Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Mammografia 3D ecco quando è meno efficace in diagnosi precoce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Nello screening del cancro al seno la tomosintesi mammaria digitale (DBT) supera la mammografia digitale sia come efficienza diagnostica sia in termini di riduzione delle visite di richiamo per risultati poco chiari o falsamente positivi. «La DBT, meglio nota come mammografia 3D, migliora la diagnosi precoce nella grande maggioranza delle donne sottoposte a screening mammografico. Anche se, sfortunatamente, ciò non accade nel 10% dei casi, ossia nelle donne che hanno un seno estremamente denso e che già oggi sperimentano i peggiori risultati mammografici» afferma Kathryn Lowry, professore associato di radiologia all’University of Washington School of Medicine e coautrice dell’articolo pubblicato su JAMA Network Open in cui i ricercatori hanno analizzato più di 1,5 milioni di esami al seno eseguiti su donne tra 40 e 79 anni, misurando i tumori rilevati e le visite di richiamo per gruppi di età, densità mammaria ed esame di base rispetto ai successivi. E dai risultati emerge che la DBT è meglio nelle donne sottoposte alla prima mammografia di screening, associando quel gruppo ai miglioramenti più significativi nella riduzione dei richiami e nella diagnosi di cancro. Negli esami successivi la maggior parte delle partecipanti conferma uno o entrambi i vantaggi della DBT, mentre nelle donne con seno classificato come “estremamente denso” non emergono differenze tra le due tecniche né nella percentuale di neoplasie rilevate né nel numero di richiami. «Purtroppo questo sottogruppo è noto per essere a più alto rischio sia di cancro sia di avere tumori non diagnosticati alla mammografia» riprende Lowry, aggiungendo tuttavia che, a parte le donne con seno molto denso, le prestazioni superiori di DBT rispetto alla mammografia digitale sono ampiamente dimostrate. «I nostri risultati possono aiutare operatori e pazienti a decidere come utilizzare al meglio lo screening mammografico. In altri termini, se un fornitore di servizi diagnostici ha accesso solo a una o due apparecchiature DBT, oppure se una paziente deve pagare di più di tasca propria o guidare diverse ore per raggiungere la sede dell’esame, questi dati serviranno a capire quali donne dovrebbero avere la priorità e i maggiori benefici» conclude la ricercatrice. (Fonte Doctor33)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: