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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 2 settembre 2020

Come riaprire le scuole durante il Covid, Udir predispone check-list

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Udir fornisce ai propri dirigenti scolastici un’importante lista per verificare e aggiornare le misure di sicurezza alla luce dei protocolli, delle linee guida e della normativa vigenti, elaborata con l’ausilio di esperti che sono stati presenti ai tavoli nazionali tra cui gli ingegneri Gian Mauro Nonnis e Natale Saccone e il dirigente scolastico Vito Lo Scrudato. Intanto il giovane sindacato ha promosso il webinar, venerdì 4 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 19, “Check-list per la riapertura delle scuole in sicurezza”, tenuto dall’ingegnere Natale Saccone, esperto sulla sicurezza che ha presenziato ai tavoli nazionali e regionali
Marcello Pacifico (Udir): “In attesa di ulteriori dettagli operativi da parte del ministero, vista l’imminenza della riapertura degli istituti e per evitare divergenze interpretative, si è voluto creare uno strumento il più completo possibile; la check-list è dotata anche di una parte introduttiva che ha lo scopo di chiarire l’utilizzo della stessa, al cui interno sono presenti anche dei suggerimenti su misure d’approccio per le famiglie e per gli studenti con disabilità. Udir fornisce ai propri dirigenti scolastici un’importante lista per verificare e aggiornare le misure di sicurezza alla luce dei protocolli, delle linee guida e della normativa vigenti, elaborata con l’ausilio di esperti che sono stati presenti ai tavoli nazionali tra cui gli ingegneri Gian Mauro Nonnis e Natale Saccone e il dirigente scolastico Vito Lo Scrudato. Per il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, “si tratta di uno strumento utile che fa tesoro di quanto trattato nei seminari tenuti dal giovane sindacato, in attesa che si traduca in norma lo scudo penale da noi sempre rivendicato”. In attesa di una migliore definizione della figura del Referente COVID-19 da parte del ministero, il giovane sindacato dei presidi ha elaborato una check-list utile per i controlli sulle procedure di sicurezza dedicate, riservata ai soci Udir. Intanto il giovane sindacato ha promosso il webinar, venerdì 4 settembre, dalle ore 17.30 alle ore 19, “Check-list per la riapertura delle scuole in sicurezza”, tenuto dall’ingegnere Natale Saccone, esperto sulla sicurezza che ha presenziato ai tavoli nazionali e regionali.La lista organizzata secondo i protocolli del 6 agosto 2020 e dell’analogo protocollo 0-6 tiene conto anche del Rapporto ISS n° 58 del 21 agosto ed è soggetta a ulteriori integrazioni laddove le autorità sanitarie ritenessero di dover modificare i protocolli, sarà parte integrante del DVR e contiene una serie di elementi di valutazione che aiutano a inquadrare il livello di rischio dei fattori di pericolo biologico e virale.In essa si trovano indicazioni dettagliate su:
MISURE GENERALI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
MISURE IGIENICO SANITARIE
GESTIONE DEGLI SPAZI COMUNI
ORGANIZZAZIONE SPAZI
INFORMAZIONE, RAPPORTI CON LE FAMIGLIE, ACCOGLIENZA
DISABILITÀ E INCLUSIONE/ SOSTEGNO
Ma anche, e non solo, su:
Organizzazione del lavoro
Compiti e funzioni
Emergenza e primo intervento COVID

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Rientro a scuola: 140 mila studenti del Sud senza aula

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

L’anno scolastico è alle porte, ma con situazioni ben diverse da istituto a istituto per via dell’applicazione uniforme della politica dei tagli degli ultimi 12 anni che ha penalizzato soprattutto il Meridione del Paese. Ci sono, ad esempio, ancora 140 mila studenti che non avrebbero trovato una collocazione in sicurezza, concentrati soprattutto a Sud (dalla Puglia, alla Calabria, Campania e Sicilia), dove l’edilizia scolastica presenta anche carenze non indifferenti per via della riduzione della spesa, del processo di emigrazione. Marcello Pacifico (Anief): Basta assegnare organici in base ai numeri ma riformularli sulle effettive esigenze. Il sindacato Anief chiede di dare una risposta urgente ai fondi richiesti dalle Regioni in una specifica lettera, per far ripartire tutte le scuole con un livello organizzativo e strutturale soddisfacente in tutti gli oltre 42 mila plessi scolastici italiani collocati nel territorio nazionale. I fondi aggiuntivi potrebbero servire al recupero di altri 12 mila plessi dismessi, da aggiungere ai 3 mila già recuperati dal Governo su richiesta di Anief dopo l’inopinato taglio prodotto dalle leggi sul dimensionamento avviate dal 2008 e mai abrogate dai successivi esecutivi.“Gli investimenti – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – servirebbero oltre che per rendere agibili i plessi dismessi, dove collocare i 140 mila alunni in più, anche per portare in organico di diritto i più 60 mila solo su sostegno, i 70 mila docenti-Ata cosiddetti Covid, a breve assunti invece con l’inaccettabile modalità del lavoratore usa e getta e per assumere in organico un numero maggiore di supplenti annuali: in tutto 160 mila insegnanti e 40 mila Ata. Per centrare queste priorità, magari anticipando i fondi per poi recuperarli dall’UE, abbiamo chiesto al premier Giuseppe Conte di accantonare 15 miliardi del Recovery Fund a questo preciso scopo. Proprio perché i 4 miliardi rispetto al niente sono importanti ma non sufficienti alla causa Scuola e a evitare che si arrivi a discriminare gli alunni”.Fatte le norme per il rientro in sicurezza, la scuola si rende conto che non saranno applicabili in tutti gli istituti. L’ultimo protocollo approvato dal Comitato tecnico scientifico prevede il rispetto del metro di distanziamento tra uno studente e l’altro, oltre alla necessità di rispettare le regole di igiene. Nel caso non fosse possibile far rispettare il metro, gli strumenti a disposizione delle scuole vanno da modifiche all’assetto didattico da interventi edilizi, fino alla ricerca di locali alternativi per i quali sono stati stanziati dei fondi appositi. Secondo il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, vi sarebbero Regioni che hanno chiesto interventi per l’affitto di strutture parallele agli istituti scolastici per una somma di 300 milioni di euro, a fronte di 70 milioni stanziati. Ma siccome quei soldi non sono arrivati, una fetta di studenti ad oggi si ritrova senza possibilità di svolgere lezione.

