Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 4 settembre 2020

Governo. Di Maio e la politica estera con la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Era andato in Cina viaggiando in classe turistica, mostrando orgoglioso ai suoi fedeli il biglietto aereo. Gli effetti sono stati disastrosi: ha sbagliato clamorosamente il nome del presidente della Repubblica Cinese, chiamandolo Ping.
Ora, con molta probabilità, utilizza aerei di Stato.Ha sottoscritto un accordo commerciale con la Cina per l’esportazione di arance dimenticando che la Cina produce 40 milioni di tonnellate di agrumi e l’Italia solo 3 milioni, oltretutto, il costo del trasporto aereo alzerà quello delle arance italiane a livelli stratosferici.Ha promosso un memorandum politico-economico con la Cina, al di fuori dei G7, le maggiori potenze economiche mondiali, dimenticando che la Cina persegue un proprio disegno geopolitico in contrapposizione con l’Occidente, passando per l’anello debole della catena: l’Italia autoisolata.
Aveva definito le proteste dei cittadini di Hong Kong come problema interno alla Cina e, dopo la condanna della Ue, ha cambiato opinione dichiarando, nell’incontro di qualche giorno fa con il ministro cinese Wang Yi, che è indispensabile preservarne l’alto grado di autonomia e libertà.Non ha nulla da dire sulla oppressione delle popolazioni tibetane e dello Xinjiang. Costui è Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri italiano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Bonus vacanze in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“È proprio vero, viviamo in un Paese meraviglioso. Fatto di paesaggi incantevoli, cultura, buon cibo. È il Paese degli 8 mila Comuni, uno diverso dall’altro ma tutti ricchi di tradizioni. In questi pochi giorni di sospensione dei lavori parlamentari ho fatto un piccolo tour tra i borghi e i laghi del Lazio, ogni giorno in un posto diverso, prima di tornare in Sicilia per trascorrere qualche momento in famiglia e rivedere i luoghi della mia infanzia. Ci torno ogni volta che posso, è di una bellezza indescrivibile. Come tutta l’Italia.Da oggi riprende il lavoro in Commissione, per la conversione del Decreto Agosto, e quello al Ministero per chiudere tutti i dossier aperti, dalla riforma fiscale al Recovery Plan, alla Legge di Bilancio. Vi tengo aggiornati, stiamo mettendo le basi per arrivare a riforme strutturali importantissime per migliorare la qualità della vita di tutti noi. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Le farmacie non devono essere private dei vaccini antinfluenzali

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“Abbiamo il forte timore che sulla disponibilità nel territorio dei vaccini contro l’influenza stagionale, quelli normalmente acquistati da chi non appartiene alle categorie a rischio (stimati in circa 1 milione di dosi), possa crearsi una “tempesta perfetta” simile a quella generatasi per la questione delle mascherine” dice il presidente della FOFI Andrea Mandelli. “Da una parte abbiamo assistito alle dichiarazioni unanimi di tutta la comunità scientifica sulla necessità di estendere la copertura antinfluenzale non soltanto a tutta la popolazione a rischio, ma anche alle persone che non rientrano in questi gruppi; dall’altra le aziende produttrici denunciano la difficoltà di garantire una produzione di vaccini tale da soddisfare anche la richiesta privata. Come nel caso delle mascherine si rischia di suscitare una domanda della collettività – del tutto giustificata –alla quale si può rispondere solo parzialmente” prosegue Mandelli. “La penalizzazione della distribuzione dei vaccini sul territorio, nelle farmacie, sarebbe gravissima perché renderebbe impossibile intercettare la parte di popolazione che non rientra nelle categoria a rischio, non può rivolgersi alle strutture del SSN e provvede di norma privatamente anche in anticipo rispetto alla partenza della campagna” prosegue Mandelli. “Mi sembra indispensabile” conclude il presidente della FOFI “ che su questo aspetto si avvii immediatamente un tavolo di lavoro con tutte le parti interessate: Ministero della Salute, industria, professionisti della salute, rappresentanti dei cittadini”.Ufficio Stampa FOFI

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Proposta Tim sulla rete unica di TLC

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“Leggendo quotidiani e agenzie di stampa sembra che attorno alla proposta TIM sulla rete unica di TLC vi sia un consenso diffuso. Consenso sulla proposta di una società, saldamente in mano ad un principale azionista estero, che sta per vendere parte della propria rete secondaria (in rame) ad un fondo americano, che desidera imporre la propria supremazia sul delicato e strategico settore delle TLC? In realtà, più che il consenso dei soggetti coinvolti, è la confusione ad essere diffusa, soprattutto sul ruolo presente e futuro di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), cioè dello Stato, tirata impropriamente per la giacchetta da più parti. Fratelli d’Italia – come molto chiaramente ribadito da Giorgia Meloni questa mattina sul Corriere della Sera – ritiene che lo Stato debba detenere la maggioranza nella NewCo della rete che, appunto, vogliamo unica, wholesale-only e pubblica, ma aperta al mercato. Giorgia Meloni ha ribadito la coerenza di FDI nell’intera vicenda e viene da sorridere leggendo espressioni della maggioranza di governo che solo ora avoca a sé improbabili risultati circa il dibattito in corso. Se condividono il metodo da noi proposto, ne siamo ben lieti. Chi è maggioranza, e quindi governo, ha però il dovere di decidere e, dal 2015, i governi non decidono un bel niente. FDI intende continuare fino in fondo con il richiamo alla “parlamentarizzazione” di ogni iniziativa del governo in materia di rete unica di TLC. Le soluzioni che adotteremo riguarderanno la crescita economica di uno-due decenni e su questioni così rilevanti il Parlamento deve poter esprimere le proprie prerogative di luogo delle decisioni e del confronto democratico. Occupazione, competitività, sostegno alle nostre imprese, competenze digitali, innovazione, in una parola la nostra crescita economica dipenderanno da quanto decideremo sul futuro della rete. Governo e partiti della maggioranza si assumano le proprie responsabilità di fronte al Paese. Noi non ci tireremo indietro. La rete potrà essere il binario su cui rimettere in corsa l’Italia, tirandola via dal fondo delle classifiche europee, dove è stata relegata per effetto delle errate scelte di questi anni”. Lo dichiara Alessio Butti, deputato e responsabile TLC di Fratelli d’Italia.

