Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 7 settembre 2020

Ricerca: Serracchiani, da Conte obiettivi precisi per il dopo-Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

“Giusto ribadire a Trieste che la mobilità è un valore” “Il premier Conte ha individuato obiettivi molto precisi e funzionali ad affrontare il dopo-Covid. In particolare per il mondo del lavoro, va dato rilievo alla necessità di avere un sistema di ricerca e formativo che fornisce competenze aggiornate: è un gap pesante con cui dobbiamo confrontarci e che dobbiamo finalmente superare. Le risorse del Next Generation Ue sono una grande occasione per recuperare il tempo perduto anche in questo campo”. Così la presidente della commissione Lavoro alla Camera Debora Serracchiani, al termine dell’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla cerimonia conclusiva di Esof 2020, Trieste città europea della scienza.
Per la parlamentare “Esof è stato anche un modo per ricordare al mondo che la missione di Trieste ‘città della ricerca’ è anche una missione civile, di progresso, dialogo e apertura. E’ giusto che Conte sia venuto qui e abbia ribadito che la mobilità è un valore”.

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Cresce il numero delle divulgatrici scientifiche all’VIII edizione del Premio!

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Pochi giorni fa si sono chiuse ufficialmente le candidature al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica – Giancarlo Dosi. Le opere presentate all’ottava edizione sono 510 e più in particolare 183 articoli, 241 libri e 86 video di divulgazione scientifica. Rispetto all’edizione precedente diminuisce il numero degli articoli in favore dei video divulgativi e si evidenzia un netto incremento della partecipazione femminile: se nelle precedenti edizioni le autrici in lizza rappresentavano soltanto un terzo delle candidature, oggi, dei 467 autori, poco meno della metà sono donne. Consolidata la partecipazione degli Under35 che rappresentano un quarto degli autori in gara.Tra le opere presentate nell’area delle scienze matematiche, fisiche e naturali gli autori accompagnano il lettore in una passeggiata tra i misteri dell’universo, i fenomeni fisici e le leggi matematiche che ne governano il funzionamento. Non mancano titoli che riguardano il mondo animale spiegando il comportamento di alcune specie e l’habitat, talvolta mutato, che si trovano ad affrontare. Ampio spazio anche al regno dei vegetali e al mondo marino. Tra le scienze della vita e della salute il nuovo coronavirus è fra gli argomenti maggiormente dibattuti mediante approcci molto vari e interessanti. Diverse le analisi rispetto alle abitudini alimentari e al rapporto di queste con la nostra salute, non solo fisica. Per quanto riguarda le scienze dell’ingegneria e dell’architettura il futuro è ciò che gli autori provano a immaginare: tra design, scienza, etica e nuovi modelli architettonici. Nell’area delle scienze dell’uomo, storiche e letterarie, quella con il maggior numero di candidature, il passato riemerge comprensibile: i più importanti avvenimenti e i personaggi chiave raccontati con attenzione e rigore scientifico. Interessanti le argomentazioni che riguardano la mente umana in relazione ai nuovi contesti sociali che ci troveremo ad affrontare. Numerose anche le trattazioni letterarie. Tra le candidature nell’area delle scienze giuridiche, economiche e sociali troviamo riflessioni circa l’impatto economico del nuovo coronavirus, gli sviluppi del mondo digitale tra etica, innovazione e creatività ma anche politica e argomenti di grande attualità.Ora la parola spetta alla Giuria Nazionale del Premio composta da 260 professori di ogni ordine e grado e studiosi delle materie scientifiche che entro il mese di ottobre consegnerà nelle mani del Comitato Scientifico la lista delle opere tra le quali scegliere i finalisti 2020. La cerimonia di premiazione, come da consuetudine, si terrà a dicembre a Roma nell’aula convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche.Il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica è organizzato dall’Associazione Italiana del Libro. Main Partner del Premio sono BPER Banca e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Patrocinano la manifestazione l’AIRI(Associazione Italiana per la Ricerca Industriale), l’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) il Comune di Roma, l’Uninettuno (International Telematic University), l’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani e la rete de I Parchi Letterari.

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Due miliardi e 200 milioni di mascherine: quasi 9 mila tonnellate da smaltire in un anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Scrive Tuttoscuola: La generazione di Greta in pochi mesi si trova a dover passare dalle borracce a un ulteriore potenziale problema ecologico: lo smaltimento delle mascherine chirurgiche a scuola. Ogni giorno ne verranno consegnate 11 milioni per tutti gli alunni e il personale scolastico. Lo ha comunicato pochi giorni fa il commissario straordinario Domenico Arcuri. Saranno mascherine usa e getta come ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts) che ha anche stabilito che saranno abbassabili “in condizioni di staticità, con il rispetto del metro di distanza e in assenza di possibilità di aerosolizzazione (es. canto)”.Se la consegna di quell’ingente quantità di mascherine sarà mantenuta per tutto l’anno scolastico, alla fine, considerati i 200 giorni minimi di lezione e senza considerare la coda degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, la distribuzione raggiungerà l’astronomica cifra di due miliardi e duecento milioni di mascherine non riciclabili, usa e getta, da smaltire quotidianamente nella indifferenziata.” Secondo i calcoli di Tuttoscuola, per un peso medio di circa 4 grammi l’una, quei 2,2 miliardi di mascherine da smaltire tra i rifiuti indifferenziati toccheranno il ragguardevole peso di 8 mila e 800 tonnellate. Se si considera anche il peso degli imballaggi in cui vengono racchiuse le mascherine per la consegna alle scuole, lo smaltimento complessivo andrà ad aggravare le operazioni di smaltimento che, come si sa, in alcuni territori sono in difficoltà costante. Per ora in molte scuole sono state consegnate piccole quantità di mascherine, sufficienti per tre o quattro giorni. Sono previsti rifornimenti continui? E in tal caso non si andrà incontro a spese di spedizione e consegna molto più elevate? Il commissario Arcuri ha anche annunciato la consegna alle scuole di 170.000 litri di gel igienizzante per le mani a settimana. Perdurando la consegna per tutto l’anno scolastico, nelle 33 settimane previste a calendario si supereranno i 5,5 milioni di litri di gel, contenuti in circa 11 milioni di flaconi da ½ litro l’uno. Ovviamente anche quei flaconi di gel non sono riciclabili e dovranno essere smaltiti. Per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) nelle istituzioni scolastiche statali, il Miur corrisponde direttamente ai Comuni, quale importo forfettario, la somma di 38,734 milioni di euro. Alla luce della nuova emergenza, quell’importo (già definito in sede di Conferenza Stato-Città) potrebbe essere ridefinito. Di più su http://www.tuttoscuola.com

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Mappa delle zone a maggiore pericolosità sismica delle faglie dell’Etna