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FdI incontra i precari della scuola davanti a Montecitorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“Stamattina abbiamo incontrato una delegazione di precari della scuola davanti a Palazzo Montecitorio. Da sempre Fratelli d’Italia sostiene le battaglie giuste di chi è da anni discriminato perché, pur avendo indiscutibile esperienza di insegnamento e i titoli, non ha l’abilitazione. Il precariato non è una colpa e questi docenti non pretendono una sanatoria ma una giusta stabilizzazione avendone pienamente diritto”.
Lo dichiara la vicepresidente della Commissione Cultura della Camera Paola Frassinetti che insieme al collega di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda ha incontrato questa mattina la delegazione di precari.

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Scuola: Graduatorie provinciali supplenze, errori a raffica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Gli Uffici scolastici, con l’ausilio delle scuole polo, stanno man mano pubblicando gli elenchi delle Graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze valide per il biennio 2020/21 e 2021/22: se i tempi sembrano rispettati, lo stesso non si può purtroppo dire per la correttezza dei punteggi. Dalle sezioni provinciali dell’Anief giungono segnalazioni di errori a raffica, anche clamorosi, che testimoniano l’evidente inadeguatezza del sistema informatico approntato in poco tempo dall’amministrazione scolastica. A Palermo, ad esempio, il sindacato ha verificato che sono stati assegnati ad un docente di laboratorio quasi mille punti associati ai soli titoli di servizio: peccato che calcolando 18 punti per anno scolastico, sulla base della nuova tabella di valutazione introdotta appositamente per le Gps, si evince che gli anni scolastici per raggiungere un punteggio del genere dovrebbero essere ben 52! Quindi, più dell’età dell’aspirante docente.Proprio per trovare una soluzione condivisibile ed evitare che l’amministrazione venga travolta da domande di reclamo e di ricorsi, oggi il sindacato Anief ha scritto al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del ministero dell’Istruzione, Marco Bruschi, e alla Dirigente Ufficio III della Direzione Generale Personale Scolastico, Valentina Alonzo, per chiedere una “urgente verifica del sistema di calcolo del punteggio per la redazione delle graduatorie provinciali per le supplenze di cui all’O.M. 10 luglio 2020 n. 60”.

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Scuola: “Impieghiamo i percettori di reddito di cittadinanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Ci riferiamo a quelli che non sono ancora occupati, per colmare nelle scuole le carenze di organico tra i collaboratori. Un modo semplice ed efficace che garantirebbe un’occupazione stabile a migliaia di italiani, ma soprattutto riuscirebbe a dare un concreto contributo per risolvere l’emergenza sanitaria nelle scuole. Con l’inizio dell’anno scolastico sarà indispensabile una maggiore presenza a supporto delle attività quotidiane. L’impiego dei percettori di reddito di cittadinanza, all’interno dei plessi scolastici per intensificare l’attività di sorveglianza, igienizzazione e pulizia arredi e locali. Se davvero la maggioranza ha a cuore la scuola, voti a favore del nostro Ordine del Giorno”.E’ quanto hanno dichiarato i deputati di Fratelli d’Italia, Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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Istruzione: Anief presenta emendamenti al decreto agostano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Il sindacato ha presentato emendamenti in V commissione Bilancio al decreto “agostano”. Marcello Pacifico (Anief): “Sono degli emendamenti che soprattutto vogliono rilanciare l’istruzione. Riguardano anche gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, l’attuale concorso Dsga. Sono norme che vogliono confermare nei ruoli i diplomati magistrale, rivedere il rapporto alunni-docenti e intervenire anche sulla mobilità contro il vincolo quinquennale. Speriamo che vengano presentati, discussi e poi approvati, per iniziare il nuovo anno scolastico più sicuri e certi che la scuola sia il volano di questo paese e non più considerata come una spesa”. Vai all’intervista del presidente Anief Marcello Pacifico
Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Italia Stampa, facendo il punto della situazione sulla riapertura della scuola. Come sottolineato dal sindacalista autonomo, Anief ha presentato emendamenti in V commissione Bilancio al decreto “agostano”. “Sono degli emendamenti – ha affermato Pacifico – che soprattutto vogliono rilanciare l’istruzione, facendo in modo che alla fine le scuole abbiano tutti gli spazi che erano stati promessi e che purtroppo, dopo anni di tagli, non sono stati assegnati per questioni di tempo e questo per arginare l’emergenza epidemiologica anche nel momento in cui si rientra in classe. Sono anche emendamenti che riguardano gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, anche l’attuale concorso Dsga al fine di inserire tutti gli idonei nella graduatoria”.