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Visa lancia Smarter STIP

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Visa Inc. (NYSE: V) ha presentato oggi una nuova funzionalità che utilizza l’intelligenza artificiale (IA) in tempo reale per velocizzare le autorizzazioni delle transazioni anche nei casi in cui si verifichino interruzioni di servizio. Basandosi sul deep learning e analizzando le transazioni passate, Visa Smarter Stand-in Processing (Smarter STIP) è in grado di generare decisioni informate e accettare o rifiutare le transazioni per conto degli emittenti indipendentemente dal fatto che i sistemi siano online o offline. Già da tempo Visa offre servizi per prevenire le frodi utilizzando l’intelligenza artificiale e le reti neurali: Smarter STIP si inserisce in questo contesto e rappresenta la prima di una serie di soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale destinate a VisaNet, la rete globale di pagamenti elettronici di Visa.Sia che si tratti di una manutenzione programmata, che di un’interruzione imprevista, i tempi di interruzione dei servizi di pagamento (“downtime”) hanno un impatto molto negativo per le istituzioni finanziarie e i loro clienti. Le conseguenze di un downtime, se la funzione stand-in processing non è attiva, possono essere realmente rilevanti: dalla perdita di fatturato dovuta alle transazioni non riuscite, ad un’esperienza cliente negativa, ad un aumento delle chiamate ai centri di assistenza clienti, fino a potenziali danni alla reputazione e controlli da parte delle autorità regolatorie.Il nuovo servizio Smarter STIP di Visa utilizza il deep learning per analizzare le transazioni passate. Pertanto, la decisione relativa alla transazione fornita dalla funzione Smarter STIP si basa su informazioni specifiche derivate dal comportamento di acquisto passato del titolare della carta, piuttosto che esclusivamente su regole statiche applicate a un intero portfolio di carte. Con questo livello aggiuntivo di elaborazione, Visa è in grado di fornire una valutazione della singola transazione che rispecchia più fedelmente il processo decisionale dell’emittente stesso, con la possibilità di ridurre in alcuni casi fino al 50% il rifiuto di una transazione al titolare della carta.
Visa Smarter STIP è una delle numerose nuove funzionalità di deep learning in tempo reale progettate per risolvere le grandi sfide relative ai pagamenti digitali che da sempre devono affrontare acquirenti, venditori e istituzioni finanziarie. Questi servizi avanzati sono resi possibili dagli investimenti che Visa ha realizzato per ottimizzare la propria infrastruttura, che include una piattaforma scalabile, ad alte prestazioni, basata su GPU e progettata per supportare una rapida implementazione di funzionalità di deep learning.

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India: Il Covid-19 colpisce tribù isolata delle Isole Andamane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Almeno cinque membri della tribù dei Grandi Andamanesi, nelle Isole Andamane, sarebbero positivi al Covid-19. Due di loro sono stati portati in ospedale. Le Isole Andamane, in India, hanno registrato finora un totale di circa 3.000 casi confermati di Coronavirus e 37 morti, su una popolazione di circa 400.000 persone. I Grandi Andamanesi sono un piccolo gruppo di solo 50 sopravvissuti: quando i britannici colonizzarono l’isola a metà del 1800, contavano oltre 5.000 persone. Oggi soffrono delle conseguenze a lungo termine delle malattie introdotte da questa brutale occupazione: la tubercolosi e l’alcolismo sono molto diffusi, e li rendono particolarmente vulnerabili al Covid-19. Nell’aprile di quest’anno Licho,l’ultima persona in grado di parlare la lingua sare dei Grandi Andamanesi, è morta dopo aver sofferto per anni di diversi problemi di salute, tra cui la tubercolosi cronica. Cresce la preoccupazione anche per la sicurezza delle altre tribù delle Isole Andamane, tra cui gli Jarawa e i Sentinelesi incontattati. All’inizio del mese è emersa la notizia che cinque membri del personale assistenziale che lavora con gli Jarawa era positivo al Covid-19, e i bracconieri continuano a invadere il territorio della tribù, rischiando di introdurvi il virus. La scorsa settimana, otto pescatori sono stati arrestati per essere entrati illegalmente nel territorio.Le autorità delle Andamane hanno cercato di proteggere la tribù limitando gli spostamenti lungo la strada illegale che attraversa il loro territorio e informandoli dei pericoli legati al Covid-19. Tuttavia, gli Jarawa continuano a essere a rischio a causa del personale del welfare, che non è stato adeguatamente messo in quarantena, e dei bracconieri che entrano nella loro foresta per rubare gli animali da cui la tribù dipende per sopravvivere. Gli Jarawa sono una tribù nomade di cacciatori-raccoglitori che ha avuto contatti pacifici con i coloni che abitano vicino al loro territorio solo a partire dal 1998. A causa dell’isolamento, del fatto di essere entrati in contatto relativamente di recente e dell’impatto di due epidemie di morbillo, se dovessero contrarre il virus sarebbero particolarmente a rischio. I Sentinelesi incontattati, la tribù più isolata al mondo, sono estremamente vulnerabili alle malattie portate dall’esterno ma, durante una pandemia globale, il rischio di un’infezione devastante è ancora più grande. Se le acque intorno alla loro isola non saranno pattugliate in modo appropriato, rischiano di entrare in contatto con i bracconieri che pescano illegalmente e cercano aragoste nell’area.
Il Covid-19 ha già colpito duramente le tribù di Brasile e Perù – tra queste alcune tribù isolate in Amazzonia come gli Arara del territorio di Cachoeira Seca, contattati di recente. Crescono le preoccupazioni anche per la sicurezza delle tribù incontattate, tra cui un gruppo di 10 Indiani incontattati che all’inizio del mese ha raggiunto una comunità indigena nell’Amazzonia occidentale, in Brasile.