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Il 26 dicembre 2018 una scossa sismica di magnitudo Mw 4.9 ha interessato il fianco sud-orientale dell’Etna, causando ingenti danni alle zone urbane di nove comuni etnei.Su impulso del Commissario Straordinario designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ricostruzione dell’area etnea, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha messo a disposizione l’esperienza di ricercatori altamente specializzati nel rilevamento geo-strutturale e nella pianificazione territoriale di aree vulcano-tettoniche attive, per l’elaborazione di una mappa statica ed interattiva (WebGIS) delle “microzone omogenee” delle faglie etnee attivate dal sisma del 2018, pubblicata nei giorni scorsi dal Commissario (https://commissariosismaareaetnea.it/). La mappa è frutto del lavoro di un team di esperti coordinato da Marco Neri, ricercatore dell’INGV in comando presso la Struttura Commissariale, e composto anche da geologi del Genio Civile di Catania e dell’Agenzia Invitalia. Nella mappa si individuano sia le faglie che si sono attivate in occasione del sisma, sia le zone di maggiore pericolosità sismica nel territorio, distinguendole in Zone di Attenzione (ZAFAC), Zone di Suscettibilità (ZSFAC) e Zone di Rispetto (ZRFAC). Il team di ricercatori e professionisti individuati dal Commissario ha lavorato confrontando i rilievi geostrutturali di terreno con i numerosi studi (aerofotogrammetrici, geofisici, satellitari) pubblicati su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e avvalendosi, inoltre, dei dati acquisiti dal gruppo specializzato EMERGEO dell’INGV. Tutte le fasi dello studio sono state condivise con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale e della Regione Siciliana.“Questa esperienza è stata particolarmente importante”, ha dichiarato Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV “giacché la ricerca scientifica è stata letteralmente “applicata” al territorio, traducendo in una forma comprensibile alcune attività di studio estremamente complesse e condotte dall’INGV, offrendole a tutta la popolazione con risvolti di grande utilità pubblica”.“Si tratta di un risultato importante ed imprescindibile per la Struttura Commissariale e per le popolazioni terremotate, poiché consente di procedere rapidamente ed in sicurezza alla ricostruzione del territorio interessato dal sisma”, ha dichiarato il Commissario Salvatore Scalia. “Le persone sono consapevoli della pericolosità geo-vulcanologica e sismica dell’Etna, ma il sisma del 26 dicembre 2018, diversamente da altri eventi del passato, ha prodotto anche una vistosa “fagliazione superficiale” del territorio che è stato possibile mappare con precisione, delle vere e proprie spaccature del terreno che si sono propagate anche nelle aree urbanizzate, danneggiandole gravemente”, ha proseguito Marco Neri.

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Mapping of the “homogeneous microzones” of the faults activated by the earthquake of 26 December 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

On December 26, 2018, an earthquake of magnitude Mw 4.9 affected the south-eastern flank of Etna, causing extensive damage to the urban areas of nine Etna municipalities.
At the instigation of the Extraordinary Commissioner designated by the Presidency of the Council of Ministers for the reconstruction of the Etna area, the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) has made available the experience of highly specialized researchers in geo-structural survey and territorial planning of active volcano-tectonic areas, for the development of a static and interactive map (WebGIS) of the “homogeneous microzones” of the Etnean faults activated by the 2018 earthquake, published in recent days by the Commissioner (https://commissariosismaareaetnea.it/).
The map is the result of the work of a team of experts coordinated by Marco Neri, INGV researcher in command at the Commissioner Structure, and also composed of geologists from the Civil Engineering Department of Catania and the Invitalia Agency. The map identifies both the faults that were activated during the earthquake, and the areas of greatest seismic danger in the territory, distinguishing them in Zones of Attention (ZAFAC), Zones of Susceptibility (ZSFAC) and Zones of Respect (ZRFAC).
The team of researchers and professionals identified by the Commissioner worked by comparing the geostructural land surveys with the numerous studies (aerial photogrammetric, geophysical, satellite) published in national and international scientific journals and also making use of the data acquired by the specialized group EMERGEO of the INGV. All the phases of the study were shared with the National Civil Protection Department and the Sicilian Region.
“This experience was particularly important”, declared Carlo Doglioni, President of INGV, “since scientific research has been literally ‘applied’ to the territory, translating into an understandable form some extremely complex study activities conducted by the INGV, offering them to the whole population with implications of great public utility”.
“This is an important and essential result for the Commissioner Structure and for the population affected by the earthquake, as it allows for the rapid and safe reconstruction of the territory affected by the earthquake”, declared Commissioner Salvatore Scalia. “People are aware of the geo-volcanological and seismic danger of Etna, but the earthquake of December 26, 2018, unlike other events in the past, also produced a striking ‘superficial faulting’ of the territory that it was possible to map with precision. These are real cracks in the ground that have also spread to urbanized areas, seriously damaging them”, continued Marco Neri.In these cases, therefore, for an optimal management of the territory, it is necessary to take into account not only the “shaking” generated by the earthquake but, also, to consider the existence of surface fractures that have produced a permanent deformation of the soil and which therefore affect the choices to be made in planning the reconstruction.
For the best possible knowledge and dissemination of the results achieved by the important work, the map has been published on the Commissioner’s website and some contents have been digitized, simplified and made available also through a WebGIS application and a graphic processing of immediate understanding and easily accessible by any IT support, including common smartphones. The WebGIS allows you to “navigate” on the territory by choosing between different types of geographical display, highlighting the faults and dangerous areas and identifying the position of a specific site of interest, such as your home, simply by typing its address in the appropriate box of the app.The interactive map will eventually be updated as the further results of the geological and geophysical investigations envisaged by the Commissioner are acquired for each individual application for the reconstruction contribution. “The map is important both for the management of the current phase of reconstruction of the earthquake areas and for the future territorial planning of the sites concerned”, concluded Commissioner Scalia.

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Piattaforma ottimizzata per l’origination di credito retail

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Bucarest (Romania) e Bologna. Gruppo Société Générale, uno dei leader sul mercato bancario rumeno, parte di Société Générale, uno dei principali Gruppi nei servizi finanziari in Europa, ha lanciato insieme a CRIF una piattaforma ottimizzata per l’origination di credito retail al fine di migliorare la customer experience dei propri clienti e ridurre le tempistiche di erogazione. L’obiettivo principale di BRD è aumentare le erogazioni, implementando un processo semplificato e mirando a diventare un punto di riferimento riconosciuto nel settore bancario e centrato sul cliente. CRIF è stata selezionata come partner strategico per l’implementazione di un’applicazione end-to-end per privati e piccole imprese, dall’engagement fino all’erogazione. La piattaforma, sviluppata e personalizzata da CRIF, consente a BRD di gestire il proprio processo di origination del prestito, supportando gli obiettivi di business attraverso un approccio flessibile e scalabile grazie all’utilizzo di una suite di soluzioni a supporto delle decisioni, strategie di rischio e processi facilmente configurabili dagli utenti aziendali. L’applicazione end-to-end di CRIF è rivolta all’intero portafoglio di clienti e prodotti di BRD, sia secured sia unsecured, e supporta tutte le tipologie di credito (nuovi, rinnovi, rifinanziamenti, ristrutturazioni, ecc). Tre i fattori principali che hanno sancito il successo della soluzione di CRIF. Innanzitutto l’integrazione online con tutti i principali fornitori di informazioni nel mercato rumeno (Credit Bureau, ANAF, ecc). In secondo luogo le funzionalità multilingua, scalabili in più Paesi, con oltre 30 punti di integrazione online all’interno dei diversi processi di lavoro. Infine, la possibilità per tutti gli operatori di BRD di avere il pieno controllo di tutte le strategie decisionali del credito senza fare ricorso all’IT: authorization path, controllo di affidabilità – DTI, decisioning, cross-selling e upselling, Risk-Based Pricing, ecc. Grazie alla partnership con CRIF, BRD ha raggiunto un elevato standard di servizio, migliorando le performance di vendita e la soddisfazione dei propri clienti, riducendo anche i tempi di approvazione. L’efficienza e la performance dei processi di credito consentirà l’ottimizzazione delle risorse e dei rischi operativi e determinerà lo sviluppo di un processo di credito unico e centralizzato per supportare la crescita dei finanziamenti erogati. Nello specifico, BRD ha migliorato la gestione del rischio affidandosi ad un’architettura e a una piattaforma solide (SOA) integrata con una piattaforma di sottoscrizione all’avanguardia, beneficiando di una maggiore efficienza dei costi IT e riducendo il time to market per la creazione di nuovi prodotti, la modifica delle strategie di credito e i cambiamenti nei processi.