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Scuola e le proposte Anief all’esame del Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Si passa dall’abolizione dei paletti sulla mobilità alla stabilizzazione dei precari, dalla conferma nei nuovi ruoli dei facenti funzione Dsga all’attivazione dei nuovi profili professionali Ata, dalla conferma in organico di diritto dei 70 mila posti anti COVID attivati a quelli di sostegno e tanti altri, senza trascurare il problema ancora aperto dei licenziamenti delle maestre con diploma magistrale. Scarica la memoria inviata dal giovane sindacato
E’ all’esame del parlamento la Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Gli emendamenti riguardano: la graduatoria idonei al concorso Dsga, il personale facente funzione Dsga, il reclutamento del personale scolastico, il reclutamento dei dirigenti scolastici e del personale con incarichi di vicedirigenza, l’esclusione beneficiari 104 diritto alla mobilità, le scuole italiane all’estero, il licenziamento dei supplenti, la conferma nei ruoli, la mobilità straordinaria e il blocco quinquennale, la conferma fino al 30 giugno e nello stesso istituto dei docenti licenziati, l’organico sostegno, il rapporto alunni docenti, i passaggi verticali e profili AS e C, gli assistenti tecnici in organico di diritto, la stabilizzazione con trentasei mesi, la specializzazione su sostegno, la trasformazione in organico di diritto organico Covid, il Bonus Trasporti Scuola
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha affermato che “sono emendamenti che vogliono rilanciare l’istruzione. Riguardano gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, l’attuale concorso Dsga. Sono norme che vogliono confermare nei ruoli i diplomati magistrale, rivedere il rapporto alunni-docenti e intervenire anche sulla mobilità contro il vincolo quinquennale. Per quanto riguarda le Disposizioni in materia di scuola, università ed emergenza, per quanto riguarda la graduatoria idonei Dsga e Call veloce, Anief, all’art. 32 bis, ha proposto di inserire che “nelle graduatorie di merito regionali di cui all’articolo 9 del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 18 dicembre 2018, n. 863 sono ammessi tutti i candidati risultati idonei. Con ordinanza del ministro dell’Istruzione sono disciplinate le norme per poter richiedere, l’assunzione in altra regione, a domanda, prima dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali”. Si specifica che la rimozione del limite del 20% di idonei nella costituzione delle graduatorie regionali di merito si rende necessaria per la valorizzazione della professionalità dei candidati che abbiano superato tutte le prove di un concorso pubblico e garantisce la massima funzionalità al sistema consentendo di evitare il sistema di reggenze dei posti da Direttore dei Servizi Generali Amministrativi per gli anni successivi.Per quanto concerne il reclutamento del personale facente funzione Dsga, affinché le istituzioni scolastiche dispongano delle risorse necessarie per garantire la ripresa dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, sono disciplinate le norme per garantire, a domanda, i passaggi nei ruoli di Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi del personale assistente tecnico o amministrativo che ha ricoperto tale funzione per almeno un triennio anche non continuativo nell’ultimo decennio. Infatti, dopo l’espletamento dell’ultimo concorso rimarranno più di mille sedi scoperte a fronte di un numero di facenti funzioni che continuerà a garantire il servizio di Dsga; per queste ragioni occorre intervenire tempestivamente premiando l’esperienza e le competenze acquisite dai Ff Dsga.

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Governo. La ministra Azzolina e la Storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Siamo rimasti abbagliati, non riuscivamo a distinguere persone e cose intorno a noi.Chi l’artefice? La ministra dell’Istruzione, la pentastellata Lucia Azzolina, che ha dichiarato: stiamo per scrivere un nuovo capitolo della Storia.
Quale non si è capito visto che è stata commissariata, cioè sostituita, per l’acquisto dei banchi di scuola, che fissare la data di inizio anno scolastico, per poi interromperlo una settimana dopo, per le elezioni e per la tornata referendaria, ha dell’incredibile, che i corsi di recupero non sono definiti, che il problema dei trasporti è un rebus, e così via.Dove sia la Storia non è dato di capire ma, finito lo stupore, alla mente è tornata la celebre frase del compianto linguista Tullio De Mauro, che fu anche ministro dell’Istruzione: il 70% degli italiani non capisce o a ha difficoltà di comprensione di un testo semplice.
Ribaltare la percentuale a favore della comprensione dell’italiano sarebbe, questo sì, una riscrittura della Storia, purtroppo, non riusciamo a vedere quel minimo di iniziative che ci avrebbero dato speranza.Ognuno può farsi aria con ciò che vuole ma, come ognuno può comprendere senza difficoltà, l’aria non è la Storia. Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