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Scuola: Covid-19 e ritorno a scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Si avvicina sempre più il giorno in cui il suono della campanella sancirà la riapertura delle scuole. Nella ricerca in rete, l’emergenza sanitaria ha toccato anche l’istruzione e il rientro in classe: su Google e Youtube infatti emergono sia l’incertezza su tematiche legate al Covid che curiosità sul corredo per la scuola. AvantGrade.com, agenzia di consulenza digital fondata e diretta da Ale Agostini, ha analizzato i trend di ricerca sul mondo Google legati al back to school.Emerge in particolar modo l’interesse per i trasporti, per l’adeguamento delle scuole e per l’utilizzo delle mascherine. Negli ultimi 3 mesi si è registrata un’impennata su una ricerca stagionale, “gps scuola” (GPS = Graduatorie Provinciali per le Supplenze), mentre “banchi scuola 2020” è una nuova ricerca legata al virus.Il tema è diventato ancor più caldo negli ultimi 30 giorni e le maggiori ricerche si sono concentrate al sud Italia, con Calabria, Sicilia e Molise fra le regioni più attive: le graduatorie per gli insegnanti potrebbero aver influito sulle ricerche legate all’argomento scuola, anche se i picchi si sono concentrati sui termini “linee guida scuola dell’infanzia”, “rientriamo a scuola”, “nuovi banchi di scuola” e “a settembre si va a scuola”. Spiccano però anche “come si tornerà a scuola a settembre” e “protocollo scuola”, segno dell’incertezza che regna tra adulti, genitori e addetti ai lavori.
Sono invece maggiormente interessati a “fare bella figura” i ragazzi, più attenti all’estetica e all’equipaggiamento necessario per le attività scolastiche. Per i più giovani l’analisi dei trend si sposta su Youtube, dove la ricerca mostra un deciso picco legato a “back to school” (+850% ).Su Youtube, l’interesse è tutto su video in cui giovani “studenti influencer nostrani“ mostrano/suggeriscono i loro acquisti per il ritorno a scuola: dalla cancelleria ai vestiti, dai trucchi ai consigli.Anche la parola chiave “scuola coronavirus” ha registrato un picco molto evidente nell’ultimo mese, ancora in Calabria, Sicilia e Molise. Restringendo il campo agli ultimi 7 giorni, invece, emerge una forte preoccupazione per la sicurezza sui trasporti, soprattutto al centro – nord. Tanta attenzione anche verso il tema mascherine: la parola chiave “mascherine scuola” ha fatto registrare un picco del 190%, così come “mascherine scuola primaria” (+90%). Umbria, Liguria e Piemonte le regioni più sensibili e le più attive su questo tema. Quello di quest’anno sarà un nuovo inizio, che non fa tramontare un grande classico fra le attività pre-scuola: la ricerca dei libri di testo per il nuovo anno è ben presente in rete.“Dalle ricerche Google emergono 2 Italie totalmente opposte: quella degli adulti molto attenti agli aspetti pratici di sicurezza e concorsi. Ma anche quella dei giovanissimi focalizzati sullo shopping per fare bella figura al ritorno a scuola – commenta Ale Agostini di AvantGrade.com -. Nel mercato USA il fenomeno di video per il “Haul back to school” (Shopping per il rientro a scuola) è ormai consolidato con livelli di interesse alti. Anche nel web italiano questa tendenza sta velocemente emergendo.“

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Freud: Fuori dagli schemi delle letture scolastiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Se mi avessero imposto a scuola lo studio su Freud forse mi sarebbe andato in uggia. Oggi, invece, mostro sempre più interesse ai suoi studi, alle sue ricerche, ai suoi pensieri e non disdegno di compararli con altri studiosi della psiche e delle funzioni cerebrali. La sua opera destinata ad alleviare le cure degli esseri umani mi fa tanto credere che fosse profondamente religioso nonostante il suo proclamato ateismo e nel non aver avuto nella sua infanzia alcuna educazione religiosa. Non è stato così se si tengono da conto le sue critiche soprattutto in ciò che identifica nelle sue forme patologiche una religiosità che è assimilabili alle nevrosi. In altri termini Freud accusa la religione di imposizione dogmatica e irrazionale e di conseguente irrazionalità irrituale e ossessiva. Forse il suo giudizio si riferiva alla repressione di certe pulsioni anche se sono escludibili in alcune religioni come il Buddhismo e il Taoismo dove non esistono immagini corrispondenti ad un padre durissimo o originario, come lo disegna Freud. Antiautoritario è anche l’atteggiamento dello Zen, una corrente formatasi più tardi in seno al Buddhismo, nei confronti degli esseri superiori. Un concetto che è stato ripreso anche dallo stesso padre gesuita Hugk E. Lasalle circa il Buddhismo Zen:” Ciò significa che non basta scoprire la verità liberatrice assoluta per mezzo del pensiero dialettico, o di credervi basandosi sulla trasmissione per via orale. Al contrario essa va raggiunta per intuizione o esperienza interiore personale. A questa intuizione si accede mediante lo Zazen o meditazione Zen. Essa è l’illuminazione (satori) e l’intuizione dell’essere (kensho)”.
C’è chi, tra i suoi critici, come il Pfiser, osserva che nel campo religioso Freud dimostra di non aver preso sufficientemente in considerazione e approfondito lo studio di questo settore. Se lo avesse fatto, osserva, non avrebbe commesso errori così grossolani. Ma è proprio questa la spiegazione? Probabilmente sì, ma dobbiamo anche soggiungere che la critica a Freud oggi si arricchisce degli studi approfonditi relativi ai cosiddetti fossili viventi culturali delle opere arcaiche. E non solo. Freud avrebbe potuto conoscere situazioni, se fosse stato coevo a tali studi, ben diverse e alternative della teoria pura e semplice del “capo dell’orda” con tutte le susseguenti effetti interni ed esterni. E non sono di certo gli unici casi da vagliare. Penso agli studi sul cervello da parte del prof. James Jyane, scienziato di Princeton, al premio Nobel John Eccles e al neurologo Karl Pribram per citare a memoria quelli che ricordo. Se in tutto questo vi è una morale è che le letture del passato sono valide in chiave storica ma prima di ricondurle all’attualità occorre riallacciarle agli altri anelli che compongono la catena poiché da quando abbiamo imboccato una strada dobbiamo mettere da conto non una ma tante pietre miliari lungo il suo percorso oltre quelle già superate da poco ma non del tutto digerite dalla comunità scientifica. (Riccardo Alfonso)

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Sta nel Dna il meccanismo d’invecchiamento?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

