Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 10 settembre 2020

Scuola: In Gazzetta Ufficiale il decreto legge con disposizioni urgenti sull’avvio dell’anno. Anief: pronti a integrarlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto legge n. 111 sulle ‘Disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’. Subito dopo il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 223 del 08-09-2020). Tra le varie disposizioni introdotte, i contenuti del provvedimento riguardano i finanziamenti di spazi aggiuntivi per svolgere l’attività didattica in presenza, il lavoro agile per i genitori di giovani e studenti fino a 14 anni contagiati dal Covid e costretti alla quarantena, oltre che la possibile loro astensione dal lavoro (con compenso al 50%) e la sostituzione dello stesso personale dispensato.Marcello Pacifico (Anief): “I fondi previsti nel decreto 111 rappresentano una prima risposta alle necessità che le scuole devono assumere per permettere una ripartenza in sicurezza di oltre 8 milioni di alunni 1,2 milioni di docenti, Ata e dirigenti scolastici, così come previsto dai protocolli, sottoscritti anche da noi, e degli esperti in campo sanitario. È importante che nel corso dei prossimi giorni, a fronte di nuove esigenze e impellenze derivanti dalle dinamiche che si verranno a realizzare negli istituti scolastici, in periodo ancora di emergenza epidemiologica, si preveda un immediato incremento delle risorse pubbliche, ad iniziare da una maggiore copertura del trasporto locale e dello smart working da poter attuare, laddove ve ne siano le condizioni, anche non in presenza di figli contagiati”.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Bruxelles Anteprima della sessione del 14-17 settembre 2020. Stato dell’Unione Europea: discorso della Presidente von der Leyen in Plenaria I deputati faranno un bilancio dei risultati ottenuti finora dalla Commissione von der Leyen, tenendo conto anche del contesto della pandemia COVID-19 e della crisi economica..
Voto sulle risorse proprie: i deputati accelerano sul piano di ripresa COVID-19
I deputati sono pronti ad accelerare la procedura che permetterà all’UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il piano di ripresa “Next Generation EU”.
Protezione civile UE post 2020: voto per rafforzarne la capacità
I deputati dovrebbero chiedere il potenziamento del meccanismo di protezione civile dell’UE, in modo che l’Unione possa rispondere al meglio alle emergenze su larga scala come il COVID-19.
Transizione energetica: fondi UE a sostegno delle regioni più colpite
Il Parlamento adotterà la sua posizione per i negoziati con il Consiglio sulla creazione del Fondo per una transizione giusta, per mitigare l’impatto socioeconomico dell’economia più verde.
COVID-19: armonizzare procedure di test e di classificazione del rischio nell’UE
Il PE discuterà con il Consiglio e la Commissione la mancanza di coordinamento sulla valutazione sanitaria del COVID-19, la classificazione del rischio e le conseguenze per l’area Schengen.
Medicinali: come prevenire le future carenze.In una risoluzione che sarà votata giovedì, il Parlamento proporrà una serie di misure, tra cui una riserva farmaceutica europea di emergenza.
I deputati vogliono che le emissioni delle automobili rispettino i limiti dell’UE in condizioni di guida reali

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Heidi Hautala welcomes the suspension of Aung San Suu Kyi from the Sakharov Prize Community

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Statement by European Parliament Vice-President Heidi Hautala following the suspension of Aung San Suu Kyi from the Sakharov Prize Community.“The European Parliament decided today to formally suspend Sakharov Prize laureate Aung San Suu Kyi from the Sakharov Prize Community. I strongly support this decision.The ‘Sakharov Prize for Freedom of Thought’ is awarded for outstanding achievements in the defence of human rights, safeguarding the rights of minorities and the respect for international law, among other criteria. In 1990, Ms Aung San Suu Kyi was awarded the Sakharov Prize for embodying the Burmese peoples’ fight for democracy.The decision excludes Ms Aung San Suu Kyi from all activities of the Community of Sakharov Prize laureates.The European Parliament has been following the situation of the Rohingya minority in Myanmar closely and has expressed on numerous occasions its deep concerns as regards the gravity and scale of human rights violations, which have been identified, amongst others, by the report of the UN Fact-Finding Mission on Myanmar.
While Ms Aung San Suu Kyi has been a symbol of freedom and democracy for many years, our institution has noted with concern that, in her function as State Counsellor and Foreign Minister of Myanmar, she has not made use of the positions she holds, to defend and safeguard the rights of the Rohingya people. To the contrary, she has made clear her support of the military that has led the assault against the Rohingya.The decision is a clear response to her lack of action, her aiding and enabling of the persecution of the Rohingya in Myanmar and her denial of responsibility of her country’s government for the ongoing crimes against this community. She has ignored the European Parliament requests and has not lived up to the values for which the Sakharov Prize stands.”