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Scuola. Iannone (FdI): Azzolina un disastro annunciato anche sulle graduatorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“Tanto tuonò che piovve. È così che si può sintetizzare il caos che ha accompagnato l’iter delle Graduatorie Provinciali Scuola (GPS). Dalla fase embrionale a quella conclusiva, che lascia scontenti tutti. Docenti e sindacati. Nelle scorse ore, infatti, gli Uffici Scolastici Provinciali hanno iniziato a pubblicare i punteggi degli aspiranti docenti inseriti nelle GPS. Errori di calcolo incomprensibili. Titoli valutati male o non valutati affatto. Gli anni di servizio computati per classi di concorso differenti da quelle per cui si chiedeva l’inserimento. Ed è già corsa ad impugnare i provvedimenti di pubblicazione. C’è così tanta rabbia e confusione che gli stessi sindacati, in maniera congiunta, hanno chiesto al ministro di non attingere alle GPS per il conferimento degli incarichi, ma di far riferimento ancora alle graduatorie del triennio precedente per evitare ulteriori ritardi nell’assegnazione delle cattedre. Fratelli d’Italia aveva denunciato sin dal primo momento la superficialità con cui il ministro ha approcciato la questione delle Graduatorie Provinciali e di Istituto, passando dal volerle rinviare, a gestirle in tempi strettissimi e con modalità discutibili. Resta l’amarezza per la confusione che regna in queste ore e che non aiuta a distendere i toni del confronto sull’avvio di un anno scolastico che non si preannuncia semplice”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo nella Commissione Istruzione.

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Luglio Musicale Trapanese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Trapani. Il nuovo cartellone si apre il 4 e il 5 settembre, alle ore 21.00, al Teatro “Giuseppe Di Stefano”, a Trapani, con la Compagnia di danza “Balletto del Sud” e lo spettacolo “Miti in scena” interamente dedicato al mito antico e alla mitologia. I personaggi dell’Olimpo, le leggende degli eroi, gli incantesimi e le metamorfosi, divengono quadri danzati e interpretazioni teatrali in uno spettacolo definito “accattivante e colto”, una composizione di danza, musica e teatro. La compagnia è diretta dal coreografo Fredy Franzutti.Il 6 e il 9 settembre, alle ore 21.00, al Chiostro di San Domenico, a Trapani, la “Compagnia Artistica Mediterranea” metterá in scena il monologo “Le lune nel piatto” di Fabrizia Sala interpretato e diretto da Nella Aiello. Direttore artistico della Compagnia è Elio D’Amico. Il monologo inedito interamente prodotto dalla Compagnia Artistica Mediterranea, abbandona per una volta la tradizione del musical per proporre un’opera di introspezione, scritta dalla psicologa Fabrizia Sala e basata su reali esperienze professionali.
Si continua lunedì 7 settembre, alle ore 21.00 con l’ Orchestra Sinfonica Siciliana. Una serata di grande fascino, nello scenario del Teatro “Giuseppe Di Stefano” con musiche di Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi.
L’Orchestra sarà diretta dal M° Nicola Marasco.
Ultimo appuntamento martedì 8 settembre, alle ore 21.00, al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano” a Trapani con il concerto dal titolo “Giuseppe Milici quartet plays Ennio Morricone”. Giuseppe Milici, armonicista e compositore palermitano con i musicisti pugliesi Nicola Pannarale al pianoforte, Filippo De Salvo al basso e Saverio Petruzzellis alla batteria, rende omaggio al grande Ennio Morricone presentando alcune delle sue composizioni più rappresentative alternandole con i classici della musica internazionale. BIGLIETTI Intero € 10,00 |Ridotto [Under 18] € 7,00 [Settori a pianta libera ovvero senza file e posti numerati.]
• Botteghino del Luglio Musicale Trapanese, Trapani, Villa Comunale, Viale Regina Margherita,tel 0923 29290, dal lunedì al sabato ore 17.30 / 20.00 • Online sul sito http://www.lugliomusicale.it MITI IN SCENA – Intero € 15,00 | Ridotto [Under 18] € 12,00

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L’Istituto Svizzero presenta la prima mostra personale a Milano dell’artista Sophie Jung