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Prezzi: Istat, agosto -0,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, mentre il carrello scende da +1,2% di luglio a +1,1%. “Bene. Una buona notizia. Visto che la spesa delle famiglie residenti, stando ai dati di oggi, è precipitata dell’11,3% su base congiunturale e del 17,3% su base annua, la deflazione ne è l’inevitabile conseguenza. Anche se la causa è la grave crisi ed il fatto che il Covid abbia bruciato, secondo Confcommercio, 116 mld di consumi, gli effetti sono positivi, dato che la flessione dei prezzi è un’ancora di salvataggio per chi non arriva a fine mese e permette di contenere la caduta del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla riduzione del reddito disponibile. Insomma, non vanno confuse le ragioni della deflazione, negative, con le sue conseguenze, positive per i consumatori che vanno a fare la spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, la deflazione consente una riduzione della spesa annua complessiva di 203 euro, con un ribasso di 211 euro per i trasporti e di 145 euro per l’abitazione, anche se il carrello della spesa a +1,1% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in rialzo di 110 euro, inferiore, però, a luglio quando la maggior spesa era pari a 117 euro su base annua” prosegue Dona.”Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il risparmio è di 191 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 100 euro (era 106 a luglio), per una famiglia media la flessione dei prezzi si traduce in una diminuzione del costo della vita di 159 euro, anche se 83 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Nel mese precedente, comunque, erano 88 euro in più” conclude Dona.

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Lorenzo Puglisi: Davanti a Michelangelo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Firenze 20.09.2020 – 01.11.2020 Inaugurazione 19.09.2020 ore 11.30 Basilica di Santo Spirito Piazza santo spirito 30 Crocifissione, umanità, mistero. Si inaugura sabato 19 settembre, alle ore 11.30 nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, la mostra “Lorenzo Puglisi Davanti a Michelangelo. Crocifissione, umanità, mistero”. Organizzata da Francesca Sacchi Tommasi di Etra studio in collaborazione con ArtCom Project, la mostra propone l’esposizione del dipinto di Puglisi raffigurante la Crocifissione a fianco del famoso Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti, nella Sagrestia della Basilica fiorentina. La mostra resterà visibile fino al prossimo 1° novembre 2020.Oltre l’autore del dipinto, al vernissage introdotto dal saluto di Padre Giuseppe Pagano (Priore di Santo Spirito) interverranno il Cardinale Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi e il poeta Davide Rondoni che leggerà una poesia composta per l’occasione.
In una delle più significative basiliche fiorentine, l’essenzialità nella pittura sarà a confronto con la «carnosità e morbidezza» della scultura, come scriveva Giorgio Vasari. Nell’ambito delle celebrazioni per i 20 anni dal rientro del Crocifisso di Michelangelo nel complesso monumentale di Santo Spirito di Firenze, la comunità agostiniana accoglierà la presenza della Crocifissione di Lorenzo Puglisi, proprio a fianco del Crocifisso di Santo Spirito del Buonarroti.
Il Crocifisso ligneo che Michelangelo Buonarroti scolpì tra il 1493 e il 1494 «a compiacenza del priore», cioè per ringraziarlo dell’ospitalità e dell’opportunità di studiare anatomia, per secoli era rimasto nel «nascondimento», nel senso che se ne erano perdute le tracce. Tuttavia la sua esistenza era testimoniata dagli scritti di Vasari e fu proprio questo che spinse la studiosa Margrit Lisner ad approfondire le sue ricerche che, grazie all’accoglienza dell’agostiniano padre Guido Balestri, permisero il ritrovamento del Cristo nudo e la sua attribuzione a Michelangelo.
Dal 1962, anno della sua riscoperta, fino a oggi, il Crocifisso ha vissuto una lunga storia che lo ha condotto a Casa Buonarroti, dove vi è rimasto fino al dicembre del 2000, quando gli Agostiniani, dopo tanti tentativi, riuscirono a ricondurlo “a casa”.Nella Basilica di Santo Spirito, tuttavia, a causa di trasformazioni architettoniche non fu possibile rimetterlo nell’originale collocazione – occupata dall’altare del Caccini – così fu scelta la Cappella Barbadori della Sacrestia di Giuliano da Sangallo. Aperta: lunedì/sabato ore 10-12.45 e 15-17.45; domenica ore 11.30-13.15 e 15-17.45; mercoledì chiuso Ingresso: 2 euro

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Spettacolo: Dal vivo sono molto meglio con la regia di Paola Rota

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Ostia Antica Festival 26 settembre. Parco Archeologico Viale dei Romagnoli 717, ore 21.00. Tutti i personaggi di Paola Minaccioni nati in tv, al cinema o alla Radio, arrivano sul palco di Ostia Antica Festival 2020 il 26 settembre per offrire uno spaccato dei nostri tempi, una surreale sequenza di caratteri che incarnano i dubbi, le paure e le nevrosi del momento. Dal Vivo Sono Molto Meglio è uno spettacolo fuori dagli schemi che ci invita a riflettere su noi stessi e a interpretare l’assurdità della società in cui viviamo.Razzisti inconsapevoli, improbabili assistenti telefoniche, raffinate poetesse, inappuntabili manager, fino ad arrivare alle sue imitazioni: da Giorgia Meloni a Loredana Bertè a Sabrina Ferilli: un flusso di coscienza leggero e irriverente con cui l’attrice ci conduce in un universo comico e paradossale. Paola Minaccioni si nasconde e allo stesso tempo si rivela dietro le sue incredibili maschere, guidata dalle note di Lady Coco, melodico contrappunto a un’esperienza teatrale unica. Ma raccontare uno spettacolo che cambia di sera in sera è impossibile, si può capire solo dal vivo… Dal vivo infatti è molto meglio!Gli appuntamenti teatrali per Ostia Antica Festival 2020 di Sava Produzioni proseguono con Ma tu sei felice? lettura-spettacolo dal libro di Federico Baccomo con Claudio Bisio e Gigio Alberti, 17 settembre.La quinta edizione di Ostia Antica Festival “Il Mito e il Sogno” è organizzata daI consorzio di imprese Antico Teatro Romano, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica. Biglietto 25 euro, prevendite su Ticketone e Ooohevents. 26 settembre, ore 21.00, Teatro Romano / Ostia Antica Festival 2020, Parco Archeologico – Viale dei Romagnoli 717 – 00119 – Ostia Antica – Roma http://www.ostianticateatro.com

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50 anni di opere dell’artista Giorgio Chiesi “Del remare contro“