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Operazione Irini blocca nave sospetta diretta in Libia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Violazione dell’embargo di armi, questa è la ragione per cui alle 07:00 circa di oggi una Unità navale dell’Operazione EUNAVFOR MED Irini ha bloccato ed ispezionato il mercantile Royal Diamond 7 in acque internazionali a circa 150 km a nord della città libica di Derna (Cirenaica). La nave, segnalata dal Panel of Experts dell’Onu per la Libia, è partita dal porto di Sharjah negli Emirati Arabi verso Bengasi in Libia con un cargo di kerosene per aerei, destinato presumibilmente a scopi militari. Tale carburante viene considerato alla stregua di “materiale militare” dall’ONU e quindi trova applicazione la risoluzione 2292 (2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’embargo delle armi verso la Libia, confermata e prorogata dalla risoluzione 2526 (2020). La nave tedesca Hamburg, supportata dalla nave italiana Margottini da cui l’Ammiraglio Ettore Socci – comandante in mare degli assetti assegnati all’Operazione IRINI – ha condotto l’attività, ha impedito al mercantile l’accesso alle acque territoriali libiche e la sta dirottando verso un porto dell’Unione europea per ulteriori verifiche ed indagini.
Operazione Irini è la concreta dimostrazione dell’impegno dell’Unione europea a favore del processo di Berlino, per contribuire alla stabilizzazione della Libia e garantire la pace alla sua popolazione.
L’Operazione Irini (in greco “pace”) è stata pianificata in pochissimo tempo e lanciata il 31 marzo a seguito di una decisione del Consiglio dell’Unione Europea.

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Ostia Antica: il meglio di Lillo e Greg live

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Il 12 settembre arriva sul palcoscenico di Ostia Antica Festival con il “suo meglio” uno dei sodalizi artistici più eclettici, comici e poliedrici della scena: l’accoppiata Lillo&Greg.Attori, autori, fumettisti, musicisti, registi, umoristi… Lillo e Greg portano sul palco un frizzante “varietà” che ripropone tutti i cavalli di battaglia della famosa coppia comica tratti dal loro repertorio teatrale, televisivo e radiofonico. Una miscela esclusiva ed esilarante rappresentata da tutto il meglio di Lillo&Greg, tra musica, sketch, poesie, trailer, nel segno dell’intrattenimento puro firmato da Lillo Petrolo e Claudio Greg Gregori.Tra le coppie più attive del panorama italiano, Lillo e Greg si conoscono sul lavoro, presso la casa editrice ACME di Roma, per la quale entrambi lavoravano come autori di fumetti comici (Zio Tibia, di Pasquale Petrolo e Michelangelo La Neve, e Sergio o I Sottotitolati di Claudio Gregori). Quando nel 1991 la casa editrice fallisce, i due decidono di proseguire la loro opera creativa in una dimensione tutta nuova, dando vita al gruppo musicale rock demenziale Latte & i Suoi Derivati. Da lì, i due, insieme o in versione “singola”, conquistano radio, tv, cinema, editoria, web e teatro, dimostrando una cifra stilistica, un talento e un’ironia inconfondibili.La quinta edizione di Ostia Antica Festival “Il Mito e il Sogno” è organizzata daI consorzio di imprese Antico Teatro Romano, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica. Biglietto 25 euro, prevendite su Ticketone e Ooohevents. 12 settembre, ore 21.00, Teatro Romano / Ostia Antica Festival 2020, Parco Archeologico – Viale dei Romagnoli 717 – 00119 – Ostia Antica – Roma http://www.ostianticateatro.com

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L’Opera di Roma in Concerto alla Nuvola