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Milano Via Vecchio Politecnico 3, 20.09.2020 H10:00-H18:00. Sophie Jung lavora tra testo, scultura e performance. Si interessa di questioni concernenti le tecniche di rappresentazione, prediligendo il romanticismo e l’assurdità, e rimpiazzando narrazioni chiare con storie effimere ed enigmatiche. Le sculture e gli oggetti di Sophie Jung sono costituite da oggetti di uso quotidiano trovati e ricercati. I suoi testi sono allo stesso tempo giocosi e profondamente complessi: combinano strutture narrative farsesche a riflessioni sull’attuale del pianeta. Camminando sopra il luminoso strato specchiato, immagini, associazioni, e parole ronzano nella nostra testa. Nella sua prima mostra personale in Italia, Sophie Jung espone nuovi lavori realizzati con testi, suoni e oggetti. Alcuni di questi rappresentano uno sviluppo ulteriore della sua attuale esposizione al Casino Luxembourg, ma sono allo stesso tempo arricchiti dai workshops che l’artista terrà nello spazio espositivo a settembre così come dall’esperienza del lockdown della primavera 2020, e le derivanti domande sulle possibilità e l’urgenza della produzione artistica. Sophie Jung (1982, vive e lavora a Basilea e a Londra) ha conseguito un BFA presso la Rietveld Academy, Amsterdam, e un MFA presso Goldsmiths, Londra. (Fonte Istituto svizzero Milano)

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Vaccini antinfluenzali nelle farmacie, positivo incontro al Ministero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Il ministero della Salute ha raccolto le osservazioni e i dati a supporto della esigenza di rendere disponibili nelle farmacie i vaccini antinfluenzali in vista della prossima campagna vaccinale, presentati al Tavolo chiesto d’urgenza dalle rappresentanze di categoria, impegnandosi a trovare in tempi brevi una soluzione che verrà condivisa con le Organizzazioni di farmacisti in un incontro che si terrà la prossima settimana. Lo riporta una comunicazione congiunta diffusa da Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Federfarma e Assofarm che hanno incontrato i rappresentanti del Ministero della Salute per discutere delle possibili criticità della prossima campagna vaccinale contro l’influenza.Nei giorni scorsi, le tre sigle hanno chiesto urgentemente questo incontro a fronte “dell’impossibilità, comunicata dalle aziende produttrici, di rifornire di vaccini le farmacie attraverso le quali viene dispensato annualmente circa un milione di dosi”, dovuta all’importante aumento delle richieste da parte delle Regioni, anche a seguito dell’ampliamento delle categorie a rischio (in particolare l’abbassamento dell’età da 65 a 60 anni). Fofi, Federfarma e Assofarm hanno rappresentato al Ministero la “pericolosità di una situazione che, lasciando sprovvisto dei vaccini il canale delle farmacie, renderebbe oltremodo difficile il ricorso alla vaccinazione da parte delle persone che non rientrano nelle categorie a rischio e a coloro che intendono anticipare l’immunizzazionerispetto all’inizio della campagna, nonché l’acquisto dei vaccini stessi da parte delle aziende che offrono questa prestazione ai propri collaboratori. Resterebbe così esclusa una parte della popolazione che, trattandosi di persone in piena attività lavorativa, spesso a contatto con il pubblico, è strategico vaccinare anche ai fini della limitazione della circolazione del virus”.È stato, infine, richiamato “l’ulteriore impulso alla copertura vaccinale che un intervento attivo del Farmacista favorirebbe, ponendo l’Italia in linea con quanto avviene nella maggior parte dei principali paesi europei”. I rappresentanti del Ministero, scrivono le sigle, hanno “preso atto di queste osservazioni e dei dati presentati a supporto della necessità di impedire che le farmacie restino sguarnite, impegnandosi a trovare in tempi brevi, una soluzione che verrà condivisa con le Organizzazioni di farmacisti in un incontro che si terrà la prossima settimana”. Fofi, Federfarma e Assofarm ringraziano il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per l’attenzione rivolta al tema ed esprimono l’auspicio che si giunga a una rapida soluzione di questa criticità a vantaggio, innanzitutto, della tutela della salute dei cittadini.

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Ali Khamenei ha affermato che gli Emirati arabi uniti “hanno tradito il mondo musulmano” con la normalizzazione delle relazioni con Israele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

La dichiarazione di Khamenei è riportata sull’account Twitter dell’ayatollah iraniano. “Senza dubbio il tradimento degli Emirati Arabi Uniti non durerà a lungo, ma ricorderemo per sempre questa macchia. Hanno permesso al regime sionista di penetrare nella regione e hanno dimenticato la loro occupazione delle terre palestinesi”, ha poi affermato Khamenei durante un discorso in occasione della 34esima conferenza nazionale dei dirigenti del ministero dell’Educazione.”Gli Emirati Arabi Uniti hanno preso delle misure contrarie agli interessi del mondo islamico avviando la cooperazione con gli israeliani e certi velenosi elementi americani, come il membro ebreo della famiglia di Trump”, ha aggiunto la Guida di Teheran, riferendosi al consigliere e genero del presidente Usa, Jared Kushner.

