Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

In Italia manca consapevolezza. I risparmiatori devono trasformarsi in investitori

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

«In una situazione di totale incertezza sugli sviluppi futuri della pandemia, di estrema volatilità dei mercati e di perdurante guerra commerciale fra Usa e Cina che mette in mezzo anche l’Europa, da un adeguato utilizzo dei molteplici strumenti finanziari può arrivare un notevole aiuto alla ripartenza delle aziende e alla gestione di lungo periodo dei risparmi e degli investimenti privati. In Italia, purtroppo, però, sia fra gli imprenditori, sia fra i cittadini manca un adeguato livello di conoscenza della finanza per cui è fondamentale da un lato rivolgersi agli esperti, dall’altro che si dia vita a un grande piano di formazione economico-finanziaria a tutti i livelli che ci consenta di colmare il gap esistente con altri Paesi». Lo hanno affermato i tre relatori del terzo e ultimo incontro dell’edizione del decennale di “Economia sotto l’ombrellone”, la rassegna organizzata a Lignano Pineta (UD) dall’agenzia di comunicazione Eo Ipso: Mario Fumei, consulente finanziario e private banker, Paola Pallotta, managing director di Capital Group e Cristian Vida, presidente di Confidi Friuli.
Per quanto riguarda l’Europa, poi, la risposta dell’Ue, con il Recovery Fund e le altre importanti misure adottate per far fronte a una crisi del tutto anomala è stata così forte da far tramontare, secondo Vida, Pallotta e Fumei, qualsiasi previsione di uno scioglimento dell’Unione o di rinuncia alla moneta comune (l’Euro) e da far sperare che prossimamente si possa arrivare a una più stringente unione bancaria e fiscale che i tre relatori ritengono quanto mai necessaria. Un rafforzamento dell’Unione fondamentale anche per far sì che «in uno scenario di guerra commerciale fra Usa e Cina che durerà per almeno il prossimo decennio, l’Europa possa essere l’ago della bilancia e non il tipico vaso di coccio fra due vasi di ferro, uno dei quali, la Cina, molto aggressivo e con una approccio al mercato ancora molto lontano dal nostro».In questo scenario un ruolo fondamentale spetta anche ai decisori politici italiani che dovranno, secondo i tre relatori dell’incontro moderato dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani, essere in grado di progettare un grande piano di riforma del “sistema Italia” con l’utilizzo del Recovery Fund (che vede l’Italia come il Paese maggiormente beneficiato) per far sì che ci sia una potente ripresa del Pil. «Non va, infatti, dimenticato – hanno ricordato Vida, Pallotta e Fumei – che le tante misure messe in campo stanno facendo esplodere il rapporto fra debito e Pil in tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia, e che l’unico modo per ridurli realmente è agire sul lato della crescita». «Speriamo – ha aggiunto provocatoriamente Fumei – che sull’utilizzo del Recovery Fund vigilino i “falchi” olandesi per evitare che questa montagna di finanziamenti vada sprecata come, purtroppo, è successo in passato nel nostro Paese».

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