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Argenta (Fe). Giorgio Chiesi mostra personale dall’11 settembre al 18 ottobre 2020 presso il Mercato centro culturale arte contemporanea in piazza Marconi 1 saranno in mostra significative opere degli ultimi 50 anni di produzione di Giorgio Chiesi.
Artista di origini reggiane (Felina RE) trascorse la sua giovinezza artistica a Milano dove da fine degli anni ’70 fece parte dell’elite artistica milanese e italiana.Amico di Gianfranco Ferroni, Giuseppe Migneco, Ibrahim Kodra, ebbe modo di conoscere e frequentare tutti gli artisti orbitanti su Milano, come Gianni Dova, Aligi Sassu, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Ernesto Treccani. Orbitanti su Firenze come Antonio Bueno, Vinicio Berti e orbitanti su Roma come Renzo Vespignani, Ennio Calabria, Franco Mulas e Jose Ortega.
L’11 settembre alle ore 21 vi sarà l’inaugurazione presente l’artista con presentazione di Michele De Palo e testo critico di Clelia Antolini. Questa personale rappresenta un importante evento in grado di evidenziare tra le migliori opere di 50 anni di attività artistica.L’ingresso è libero e gli orari sono: martedì e mercoledì 9-13 giovedì venerdì e sabato 9-13 15.30-18.30 domenica 15.30-18.30 Per la fiera di Argenta (12 e 13 settembre) apertura straordinaria 14-24 E’ possibile, previo appuntamento, visitare direttamente lo studio di Giorgio Chiesi a Busseto https://g.page/giorgiochiesiartista

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L’immobiliare? Un mercato emotivo in bolla da 50 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Nella sola New York i prezzi degli appartamenti sono scesi di un 30-50% non essendoci più domanda, precipuamente a causa di una dispersione verso aree extraurbane con ritmi di vita più umani, dove si può essere più vicini ai propri cari, alla natura ed ai suoi ritmi.In Italia, poi, la situazione è ancora più drammatica essendo quello immobiliare un mercato trainato da una perenne bolla emotiva da almeno 50 anni, con prezzi che non trovano alcuna giustificazione a livello economico.È così che —secondo gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico— COVID-19 potrebbe dare all’immobiliare quel colpo di grazia che la crisi causata dallo stesso settore nel 2008 non è arrivata a dare.«Si sa: in Italia “investimento” uguale “mattone”. E —proprio perché “si sa” che nella nostra cultura non vi è alternativa— gli operatori del mercato hanno promosso una continua crescita dei prezzi, ingiustificata se non da alcune perverse dinamiche interne e dalla mancata volontà delle persone –i proprietari– di accettare una perdita economica o di rinunciare al mito della rendita sicura» evidenzia Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore della piattaforma. Il GreenVestingForum (www.greenvestingforum.it), hub della finanza alternativa green promosso da Ener2Crowd.com, svela ora gli impietosi dati di un’analisi che vede gli italiani arrancare finanziariamente ed economicamente in un mercato, quello immobiliare, gonfiato da dinamiche emotive e pronto ad implodere dopo che la crisi sanitaria del Covid-19 ha prodotto un cambiamento sociale radicale la cui componente più importante è la fuga dalle città e dagli uffici.Lo scenario emerso preso in esame da Ener2Crowd.com si divide in due parti.
Una prima parte che vede gli Italiani giovani sempre più distanti dalla possibilità di acquistare un appartamento, per motivi legati al mercato del lavoro ed alle basse ed incostanti retribuzioni. E —quando ci riescono— sono costretti ad indebitarsi per un’intera vita: circa il doppio del tempo che ci avrebbero impiegato le generazioni precedenti.Ed una seconda parte che vede crollare il mito della rendita sicura, svelando come il mattone sia in realtà un settore dove gli affari si riescono a fare solo con grandi disponibilità ed impegno di capitali, mentre farlo indebitandosi è molto rischioso avendo un conseguente implicito basso profilo di rendimento e comportando rischi di gestione (costi ed insolvenze) e sistemici (tassazione e collasso del mercato).
Iniziando ad esaminare il primo scenario, Ener2Crowd.com ha recuperato serie storiche che includono lo stipendio di un lavoratore italiano dal 1960 ad oggi, il costo di beni di consumo di prima necessità quali pane e latte, ed il costo degli appartamenti al metro quadrato in una grande città.Ebbene: nel 1962 un operaio della FIAT con uno stipendio di 50.000 lire al mese, poteva permettersi di acquistare un appartamento in un quartiere residenziale limitrofo al cento storico, impegnando solo il 50% della propria retribuzione, in 21 anni.Nel 1972 lo stesso operaio ne impiega 19 per acquistare un appartamento di analoghe dimensioni in una zona leggermente più periferica.Nel 2011, giunti ormai ai massimi dei prezzi del mercato immobiliare in Italia —nonostante la crisi globale scatenata dai mutui sub-prime—, un Italiano lavoratore, a cui la statistica assegna euro 1.600 netti mensili su 12 mensilità, impiega 54 anni ad acquistare quello stesso appartamento. E nel 2020, ai giorni nostri, un giovane con la stessa retribuzione impiegherebbe 41 anni.
Come sosteneva l’economista e diplomatico canadese John Kenneth Galbraith, “la preferenza va sempre a ciò che fa comodo pensare o ad un segreto ed inconfessabile tornaconto”, ma i fattori contingenti devono necessariamente motivare un cambiamento sia del concetto di convenienza che di comodità nelle persone, e la green economy, unita alla possibilità di diventarne protagonisti attivi e ben remunerati, è la nuova dimensione in cui si potranno trovare tante risposte alle incertezze con cui oggi gli italiani devono misurarsi. (AJ-Com.Net).

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Libro: L’altro volto dell’Alzheimer

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Il volume, a cura di Pietro Vigorelli, si avvale della collaborazione con esperti di diversi settori: Emanuela Botticchio, Elena Colombetti, Vittore Mariani, Giuseppina Massi, Leo Nahon, Susana Gonzalez Ramirez, Ilaria Vigorelli. Introduzione di Carlo Cristini. Ha per obiettivo di arricchire l’immagine corrente dell’essere persona, facendo in modo che possa comprendere i malati con demenza, inclusi quelli in fase avanzata.Descrive le proposte dell’ApproccioCapacitante® per realizzare una cura centrata sulla persona nella realtà quotidiana delle Case per anziani.Si rivolge a chi è coinvolto nella cura, operatori e familiari, ma anche a chi vuole interrogarsi sulla possibilità di riconoscere nell’Altro una Persona, anche se molto diversa e quasi eclissata. http://www.gruppoanchise.it

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L’Italia e le sue repubbliche

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Quante volte abbiamo sentito parlare soprattutto dai politici italiani di “Prima, Seconda, Terza e in questi giorni di Quarta Repubblica?” Ora c’è persino la possibilità che mentre sto scrivendo qualcuno incominci a parlare di “Quinta repubblica”. Di certo sappiamo che la prima è arrivata con la caduta del fascismo e la fine della Seconda guerra mondiale. Poi, se proprio vogliamo considerare un altro importante passaggio, dobbiamo arrivare al 1994 con la stagione di “mani pulite”, il dissolvimento della D.C. e l’avvento di una nuova stagione di politici e partiti. Un altro passo significativo dobbiamo collocarlo nel 2008 con la caduta del governo Prodi che portò alla XVI legislatura Silvio Berlusconi con il suo nuovo PDL e la sua alleanza con il partito di Gianfranco Fini nato dalle ceneri del Movimento Sociale Italiano di cui era cofondatore Giorgio Almirante. In questo modo dopo tanti anni fu tolta la pregiudiziale fascista ad un partito al quale era stato impedito aderire all’esecutivo del Governo Tambroni nel 1960. Il passaggio fu tanto significativo se si pensa che Fini fu eletto presidente della Camera dei deputati al posto del leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti. E siamo arrivati a quota tre. La quarta repubblica, di cui si parla ai giorni nostri, deriva, probabilmente, dalla nascita o per altri versi il consolidamento di partiti come la Lega Nord che da espressione regionale è diventato nazionale, dal Movimento Cinque Stelle che ha avuto il suo exploit nelle politiche del 2018 raggiungendo il 32% dei consensi elettorali, dal nuovo modello di destra espresso da Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia e anche con il consolidarsi di formazioni “personali”, dopo quella di Berlusconi, con Renzi di “Italia viva” e di Carlo Calenda con “Azione”, nati entrambi dalla costola del P.D. Alla sinistra “storica” sono rimaste le briciole da Pierluigi Bersani con il Leu a Rifondazione Comunista di Bertinotti e altri.
Tutte queste “Repubbliche” sono state considerate, dagli altri paesi europei, nello specifico, delle anomalie e lo spiega bene Guido Gonnella: “La diversità italiana consisteva nel fatto che mentre negli altri paesi le alternative di governo avvenivano nella libertà, in Italia il rischio era che, in caso di vittoria comunista, l’alternativa di governo diventasse un’alternativa alla libertà.” E tale convincimento era così ben radicato che anche dopo la caduta del muro di Berlino e il disfacimento dell’URSS, Berlusconi nel 1994 e anche negli anni seguenti non fece cadere la pregiudiziale anticomunista e che tuttora pesa nelle scelte politiche italiane anche se si sta decolorando. A mio avviso la Quinta repubblica l’avremo il giorno in cui il voto degli italiani sarà veramente libero dai vari condizionamenti emotivi e non si lascerà sedurre dagli immancabili pifferai di turno che promettono il paradiso e ci portano all’inferno. (Riccardo Alfonso)

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Crescita mondiale della popolazione e insostenibilità dello sviluppo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Questi termini di crescita si scontreranno inevitabilmente, alla fine, con l’insostenibilità dello sviluppo. E’, infatti, difficile da pensare che già gli attuali due miliardi di “poveri” che oggi sopravvivono con un potere di acquisto pari ad un dollaro al giorno rinuncino a moltiplicare il loro livello di vita almeno per tre, quattro o anche sei volte.
A tutto questo va ad aggiungersi una popolazione mondiale sempre più “malata” in specie nelle fasce meno abbienti. Già oggi l’11 per cento delle malattie presenti in tutto il mondo e un terzo (35 per cento) delle morti di bambini sono dovuti alla malnutrizione materna e infantile. Da un lato la mancanza di sostanze essenziali per la salute come le vitamine e i minerali, dall’altro consumo eccessivo di cibi troppo grassi che può sfociare in obesità e diabete. Queste e altre scioccanti statistiche sono state pubblicate in un inserto speciale della rivista ‘The Lancet’ dedicato proprio a questo argomento, messo a punto da esperti della Johns Hopkins (Baltimora, Usa) e dell’Aga Khan University (Karachi, Pakistan). Le stime dei ricercatori parlano di oltre due milioni di morti nel 2005 dovute a restrizioni alimentari subite fin nel pancione materno, soprattutto nelle popolazioni dei Paesi a basso e medio reddito. Anche il 21 per cento delle disabilità nei bambini sotto i cinque anni sembra riconducibile allo stesso motivo. Le carenze di vitamine e di zinco sono responsabili rispettivamente di 600 mila e 400 mila decessi, e insieme del 9 per cento delle disabilità infantili in tutto il mondo. Anche lo scarso ricorso all’allattamento al seno ha portato, sempre nel 2005 – secondo i calcoli degli esperti – a 1,4 milioni di morti fra i bambini e 44 milioni di casi di disabilità sotto i cinque anni d’età. Questo vuol dire che per le popolazioni “depresse” la capacità d’assorbimento delle risorse materiali è crescente, giacché è logico presumere che, in parallelo con la crescita, si associ l’aspirazione a una migliore alimentazione, a più congruo vestiario, a più adeguate abitazioni, più spazio per vivere, più beni capitali a disposizione per mettere a frutto il proprio lavoro quali potrebbero essere: cereali e carni, lana fibre e pelli, legname, cemento, ferro, minerali, metalli ed energia. Dobbiamo quindi convenire che lo sviluppo del mondo povero avverrà con un tasso molto elevato d’utilizzo di risorse non rinnovabili.
Vi farà il paio, ovviamente, il mondo ricco, nonostante la dematerializzazione del prodotto, perché nel frattempo la popolazione continuerà, sia pure a un ritmo più lento del passato, a crescere oltre a dover risollevare lo standard degli attuali 320 milioni di poveri che vivono nella stessa casa della “prosperità” e che vanno ad aggiungersi a centinaia di milioni delle altre regioni terrestri. Questo dover consumare, in misura sempre crescente, le risorse non rinnovabili (materie prime, spazio, cibo) ci imporrà la necessità di ricercare forme alternative utilizzando al posto di quelle che diventano scarse e crescono di prezzo, altre materie prime più abbondanti e meno costose. Siamo, per dirla tutta, alla logica dei succedanei, ma vi è un limite in tutto ciò.
Abbiamo in proposito già fatto molto raddoppiando, ad esempio, la produzione dei cereali. Ci siamo riusciti, attraverso un aumento della produttività della terra (selezione della specie, migliori tecniche, maggiori input di fertilizzanti). Ora non credo si possa fare di più senza dover distruggere le foreste naturali, i corpi acquiferi, le praterie, le aree costiere ecc. Abbiamo sempre collegato la crescita della popolazione al progresso scientifico, oggi lo stesso sviluppo ci spinge verso la tendenza opposta. Questo è un motivo più che sufficiente per ricercare sinergie e non certo per trasformare il Sud in una pattumiera per i rifiuti del Nord.
Tali aspetti vanno a intersecarsi, fatalmente, con una natalità maggiore in alcune regioni, ma con una minore senescenza, in un prolungamento della vita, nelle altre, ma con minori nascite e le regole della conservazione degli uni andranno a scontrarsi con quelle degli altri che intendono aprirsi nuovi spazi. Insieme essi possono generare nuovi conflitti e, questa volta, sul piano generazionale e della preservazione dell’ecosistema e per l’utilizzo delle fonti energetiche vitali.
Sulla scorta di tutte queste considerazioni e di molte altre, che potrei citare, mi sembra chiaro che si debba anche parlare di costi considerato che i bisogni sono crescenti e le risorse diventano sempre più esigue.
D’altra parte, si sta chiudendo un ciclo collegato alla “rivoluzione industriale” dove maggiore manodopera, più qualificazione professionale, più ricerca scientifica rappresentavano lo stimolo più forte per uno sviluppo robusto e duraturo.
Ora ci troviamo in una fase successiva ma, quel che è peggio, non ne avvertiamo la consapevolezza in specie a livello di governanti e della stessa classe manageriale e del mondo finanziario.
Due, a mio avviso, sono gli aspetti che segnano una radicale svolta rispetto al recente passato: l’avvento della tecnologia informatica e l’allungamento della vita che si aggiunge all’aumento della natalità nelle aree più depresse del pianeta.
Sono circostanze che meriterebbero un’attenta riflessione poiché il loro impatto è di per sé rivoluzionario per il suo modo d’incidere in profondità nei costumi e nelle tradizioni dei popoli e delle nazioni. Vanno ad aggiungersi, come elementi di disturbo, le logiche capitalistiche che abbiamo assorbito ed esaltate con una forma di consumismo che ha privilegiato il carrierismo, il potere attraverso la ricchezza o l’agiatezza, il disprezzo per i poveri o i titolari di redditi modesti. Non si è trattato, purtroppo, solo di effetti che hanno interessato la sfera privata in quanto è stato perseguito lo stesso obiettivo da parte dello Stato nella ridistribuzione delle entrate fiscali. Sono stati in massima parte privilegiati i contributi alle imprese sia con erogazioni a fondo perduto sia attraverso una minore pressione fiscale o con sconti per le spese previdenziali e assistenziali nei riguardi dei lavoratori e che erano a carico delle imprese. Ne ha sofferto in primo luogo il welfare ma soprattutto il sistema sanitario che si è trovato a dover coprire, invia prioritaria, le falle derivanti dall’aumento delle morbilità generale (per l’incidenza dell’infortunistica stradale, per cause di lavoro stressante, per l’inquinamento ambientale e per la ridotta qualità degli alimenti) oltre a quella derivante dall’invecchiamento della popolazione che ha fatto scattare livelli di malattie un tempo più contenute e alle insidie virali.
In tutto questo si avverte uno stacco tra i bisogni di salute dei cittadini e la capacità del servizio sanitario di farvi fronte anche se in taluni Stati si sta meglio e in altri si peggiora o si resta sotto gli standard minimali. (Riccardo Alfonso)

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Le meraviglie del mondo vivente dalla lettura del DNA

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

L’aspetto è anche più esteso di quanto non si possa immaginare. Il sequenziamento del DNA industriale dei batteri produttori di metano e d’archeobatteri, realizzatori d’idrogeno, potrebbe portarci al raggiungimento d’importanti risorse per l’industria. Per gli animali pluricellulari si tratta di capire il delicato meccanismo che permette le interazioni del genoma con il complesso sistema della cellula. Si parte dallo zigote (una cellula indifferenziata e totipotente) e si procede alla formazione di migliaia di cellule organizzate in tessuti diversi tra di loro: sistema nervoso, apparato riproduttivo, intestinale ecc.
Questo processo, sia pure in forme e modalità diverse, è presente sia negli organismi, così detti inferiori, sia superiori. Pensiamo, ad esempio, al caenorhabditis elegans, un verme lungo appena un millimetro e che ha avuto il primato d’essere sequenziato per primo. Si compone di sole 959 cellule e il suo ciclo vitale si compie in appena tre settimane. Ci avviciniamo, quindi, a una conoscenza molto “intima” della nostra struttura genetica e che origina la vita. Si tratta di quel meccanismo che, moltiplicando le sue dotazioni primarie, ci porta alla formazione di un essere vivente e sino alla composizione del genere umano.
Ma la vita è già nella cellula, è già nel suo DNA, nei suoi geni. Essa proviene da dove? È palpabile? È possibile identificarla e renderla visibile in qualche modo sia pure attraverso un occhio elettronico?
Questo è il punto che ci separa dalla piena conoscenza. Questa è la sfida che ci resta e non è cosa da poco.
Eccoci, quindi, giunti nel cuore del problema. Dobbiamo partire dall’idea di aver messo insieme due entità diverse. Una d’ordine fisico e l’altra no. L’ordine fisico ci permette di attivare la sequenza di onde radio che trasportano il mio messaggio, ma questo, a sua volta, resta vincolato da un altro ordine che possiamo chiamare “logico”. La risposta è data dallo stesso grado evolutivo che ci permette di crescere culturalmente e con tutte le sue derivate d’ordine scientifico e tecnologico. Potremmo identificarci con quell’astronauta che è partito dalla terra, è penetrato nell’atmosfera, nella ionosfera, nella stratosfera, per poi emergere nell’esosfera, in altre parole nello spazio infinito, e ritrovarci a sgranare gli occhi al cospetto delle nuove meraviglie che ci circondano, ma ciò non significa che abbiamo fatto un passo in più nella conoscenza del meccanismo che ha prodotto tutto ciò che di nuovo stiamo osservando. La terza scala, quella delineata dall’informatica, dalla cibernetica, dalla logica ci ha portati per successivi passaggi in un orizzonte che non è più fisico ma metafisico. Così come per l’astronauta l’orizzonte non è più terrestre, non è più aereo ma è fotonico: l’orizzonte stesso della luce. Fin qui l’epistemologia duale, fedele alla corretta coniugazione dei due termini. Quei due termini che già comparvero nella metafisica antica yiè, morphè, materia e forma. Quei due termini che oggi si riaffacciano sotto diversa configurazione, pur tuttavia sempre nell’ordine di due principi distinti e congiunti: l’uno attivo e l’altro passivo, l’uno formante e l’altro formato. Così a tutti i livelli: materia e energia, lunghezza d’onda e frequenza; medium e messaggio; corpo e anima; spazio e iperspazio; fisica e metafisica. A questo punto il tentativo di discendere, ridurre l’anima al corpo, il pensiero al cervello, lo spirito alla materia è un po’ come ridurci al sempliciotto della strada che chiede agli astronauti: “Che aria tira lassù? Lassù ci piove? Ci avete l’ombrello? (Riccardo Alfonso)

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La gestione della salute tra pubblico e privato

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

La salute, a questo punto, diventa non più un aspetto privato ma, per i suoi risvolti sociali, si colloca tra gli interessi primari dello Stato. Il suo obiettivo consiste allora nella promozione e nella protezione della salute attraverso un programma di sviluppo di azione a livello di comunità che, assunto nel suo insieme, consenta una riduzione delle malattie e della mortalità causate dai fattori che ho in precedenza illustrati. Ma sarà lo stesso per la sanità privata? In generale possiamo dire che le linee d’indirizzo sono le seguenti:
• Riduzione dei fattori di rischio delle malattie non trasmissibili che derivano dall’alimentazione scorretta;
• Aumento nella popolazione della consapevolezza del ruolo dell’alimentazione e dell’attività fisica a partire dalle scuole, nelle varie forme di associazionismo e nel lavoro obbligando il datore di lavoro di tutelare la salute dei propri dipendenti;
• Monitoraggio scientifico dei dati e sviluppo dell’attività di ricerca.
Significa, quindi, che la promozione della salute va perseguita costruendo una cultura pubblica volta a tutelarla in ogni manifestazione della vita civile, dalla famiglia, alla scuola, dal lavoro, alla condizione di pensionato. In questo senso vanno creati ambienti di vita e di lavoro favorevoli per ridurre tutti quei fattori di rischio che tendono ad instaurare patologie croniche e invalidanti (malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, alcuni tipi di tumore), che sono l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, l’obesità, la sedentarietà, l’abitudine al fumo e alla scarsa attività fisica. È questa una tematica caratterizzata da forte valenza sociale e civi-le, in quanto rispetto ad altre malattie anche più gravi, più problematiche e di più elevato impatto quantitativo, gli infortuni e le malattie professionali costituiscono accadimenti evitabili solo se tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti assumono le responsabilità loro proprie.
Non vi è dubbio che una più ampia rete d’assistenza e di tutela della salute richiede maggiori risorse ma esse possono anche essere ricercate con opportune economie di gestione tese a ridurre se non a eliminare del tutto gli sperperi, la malasanità, la duplicazione di analisi e forme di accertamenti, e visite specialistiche superflue. (Riccardo Alfonso)