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Scuola: Via la mascherina se il distanziamento è rispettato. Nuova indicazione del CTS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Rimangono i dubbi di Anief per i trasporti anche sotto i 15 minuti. Per Marcello Pacifico diventa essenziale arieggiare spesso i locali e comunque educare gli studenti al rispetto delle nuove indicazioni sulle norme anti COVID-19 alla ripresa delle lezioni fuori e dentro l’aula. Intanto in Sicilia ogni istituto potrà decidere di aprire dopo il 24 anche se non sede elettorale. Le regioni dove si parte il 24 sono, oltre alla Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Puglia.A meno di due settimane dalla riapertura della maggior parte delle scuole e a poche ore dal ritorno a scuola di una parte dei giovani delle superiori risultati insufficienti in una o più discipline a seguito degli scrutini di giugno, giunge l’indicazione ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico sull’utilizzo delle mascherine all’interno degli istituti scolastici: secondo gli esperti si può stare in classe seduti al banco senza mascherina ma solo se c’è la distanza minima di almeno un metro e prendere i bus sotto il tragitto dei 15 minuti di percorrenza. Inoltre, la mascherina potrà essere imposta dall’autorità sanitaria in base al trend epidemiologico.Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “le ultime aperture del comitato tecnico scientifico anche sui trasporti cercano di superare i diversi ostacoli ancora in campo. Ma rimangono dubbi sugli spazi ancora insufficienti nonostante i primi sforzi del Governo dopo anni di tagli. Stesso discorso per gli organici, per i quali il giovane sindacato chiede la trasformare in organico di diritto anche per quei 70 mila posti annoverati per fronteggiare l’emergenza COVID”.Niente mascherina in classe se gli alunni sono collocati a una distanza minima di 100 centimetri uno dall’altro: partirà così la scuola, poi si vedrà strada facendo. Il dato epidemiologico, le conoscenze scientifiche e le implicazioni organizzative riscontrate – scrive Orizzonte Scuola – potranno determinare una modifica delle raccomandazioni proposte, anche in relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo, all’interno di una strategia di scalabilità delle misure di prevenzione e controllo bilanciate con le esigenze della continuità ed efficacia dei percorsi formativi.

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Scuola: toccata e fuga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Da quando sono venuta a conoscenza della decisione della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina di far iniziare l’anno scolastico 2020/2021 il dì 14 settembre, mi sto chiedendo se questa giovane signora (ma non solo lei) abbia un briciolo di buon senso.Infatti, cominciare l’anno scolastico quel giorno, che è un lunedì, significa tenere a scuola gli alunni per soli 5 giorni, cioè fino a venerdì 18 settembre, lasciandoli in congedo dal giorno dopo, sabato 19 settembre per consentire la trasformazione di alcune aule dei vari edifici scolastici in seggi elettorali su tutto il territorio nazionale, dato che, oltre al rinnovo di alcuni Consigli Regionali, che riguarda solo sette Regioni, si terrà anche il Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, che riguarda tutta l’Italia.Siccome le elezioni, quest’anno (non si sa perché) durano due giorni, il 20 e il 21 settembre, significa che gli alunni di tutto il Paese staranno lontani dalle aule scolastiche, oltre a sabato 19 settembre, anche lunedì 21, e pure martedì 22 per la consueta disinfezione (oggi nomata: sanificazione) e risistemazione dei locali, che però, dato il periodo ancora dominato dal Covid19, potrebbe non essere sufficiente per una pulizia a fondo e potrebbe occupare quindi anche mercoledì 23. Bisogna considerare che i primi giorni dell’anno scolastico non sono mai particolarmente produttivi dal punto di vista didattico, anche perché non sempre le cattedre sono tutte coperte, gli orari non sono ancora definiti, e comunque gli alunni di ogni ordine e grado si prendono un po’ di tempo per ri-fraternizzare – cosa che dopo la lunga pausa delle lezioni in presenza sarà particolarmente sentita e necessaria. Ragion per cui, se ci sono le condizioni ottimali, il vero e proprio anno scolastico fattivo e attivo inizia solo nella seconda settimana di scuola.Ma come potrà succedere quest’anno, se tutti o quasi gli edifici scolastici saranno di nuovo trasformati in seggi elettorali, e gli alunni lasciati a casa per almeno tre giorni, se non di più? Al secondo ritorno a scuola, dopo il supplemento di vacanza, si assisterà necessariamente a un nuovo rodaggio dell’anno scolastico, con ulteriore perdita almeno di una parte del tempo necessario per mettere la macchina istruzione a pieno regime. Sempre che le cattedre vengano tutte coperte immediatamente, gli orari siano pronti ecc. ecc.Ora, stando così le cose, perché non si è avuto il buon senso di far iniziare l’anno scolastico direttamente il 24 settembre?
Così hanno deciso le Regioni Campania e Puglia e non capisco perché anche altre non abbiano fatto la stessa scelta.
Secondo me, iniziare il 14 settembre è solo un’affermazione di principio, vuota di significato reale. Anzi, controproducente. L’ennesima “grida manzoniana”, minacciosa quanto risibile, che toglie inoltre autorevolezza allo Stato.
Tanto più che, come sento alla radio tutti i giorni, molte scuole non hanno ancora ricevuto le suppellettili predisposte per questo particolare momento e altre sono ancora alle prese con il reperimento degli spazi necessari al distanziamento fisico degli alunni; ho sentito parlare anche di abbattimento di muri per ampliare le aule, così come di ricerca spasmodica di altri locali qua e là. Tutti lavori che non si fanno nel tempo di uno schiocco di dita.
Stamani sulla stampa del capoluogo toscano si poteva leggere la notizia che la Curia ha offerto al Comune di Firenze una serie di locali presso quattro parrocchie fiorentine. Iniziativa lodevole che senz’altro allevierà i problemi di qualcuno degli istituti della città del fiore, ma non illudiamoci che tutto fili liscio. Infatti, le cosiddette “sezioni distaccate” delle scuole, cioè i locali che non sono all’interno dell’edificio scolastico principale, creano agli insegnanti, che insegnano nell’uno e nell’altro edificio, problemi legati alla perdita del tempo necessario per spostarsi da là a qua, tempo che può anche essere considerevole e che viene sottratto alle lezioni. Quindi si tappa un buco da una parte e si crea uno squarcio da quell’altra. Senza considerare la fatica e lo stress che ne deriva un po’ per tutti, in primo luogo per gli insegnanti, ma anche ai bidelli, spesso chiamati a fare da “guardia” alle scolaresche senza docente. In un periodo in cui di stress ce n’è una quantità industriale che, se facesse PIL, si sarebbe già ampiamente in salvo.Insomma, un pasticciaccio pressoché epocale che mi fa sentire vicina, seppure impotente, a tutti coloro che si apprestano a fare rientro nelle scuole – dirigenti, personale ausiliario, docenti, alunni. Facciamo il tifo per loro, un tifo sfegatato, perché ne hanno un enorme bisogno. By Annapaola Laldi, consulente Aduc

