non solo per i suoi tempi, capace di rompere le convenzioni e insieme di farsi ascoltare in tutto il mondo, proponendo un metodo che nel 1909 rovesciava tutte le acquisizioni della sua epoca sull’educazione, per mettere al centro il bambino. Da donna, che rappresenta le istituzioni e opera al Governo, Maria Montessori è per me fonte di ispirazione. Avere il coraggio e l’ostinazione di perseguire le strade impervie del cambiamento è il grande insegnamento che ci ha lasciato.
Nella sua città, per celebrarne la ricorrenza sarà proiettato un documentario che potrete vedere anche su SkyArte“.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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AIE a sostegno della campagna degli editori europei e internazionali per la libertà di espressione in Bielorussia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Alexander Lukashenko fermi la repressione in Bielorussia nei confronti degli oppositori e del premio Nobel Svetlana Aleksievič in particolare”. L’Associazione Italiana Editori (AIE), nell’ambito di un’azione coordinata della Federazione degli editori europei (FEP) e dell’Associazione degli editori internazionali (IPA) a sostegno della libertà di espressione, ha chiesto al governo di attivarsi perché “sia messa fine alla campagna di violenza e intimidazione contro ogni forma pacifica di dissenso messa in atto dal Presidente bielorusso Alexander Lukashenko”.Gli editori in particolare intervengono a sostegno della scrittrice Svetlana Aleksievič: nel comunicato (in allegato) pubblicato il giorno del suo interrogatorio lo scorso 26 agosto da parte delle autorità bielorusse – e che AIE ha trasmesso al governo italiano con una lettera al Ministro degli Affari Esteri e a quello per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo – FEP e IPA chiedono di far cadere ogni accusa nei confronti del premio Nobel come primo passo verso un processo di democratizzazione. La scrittrice è stata sottoposta a interrogatorio in quanto membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione, accusato dal regime di “minaccia alla sicurezza nazionale”.

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Festival cinematografico nazionale dedicato alla devozione popolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Torino Grande soddisfazione in Città metropolitana di Torino per l’ambito riconoscimento ottenuto dalla Direzione Comunicazione, rapporto con i cittadini e il territorio alla 1° edizione di “Sacrae Scenae” il festival cinematografico nazionale dedicato alla devozione popolare.Il filmato prodotto era dedicato a Novalesa, all’Abbazia di proprietà del nostro Ente e alla processione di S. Eldrado annullata nel 2020 a causa del coronavirus: era candidato insieme ad altre 60 opere provenienti da 10 Paesi, è stato selezionato insieme ad altre 21 opere ed ha ricevuto dalla Giuria una importante menzione d’onore.La cerimonia di premiazione si è tenuta ad Ardesio (BG) domenica 30 agosto. Il Festival è stato organizzato da Vivi Ardesio, la Pro Loco di Ardesio, il Comune di Ardesio, la Parrocchia di Ardesio e l’Associazione Cinema e Arte con l’obiettivo di valorizzare a livello nazionale il Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio, già sede di cammini e pellegrinaggi in devozione alla Madonna, con un evento culturale unico in Italia per far conoscere, attraverso il cinema, le varie iniziative popolari legate al mondo delle devozioni in tutte le sue forme e peculiarità.Online sul canale YouTube di Città metropolitana, il filmato “La processione che non c’è” ha la durata di 14 minuti e propone le testimonianze del priore dell’Abbazia padre Marco Mancini, del direttore del centro culturale diocesano di Susa don Gianluca Popolla, del parroco di Novalesa don Luigi Crepaldi, del presidente della Associaizone Segusium Germano Bellicardi e di Battistina Provenzale, arzilla abitante di Novalesa che recita in una storica preghiera al santo protettore Eldrado.

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Maltempo: Cia Veneto, ancora danni. Serve piano di adattamento a cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Verona, Cortina d’Ampezzo, Vicenza, di nuovo Verona. Il Veneto in questi giorni è sotto lo scacco del maltempo. Eventi violenti con conseguente drammatiche, sia per i centri urbani che per la campagna. Cia Veneto e le sue articolazioni provinciali sono impegnate nella conta dei danni, a pochi giorni da una vendemmia che doveva rappresentare un momento di rilancio e che, invece, rischia di essere l’ennesimo evento avverso del 2020.«Va fatto un ragionamento di ampio respiro sui mutamenti climatici –spiega il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini- purtroppo ormai consolidati. Ma le piogge così violente, il vento così forte non devono trarci in inganno: i veri problemi sono l’aumento della temperatura e la siccità».Alcune zone del pianeta stanno già risentendo dell’aumento di temperature, e il Mediterraneo è uno di questi. Il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010.«Fare i conti con il clima che cambia –conferma Passarini– è diventato strategico per il futuro. È necessario un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, che ribalterebbe la situazione e ci permetterebbe di pianificare tecniche e strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi. Serve un cambio di approccio, in grado di mettere al centro gli agricoltori, gli esperti, i ricercatori e i decisori politici». Alcuni esempi? In Veneto serve un piano invasi (utili anche durante eventi alluvionali come quelli dei giorni scorsi), soprattutto di piccole dimensioni. Serve una politica di rimboschimento: i boschi sono sempre più radi, fusti e radici non trattengono più i materiali a monte e basta una pioggia normale per fare ingrossare i fiumi e far viaggiare i detriti ad alta velocità verso valle.«Un’altra domanda –aggiunge il presidente di Cia Veneto– che merita una risposta, riguarda l’acqua sotterranea: se ne infiltra sempre meno a causa dell’elevata impermeabilizzazione del suolo: purtroppo la cementificazione della nostra regione negli ultimi decenni è stata impetuosa, siamo secondi solo alla Lombardia per crescita di cubature. Abbiamo espresso più volte alla Regione la disponibilità dei nostri associati a fare allagare –dietro compenso economico– i campi in caso di alluvione per salvaguardare i centri abitati. Il costo per la collettività sarebbe sicuramente inferiore rispetto ai risarcimenti necessari per abitazioni e attività commerciali. Ma si tratta, appunto, di soluzioni tampone, adottate per far fronte alle emergenze: meglio pensare a politiche di lungo termine, volte più alla prevenzione e al “controllo”».