La vecchiaia è stato il tormentone che attraversato si può dire da sempre la ragione ultima dell’esistenza umana. Esso resta, per lo più, sconosciuto, anche se sul piano teoretico possiamo azzardare più di qualche ipotesi. Probabilmente, per comprenderlo, è necessario richiamarsi a temi di carattere più generale dove sono coinvolte stelle e astri che nascono e muoiono anch’essi e le loro “ceneri” disperse nello spazio o risucchiate dai buchi neri. Da un esperimento condotto dal biologo Leonard Hayflick, è stato notato che le cellule d’embrioni umani, inseriti in bottiglie contenenti i necessari composti chimici nutritivi, si sono riprodotti bene e sono andati incontro a una cinquantina di generazioni cellulari prima di “stancarsi”.
Il caso è diverso se il prelevamento proviene da individui adulti. La riproduzione scende nettamente. Si ha, quindi, l’impressione che il potenziale di moltiplicazione è fisso ed è caratteristico di ciascuna specie.
Le tartarughe, Infatti, delle isole Galapagos, che vivono più a lungo dell’uomo, danno luogo a cento duplicazioni della popolazione cellulare in vitro. Le galline arrivano a 50 e i topi a 30.
Vi è ora da chiedersi, dopo aver ammirato questa crescita evolutiva del cervello e assistito al suo “collasso”, da dove può venire e dove si disperde tutta questa materia cerebrale?
Non vi è dubbio che filosofi e sociologi hanno dato svariate risposte nel corso degli ultimi millenni per indicarci i possibili sbocchi a questo dilemma, ma nonostante ciò la risposta conclusiva è di là da venire.
Siamo solo giunti a capire i processi che attendono la crescita e l’evoluzione della mente. Il suo circuito coevo-evolutivo riposa nel DNA.
Da lì è trasmessa l’informazione per la formazione delle proteine e gli altri composti chimici essenziali. Vi è poi un livello successivo nel quale le cellule si formano utilizzando quelle proteine e una serie sempre più ampia di prodotti chimici.
Poi, così come si riproducono e si collegano, si dissolvono ritornando particelle elementari e disperdendosi nello spazio salvo essere ricatturati per riprendere il ciclo della vita. In questo frangente in cui palpita la vita ogni specie, si procura i mezzi idonei per difendersi dagli attacchi esterni. La gazzella fugge, il leone ha gli artigli, l’elefante usa la proboscide e via dicendo.
L’uomo, a sua volta, usa le capacità intellettive del cervello; più lo affina e meglio riesce nell’impresa. Nello stesso tempo s’ingegna ad adattare il suo corpo alle condizioni climatiche e ambientali del territorio che lo circonda. Sono dunque due i ruoli “vitali” dell’uomo. Il primo è dettato dallo “homo abilis” e, l’altro, da quello “faber”. Nel primo caso vi è stato il tentativo razionale di impostare un modello di vita attraverso il ragionamento, l’osservazione, la riflessione e la concatenazione degli eventi e, nel secondo, l’impegno è stato concentrato alla ricerca applicativa della propria struttura fisica attraverso sia l’esercizio della forza sia dell’abilità.
Ed è proprio con l’accorto dosaggio di queste due “proprietà” che siamo partiti prima alla scoperta di quanto già esistevano in natura, nuove specie animali o piante come il grano e le patate o le energie naturali, acqua, fuoco, vento o a conoscere le singole proprietà dei metalli o le tecniche per la lavorazione dell’argilla e la fabbricazione del vasellame, e poi siamo passati alle invenzioni per produrre sostanze nuove, oggetti che non esistevano ecc.
Alla fine, siamo arrivati alla conclusione che, se è possibile prevedere un limite naturale al numero delle scoperte, non si può dire altrettanto per le invenzioni giacché esse, per ogni generazione, pongono problemi e spingono a nuovi risultati.
Sappiamo, tuttavia per certo che il tutto ha avuto inizio dal nostro corpo, organi e pensieri nel loro insieme, almeno nella versione che è sottoposta alla nostra osservazione. (Riccardo Alfonso)

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Viviamo tra presenze soprannaturali?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Non a caso tali presenze soprannaturali si rispecchiano in un’epoca, come quella vissuta da Shakespeare, dove il dissidio tra il bene e il male è tanto forte e sentito che pesa su tutte le coscienze indipendentemente dalla loro appartenenza a una fede o no. È il tempo in cui appare, siamo nel 1586, un trattato su “Livres des spectres ou apparitions et visions d’esprits, anges et daemons” di Pierre Le Loyer. La pubblicazione ebbe la luce circa quindici anni prima dell’apparizione sulle scene di Amleto ed ebbe, probabilmente, tutto il tempo di riverberarne il dubbio amletico tra il fatto di trovarsi di fronte al fantasma del padre oppure ad una mistificazione del diavolo. Qui tocchiamo uno dei nodi più controversi della demonologia di fine Cinquecento avvalorando un dibattito in corso ai tempi di Shakespeare ad opera anche del problematico studio di Ludwig Lavater “Sugli spettri e spiriti che passeggiano di notte”. L’opera fu tradotta in Inghilterra nel 1572 e fu seguita da quella di Reginald Scot sulla “scoperta della stregoneria”, scritta nel 1584.
Quanto l’influenza dell’Inquisizione possa aver determinato tale approfondimento sul mondo dell’occulto e dei suoi poteri diabolici, non c’è dato di sapere. Possiamo solo soggiungere che l’inquisizione, a nostro avviso, abbia rappresentato la personificazione suprema della violazione della libertà individuale mentre la morale quotidiana dell’osservanza dei precetti, della partecipazione ai sacramenti e ai riti, agisce come una complicata macchina di controllo sociale.
Resta, in definitiva, l’impressione che sono stati agitati fantasmi irrazionali. Si sono mescolati con le comuni e straordinarie credenze che cavalcano gli ordinari timori dell’uomo che pecca e non si pente o che pecca o non appaga la sua coscienza con il pentimento e che questo peccare è anche quello di chi scopre i poteri di una nuova cultura scientifica che fa paura a quella tradizionale. Dai citati testi e da quello altrettanto noto del 1597 sulla Demonologia si tratta ampiamente di maghi e magie, di negromanzia e d’arti illecite, di sortilegi e di spettri e catalogati in umbrae mortuorum, fantasmi, licantropi, incubi e succubi. L’influenza di una siffatta letteratura è tanto forte che non pochi studiosi e letterati riprendono tali temi e li sviluppano. Li fanno interagire nelle loro opere. Prendo ad esempio Christopher Marlowe, nel suo Dottor Faust, e ancora Shakespeare sia nel già citato Amleto sia in Macbeth e in Giacomo Stuart, figlio della sfortunata Maria di Scozia, che si avvale dell’articolata discussione tra due amici Epistemon e Filomates, per presentare al lettore tutte le problematiche legate alla stregoneria e il suo modo di interagire con l’esistenza umana. Possiamo quasi trarne l’idea, forse inconscia, nel postulare la convinzione del come esiste, da una parte, una morale interiore così come da qualche altra parte, sia pure riposta, del nostro inconscio vi deve essere il suo opposto affinché il bene, come la vita e la morte, abbia un suo naturale alter ego. E se il bene è ben noto e la sua strada appare segnata senza esitazioni di sorta, il male con la morfologia delle streghe e le loro pratiche e abitudini, è tutta una storia da descrivere e d’approfondire perché sta proprio nel male la sconfitta dell’essere umano, la sua depravazione ed anche i suoi limiti. Non è certo un caso se nella famosa scena del sabba con cui si apre la tragedia del rimorso così densa di vaticini (sono usate attraverso le rifrazioni in uno specchio prospettico, le tecniche dell’idromanzia e della catottromanzia), l’ultimo fantasma di re scozzese compare reggendo tre scettri (di Scozia, Irlanda e Inghilterra). In questo scenario Giacomo I, il monarca letterato, si rivela un gran-de studioso di negromanzia. (Riccardo Alfonso)

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Il “costruttore dell’Universo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Una accredita corrente di pensiero ci assicura che non ci furono forme di vita intermedia. È possibile, quindi, seguendo questo ragionamento, che la vita sia comparsa bruscamente e così le piante e gli animali superiori. In tale misura la comparsa e la scomparsa delle specie diventano subitanee, ma è chiara nell’evoluzione una tendenza alla maggiore complessità e ciò costituisce un orientamento preciso, un finalismo che orienta i processi evolutivi verso uno scopo ben determinato, che è la realizzazione di un progetto complessivo.
Posso, tuttavia, dire oggi che la realtà dell’evoluzione si postula diversamente da quella dei vecchi sogni razionalisti. Lo scienziato moderno è sempre più disposto a prendere sul serio l’ipotesi di un Costruttore dell’universo, che persegue un suo preciso disegno. Si può quindi ritenere che ci sia un’obiettiva impossibilità di realizzare una sintesi di materiale vivente per abiogenesi. S’impone, inevitabilmente, un nuovo paradigma con la teoria unitaria di Fantappiè nel 1942 e, in seguito, con la Teoria sintropica dell’evoluzione. Quest’ultima tiene conto della dipendenza dei processi evolutivi non solo dal passato, ma anche dal futuro, come potenzialità fondata su una diversa interpretazione delle prospettive aperte dalla fisica relativistica e quantistica. In questo modo possiamo meglio ragionare sull’origine e l’evoluzione della vita come di un progetto programmato, ma soprattutto sintropico e con un finalismo ben definito.
Ci restano, in definitiva e se tutto procede al meglio, da valutare solo le parti “meccaniche” del processo e non quelle creative in assoluto. In buona sostanza possiamo affermare che, al termine delle varie operazioni affidate, è stata disposta la possibilità di costruire degli automi, molto simili a noi, ma non corrispondente. Sappiamo, inoltre, che lo stesso processo creativo della natura ha dei limiti o, per meglio dire, presenta un prodotto “finito” non sempre perfetto. In siffatta misura può, probabilmente, poco consolarci il pensare che le anomalie da noi rilevate non ci portino all’origine di tutte le cose, ma ci fanno percorrere quel tratto appena valido per un lavoro da addetti alla manutenzione.
È come se temperiamo una matita per avere la grafite massimamente appuntita e questa, all’improvviso, si spezza. Resta il troncone che possiamo riparare, se ci accorgiamo per tempo della rottura, ma se non ci avvediamo di quanto, è accaduto rischiamo di scrivere in modo diverso la nostra storia con il lapis, che altri hanno permesso d’utilizzare. Se consideriamo solo quest’evenienza, dobbiamo convenire che il nostro compito è importante, ma è molto limitato. Siamo, in altri termini, preposti a correggere le deficienze del sistema riproduttivo, ma non a riprodurci generando la vita. Possiamo diventare dei meccanici molto specializzati ma nulla di più.
Il laboratorio della vita continua, in ogni caso, a conservare gelosamente, nella sua “sacrestia”, i valori fondanti e che sono, probabilmente, conservati nell’Olimpo, il luogo sacro per eccellenza. Il suo accesso ci porterebbe all’immortalità o a qualcosa d’altro. Dobbiamo, quindi, riprendere a indossare l’abito che è stato detto di portare. L’unica licenza è di poter indagare, più a fondo, sulle cause che non ci permettono di stare a nostro agio con il vestito che portiamo. M questo è già un altro discorso.(Riccardo Alfonso)

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La catena alimentare che ci fa vivere e morire

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Oggi possiamo dire che moltissimi lavori sono stati eseguiti, soprattutto in biologia molecolare, allo scopo di conoscere i meccanismi messi in atto per limitare tale capacità totale degli acidi nucleici per operare le sintesi proteiche. Alla fine, c’è da ritenere che quel seme “primigenio”, che taluni pensano possa pervenire dagli spazi intergalattici, sia stato riprodotto in loco rendendogli sufficiente autonomia per cui non si è reso più necessario attingere altrove gli elementi base. Da qui dovrebbe derivare anche l’idea della catena alimentare attraverso la quale vi possa essere l’acquisizione di quelle sostanze che altrimenti non potrebbero essere acquisite e che permettono la stessa sopravvivenza degli individui. Un ambiente, quindi, inteso nella forma più ampia per esercitare un’azione sugli acidi nucleici nel senso di permettere loro di sintetizzare proteine soltanto a immagine e somiglianza di quelle contenute nel citoplasma delle cellule che li ospitano al fine di promuoverne e di mantenerne il differenziamento. Così finiamo con la stessa passione, curiosità e interesse a guardare il microcosmo e il macrocosmo poiché la scintilla della vita può avere un’origine extraterrestre, ma è anche vero che è approdata da noi e ci permettiamo ora di manipolarla a nostro piacimento. Se poi consideriamo il fatto, che sono stati trovati dei geni che hanno perso gran parte della loro struttura, ciò non impedisce loro di fabbricare proteine perfettamente normali e funzionali, significa che ci permette d’aprire un capitolo nuovo nella storia dell’umanità. Le loro implicazioni potrebbero persino avvalorare quanto di fantastico e di straordinario è esistito nella storia degli essi viventi e dei poteri che possono aver perso in questa caduta “qualitativa”, che pur non accertato scientificamente, potrebbero essersi sfibrati nelle più intime strutture cellulari. Un processo che potrebbe avere la sua importanza durante lo sviluppo. Il suo citoplasma potrebbe influire sugli acidi nucleici, limitandone le capacità totali di produrre tutte le proteine dell’individuo, onde permettere il necessario differenziamento cellulare e di agire nel citoplasma di tali protozoi e nel generare un processo di alterazione del Dna che lo renda incapace di curarne l’esatta riproduzione. Usando una parafrasi si potrebbe immaginare di essere presenti a un concerto (fabbrica di proteine) nel momento in cui il direttore dell’orchestra (Dna del nucleo) perda la sua capacità di far tradurre in suoni armonici quanto è stabilito nel pentagramma. Sarà l’intera orchestra (citoplasma) che farà fronte alla situazione avocando a sé la realizzazione della “struttura” armonica indicata nella partitura. In questo senso sono andate le ricerche fatte da Landstainer, Pauling e altri che aprirono orizzonti nuovi sulle influenze che si verificano da parte delle molecole di un antigene artificialmente modificate, sulla formazione dei relativi anticorpi per determinarne direttamente la necessaria struttura atta a farli funzionare su di esse. Sta di fatto che la prestigiosa rivista scientifica americana “Nature” conferisce a quest’ipotesi un notevole risalto e l’astronomo Frank Drake ha inaugurato la prima effettiva ricerca, in proposito, utilizzando il radiotelescopio di Green Bank in West Virginia, verso Tau Ceti e Epsilon Eridani, due stelle vicine, e di tipo solare. Altri hanno seguito l’ipotesi fantascientifica di Crick puntando la ricerca sull’infinitamente piccolo. Per costoro tutto finisce con l’apparire come un fantastico ed un po’ alienante gioco di scatole cinesi: Il DNA, di cui disponiamo, è costituito da milioni di basi in grado di sintetizzare milioni di proteine. A questo punto più si va a ritroso con le tecniche d’ingegneria genetica e maggiormente crescono le difficoltà e s’ingarbugliano i segnali. Dobbiamo forse convenire che è proprio questa la storia della nostra vita e della nostra morte? (Riccardo Alfonso)