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Mostra “Capa in color”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Torino 26 settembre 2020 – 31 gennaio 2021 Musei Reali, Sale Chiablese. La presentazione alla stampa si terrà venerdì 25 settembre 2020. Per la prima volta in Italia, i Musei Reali presentano una raccolta di oltre 150 immagini a colori di Robert Capa. L’esposizione è nata da un progetto di Cynthia Young, curatrice della collezione al Centro Internazionale di Fotografia di New York, per illustrare il particolare approccio di Capa verso i nuovi mezzi fotografici e la sua straordinaria capacità di integrare l’uso del colore nei reportage realizzati tra il 1941 e il 1954, anno della morte.
Orari Dal martedì alla domenica: 9 – 19 Orario biglietteria: 9 – 18 Ultimo ingresso ore 18 La Biblioteca Reale è aperta da lunedì a venerdì in orario 9-13 e 14-18. Biglietti Dal martedì alla domenica Intero: Euro 15 Ridotto: Euro 13 per partecipanti a visite guidate e per soci FAI
Ridotto: Euro 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni) Gratuito per i minori 18 anni, insegnanti con scolaresche, guide turistiche, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, membri ICOM, disabili e accompagnatori, possessori dell’Abbonamento Musei, della Torino + Piemonte Card e della Royal Card. L’ingresso per i visitatori over 65 è previsto secondo le tariffe ordinarie.La biglietteria presso Palazzo Reale, Piazzetta Reale 1, è aperta dalle 9 alle 18

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Mostra personale a Milano di Davide Bramante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Milano. Verrà inaugurata il 10 settembre alle ore 18.30 presso Fabbrica Eos Viale Pasubio (angolo via Bonnet) la prima mostra personale a Milano di Davide Bramante, “un artista che ha scelto la fotografia per stare dalla parte dell’arte”, così lo descrive Giacinto Di Pietrantonio curatore della mostra e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera. La mostra rientra nella rassegna DAAM in programma dal 1 al 4 Ottobre 2020.
DAVIDE BRAMANTE nasce a Siracusa nel 1970. Frequenta l’Istituto Statale d’arte di Siracusa e l’Accademia Albertina di Belle arti di Torino. Nel 1999 torna a vivere a Siracusa, dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Milano e New York. Opera dal 1991, realizzando lavori video, installazioni e fotografie. Nomen omen: un destino già segnato riporta al ricordo, nella mente dell’artista, le domande del nonno che fin da piccolo lo fece appassionare al mondo dell’arte raccontandogli del celebre artista del Rinascimento.La sua originalissima tecnica fotografica delle esposizioni multiple, composte da una sequenza che varia da 4 a 9 scatti realizzati in fase di ripresa non digitali, riesce a far convivere all’interno del suo lavoro le tre cose che ama di più: l’arte, la fotografia e il viaggio.