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Il ritornello “aperture in sicurezza” non cancella le preoccupazioni di genitori e docenti anche in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Molise compreso, crescono i timori legati alla riapertura delle scuole in presenza. E’ quanto rivela l’Unsic, sindacato datoriale che grazie ai 2.100 Caf e ai 580 patronati distribuiti in tutta la Penisola riporta lo “stato d’animo” di buona parte del Paese reale.Ad aprire un grande dibattito sul tema è stato un editoriale del presidente dell’Unsic, Domenico Mamone, che denuncia innanzitutto un’eccessiva presenza dei giudizi di politici e dei “presunti esperti” che finiscono “per annebbiare le opinioni, ben più interessate e intrise di una visione meno rosea, delle quattro categorie che costituiscono l’ossatura del mondo della scuola: i docenti, gli studenti, i genitori e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.Mamone si domanda, provocatoriamente, se “saranno sufficienti i tre milioni di banchi nuovi di zecca, con rotelle o senza (alcuni, sembra, provenienti dalla Cina), o la decina di milioni di mascherine che saranno quotidianamente elargite negli edifici scolastici (chi paga?) a giustificare tanto ottimismo, spinto fino all’euforico ‘rischio zero’ o a quell’usurato ritornello dell’apertura ‘in sicurezza’, come se qualcuno possa auspicare il contrario”.Quindi la domanda centrale: “Vale davvero la pena riaprire fisicamente gli istituti scolastici, specie quelli di secondo grado, se ciò equivarrà a spingere in alto i numeri dei ricoverati o, addirittura, dei decessi quotidiani per coronavirus? Se per i bambini più piccoli – aggiunge il presidente dell’Unsic – la scuola fisica assume anche una funzione di aggregazione e di supporto alla maturazione, nonché di necessità per genitori che lavorano, ben diverso è il discorso per gli adolescenti, il cui mondo è già totalmente segnato dalle nuove tecnologie e da un’autonomia gestionale nell’apprendimento che, per quanto preoccupante, è però un dato di fatto”. Mamone si domanda, quindi, se non sarebbe stato più utile, anziché acquistare milioni di banchetti (“e che fine faranno i milioni di banchi attualmente in servizio? – chiede), indirizzare gli investimenti per colmare quel divario digitale che nel nostro Paese – vedere i dati Eurostat – rappresenta una vera e propria emergenza per le sfide professionali future globali dei nostri ragazzi.Sono giunte a centinaia le adesioni alla posizione del presidente dell’Unsic, anche da parte di alcuni di quegli 800 mila docenti (età media: 51 anni), poco più di quattromila quelli che operano in Molise, che il 14 dovrebbero tornare in aula, benché si prevedano molte defezioni.
Numerosi interlocutori dichiarano che avrebbero preferito un’apertura delle scuole ad ottobre, come avveniva un tempo, che avrebbe permesso anche il prolungamento della stagione estiva, benefico per l’economia. Altri avrebbero preferito investimenti non sui banchi o sulle mascherine, bensì sulle attrezzature informatiche e sulla formazione digitale dei docenti, che colmerebbero le lacune emerse nella didattica a distanza. Altri ancora sono certi che a scuola non sarà possibile garantire la massima sicurezza con centinaia di studenti (otto milioni e 400mila il numero complessivo, circa 37mila in Molise) comunque ammassati in un edificio, un po’ come avvenuto con le discoteche.Ad esprimere preoccupazione sono soprattutto genitori e nonni, da tempo anagraficamente entrati negli “anta”. Ma gli stessi studenti più avveduti temono di poter diventare fonte di contagio per i propri cari. Insomma, secondo buona parte dell’utenza dell’Unsic occorre prendere coscienza che rimaniamo in una fase di emergenza ed ogni richiamo al “ritorno alla normalità” appare solo un palliativo.

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Scuola: Assunzioni precari da “chiamata veloce”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

C’è tempo fino al 2 settembre per candidarsi, ma in tanti sono frenati dal vincolo dei 5 anni. Entra così nel vivo la “call veloce”, il sistema informatizzato di immissione in ruolo 2020/2021 che permette di spostarsi di provincia e regione per ottenere più facilmente l’immissione in ruolo perché agisce sui posti rimasti vacanti: è una possibilità, scrive Orizzonte Scuola, “per chi aspira al ruolo e non ha trovato posto nella propria provincia/regione. L’applicazione è destinata a tutti i candidati ancora presenti nelle graduatorie dei concorsi (concorso 2016, concorsi straordinari 2018, graduatorie di merito del personale educativo) e agli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, ai fini della copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo”.
La “chiamata veloce” è destinata a docenti che rientrano in una serie di condizioni: aspiranti presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito e negli elenchi aggiuntivi regionali dei concorsi per titoli ed esami di cui ai D.D.G. 105, 106 e 107 del 23 febbraio 2016, per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, secondaria di I e II grado nonché per i posti di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al D.D.G. 85/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente nella scuola secondaria di I e II grado su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti a pieno titolo o con riserva nelle graduatorie di merito regionali relative alla procedura concorsuale di cui al decreto Dipartimentale 1546/2018, per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno; i candidati ancora presenti nelle GM del personale educativo. Anche per coloro che sottoscriveranno l’immissione in ruolo da “call veloce” scatterà dal 1° settembre 2020 il vincolo quinquennale sulla scuola di assunzione. Il ministero dell’Istruzione ha cercato, con un documento dello scorso mese di luglio presentato alla Camera, di spiegarne le motivazioni, dovute al fatto che “il D.L. 126/2019 (L. 159/2019: art. 1, co. 17-octies e 17-novies) ha previsto che, dall’a.s. 2020-2021, i docenti nominati a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità.