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Roma. L’11, 18 e 23 settembre il Teatro dell’Opera di Roma (Tutti i concerti inizieranno alle ore 20.00) porta la musica dal vivo per la prima volta alla Nuvola-Roma Convention Center. I tre concerti gratuiti, di cui sono protagonisti l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e i cantanti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program, sarà un viaggio nella storia dell’opera, da Gluck al belcanto. Nel concerto di venerdì 11 settembre Gianluca Capuano dirige un programma dedicato a Gluck (brani da Orfeo ed Euridice ed Alceste), e Mozart (da La clemenza di Tito e Idomeneo, re di Creta), mentre alla bacchetta di Fabio Biondi sono affidati i successivi due concerti, quello di venerdì 18 settembre dedicato a Rossini (brani da Il barbiere di Siviglia, La scala di seta, La Cenerentola, La cambiale di matrimonio, L’Italiana in Algeri, Il Signor Bruschino) e quello di mercoledì 23 settembre dedicato a Bellini (Il pirata, I Capuleti e i Montecchi, Norma) e Donizetti (L’elisir d’amore, La favorita, Anna Bolena, Don Pasquale). Le voci soliste saranno quelle di Sharon Celani, Agnieszka Jadwiga Grochala, Marianna Mappa, Irene Savignano, Angela Schisano, Alessandro Della Morte, Arturo Espinosa e Domingo Pellicola, tutti talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, progetto nato nel 2016 – e giunto alla sua terza edizione – per valorizzare e formare nuove generazioni di artisti tramandando e promuovendo la specificità della tradizione operistica italiana.
I posti a disposizione del pubblico sono singoli, non numerati e per un massimo di 600 spettatori. L’ingresso ai concerti è gratuito e sarà contingentato, con una assegnazione dei posti studiata appositamente per assicurare il rispetto della distanza di sicurezza all’interno dei luoghi di aggregazione, in attuazione delle disposizioni per contenere la diffusione della COVID-19. È necessario prenotare il proprio biglietto. Sarà possibile effettuare le prenotazioni dalle ore 10 di giovedì 3 settembre via internet, sul sito operaroma.it e su ticketone.it, o presso la biglietteria del Teatro dell’Opera di Roma.

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“Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei paesi senza democrazia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

di Giorgio Galli e Mario Caligiuri Quanto conta il potere economico nello scacchiere della politica internazionale? Quali sono i rapporti che legano (e vincolano) le multinazionali agli stati nazionali? È vero i colossi dell’industria, ma ancor più della tecnologia e dell’informatica, sono strumenti nelle mani dei governi non democratici? Facendo seguito al fortunato volume “Come si comanda il mondo” del 2017 in cui si è dimostrata la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, Giorgio Galli, il decano dei politologi italiani, e Mario Caligiuri, uno dei più autorevoli studiosi europei di intelligence, analizzano nel loro nuovo libro “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia” il ruolo delle corporation cinesi e russe, brasiliane e indiane, arabe e turche.Vengono così approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica, che replicano gli identici modelli occidentali. Nel frattempo, però, la Cina è diventata un gigante dell’intelligenza artificiale, egemonizzando l’Africa, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato probabilmente sarà di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nell’eterna lotta per il potere? É l’interrogativo fondamentale al quale ha cercato di rispondere il libro di Galli e Caligiuri attraverso un’analisi documentata e rigorosa. Le conclusioni degli autori sono insieme un ammonimento e una profezia: “L’intento di questo libro è fare assumere consapevolezza che una sfida decisiva per le democrazie del XXI secolo è la competizione crescente con le multinazionali. Gli esiti di questo confronto dipenderanno principalmente dall’efficienza dei sistemi di governo, costretti ad affrontare una realtà che non si potrà più eludere con la disinformazione”.

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La proposta ONU di proteggere il 30% del pianeta entro il 2030

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Centoventotto tra esperti e ONG ambientaliste e dei diritti umani lanciano oggi un monito: la proposta ONU di aumentare le aree protette globali, come i parchi nazionali, potrebbe portare a gravi violazioni dei diritti umani e causare danni sociali irreversibili per alcune delle popolazioni più povere del mondo. Nel maggio 2021, il Vertice delle Parti presso la Convenzione sulla diversità biologica (CBD), prevede di accordarsi sul nuovo obiettivo di mettere almeno il 30% della superficie terrestre sotto conservazione entro il 2030. Questo obiettivo “30×30” raddoppierebbe l’area di terra attualmente protetta entro il prossimo decennio.Tuttavia, le preoccupazioni sui costi umani della proposta e sulla sua efficacia come misura ambientale stanno crescendo poiché la protezione della natura, in regioni come il bacino del Congo africano e l’Asia meridionale, negli ultimi anni è stata sempre più militarizzata. Una serie di recenti denunce ha rivelato che le comunità continuano a essere espropriate e sfrattate con la forza per far spazio alle aree protette e che subiscono gravi violazioni dei diritti umani da parte delle forze anti-bracconaggio, armate pesantemente.In una lettera al Segretariato della CBD, le ONG avvertono che potrebbero subire gravi impatti negativi fino a 300 milioni di persone a meno che non siano implementate misure molto più forti per proteggere i diritti dei popoli indigeni e di altri piccoli proprietari terrieri tradizionali e gestori dell’ambiente. I gruppi ambientalisti firmatari del monito hanno anche affermato che il modello di “conservazione fortezza” implementato in gran parte del Sud del mondo non riesce a prevenire il rapido declino della biodiversità, sottolineando anche come spesso le pesanti imposizioni rischiano di mettere la popolazione locale contro gli sforzi di conservazione, accelerando addirittura la distruzione dell’ambiente. Qualsiasi ulteriore incremento delle aree protette, sostengono, deve essere preceduto da una revisione indipendente degli impatti sociali e dell’efficacia di conservazione delle aree protette già esistenti.

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“Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita nova” di S. Carrai

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Se Dante non avesse scritto, negli anni della maturità, quello straordinario poema che è la Commedia, sarebbe rimasto comunque nella storia della letteratura italiana ed europea grazie al capolavoro della sua giovinezza, ossia per aver scritto la Vita nova: storia dell’amore per Beatrice dall’infanzia fino a poco dopo la morte di lei, composta in un misto di poesia e di prosa. Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita nova di Stefano Carrai intende approfondire la fisionomia del libro d’esordio di Dante, che intreccia autobiografia, storia di un amore, storia di una poetica e spiritualizzazione dell’amore profano. Disamina, questa, non fine a se stessa, bensì in funzione del rapporto strettissimo che il testo intrattiene con il grande poema della maturità, di cui costituisce l’antefatto e di cui pone le necessarie premesse sia sul piano narrativo sia su quello dottrinale, al punto da configurare un vero e proprio dittico, quasi che Vita nova e Commedia fossero state concepite come le due metà di una storia sola. By Francesca Ghezzi Edizioni della Normale Scuola Normale Superiore Pisa

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MioDottore presenta la nuova app dedicata ai pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

MioDottore, la piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner, lancia la nuova App Pazienti, per rendere ancora più semplice e veloce il contatto tra medico e paziente, in qualunque momento e ovunque ci si trovi.Attraverso la nuova app – disponibile gratuitamente sia su App Store che su Google Play – i pazienti, una volta effettuata la registrazione, in pochi e semplici passaggi potranno cercare lo specialista selezionando la categoria di riferimento, la prestazione ricercata, la patologia o semplicemente inserendo nome e cognome del professionista (con la possibilità di geolocalizzare la ricerca, qualora lo desiderino). Sarà possibile anche filtrare i propri risultati, usufruendo degli stessi filtri disponibili nella versione web, consultare il profilo completo dei medici, prenotare una visita e scrivere una recensione al termine della prestazione. Grazie alla funzione cronologia i pazienti avranno la possibilità di consultare lo storico delle proprie visite e quelle in programma e accedere alle informazioni e ai dettagli di ognuna. Infine, sarà possibile avviare una conversazione in tempo reale con lo specialista selezionato attraverso l’apposita chat o prenotare una consulenza online direttamente da casa.
Nel corso dei prossimi mesi verranno aggiunte altre utili funzionalità pensate per rendere ancora più immediato e semplice non solo il processo di prenotazione delle visite, ma anche l’accesso alla propria scheda clinica e il contatto medico-paziente.
Coloro che dispongono della versione precedente non dovranno scaricare la nuova app, ma semplicemente effettuare l’aggiornamento, che potrà essere automatico o manuale a seconda delle impostazioni del proprio smartphone.