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Su Rai 3 “Il nostro Paese” di M. Parisini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Un film di Matteo Parisini Un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di giovani donne che sono parte integrante di questo paese ma che la legge considera straniere. “Ricordati che c’è di peggio fuori. Neanche gli italiani con gli italiani vanno d’accordo.” È la risposta ironica e lucidissima di Rabia, 22 anni, nata in Pakistan e arrivata in Italia all’età di due mesi, al racconto dei quotidiani episodi di razzismo subiti al liceo dalla sua amica. Raia vive e studia a Cremona. Dopo oltre vent’anni, non ha ancora la cittadinanza italiana. Rabia è una delle otto protagoniste de Il nostro Paese, il film di Matteo Parisini prodotto da Ladoc che verrà trasmesso in prima visione per la tv il 4 settembre su Doc3 Rai3. Il film racconta le vite e le aspirazioni di otto ragazze, testimoni esemplari di quel milione circa di giovani nati in altri paesi che hanno trovato la propria casa in Italia. Insaf, Alessia, Marya, Anna, Sabrine, Ihsane, Ana Laura e Rabia vivono e studiano in Italia, parlano naturalmente italiano, condividono abitudini e costumi dei loro coetanei: essere italiani è per loro una condizione di fatto. Contribuiscono attivamente alla costruzione della società civile, sono perfettamente integrate nel nostro tessuto sociale ma senza un documento che lo possa testimoniare perché lo Stato nega loro il riconoscimento formale della cittadinanza. La politica ne discute da anni, cercando senza successo una legge che regolamenti la materia.A sentirle rispondere su articoli della Costituzione a un esame universitario, riflettere sulla diversità come condizione essenziale della crescita individuale e collettiva e immaginare con fiducia, nonostante tutto, il loro futuro qui, vien da pensare che forse i veri stranieri oggi siamo noi italiani riconosciuti, estranei a noi stessi, al nostro passato di emigranti e di popolo accogliente. Estranei a quella carta costituzionale che regola il nostro vivere civile da oltre 70 anni e immemori del contesto storico che portò a scriverla quella carta. Eppure, Il nostro Paese, come le sue protagoniste, non cede al pessimismo e si trasforma in un’occasione per esplorare la provincia italiana: la vita reale di un paese che si rivela a volte migliore rispetto a quanto il racconto mediatico dipinge quotidianamente, un paese capace di offrire sorprendenti e concrete pratiche di integrazione.Insaf, Alessia, Marya, Anna, Sabrine, Ihsane, Ana Laura e Rabia, “straniere per la burocrazia”, rappresentano una generazione che ha già compreso che la globalizzazione non è un processo che si può ostacolare ma una condizione definitiva. E che la diversità è uno strumento per comprendere la complessità del presente e così crescere, evolversi. Fedele al proprio impegno a raccontare la realtà attraverso il documentario narrativo e a valorizzare punti di vista nuovi su temi, storie e personaggi di rilevanza sociale e di attualità, con Il nostro Paese la casa di produzione Ladoc dà voce a un autore, Matteo Parisini, che intende stimolare una riflessione condivisa sull’idea di cittadinanza, esplorando la complessità dei concetti di identità e di nazione, a partire proprio da chi si confronta con una molteplicità di identità e un contraddittorio senso di appartenenza.

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Andamento delle richieste di moratorie sul credito da parte di famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Nello specifico, la fase post lockdown ha fatto segnare un deciso recupero delle richieste di credito da parte di famiglie e imprese, che sono tornate sui livelli pre emergenza Covid. La rilevazione da parte di CRIF relativa alle istruttorie contribuite sul proprio sistema di informazioni creditizie nella prima settimana di agosto ha fatto registrare una performance positiva, rispettivamente con un +7% per le famiglie e un +15% per le imprese. In questo scenario, sicuramente in recupero ma ancora fortemente condizionato dalla perdurante incertezza causata dall’emergenza pandemica, famiglie e imprese non hanno però smesso di richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere.Relativamente al comparto business, il 72,6% delle richieste di moratoria che sono state ottenute in questi mesi sono riconducibili a società di capitali a fronte di una quota pari al 23,9% per le società di persone e del 2,3% per le ditte Individuali. Un altro dato significativo riguarda l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa e il debito residuo, che risultano pari rispettivamente a 2.796 Euro e 136.689 Euro.Per quanto riguarda, invece, i privati consumatori, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% delle richieste, mentre il 26,6% del totale riguarda prestiti personali, che tipicamente rappresentano le due forme di finanziamento più onerose per le famiglie. A seguire, il 12,6% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità contro l’8,6% dei prestiti finalizzati e il 5,6% dei contratti di leasing e altri prodotti rateali. Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 534 Euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 Euro.

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Il doppiogiochismo fa male all’Italia. Su 5G Di Maio si attenga a deliberazioni Copasir

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

“Credo che il ministro Di Maio sappia bene che gli interessi nazionali si difendono con posizioni chiare e in linea con le tradizionali alleanze internazionali europee e occidentali, ogni ulteriore doppiogiochismo fa male all’Italia e ne pregiudica gli interessi nazionali”: è quanto afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir.“Basta ambiguità. Su 5G, fibre ottiche e infrastrutture portuali non ci posso essere cedimenti né compromessi, tantomeno accordi sottobanco, perché sono in gioco fattori fondamentali della sicurezza nazionale. Il governo si esprima con chiarezza e in ogni contesto con linea univoca e senza ulteriori infingimenti. Ci aspettiamo che lo faccia già oggi il ministro degli Esteri nell’incontro con il suo omologo Wang Yi. Peraltro, in tema 5G la linea espressa in Parlamento dal Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica è chiarissima ed è stata assunta alla unanimità al termine di oltre un anno di indagine che ha esaminato ogni aspetto con il vincolo della segretezza. Il governo non può evadere ciò che il Parlamento ha deliberato nei suoi organismi competenti”.

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