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Apertura scuole con riduzione dell’orario, crollo del tempo pieno e criticità alunni fragili

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Riattivare la scuola in presenza è stato sin dall’inizio l’obiettivo che si è posto il Governo. Con due corollari: in sicurezza e garantendo il tempo scuola ordinario. Ma le cose stanno andando così? Il primo resta un principio che nessuno ha mai messo in discussione, anche se preoccupa il via libera temporaneo al mancato rispetto del distanziamento di un metro, con uso obbligatorio della mascherina (parere Comitato Tecnico Scientifico del 10 agosto). Una drammatica riduzione degli orari di lezione è invece il prezzo che pagheranno gli studenti in tutti i casi in cui non sarà stato possibile organizzare il servizio in condizioni di sicurezza, per mancanza di spazi o di personale aggiuntivo. A ciò si aggiungerà un numero prevedibilmente fuori dall’ordinario di assenze (per quarantene, sintomi influenzali simil-Covid, etc). Un prezzo che potrebbe essere pesantissimo sui livelli di apprendimento degli studenti, soprattutto di quelli più fragili e non sostenuti dalle famiglie, che si somma al gap accumulato durante il lockdown. Un danno irrecuperabile per una intera generazione.
Ci sono rimedi e soluzioni alternative? Riteniamo che di fronte a rischi come quelli evidenziati non vada lasciato nulla di intentato. L’indirizzo politico di tornare alla scuola di prima non può essere perseguito con rigidità e a tutti i costi, e senza tenere nel giusto conto l’imprevedibilità del virus, che costringerà sia a chiusure a scacchiera di classi e di scuole su tutto il territorio, sia a un numero di assenze assolutamente straordinario, anche solo per quanto risulterà difficile distinguere i primi sintomi di un banale raffreddore da quelli del Covid.
Un altro rischio per l’anno scolastico che sta per iniziare è la scuola diminuita. In assenza di certezze sull’organico, sugli spazi, sui banchi, molte scuole si stanno adattando a organizzare un tempo scuola ridotto, comprimendo l’offerta formativa come denunciato da tempo da Tuttoscuola.
Nell’ultimo quinquennio la crescita di tempo pieno è stata costante sia per numero di alunni sia per classi, toccando nel 2019-20 il 37,8% degli alunni che se ne sono avvalsi e il 36,2% di classi funzionanti con questo modello organizzativo. Ma nel nord-ovest si arriva a un alunno su due. Addirittura il 94% a Milano, il 71% a Torino. Ormai la regione dove è più diffuso è diventata il Lazio con il 54,7%, che ha superato la Lombardia (50,8%): a Roma il 72% degli alunni della primaria fanno tempo pieno. Quest’anno per assicurare nuovi spazi interni a favore delle classi sdoppiate o con capienza non conforme ai parametri di distanziamento, molti dirigenti scolastici sono costretti a utilizzare (oltre alle palestre) i locali adibiti a mensa e anche i laboratori utilizzati per il tempo pieno.
A Milano, dove nel 2019-20 gli alunni in classi a tempo pieno nella scuola primaria sono stati 122.130 (il 94% del totale), nell’ipotesi peggiore (metà classi TP declassate), vi sarebbero 61mila alunni privati del tempo scuola con conseguenti disagi per altrettante famiglie. Se classi declassate fossero un quarto, vi sarebbero oltre 30 mila alunni milanesi orfani di TP.
A Roma, dove gli alunni che si avvalgono del tempo pieno sono 124.819 (72% del totale), nella peggior ipotesi si dovrebbero accontentare del tempo normale in quasi 62.500; se fosse declassato un quarto, vi sarebbero oltre 31 mila alunni romani senza TP.
A Torino, con 63.197 alunni in tempo pieno, sarebbero costretti a utilizzare il tempo normale in 31.600 (ipotesi peggiore) oppure quasi 16 mila (declassamento di un quarto delle classi).
C’è poi la questione DaD, Didattica a distanza. Alla fine (28 agosto) il governo, forse ob torto collo, ha dovuto rassegnarsi a riconoscere che “l’attivazione della didattica a distanza nel corso dell’anno scolastico 2019-2020 è stata una delle modalità di realizzazione del distanziamento sociale, rivelatosi intervento di sanità pubblica cardine per il contenimento della diffusione dell’infezione dal SARS-CoV-2” e che “a fronte di ciò è opportuno, nel rispetto dell’autonomia scolastica, che ciascuna scuola ne definisca le modalità di realizzazione, per classi e per plesso, qualora si dovessero verificare cluster che ne imponga la riattivazione”. La rilegittimazione della DaD (o DDI, Didattica Digitale Integrata) è giunta all’ultimo momento, alla vigilia della riapertura delle scuole, probabilmente perché sia il governo centrale, sia le amministrazioni regionali, percepiscono il rischio che la risalita della curva epidemica possa indurre molte famiglie e molti insegnanti a non rispettare le scadenze previste per l’avvio della didattica in presenza.Così la DaD è stata ripescata all’ultimo, ancora una volta come soluzione di emergenza “qualora si dovessero verificare cluster”. Continuiamo a pensare che sarebbe stato meglio mettere le scuole in condizione di organizzare la DaD e le altre soluzioni non in presenza o miste (classi virtuali, lezioni con webcam con possibilità di seguirle in diretta e in registrata, flipped classroom, alternanza presenza/distanza ecc.) già nel mese di aprile 2020, come da noi ipotizzato e proposto. A nostro avviso poi la disponibilità dei docenti verso la didattica mista è stata colpevolmente trascurata. Il mainstream politico-giornalistico-sindacale ha puntato sulla didattica in presenza come unica e intangibile forma di didattica, un grave errore per due ragioni: in primo luogo perché la didattica mista è considerata in tutto il mondo la didattica del futuro, e poi perché ce ne sarà quasi certamente un gran bisogno anche in Italia nei prossimi mesi, visto l’andamento del virus. Bisognava (bisogna) investire massicciamente sulla formazione di tutti i docenti all’uso della didattica mista e sulle infrastrutture per la connessione veloce e su dispositivi per i non abbienti, facendoli rientrare nelle misure per il diritto allo studio. E poi ancora si dovrebbe dare la possibilità di scegliere tra didattica a distanza e in presenza per alunni e insegnanti fragili.
Ma un’altra polemica scolastica è stata protagonista dell’estate 2020, quella sui banchi monoposto. O meglio, sulle sedie con le rotelle. E la polemica non sembra essersi chiusa con l’arrivo di settembre. Un gruppo di autorevoli medici ortopedici ed ergonomisti ha infatti sottoscritto un documento (primo firmatario il prof. Raoul Saggini, Presidente della Società Italiana di Medicina Riabilitativa-Rigenerativa Interventistica Multidisciplinare) nel quale vengono mosse dure critiche agli arredi (banchi e sedute) che stanno arrivando nelle scuole per la loro “inadeguatezza rispetto alla parametrizzazione anatomico-fisiologica per la struttura corporea degli studenti”. Bisognerà verificare le caratteristiche degli arredi che arrivano alle scuole, che potrebbero essere anche molto diverse, essendo diverse le aziende fornitrici e rilevante il campo di interpretazione delle indicazioni contenute nell’allegato tecnico al Bando. Tuttoscuola ha approfondito criticità e proposte relative al nuovo anno scolastico nel nuovo numero della newsletter settimanale TuttocuolaNEWS. E’ possibile leggerle integralmente su tuttoscuola.com.