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La visione leopardiana del mondo e la sua concezione della vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Fin da quando ho avuto il mio primo approccio con la poesia leopardiana e il sofferto mondo dell’autore ho cercato di comprendere il fascino e il mistero del cosmo volgendo, come lui, lo sguardo verso il lontano scintillare delle stelle. È stato scritto in proposito: “Non c’è mai stato poeta senza Dio, quale comunemente viene ritenuto il Leopardi, che abbia tanto tenuto gli occhi rivolti verso il cielo, ad indagarvi la ragione profonda dell’essere eterno e della “flebile vita umana”. Lo ha, probabilmente, affascinato l’immensità e il silenzio, nel continuo fluire del tempo, e tormentato il significato del verbo espresso dal brillare delle stelle e del tacito silenzio della luna. In questa trasfigurazione del pensiero Leopardi veste il metafisico con un manto di stelle e una fantastica miriade di mondi disseminati nell’infinità dell’etere. Non a torto è stato definito il poeta dell’immensità stellare ma anche degli “ameni errori” che da sempre hanno acceso la fantasia degli uomini. In lui vi riverberano “Le luminose facelle del cielo e una segreta nostalgia per le mitiche invenzioni del mondo antico.” Nella stessa composizione poetica “Piccoli idilli” già il termine usato dal poeta non vuol significare una teocritea, o arcadica contemplazione di una bellezza paesistica, bensì “la visione stupita e dolorosa di uno spazio infinito, di un paese metafisico, una visione pensosa e religiosa che prende forma per un’improvvisa comparazione del limite del nostro temporale di fronte alle imperscrutabili ragioni dell’essere.” In questo contesto è paradigmatico l’esempio dell’ “Infinito” dove il poeta si rivolge inizialmente al contingente: “l’ermo colle”, la siepe, lo stormire del vento fra le piante per poi planare nella sua visione metafisica con “gli “interminati spazi”, i “sovrumani silenzi”, la “profondissima quiete”, “l’eterno” e le “morte stagioni” dove le Muse donano al poeta un ramo d’alloro come simbolo della sua vocazione poetica. È una visione che nasce proprio dal contrasto fra il limite del contingente e l’infinito silenzio dell’essere eterno e che già ritroviamo nei Pensée di Pascal ne “Le silence des espaces eterneles m’effraie”. La sua proposta esprime il valore immutabile dell’Essere di fronte al limite esistenziale dell’uomo, di fronte alla sua flebile voce che si perde negli abissi del tempo. Ed è proprio nel rapporto fra la dolorosa coscienza del limite e la cifra misteriosa dell’Infinito si inserisce la chiave decisiva per penetrare nel profondo della poetica leopardiana. (Riccardo Alfonso)

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L’universo femminile ed i rapporti di coppia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Il ruolo della donna nella società ha subito modifiche sostanziali in un lasso di tempo relativamente breve. Bastò, ad esempio, che nel XVII secolo Elena Corner si addottorasse in filosofia all’università di Padova per provocare l’ira del cardinale Gregorio Barbarigo che la giudicò una pretesa insana. E questo pregiudizio, sia pure edulcorato nel corso degli anni, lo ritroviamo nelle teorie freudiane tanto che nel 1926 Karen Horney lo accusò di essere poco obiettivo nell’analisi della personalità femminile. Da questo background culturale incline al maschilismo la donna ha dovuto superare un confronto non facile e non di rado apertamente conflittuale con l’altro sesso. Sono danni incalcolabili provocati attraverso secoli di oscurantismo e spesso ripresi ed enfatizzati dalle rappresentanti storiche del femminismo, da Betty Friedan (La mistica della femminilità) a Kate Millett, a Germaine Greer e Schulamith Firestone autrice della “Dialettica dei sessi”.
Molti psicoanalisti partono dalla difficoltà della donna, durante il suo sviluppo, nel dover cambiare il primo oggetto d’amore, e cioè la madre, con l’altro, il padre, ed inoltre di abbandonare in tutto o in parte i suoi interessi e le sue zone erogene esterne (clitoride) per rivolgersi all’interno (vagina). Non solo. Ha dovuto abbandonare la sua primitiva fase di attività per divenire passivo-ricettiva, femminile e creativa. Ma è proprio nelle problematiche coniugali che si misurano le influenze di carattere edipico e preedipico a complicare o a minare alle basi la vita di coppia. È dovuto, con una certa frequenza, ad aspetti nevrotici che inducono sia l’uomo che la donna a trasferire sul rispettivo coniuge imago paterne o materne con la riattivazione dei complessi di colpa e di conflitti edipici o anche preedipici. Questi meccanismi tendono, nella coppia, a svolgersi in maniera del tutto inconscia con ricadute emotive che a volte debordano nella sfera sessuale con cariche di aggressività che per essere controllate richiedono un’adeguata terapia. Ma uno dei momenti nodali della vita femminile sono caratterizzati da una confusione di “piacere-dolore e lo riscontriamo nelle mestruazioni, nella deflorazione, nella gravidanza, nel parto, ecc. Sono tutte sensazioni assai intense ed indelebili. Alcuni psicoanalisti ne parlano come di un “masochismo essenziale” femminile, ma non sono, alla prova dei fatti, credibili. La donna affronta con fierezza tali eventi considerandoli liberi e necessari. Il lato più fragile della donna, semmai, è nelle sue complesse situazioni personali: sta nel timore di perdere la propria bellezza, la paura di perdere il compagno e via di questo passo. La spingono ad un inconscio rifiuto per il proprio corpo, per la propria condizione e che comprende la stessa sua femminilità. Alla fine, dovremmo convenire che la conflittualità di genere va per lo più ricercata nel modo come le due parti interagiscono e non si lasciano condizionare dagli stereotipi del passato. (Riccardo Alfonso)

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“Fixed Income – Oltre i green bond”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