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I miracoli nella nostra natura spirituale

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

I miracoli sono rappresentazioni forti ed anche traumatiche che non devono farci ignorare quelli più profondi, di natura spirituale. A ben considerare devo osservare che i miracoli visibili, palesi, vale a dire in avvenimenti materiali, sebbene siano evidenti, sono in realtà meno potenti, anche se colpiscono di più l’attenzione. Questa è, semmai, un’altra lezione che dobbiamo meglio assimilare. In effetti, è l’invisibile, la vera forza e non ciò che può influire sui nostri sensi dall’esterno. È proprio nella nostra capacità di saper leggere dentro di noi che possiamo ritrovare l’equilibrio smarrito. Sono le vere parole che vanno al cuore e che hanno il potere di convertire. Ci manca, in altri termini, la consapevolezza che è la verità interiore che va disvelata e soprattutto nel nostro modo di saper cogliere i frutti di conversione che porta dentro di sé e che ci consentono di riconciliarci con noi stessi e nei rapporti con gli altri. Il resto può essere una semplice suggestione. È il frutto di quella voglia dell’essere umano d’affrettare i tempi della rivelazione attraverso l’immaginario collettivo. È una sorta di panacea, ai nostri tanti mali, se continuiamo a vedere e a giudicare con gli occhi di chi vede di fuori e non al di dentro. Alla fine, i miracoli, che di tanto in tanto si propongono alla nostra attenzione, diventano il frutto delle paure ataviche. Forse è più arduo pensare che la vera Fede non si appaga con le esteriorità. Essa nasce al nostro interno e ritorna al luogo di partenza.
Noi diventiamo dei semplici tramiti e vi sono, in queste pieghe, dei nostri simili che più degli altri sono capaci d’interpretare tali messaggi e vederli materializzati da-vanti ai loro occhi.
Sono considerati dei santi o dei santi uomini e donne. Sono esempi di una virtù che è in tutti noi ma che loro hanno saputo riconoscere ed esteriorizzare mentre al loro cospetto noi mostriamo il volto della nostra mondanità, della caducità e della pochezza spirituale. Abbiamo sempre più bisogno del loro esempio e del loro sacrificio per ritrovare l’antica strada e per percorrerla con serenità. Talvolta anche quest’opportunità è da noi sacrificata irrimediabilmente. Ciò ci insegna la difficoltà di un cammino che ci interiorizza e ci fa riconoscere il più vetusto e il più nobile ed anche il più salvifico dei nostri beni: la morale interiore. Forse non è tutto sbagliato pensare che il nostro sforzo di perfezione troverà un premio nel godere in eterno le gioie del Paradiso. Per gli altri continuerà il dialogo su spettri, demoni e streghe. (Riccardo Alfonso)

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Scuola: screening sierologico per il Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“Per la scuola il ministro Azzolina ha fatto un record di annunci, in concreto è sempre in ritardo. Per quasi 2 milioni di lavoratori tra Docenti e Ata, il 7 settembre è ormai alle porte, in pochi però riusciranno a compiere lo screening sierologico per il Covid-19, quindi al 14 settembre, sarà impossibile avere la mappatura dei positivi al test. Un rischio enorme che non possiamo permetterci, imputabile a disservizi e situazioni poco chiare, come il mancato coordinamento con i medici di base, molti dei quali ad oggi non hanno dato la loro disponibilità. Ma la cosa ancora più incredibile che in molte zone d’Italia i kit non sono arrivati. Banchi, mascherine, distanziamento, mancanza di aule, classi pollaio e adesso anche i kit: ministro Azzolina, siamo sicuri che ci sono le condizioni minime per garantire il ritorno a scuola di milioni di ragazzi?”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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Scuola 2020: Costi del materiale scolastico e dei trasporti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Mentre in Governo e i rappresentanti delle Regioni ancora discutono accesamente sulle modalità e sulle precauzioni da adottare in vista della ripresa dell’anno scolastico, tra gli scaffali dei supermercati e nelle cartolerie hanno fatto la loro comparsa tutti i materiali necessari per affrontare l’anno scolastico.Tra zaini, astucci, diari, quaderni e libri di testo le famiglie si troveranno anche quest’anno ad affrontare spese onerose per prepararsi con il fatidico appuntamento previsto, salvo alcune eccezioni, per il 14 settembre.Dal consueto monitoraggio effettuato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori i costi del materiale scolastico registrano un aumento medio del +1,5% rispetto al 2019.Complessivamente la spesa per il corredo scolastico (più i “ricambi”) ammonterà quest’anno a circa 540,90 Euro.Una voce di spesa estremamente onerosa per le famiglie, specialmente in una fase delicata e contrassegnata da una forte difficoltà sul piano economico come quella che stiamo vivendo.A causa della pandemia e visti i ritardi in materia di predisposizione di opportuni mezzi di trasporto per permettere ai ragazzi di raggiungere la scuola, saranno sempre più numerose le famiglie che sceglieranno di utilizzare l’auto per accompagnare i propri figli. Una scelta che comporterà costi notevoli, che abbiamo calcolato, ipotizzando un tragitto tra i 5 e i 10 km, ripetuto 2 volte al giorno in auto, pari a 392 Euro nel caso si abbia un veicolo a benzina e 361,20 Euro per un veicolo a gasolio. Cifre importanti che si aggiungono a quelle già onerose per i libri ed il materiale scolastico.
Particolarmente gravosi, come sempre, risultano i costi per i libri di testo. Dopo la lieve flessione dei costi registrata negli ultimi due anni, le spese tornano a crescere e mettono a dura prova i bilanci delle famiglie: nel 2020 mediamente per i libri + 2 dizionari si spenderanno 478,20 € per ogni ragazzo, il +1,6% rispetto allo scorso anno (calcolo effettuato prendendo in considerazione le diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici). Tali costi sono relativi ai libri nuovi. Acquistando i libri usati, invece, si risparmia oltre il 34%.
Per aiutare le famiglie ad affrontare tali spese esistono diverse misure, a livello regionale, che prevedono buoni, agevolazioni o gratuità dei testi scolastici per le famiglie con basso reddito.Inoltre, agli istituti scolastici sono state destinati appositi fondi per aiutare oltre 425mila studenti meno abbienti nella dotazione di libri e dispositivi digitali che saranno distribuiti direttamente dalle scuole. Un primo passo importante, ma ancora non sufficiente, per dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, specialmente alla luce della grave situazione economica causata della pandemia.