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Committee on Economic and Monetary Affairs

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Brussels Wednesday, 2 September, József Antall (4Q2), 9.00-9.35 Appointment of the Chair of the CCP Supervisory Committeerapporteur Irene Tinagli (S&D, IT)Exchange of views with the selected candidate, Klaus Löber
9.35-10.15 Appointment of an Independent Member of the CCP Supervisory Committee rapporteur Irene Tinagli (S&D, IT)
Exchange of views with the selected candidate, Nicoletta GiustoExchange of views with the selected candidate, Froukelien Wendt13.45-14.14: VOTES
14.14-15.45Economic dialogue and exchange of views with Olaf Scholz, ECOFIN Chair and Federal Minister of Finance and Vice Chancellor of Germany
Next meeting: BUDG-ECON: Monday 7 September 2020, 15:00 – 15:30 & 17:30 – 18:00

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Constitutional Affairs Committee Highlights

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Brussels Tuesday 1 September 2020, 09:00 – 11:00 and 16:45 – 18:45 Altiero Spinelli (room 3G-3) & videoconference. Presentation by the German Presidency of its priorities, with Michael Roth, Minister of State for Europe at the Federal Foreign Office. (9.30 – 11.00) Amendments to the Rules of Procedure in order to ensure the functioning of Parliament in extraordinary circumstances. Rapporteur: Gabriele Bischoff (S&D, DE). Consideration of draft report, decision on deadline for tabling amendments (continued). (+/- 17.00) Stocktaking of European elections. Rapporteur: Pascal Durand (Renew, FR). Consideration of amendments. (+/- 17.30)

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Ostia Antica Festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Ostia. 3 settembre Parco Archeologico Viale dei Romagnoli 717, ore 21.00 sul palco del Teatro Antico di Ostia arriverà live Samuel (Subsonica, Motel Connection) a voce, chitarra, pianoforte, synth e dj mixing, Alessandro Bavo (LNRipley) a synth, piano e sample, Tozzo (Linea 77) drum & sampler e Giulio Piola (Bandakadabra) a tromba, filicorno per proporre un live che ripercorrerà tutta la vita di ricerca sonora del frontman dei Subsonica, dal “Il Codice Della Bellezza”, suo primo album solista, ad alcuni brani acustici dei Subsonica, fino alla sperimentazione elettronica dei Motel Connection.
“Durante questi mesi di lockdown” forzato, privo di prospettive e libertà di movimento, la mia creatività ha svolto un ruolo molto importante. Ho deciso di utilizzare le idee, viaggiando in totale autonomia. Mi sono sentito LIBERO” ha dichiarato Samuel. È così che è nato un luogo virtuale chiamato “GolfoMistico”, in cui il frontman dei Subsonica ha scritto e suonato la sua musica. Alle 19.00 di ogni martedì e sabato Il Golfo si trasformava in un attesissimo club virtuale in cui ridava vita a tutti i suoni della sua vita, per costruire uno show che arrivasse a tutti gli amici connessi ai suoi social.
Uscito dalla quarantena, Samuel ha pensato che in un’estate così particolare è importante non fermare la musica live.
“Insieme a Vertigo, ho deciso, di portare sul palco il mio GolfoMistico: perché voglio dare voce e speranza a tutti gli operatori del settore”. GolfoMisticoTour è la riproduzione estetica e musicale di ciò che è accaduto sui canali social di Samuel fra marzo e aprile. Biglietto avrà il costo di 18+dp, prevendite su Ticketone e Ooohevents. http://www.ostianticateatro.com

