Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Il “costruttore dell’Universo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Una accredita corrente di pensiero ci assicura che non ci furono forme di vita intermedia. È possibile, quindi, seguendo questo ragionamento, che la vita sia comparsa bruscamente e così le piante e gli animali superiori. In tale misura la comparsa e la scomparsa delle specie diventano subitanee, ma è chiara nell’evoluzione una tendenza alla maggiore complessità e ciò costituisce un orientamento preciso, un finalismo che orienta i processi evolutivi verso uno scopo ben determinato, che è la realizzazione di un progetto complessivo.
Posso, tuttavia, dire oggi che la realtà dell’evoluzione si postula diversamente da quella dei vecchi sogni razionalisti. Lo scienziato moderno è sempre più disposto a prendere sul serio l’ipotesi di un Costruttore dell’universo, che persegue un suo preciso disegno. Si può quindi ritenere che ci sia un’obiettiva impossibilità di realizzare una sintesi di materiale vivente per abiogenesi. S’impone, inevitabilmente, un nuovo paradigma con la teoria unitaria di Fantappiè nel 1942 e, in seguito, con la Teoria sintropica dell’evoluzione. Quest’ultima tiene conto della dipendenza dei processi evolutivi non solo dal passato, ma anche dal futuro, come potenzialità fondata su una diversa interpretazione delle prospettive aperte dalla fisica relativistica e quantistica. In questo modo possiamo meglio ragionare sull’origine e l’evoluzione della vita come di un progetto programmato, ma soprattutto sintropico e con un finalismo ben definito.
Ci restano, in definitiva e se tutto procede al meglio, da valutare solo le parti “meccaniche” del processo e non quelle creative in assoluto. In buona sostanza possiamo affermare che, al termine delle varie operazioni affidate, è stata disposta la possibilità di costruire degli automi, molto simili a noi, ma non corrispondente. Sappiamo, inoltre, che lo stesso processo creativo della natura ha dei limiti o, per meglio dire, presenta un prodotto “finito” non sempre perfetto. In siffatta misura può, probabilmente, poco consolarci il pensare che le anomalie da noi rilevate non ci portino all’origine di tutte le cose, ma ci fanno percorrere quel tratto appena valido per un lavoro da addetti alla manutenzione.
È come se temperiamo una matita per avere la grafite massimamente appuntita e questa, all’improvviso, si spezza. Resta il troncone che possiamo riparare, se ci accorgiamo per tempo della rottura, ma se non ci avvediamo di quanto, è accaduto rischiamo di scrivere in modo diverso la nostra storia con il lapis, che altri hanno permesso d’utilizzare. Se consideriamo solo quest’evenienza, dobbiamo convenire che il nostro compito è importante, ma è molto limitato. Siamo, in altri termini, preposti a correggere le deficienze del sistema riproduttivo, ma non a riprodurci generando la vita. Possiamo diventare dei meccanici molto specializzati ma nulla di più.
Il laboratorio della vita continua, in ogni caso, a conservare gelosamente, nella sua “sacrestia”, i valori fondanti e che sono, probabilmente, conservati nell’Olimpo, il luogo sacro per eccellenza. Il suo accesso ci porterebbe all’immortalità o a qualcosa d’altro. Dobbiamo, quindi, riprendere a indossare l’abito che è stato detto di portare. L’unica licenza è di poter indagare, più a fondo, sulle cause che non ci permettono di stare a nostro agio con il vestito che portiamo. M questo è già un altro discorso.(Riccardo Alfonso)

Una Risposta a “Il “costruttore dell’Universo””

  1. lorenzo tidei said

    io credo in una primaria femminilita’ dell’ essere umano.Io credo che la specie umana dal principio nasca al femminile e poi l’individuo maschile sia stato una creazione strumentale posteriori atta a facilitare la fecondazione,quindi la moltiplicazione,perche’ la partenogenesi e’ un processo piu’ complesso,invece un singolo maschio puo’ quasi contemporaneamente ingravidare moltissime femmine,quindi una specie che vuole crescere,vuole moltiplicarsi,ecco che concepisce un individuo maschile.
    Tanto e’ vero che se osserviamo i nostri genitali non sono altro che l’estroflessione dei genitali femminili con l’esaltazione di alcuni particolari e la contrazione di altri.
    L’individuo maschile e’ una specie specializzata e tutto cio’ che e’ specializzato viene dopo.
    Per quanto riguarda il creatore, dalla sua nascita l’essere umano ha vissuto orrori,ha acquistato familiarita’ con l’ambiente che lo circonda e che lo nutre,ha sondato i reami infiniti dello spazio e ha scoperto che l’universo e’ immensamente grande e in continua espansione ma comunque ha una fine,ha passato lunghe notti a studiare mondo per mondo,stella per stella,universo per universo alla ricerca di un creatore e non ha trovato nulla,siamo soli.Con questo non voglio dire che non esiste alcun Dio anzi probabilmente un Dio c’e’ ma visto quello che accade nel nostro pianeta non sembra essere affatto interessato a noi.

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