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“Le assunzioni di personale previste nel fabbisogno dei Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e ricerca sono insufficienti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

La carenza di organico in questi due ministeri, infatti, come riconosciuto in un documento di questi stessi, è pari in media al 50%. Ed è sempre più urgente un piano straordinario di assunzioni”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil nel far sapere che è stata fornita alle organizzazioni sindacali l’informativa sul piano del fabbisogno del personale dei due ministeri per il triennio 2020-2022, approvato dai Ministri Azzolina e Manfredi lo scorso 14 agosto.
Il documento consegnato, riporta il sindacato, “analizza in maniera analitica l’attuale situazione degli organici presso i due Ministeri nonché le previsioni nel triennio relative alle cessazioni e prende atto di quanto da noi da tempo denunciato in ordine alla gravissima carenza di organico dell’ex Miur tanto che, oltre ad indicare una scopertura media del 50% degli organici (con punte più alte presso alcuni uffici periferici), si riconosce nel documento come ‘in tale contesto, solo con grandi difficoltà l’amministrazione riesce a garantire la gestione ordinaria delle attività e grazie allo sforzo delle singole persone, soprattutto per quanto riguarda il settore scolastico. Negli uffici territoriali, infatti, le procedure volte a garantire il regolare avvio dell’anno scolastico si aggiungono all’ordinaria attività istituzionale, costringendo il personale a lavorare nei giorni festivi, rinviare la fruizione delle ferie estive, prestare ore eccedenti l’orario ordinario, che non sempre vengono retribuite’”.Al 31 marzo 2020, fa sapere la Fp Cgil, “risultavano in servizio presso il Ministero dell’Istruzione 2.793 lavoratori, di cui 174 dirigenti e 2.619 appartenenti al personale delle aree, a fronte di una previsione contenuta nel DL 1/2020 rispettivamente di 406 dirigenti e 5.538 lavoratori delle aree. Mentre presso il Ministero della Università e Ricerca, alla stessa data, risultavano in servizio 197 lavoratori, di cui 21 dirigenti e 176 appartenenti al personale delle aree, a fronte di una previsione rispettivamente di 41 dirigenti e 467 lavoratori appartenenti al personale delle aree. Nonostante il documento preveda un numero consistente di assunzioni nel triennio, l’intera operazione, al netto delle cessazioni nello stesso triennio, riuscirà a stento a portare la scopertura dell’organico ad un livello attorno al 40%”. Per queste ragioni la Fp Cgil ribadisce “l’urgenza di un piano straordinario di assunzioni e una effettiva riorganizzazione che snellisca e velocizzi le procedure presso i due Ministeri al fine di garantire ai dipendenti condizioni di lavoro dignitose e su tutto il territorio nazionale la funzionalità delle strutture che contribuiscono a rendere effettivo il diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

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Sospensione delle attività della scuola di Asmara

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Il 24 e il 26 agosto si sono tenuti due incontri tra Anief, le altre OO.SS, e il MAECI, durante i quali l’amministrazione ha informato dell’imminente firma di un decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara, possibile anticamera della chiusura definitiva o della trasformazione della stessa in qualcos’altro indefinito. Di certo, questo decreto, per Anief, rappresenta un colpo d’arresto della promozione della politica culturale italiana nel Corno d’Africa.Se non interviene con decisione il Governo in una trattativa ad oggi fallimentare si andrà, infatti, alla chiusura della più grande scuola statale italiana all’estero, nella sostanziale inerzia dei sindacati firmatari di contratto che hanno sempre avuto un confronto sugli organici col MAECI.Per queste ragioni, Anief ha rilanciatp l’appello al Governo nella sua interezza: la scuola di Asmara, afferma il Presidente Pacifico, può sospendere le attività soltanto in presenza di un accordo tra Governo italiano ed eritreo funzionale a una loro ripresa dopo la rimozione di tutti gli impedimenti legati all’emergenza epidemiologica. La promozione della nostra lingua e della nostra cultura all’estero, con la chiusura della scuola italiana di Asmara, infatti, perderebbe un pezzo fondamentale della sua storia.Nel frattempo, purtroppo, nei prossimi giorni, verrà firmato dall’incaricato d’affari dell’ambasciata italiana di Asmara il decreto di sospensione cautelare delle attività didattiche della scuola, poi verranno rese note le modifiche apportate al contingente, quindi si procederà ai trasferimenti del personale scolastico in servizio ad Asmara, che per alcune sedi avranno tempi anche lunghi. Dopo la firma del decreto di sospensione della attività della scuola di Asmara, il personale verrà collocato molto probabilmente in regime di 186, in attesa della presa di servizio nella sede di nuova destinazione.