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“Declassamenti, default e dispersione: Covid e credito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice Responsabile del Reddito Fisso Globale di Columbia Threadneedle Investments. Nei primi mesi dell’anno, i mercati hanno reagito con violenza all’adozione di politiche di confinamento da parte delle economie di tutto il mondo al fine di contrastare la diffusione del Covid-19. Trainati dalla maggiore incertezza e dalla pressione sui ricavi, gli spread creditizi delle obbligazioni societarie (o premi al rischio) si sono ampliati drasticamente riflettendo l’aumento del rischio di declassamenti e default. Benché l’entità della correzione sia stata significativa, la direzione non può che essere logica tenuto conto dell’improvviso blocco del commercio globale.Da marzo, i mercati finanziari hanno messo a segno performance molto più solide. I mercati globali del credito hanno beneficiato del notevole supporto offerto dalla liquidità, tra cui tassi d’interesse bassi e acquisti diretti di obbligazioni societarie ed exchange-traded fund da parte delle banche centrali. Progressivamente, anche i dati economici hanno iniziato a migliorare. Tuttavia, numerosi aspetti dell’attività economica globale restano ben lontani dai livelli del 2019. A prima vista sembra esservi un disallineamento tra il restringimento degli spread delle obbligazioni societarie e il contesto economico debole ma in miglioramento. Alla luce di ciò, tentiamo di identificare cosa viene attualmente integrato nei prezzi delle obbligazioni societarie e lo raffrontiamo con le nostre opinioni.Lo spread di un’obbligazione societaria dovrebbe compensare diversi aspetti, tra cui ad esempio il rischio di declassamento. Il merito creditizio formulato dalle principali agenzie di rating può incidere sulla propensione all’acquisto di diversi operatori di mercato, tra cui banche, compagnie assicurative e gestori patrimoniali. Nel 2009, sulla scia della crisi finanziaria globale, le agenzie di rating declassarono titoli di debito per 108 miliardi di dollari da investment grade ad high yield. A metà 2020, questo precedente record di cosiddetti “angeli caduti” è stato sorpassato con il declassamento ad high yield di titoli di debito per 189 miliardi di dollari, di cui 151 miliardi solo nel primo trimestre.Dal primo trimestre, il ritmo dei downgrade ha registrato un forte rallentamento. A nostro parere ciò è ascrivibile alle numerose decisioni di rafforzamento del credito adottate dai team dirigenziali, tra cui la sospensione dei dividendi e dei riacquisti di azioni, il posticipo delle spese per investimenti e il ridimensionamento dei costi. Inoltre, la ripresa dell’attività economica e la riapertura dei mercati dei capitali hanno contribuito positivamente. Pur non aspettandoci un ritorno all’ondata di declassamenti osservata nella prima parte dell’anno, è importante notare che il rischio persiste.
Le banche centrali di tutto il mondo hanno sostenuto attivamente i mercati delle obbligazioni societarie. Negli Stati Uniti, la Fed sta addirittura acquistando alcuni titoli high yield. Ciò ha contribuito a creare un solido supporto tecnico per i mercati. Benché possano aiutare a risolvere le difficoltà connesse alla liquidità vissute dai mercati nella prima parte dell’anno, gli istituti centrali non possono certo porre rimedio ai problemi di solvibilità. Se le riaperture delle attività economiche saranno lente e disomogenee, i rischi di declassamenti e default rimarranno elevati.Di conseguenza, ad oggi il mercato riflette un premio al rischio superiore e più ampiamente distribuito rispetto all’anno scorso. In questo contesto, una ricerca creditizia valida può consentire di escludere i dati poco pertinenti per identificare le società capaci di superare a testa alta la tempesta. Poiché i tassi privi di rischio sono probabilmente destinati a rimanere contenuti nell’immediato futuro, l’opportunità di generare reddito tramite un’allocazione nel credito gestita in base al rischio resta interessante. (abstract)

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I cristiani di Beirut resistono agli speculatori fondiari e restano in Libano

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Dopo la terribile esplosione del 4 agosto scorso i cristiani di Beirut subiscono pressioni affinché vendano le proprietà e abbandonino il Libano. In un colloquio con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Toufic Bou-Hadir, direttore della Commissione Patriarcale Maronita per la Gioventù, ha sottolineato che «ci sono persone che cercano di trarre profitto dalla catastrofe comprando terre e case dai cristiani», ma la popolazione preferisce riparare le proprie case danneggiate piuttosto che vendere e lasciare il Paese. «La gente vuole restare. Un certo numero di anziani, e anche di giovani, resta nelle proprie case, anche se danneggiate. Con tutto il rispetto per quanti hanno altre credenze religiose, non possiamo vendere le case cristiane. Non vogliamo cambiare la demografia. La terra non ha solo un valore materiale. Rappresenta la nostra dignità, e in essa abbiamo le nostre radici». Mons. Bou-Hadir ha sottolineato che nei giorni scorsi i responsabili della Chiesa locale hanno collaborato con i leader politici per l’approvazione di una legge a tutela dei fedeli minacciati dagli speculatori fondiari. Nel frattempo, quasi 300 giovani hanno riempito la cattedrale maronita di Beirut, anch’essa danneggiata, per una veglia notturna guidata dall’arcivescovo Paul Abdel Sater, il quale li ha esortati a non perdere la fiducia nel futuro della città nonostante l’immane tragedia. Questi stessi giovani sono stati lodati da mons. Bou-Hadir per il loro impegno volontario a sostegno delle famiglie vittime dell’esplosione. ACS sta fornendo aiuti di emergenza a 5.000 famiglie e mons. Bou-Hadir ha espresso la gratitudine dei cristiani libanesi nei confronti dei benefattori della fondazione. «Voglio ringraziare Aiuto alla Chiesa che Soffre per aver fornito un sostegno essenziale». Nella fase inziale, ha proseguito, «c’è stato solo lo shock, la gente era concentrata nel tentativo di sopravvivere. Ora sta prendendo piena coscienza di quanto accaduto e sta comprendendo quanto sarà duro e difficile il futuro, ma la nostra speranza è Cristo», ha concluso.

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Nuovo libro di racconti Skyline

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Treviso. Giovedì 3 settembre, alle ore 18.30, nello spazio antistante la Libreria Universitaria San Leonardo di Treviso (Piazza Santa Maria dei Battuti n.16) Annalisa Bruni presenterà il suo nuovo libro di racconti Skyline (Cleup, 2020). Dialogherà con lei Silvia Battistella.«In Skyline, come in altre opere, Annalisa Bruni osserva, analizza, mostra, racconta singoli universi che incrociano fantasia e realtà, spunti di cronaca, suggestioni letterarie. Scorrono i suoi racconti, conducono in luoghi e non-luoghi che diventano quell’altrove dove è stimolante perdersi, per qualche momento. Come ogni buon libro dovrebbe riuscire a fare. Annalisa Bruni usa la penna anche come impegno collettivo, azione sociale, smaschera ipocrisie e personaggi che si macchiano di abusi. La sua ricerca fruga dentro ambiti molto diversi, ricostruisce lo skyline di persone e situazioni. Non giudica, però smaschera. E lascia al lettore l’ultima parola.» (dalla Prefazione di Francesca Visentin)Questo libro, attraverso i personaggi delle storie che vi vengono narrate, traccia un variegato panorama che ci parla della nostra contemporaneità. Ogni storia disegna il profilo di una situazione, uno skyline umano che si staglia sul vasto orizzonte della realtà che viviamo ogni giorno. Una realtà fatta di contraddizioni, scelte difficili, fallimenti e rinascite, ricordi e sguardi verso il futuro, ricerca di sé. Una realtà che ci riguarda tutti.
Annalisa Bruni, scrittrice veneziana, ha pubblicato cinque raccolte di racconti: Storie di libridine (Edizioni della laguna, 2002, finalista al Premio Settembrini-Regione Veneto 2003), Altri squilibri (Helvetia Edizioni, 2005), Della felicità donnesca e altri racconti (Nova Charta, 2008), con Cleup Tipi da non frequentare (2013), Tipe da frequentare (ma per quanto?) (2016), Anch’io mi ricordo. Tra Venezia, Mestre e dintorni (2019), Skyline (2020). Nel 2015, per i tipi di Cleup, ha pubblicato la raccolta di poesie: Andando a capo (prima di finire la riga) e, con Stefano Pittarello, il volume Langenwang ovvero Il disastro della puntualità. Suoi racconti sono pubblicati in diverse antologie, tra cui, le più recenti: Io sono il Nordest (Apogeo editore, 2016) curato da Francesca Visentin e Porto Marghera. Cento anni di storie (1917-2017), a cura di Cristiano Dorigo ed Elisabetta Tiveron, Helvetia editrice, 2017. Ha curato numerose antologie di racconti, tra cui, nel 2008, M’ama. Mamme, madri, matrigne oppure no, con A. Cilento e S. Chemotti, per Il poligrafo editore. Laureata in lettere, pubblicista, è stata funzionaria alla Biblioteca Nazionale Marciana. Ha scritto sceneggiature radiofoniche e radiodrammi prodotti e messi in onda dalla RAI, dalla Radio Svizzera italiana, dalla Radio Nazionale Croata e dalla Radio Ceca. Tiene corsi e lezioni di scrittura creativa dal 1998, attualmente collabora a quello de “Il Portolano” a Treviso.

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Imprese: Cresce la mediazione creditizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Con il Dlgs 141/2010 il Legislatore aveva definito con chiarezza la figura del Mediatore Creditizio, come “colui che mette in relazione, anche attraverso una attività di consulenza, la potenziale clientela con le banche o gli intermediari finanziari previsti dal Titolo V del TUB, per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma”. L’importanza del ruolo del mediatore creditizio è però molto cresciuta negli anni, di pari passo con la digitalizzazione dei processi di analisi degli istituti di credito ed ulteriormente per la crisi generata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e il conseguente lockdown, che ha determinato e determina una forte esigenza di liquidità per le imprese. Nei prodotti orientati ad una clientela corporate ad esempio – si legge in una nota dell’OAM, Organismo Agenti e Mediatori, – più del 65% dell’intermediato viene fatto da società di mediazione creditizia, confermando così l’immagine di un comparto fondamentale oggi per il credito. Più spazi quindi per i mediatori creditizi, che appunto si occupano di mediare tra aziende e banche e di applicare nuove modalità di analisi dei conti aziendali, sulle quali costruire poi le politiche di finanziamento. Dipende dall’incremento dei mutui, dalla complessità crescente del mercato, dalla chiusura di molte filiali bancarie, che riducono i presidi sul territorio: la mediazione creditizia raccoglie il testimone dalle reti fisiche delle banche e diventa sempre più collante fra gli istituti di credito e la clientela.

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L’uso di oppioidi abbassa i livelli di testosterone

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

L’ipogonadismo è una conseguenza consolidata dell’uso di oppioidi. È stato segnalato sia negli uomini che nelle donne, sebbene più ampiamente studiato negli uomini.Vi è una grande eterogeneità negli studi, con diversi fattori che hanno dimostrato di avere una più forte associazione con l’ipogonadismo come tipi specifici di oppioidi, dosi più elevate e durate di utilizzo più lunghe.Le conseguenze dell’OIH, ipogonadismo indotto da oppioidi, includono disfunzione sessuale, depressione, diminuzione della qualità della vita e bassa densità ossea.“In una ricerca su PubMed abbiamo cercato articoli in inglese fino a dicembre 2019 riguardanti oppioidi e ipogonadismo. La bibliografia degli articoli recuperati è stata cercata per articoli pertinenti.
Bisogna dire che la prevalenza dell’ipogonadismo indotto da oppioidi (OIH) varia tra gli studi, ma in una recente revisione sistematica è stata segnalata essere del 69%”, spiega il Dr. Andrea Militello, Urologo Andrologo nelle citta di Roma, Milano, Cosenza e nella Repubblica di San Marino.“Vi è una scarsità di studi randomizzati controllati che valutino l’efficacia della terapia sostitutiva con testosterone (TRT) per l’OIH negli uomini e ancor meno studi sul trattamento dell’OIH nelle donne. Gli studi TRT negli uomini hanno riportato risultati diversi con alcuni studi favorevoli e altri che non mostrano alcun chiaro beneficio della TRT su diverse misure.”
Quindi cosa ne possiamo dedurre? “Nonostante l’elevata prevalenza di ipogonadismo – continua Il Dr. Militello, premiato nel 2018 come miglior andrologo d’Italia – rimane sottovalutata e non trattata con molteplici conseguenze endocrine e metaboliche. Un approccio ragionevole nei pazienti che usano oppioidi include informarli di questa complicanza e delle sue potenziali conseguenze, lo screening per segni e sintomi di ipogonadismo. Quindi i livelli di ormoni sessuali in caso di uso prolungato di oppioidi maggiore di 3 mesi e il trattamento di pazienti con diagnosi di ipogonadismo, se e quando clinicamente indicato, con gli ormoni sessuali se si prevede di continuare con gli oppioidi cronici per un tempo uguale o maggiore di 6 mesi.” (fonte:comunicatistampa.net)

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La sfida del digitale, un ponte verso il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In un momento storico di transizione spiegare un po’ meglio il concetto di innovazione. Sono stati gli intenti di Marco Degli Angeli, consigliere del M5s di Regione Lombardia, che presso palazzo Pirelli, sede del consiglio regionale, ha fatto il punto della situazione: “L’emergenza sanitaria – ha spiegato il consigliere – ha spinto le persone ad avere un approccio più smart nei confronti dell’innovazione digitale. La vera sfida, adesso, è quella di non fare un passo indietro”.Infatti, se la parola d’ordine è trasformazione digitale, l’obiettivo è quello di avviarsi verso un’evoluzione tecnologica continua, capace di abbracciare le esigenze dei cittadini, ma soprattutto di ogni modello di business. In tal senso è necessario che la Politica intervenga con azioni mirate per questo motivo, chiosa il consigliere “regione Lombardia deve farsi promotrice di una innovazione etica, sostenibile e alla portata di tutti”.Questi sono i tre punti cardine su cui Degli Angeli pone l’accento e che, soprattutto, si pongono alla base della metamorfosi digitale: costruire un ecosistema dell’innovazione che sappia valorizzare talento, risorse economiche e sia in grado di lavorare con efficacia sui fattori Abilitanti. Accelerare la realizzazione di banda ultra larga, del cloud nazionale e accentramento dei data server della PA.Innovazione non è solo tecnologia, In tal senso il consigliere Degli Angeli, ci tiene, pone l’accento su un punto fondamentale: “Quando si parla di innovazione – spiega – si parla prima di tutto di cultura dell’innovazione, intesa con il termine latino di colere, coltivare”. Un concetto trasversale, che declinato nella sua accezione pratica, per Degli Angeli significa far nascere all’interno delle coscienze dei cittadini, ma soprattutto delle pubbliche amministrazioni, la consapevolezza dei vantaggi che l’innovazione può portare. “Per far si che questo si avveri – specifica il consigliere pentastellato – è importante che si mettano in campo tutti gli strumenti necessari per ultimare questa trasformazione”.Più che un’assioma, quella di Degli Angeli è una verità per niente scontata. Fare Innovazione Digitale, infatti, non significa solo utilizzare le nuove tecnologie in quanto tali, ma partire da queste per ripensare e semplificare un processo produttivo e creativo. Significa, soprattutto, erogare nuovi beni e servizi con lo scopo di migliorare e ridisegnare la declinazione della parola innovare. “Sotto questo punto di vista – spiega Degli Angeli – fondamentale, in Lombardia, sarà l’istituzione dei Soggetti aggregatori per il Digitale, i SAD, uno degli obiettivi della nostra azione politica”.Una strategia di sviluppo, oltre che una semplice azione politica che, va specificato, è stata ben accolta dalla Giunta lombarda tramite la recentissima approvazione dell’ordine del giorno a firma di Degli Angeli. Un risultato, quest’ultimo, che accompagnerà le pubbliche amministrazioni verso l’attuazione dell’Agenda Digitale, secondo i piani dell’Unione Europea.
Migliorare e migliorarsi. Scoprire soprattutto nuove pratiche inerenti ai sistemi produttivi e ad una gestione più fluida delle amministrazioni pubbliche. “Innovare – precisa Degli Angeli – significa non guardarsi allo specchio, ma guardare al di fuori della finestra creando nuove opportunità”Riassumendo il concetto, innovare significa creare il diritto all’innovazione. “Un diritto fondamentale – asserisce Degli Angeli – che deve passare attraverso una semplificazione burocratica e del sistema normativo. Dobbiamo – conclude Degli Angeli – sfidare l’innovazione e soprattutto il futuro”. Come? Attraverso un sistema normativo moderno capace di semplificare, notarizzare e rendere la vita dei cittadini più semplice.

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Stanze fuori sede: il Covid raddoppia l’offerta e ferma il caro prezzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Dopo anni in cui accaparrarsi una stanza era diventata per molti studenti e lavoratori ardua impresa, il 2020 registra un’impennata nell’offerta, con picchi che arrivano al +290%. È questa la principale evidenza che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it che ha fatto il punto sul comparto delle locazioni di stanze e posti letto nelle principali città universitarie. Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare, da Nord a Sud, le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede. A livello Italia la disponibilità di camere rispetto al 2019 è infatti più che raddoppiata (+149%).
Milano è la città record per quanto riguarda la disponibilità di stanze: +290% su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Offerta quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%).L’aumento considerevole dell’offerta ha avuto a sua volta come effetto una frenata sul caro prezzi. Nel 2020 non si rileva infatti nessuna impennata sui costi di questa tipologia di locazioni, fermi a livello nazionale. Guardando alle variazioni sulle singole città si scopre che molte registrano addirittura un’oscillazione lievemente in negativo, come Bologna e Palermo dove una stanza singola costa il 9% in meno rispetto al 2019.Milano si conferma la città più cara in cui vivere da fuori sede, nonostante i prezzi delle singole siano rimasti praticamente fermi rispetto al 2019 (565 euro al mese) e quelli dei posti letto in doppia abbiano subito un ribasso del 7% (345 euro). Roma, seppur con costi decisamente inferiori, è la seconda più cara: qui vengono richiesti in media 438 euro per una singola e 287 euro per un posto in doppia. Seguono Bologna e Firenze dove per affittare una singola sono necessari circa 400 euro.

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Il soliloquio di un’anima in pena

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Sono tre i temi proposti nel mio soliloquio con l’immaginario figlio dei nuovi tempi. È anche un modo per riallacciarmi al futuro di Vulnus, un personaggio del XX secolo che gli eventi hanno trasportato nel XXX e gli hanno lasciato, quasi intatta, la memoria del suo passato nel futuro che vive.
E” il mio trittico: la fede, i ricordi ed il corpo. La fede rappresenta il più grande, il più cristallino passato. Essa ci riallaccia all’origine prima e alla fine della nostra esistenza. I ricordi sono la fonte principale per tenerci legati agli eventi che ci hanno preceduto, lungo quel filo d’Arianna che ognuno di noi tiene, tra le mani, per non perdersi tra i tanti sentieri della vita. Il corpo è lì a testimoniarci il nostro essere e il divenire. Vi riponiamo attenzioni per farlo star bene. È anche il testimone del nostro progredire nella sofferenza, nella rinuncia, nel riscatto.
Nasce un bambino dal dolore altrui. Muore l’uomo e procura altre sofferenze, penosi vuoti. In questo lasso, lungo o breve che sia, non parliamo altro che il linguaggio del futuro. Pensiamo alla sconfitta subita, con la dipartita dei nostri cari, e pensiamo ai nipoti in un futuro che già non ci appartiene.
È questa la nostra storia. Non è necessariamente raccontata per interposta persona, ma vissuta. È percorsa non dal romanziere o dal novellista, non è presentabile in una commedia o in una farsa, ma si nutre, quotidianamente, di quel futuro che le appartiene e che vede sempre più diretto verso confini nuovi, vicende appassionate e a volte incomprensibili, perché umane e non divine. La certezza non riguarda il nostro passato e meno che mai il presente. È nel futuro. Così è la vita. Così è il nostro destino che si rinnova, di volta in volta. Siamo coloro che, impastati di creta, ritornano polvere tra la polvere. Siamo poi sospinti, dai venti siderali, a vagare nell’infinito. Vi è anche chi ritrova il suo composto primigenio e si riproduce.
Immaginiamo per un momento l’attimo che precede la nostra morte. Se essa è improvvisa, ci sfugge persino la fase preagonica, prima di ritrovarci in una dimensione diversa, d’esplorare altre terre e di fare altre conoscenze. Resta, a questo punto, la Fede. Sta a noi capire se è una strada o un vicolo, se ci porterà da qualche parte o se è un nulla. (Riccardo Alfonso)

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La violenza come cultura dell’attenzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Da cronisti ci capita spesso di raccogliere il messaggio che proviene da chi scende in piazza per esporre quelle che ritiene giuste rivendicazioni e meritevoli di un’attenzione mediatica. Non manchiamo, ovviamente, di riportare le loro motivazioni ma il rilancio che facciamo acquista un risalto o meno non su ciò che è stato detto e sostenuto con fermezza e determinazione ma dai “clamori” che sono derivati con schiamazzi, aggressioni e danni ai negozi che si trovano lungo il tragitto dei manifestanti.
C’è persino da chiedersi se tutto si fosse svolto in maniera pacifica quale spazio avrebbe potuto ambire, nei notiziari televisivi e nelle pagine della carta stampata, la giusta causa. Questa consapevolezza è senza dubbio chiara agli organizzatori tant’è che cercano, per seguire una strada virtuosa, di ben rappresentare il preannuncio del comizio con vari comunicati stampa. Ma anche su questo verso piovono i distinguo. L’accesso all’informazione dipende molto dalla sigla politica o sindacale o dei vari movimenti d’opinione che promuovono l’iniziativa e dalla possibile ricaduta sull’opinione pubblica. Poi vi è il discorso dei numeri. L’ascolto si dilata se a manifestare sono in tanti e qui parte la propaganda dei numeri che trasforma diecimila presenze in centomila e via di questo passo.
Ne consegue il luogo comune che più si è aggressivi e maggiore è l’attenzione e se alla fine si contano numerosi feriti e contusi vuol dire che solo in questo modo la copertura mediatica premia.
Quest’andazzo non è condivisibile perché oltre tutto diseduca e mette in secondo piano il motivo stesso della contrarietà di quella parte dei cittadini che ancora credono alla forza delle parole, alla logica del pensiero e a farci riflettere seriamente. Si rende anche un pessimo servizio agli argomenti che s’intendono evidenziare con atti irresponsabili che non favoriscono la conoscenza al grosso pubblico e la loro eventuale condivisione finisce con lo spaventarlo e non certo a renderlo edotto di una ragione che potrebbe avere molti più sostenitori.
Che fare allora? È scegliere, a nostro avviso, il ritorno alla lettura, al migliore ascolto televisivo e in streaming live cercando al tempo stesso di coinvolgere più persone tra il pubblico e non tra i soliti tromboni ammazza sentenze. È senza dubbio un fatto culturale e d’intelligenza critica che ci permette di setacciare il fatto dal commento, la circostanza tra un interesse personale e di trarne una obiettiva valutazione. Dobbiamo in pratica ritornare a ragionare sempre con la nostra testa e non con quella degli altri, per imitarli pedissequamente, ma in chiave critica e ponderata. (Riccardo Alfonso)

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