A cura di Stéphane Rüegg, Senior Client Portfolio Manager, Eric Borremans, Senior Sustainability Analyst. Il mercato dei green bond, le cosiddette “obbligazioni verdi”, è in pieno sviluppo. Ed è destinato a ingrandirsi, dato che sempre più società, governi e multinazionali cercano di raccogliere fondi per realizzare progetti ecocompatibili e che gli investitori sono attratti da questi attivi. Per esempio, oltre il 30% del Recovery Plan da 750 miliardi di euro lanciato dall’Unione Europea è stato destinato a progetti “verdi”. Ma come per ogni nuovo tipo di investimento, i green bond nascondono molte potenziali trappole – non ultimo perché molti di loro non sono verdi come vogliono far credere. Di norma, i green bond vengono emessi per finanziare progetti specifici che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra, come le infrastrutture per l’energia rinnovabile, o che aiutano Paesi e aziende ad adattarsi al cambiamento climatico, ad esempio proteggendo le aree costiere dall’innalzamento del livello dei mari. Vengono emessi con disposizioni che regolano l’utilizzo delle risorse raccolte e tendono ad assumere il rating dell’emittente.Fanno parte dell’universo degli investimenti ESG, ossia legati alle tematiche ambientali, sociali e di governance – strategie di investimento la cui crescente popolarità è stata premiata negli ultimi tempi da ottimi rendimenti, soprattutto durante la pandemia di COVID-19. Ed è bene che sia così. Gli investimenti legati all’ambiente e al clima assumeranno un’importanza sempre maggiore nel corso dei prossimi anni.Gli studiosi della Oxford University ritengono che un cambiamento climatico incontrollato potrebbe costare all’economia globale circa il 30% del PIL potenziale pro-capite entro il 2100. Si stima che, per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi dai livelli pre-industriali, serviranno investimenti da 1600 a 3800 miliardi di dollari ogni anno fino al 2050.Può sembrare un dato poco realistico, ma il denaro c’è. Ad esempio, nel 2015, i finanziamenti globali per i combustibili fossili ammontavano a 5000 miliardi di dollari. Quello stesso anno, lo stanziamento totale per il clima è stato di solo 481 miliardi di dollari. Con la diffusione degli investimenti ESG, i green bond guadagneranno importanza.
Gli Stati Uniti e l’Europa finora hanno dominato il mercato: l’Europa da sola ha rappresentato il 45% delle emissioni globali nel 2019. Un dato che forse non stupisce, considerato il livello di maturità dei mercati finanziari della regione e l’importanza che gli europei attribuiscono all’ambiente. Ma altri Paesi sono entrati in gioco. Le società cinesi, innanzitutto le banche, sono già grandi emittenti e nel 2019 hanno contato per circa 30 miliardi di dollari.
E come dimostra il Recovery Plan dell’UE da 750 miliardi di euro, che presenta una forte attenzione all’ambiente, il mercato dei green bond potrebbe crescere a un ritmo ancora maggiore nel mondo post-COVID. Ma gli emittenti sovrani e legati agli stati sovrani potrebbero finire in seconda fila rispetto al settore privato, che di recente ha scoperto i vantaggi della finanza green. Nel complesso, le istituzioni finanziarie e le aziende hanno rappresentato emissioni pari a circa 142 miliardi di dollari in green bond nel 2019, con le emissioni corporate cresciute da sole del 90% rispetto all’anno precedente.
Nonostante tutte le zone grigie nei green bond, le cose stanno migliorando. Parte del miglioramento proviene dalle migliori prassi, parte dagli enti di settore, e parte dai legislatori.Attraverso il loro organo di settore, la International Capital Market Association, le banche d’investimento e altri soggetti dei mercati finanziari hanno dato vita ai Principi sui Green Bond; una serie di linee guida volontarie volte a promuovere criteri di trasparenza, divulgazione e rendicontazione per i green bond, ma che non specificano, tuttavia, quali tipi di investimento siano ammissibili in questa categoria. Un codice di settore volontario stabilisce quali titoli sono ammissibili tra i green bond – la Climate Bonds Initiative ha definito la gamma di attività ammissibili. Questi, a loro volta, vengono verificati da una parte terza approvata dal Climate Bonds Standard and Certification Scheme. Il carattere “verde” delle obbligazioni può essere verificato anche da agenzie esterne indipendenti come Sustainalytics. Il fornitore di dati Refinitiv ha recentemente lanciato le prime classifiche per la finanza sostenibile, che aiuteranno a individuare i titoli migliori della categoria.Infine, anche le agenzie governative vengono coinvolte. L’UE ha aperto la strada con l’approvazione della legge sulla tassonomia verde, che stabilisce il primo “elenco verde” ufficiale al mondo che classifica le attività sostenibili dal punto di vista ambientale e che è fondamentale per gettare le basi per un’Unione “climate neutral” entro il 2050. Questa legge è anche fondamentale per la creazione di una norma europea sui green bond, che è già in fase di studio e che potrebbe lanciare una sfida all’intero settore: secondo una stima meno di un quinto dell’MSCI Green Bond rispetterebbe il requisito delle norme europee sui green bond.Nel frattempo, il Recovery Fund da 750 miliardi di euro di recente approvato dall’UE potrebbe innescare un cambio di passo nella disponibilità dei green bond a basso rischio, secondo le ricerche di settore. Circa un terzo del fondo potrebbe essere rappresentato da spesa “verde”.Ma quantificare gli aspetti spesso qualitativi di queste operazioni è una sfida, e il settore è ancora agli inizi. Le agenzie che valutano le società in base ai criteri ESG possono fornire valutazioni ampiamente diverse, in base all’importanza che attribuiscono ai diversi fattori, come il settore di appartenenza, la regione di attività e le intenzioni del management.Considerate tutte le complessità della materia, agli investitori si raccomanda un approccio attento e analitico. Alcuni green bond sono più green di altri. Alcune obbligazioni societarie comuni emesse da società green saranno più “green” di quelle green. E a volte, la capacità di finanziamento comune delle società attive in settori poco puliti sarà diretta verso investimenti di valore ambientale – soprattutto se l’azienda intende cambiare radicalmente la natura delle sue attività. Raggiungere l’equilibrio tra le credenziali ambientali e i fattori sociali richiede anche un’ampia visione del mercato. Nessun singolo green bond deve essere valutato al di fuori del contesto della strategia dell’azienda emittente verso un modello di business più sostenibile ed ecologico. (abstract)

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Elezioni Usa, una partita tutt’altro che chiusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Se in Italia e in Europa possiamo stare tranquilli almeno circa la stabilità politica nel breve termine, forse, per la prima volta dopo anni, possiamo non guardare con invidia all’offerta politica d’Oltreoceano. Novembre si avvicina, e con esso anche le elezioni per il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. La settimana scorsa Joe Biden, al termine di una surreale convention virtuale di partito, ha accettato ufficialmente la candidatura a leader democratico. In questi giorni è in corso invece la riunione del Partito Repubblicano, che dovrebbe rilanciare la candidatura dell’attuale presidente Donald Trump.La partita si preannuncia molto combattuta: nonostante i sondaggi vedano Joe Biden condurre con un sostanziale vantaggio, ci sono molto motivi per ritenere che sia tutt’altro che chiusa.Molti sostenitori di Trump non sono disponibili a rendere pubblico il loro sostegno; lo abbiamo già visto alle elezioni del 2016, quando i sondaggi davano la Clinton in vantaggio di circa il 5%.Su alcuni temi, prevalentemente economici, Trump gode ancora di un vantaggio di percezione sul suo rivale. Anche la tensione con la Cina potrebbe aiutare il candidato repubblicano, che nell’immaginario collettivo è percepito come uomo forte e grande negoziatore.
Negli ultimi dieci anni i sondaggi sono stati tutt’altro che infallibili. Soprattutto negli Stati più in forse (Arizona, Wisconsin, Florida), e quindi decisivi per la vittoria, il vantaggio dei democratici è molto inferiore a quello nazionale indicato dai sondaggi, senza contare che, storicamente, a livello nazionale, i sondaggi hanno avuto un margine di errore superiore.La base repubblicana dei votanti è stata forse meno colpita sia dal punto di vista sanitario che economico dalla recente pandemia di Covid-19 e quindi risulta meno ricettiva rispetto a certe tematiche. È indubbio che la recessione in corso, la crisi sanitaria e il movimento abbiano comunque riaperto una partita che fino a pochi mesi fa sembrava definitivamente chiusa. Se confrontiamo i sondaggi attuali con quelli dello stesso periodo relativi alle elezioni 2016, il vantaggio del candidato democratico appare decisamente più ampio.

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