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Scuola e coronavirus: Alcune domande

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Nel bailamme del rientro a scuola previsto per il prossimo metà settembre, abbiamo una serie di dubbi per i quali non abbiamo trovato soddisfacente risposta nelle circolari e posizioni ufficiali dei responsabili dell’esecutivo e dell’amministrazione. Vediamo:
– ci avviciniamo alla stagione dei mal di gola e dei raffreddori, i malanni di stagione, anche con qualche linea di febbre. Stando ai protocolli, ognuno di questi malanni, molto frequenti nei ragazzi (e non solo), sarà trattato come presunto Covid-19. Quindi non si dovrà chiamare il medico di base e/o il pediatra ma ci si dovrà affidare all’Asl, coi noti tempi incerti per fare il tampone e per i risultati, nonché la quarantena di 14 giorni. La situazione diventa più complicata se si pensa che i mali di stagione considerati potenziali Covid-19, coinvolgono anche tutte le persone che vivono con il presunto malato che, in attesa dei risultati, dovranno anch’esse stare in isolamento. Quindi scuola saltata per i ragazzi, lavoro saltato per genitori e altri conviventi.E’ complicato coinvolgere i medici di base per tamponi e test sierologici? Non è certamente LA formula vincente, ma sicuramente i tempi potrebbero essere molto diversi per le verifiche.
– Le scuole riapriranno col distanziamento. Bene. Ci sarà il distanziamento anche per tutti i mezzi urbani ed extraurbani utilizzati? Ci sembra che le regioni si comportino come ritengono opportuno.
– Le scuole avranno entrate scaglionate. Sarà altrettanto per le uscite? E i genitori che accompagnano i figli a scuola, avranno anche loro entrate e uscite scaglionate dai luoghi di lavoro? Ammesso che questo scaglionamento si raggiunga, i mezzi pubblici urbani ed extraurbani saranno in numero sufficiente rispetto ai diversi orari? Aspettiamo fiduciosi di sapere cosa accadrà. (fonte Aduc)

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Covid-19. È possibile contrarre l’infezione una seconda volta?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

In uno studio pubblicato il 25 agosto16 un team di ricercatori del dipartimento di microbiologia dell’Università di Hong Kong ha descritto la prima reinfezione di una persona a distanza di 142 giorni dalla prima infezione, ad opera di un ceppo di virus diverso da quello che aveva innescato la prima infezione. Il paziente, un uomo di 33 anni di Hong King, era stato ricoverato in ospedale a fine marzo con sintomi lievi ed era stato dimesso a metà aprile. La seconda infezione è stata in- dividuata il 15 agosto a seguito di un controllo all’aeroporto di Hong Kong, dove il paziente era tornato dopo un viaggio in Spagna con sca-
lo in Gran Bretagna. Altri due casi di reinfezione sono stati documentati in Belgio, dove l’Università cattolica di Lovanio ha comunicato che una donna che aveva avuto l’infezione a Marzo si è nuovamente infettata a giugno ad opera di un ceppo di virus che presentava undici mutazioni rispetto a quello della prima infezione. Un caso simile è stato comunicato in Olan-
da dall’Erasmus Medical Center di Rotterdam: anche in questo caso le sequenze genetiche hanno confermato che i virus che hanno causato la prima e la seconda infezione sono di ceppi diversi, ma in questo caso il paziente era una persona anziana con un sistema immunitario indebolito. (Fonte Spallanzani)

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I laghi italiani in grande sofferenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Sono i laghi Maggiore (meno dell’11% di riempimento) e Lario (poco più del 18% di riempimento) gli attuali osservati speciali della stagione irrigua nel Nord Italia; sotto media è anche il lago d’Iseo, mentre continua a tenere il lago di Garda, i cui livelli sono comunque in discesa. “Di fronte alle allarmanti conseguenze anche ambientali per la condizione idrica di un famoso lago come il Maggiore, si evidenzia la necessità di una programmazione dei rilasci e dei livelli, che superi qualsiasi logica egoistica nel rispetto delle priorità sull’uso dell’acqua, come previsto dalla normativa” indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). Sono praticamente dimezzate rispetto alla media, le portate del fiume Po (mc/sec 689 al rilevamento di Pontelagoscuro), che restano comunque migliori dello scorso anno. Pur in rapido calo, restano in linea, con il 2019, le portate dei principali fiumi piemontesi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), così come Savio e Reno in Emilia Romagna, dove altresì Trebbia, Secchia e Panaro sono abbondantemente sopra la media stagionale, mentre il Reno invece è sotto il minimo storico. “Prosegue – aggiunge il Presidente di ANBI – un andamento pluviometrico, conseguenza dei cambiamenti climatici con precipitazioni concentrate nel tempo e nello spazio. È necessario aumentare la resilienza dei territori ed auspichiamo che le annunciate scelte legate al Recovery Fund vadano anche in questa direzione.” A condizionare sempre più le disponibilità idriche sono, infatti, le piogge (non di rado, purtroppo, disastrose) “a macchia di leopardo” come testimoniato anche dalle portate dei principali fiumi lombardi: Mincio e Chiese in crescita, Adda e Ticino in calo. A beneficiare delle recenti precipitazioni sono i fiumi veneti, tutti con portate superiori o in media con gli anni più recenti. Analizzando l’andamento pluviometrico del mese di luglio, il Veneto si conferma in linea, mentre il Piemonte segnala -5,2% rispetto alla media storica e la Toscana indica un mese secco ad eccezione che sull’Appennino lucchese e fiorentino (l’invaso del Bilancino è in calo rispetto al biennio scorso). Rilevante è stato il calo di piogge registrato in Luglio sulle Marche dove, con 12,43 millimetri, si segnala l’apporto più basso del recente quinquennio (l’invaso sul Maroggia trattiene 3,90 milioni di metri cubi contro i 4,09 dello scorso anno ed i 4,36 del 2016); conseguentemente, i bacini della regione stanno trattenendo 37,92 milioni di metri cubi, superiori solo al siccitoso 2017.
Nel Lazio sono in costante calo il livello del lago di Bracciano (comunque ancora superiore allo scorso anno) e le portate del fiume Liri, mentre in Campania sono confortanti le condizioni idriche sia di Sele che Volturno. Al Sud, continua inesorabile il calo di disponibilità idrica soprattutto in Basilicata (quasi 2 milioni di metri cubi al giorno in meno, segnando attualmente un deficit di quasi 49 milioni sul 2019) e Puglia (circa 74 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso).Infine, gli invasi della Sardegna restano in linea con le disponibilità 2019, nonostante segnino -8 milioni di metri cubi nel mese di Luglio. “L’approssimarsi della conclusione della stagione estiva – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – indurrebbe a ritenere pressoché terminate le necessità irrigue. In realtà, i moderni cicli colturali e temperature mediamente più elevate ampliano i bisogni idrici nelle campagne soprattutto mediterranee, il cui futuro è sempre più legato alla disponibilità d’acqua. Per questo, l’infrastrutturazione irrigua è un asset strategico per garantire prospettive di qualità e reddito all’agricoltura italiana.”

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