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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Wind Tre, altro che smartworking: come ostacolare il lavoro di una partita Iva senza colpo ferire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

By Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc. I servizi di telefonia sono tra i principali di cui Aduc si occupa, a causa dei comportamenti poco trasparenti degli operatori ma anche della mancanza di un’assistenza alla clientela degna di questo nome. Troppo occupate a preparare di continuo costosissime campagne pubblicitarie, le compagnie tendono a “trascurare” la sostanza della propria attività.Da quando il Covid ha purtroppo colpito duramente i cittadini e l’economia del paese, i servizi di comunicazione costituiscono ancora più di prima una componente fondamentale per la vita di milioni di persone, ed invece ecco cosa può accadere all’improvviso ad un professionista partita iva che utilizza i servizi di telefonia, ed internet ancora di più, per lavorare: a mezzogiorno in punto di ieri, Wind Tre ha sospeso il servizio lasciandolo senza linea telefonica fissa, senza linea Adsl e senza linea mobile/dati. Tutto proprio mentre il malcapitato sta affrontando un impegnativo lavoro che scade a giorni! Quale la colpa del cliente? Nessuna, anzi si è era anche dimostrato molto diligente.Lo scorso 30 luglio, non vedendosi recapitare via email la fattura mensile, il cliente ha fatto accesso alla propria area nel sito internet Wind Tre dove il documento era presente. Nell’occasione si è accorto che risultava inevasa la fattura con scadenza giugno, invece regolarmente pagata nei termini. Da cliente diligente, ha subito inviato a Wind Tre una pec per segnalare l’anomalia, comunicando anche gli estremi del pagamento.Nessuna risposta gli è giunta fino a ieri a mezzogiorno, appunto, quando si è visto sospendere il servizio senza nemmeno aver ricevuto alcun preavviso di distacco previsto dalla normativa, e per lo più per un’unica fattura risultante in maniera erronea impagata!
La mancanza più grave è proprio non aver inviato il preavviso: se lo avessero fatto, il cliente avrebbe -nuovamente- inoltrato la ricevuta di pagamento e tutto sarebbe finito lì. E’ questo il modo con cui Wind Tre offre il proprio supporto ad un professionista partita iva, specie in un periodo come quello che purtroppo stiamo attraversando? Un professionista, tra l’altro, cliente da oltre dieci anni, non quindi uno dei milioni di “ballerini” bensì cliente stabile, di quelli che si aspetterebbero -al di là degli slogan pubblicitari- non un trattamento di riguardo ma almeno di essere presi in considerazione quando comunicano con la società. Ed invece Wind Tre non ha rispettato nemmeno le -certo non draconiane- prescrizioni di legge in merito agli insoluti ed ai reclami. E non è il primo strano intoppo che accade al medesimo cliente. (n.r.Non aggiungiamo il nostro cahier de doleance perchè invece di di risolverci in poche righe ci ritroveremmo con un corposo libro di 1200 e passa pagine. Ma vorremmo andare oltre. La responsabilità è politica perché non dovremmo permettere, in forza delle leggi esistenti e di quelle che potremmo varare, che i cittadini venissero turlupinati in modo così plateale. Basterebbe, a nostro avviso, comminare multe astronomiche e in tempo reale.)

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