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Monitor dei Mercati Emergenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

A cura di Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management. Nei mesi scorsi, la maggior parte delle banche centrali dei mercati emergenti ha operato tagli netti dei tassi di riferimento, per contrastare lo shock economico causato dalla pandemia. Ma è stata una scelta sostenibile? E cosa possiamo aspettarci in futuro? In base ai calcoli eseguiti con il nostro modello proprietario, quattro tra le principali banche centrali dei mercati emergenti hanno tagliato i tassi di riferimento in modo troppo aggressivo: Sudafrica, India, Indonesia e, in certa misura, Turchia.Grazie al nostro modello proprietario basato sulla regola di Taylor, abbiamo stimato il valore equo per il tasso di riferimento della Turchia al 14% (non all’8,25%) in base al recente aumento dell’inflazione e al deprezzamento della valuta nazionale. Per contro, la Bank of Russia e la Bank of Korea paiono aver reagito con politiche più adeguate.Cosa succederà nei prossimi 12 mesi? Per molti dei mercati emergenti il valore equo stimato del tasso di riferimento sarà superiore per il 2021. Questo indica che la maggior parte delle banche centrali non avrà spazio di manovra per ulteriori tagli e dovrebbe anzi tornare gradualmente verso tassi superiori, man mano che lo shock provocato dalla pandemia svanirà. I casi più eclatanti riguardano la Corea del Sud, il Sudafrica e la Russia. Sebbene riteniamo che questi mercati siano intervenuti in modo adeguato a livello di taglio dei tassi di riferimento durante l’epidemia, crediamo anche che debbano riprendere ad aumentarli più rapidamente nel 2021, in quanto si prevede un rimbalzo delle loro economie ad un ritmo più sostenuto.Per altre banche centrali, invece, potrebbe essere conveniente mantenere la politica monetaria sostanzialmente invariata nel 2021. Ciò vale in particolare per il Messico.La Turchia è ancora una volta un caso interessante, in quanto il nostro modello prevede significativi tagli dei tassi nel 2021, in netto contrasto con la raccomandazione di politica monetaria per il trimestre in corso.Ciò è spiegato dal significativo processo di disinflazione e dalla prevista ripresa graduale della crescita economica, che dovrebbe avvenire nel corso del prossimo anno, se le autorità adotteranno le misure idonee per stabilizzare la lira, evitando così una crisi totale della bilancia commerciale. Se si dovesse verificare questo scenario positivo, dovrebbe essere favorevole agli attivi in lira turca nel prossimo anno. In conclusione: la situazione dapprima peggiorerà e poi andrà meglio. Molte delle principali banche centrali dei mercati emergenti (Cina, India, Corea, Turchia, Russia, Brasile e Messico) non hanno ancora un vero e proprio programma di quantitative easing. Tuttavia, questi Paesi hanno introdotto diversi meccanismi di rifinanziamento per fornire ampia liquidità al mercato interbancario, sostenendo in questo modo l’attività di credito bancario e l’economia reale.Si prevede che quasi metà delle principali banche centrali dei mercati emergenti possa allentare ulteriormente la politica monetaria nei prossimi mesi. È il caso di Cina, Indonesia, Russia, Brasile e Messico, a suggerire che gli operatori di mercato, e verosimilmente anche le banche centrali stesse, non ritengono di essere rimaste effettivamente a corto di munizioni. Ma, come indica il nostro modello, riteniamo che un ulteriore allentamento della politica monetaria sarà molto impegnativo nel breve termine, in particolare per il Sudafrica e la Russia, oltre che per la Turchia.

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Back to School: le piattaforme di apprendimento online sono sicure?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Settembre significa Back to School con milioni di ragazzi e bambini che si preparano a tornare in classe… Quest’anno, però, il ritorno a scuola sarà più complicato e, molti potrebbero dover frequentare a distanza le lezioni, a causa della pandemia e di possibili lockdown o quarantene localizzate.Ad esempio, 20 dei 25 maggiori distretti scolastici degli Stati Uniti stanno testando l’apprendimento a distanza come unico modello educativo, che interessa oltre 4 milioni di studenti, riferisce Education Weekly. Con oltre 13000 sistemi scolastici pubblici solo negli Stati Uniti, possiamo aspettarci che molti altri distretti seguano questo trend, per mantenere i bambini e le loro famiglie al sicuro.Questo ha portato i genitori a porsi domande importanti: come posso tenere al sicuro i miei figli mentre imparano online? Come proteggo i miei figli dagli hacker e dai cyber-bulli? Le tecnologie e le piattaforme che consentono l’apprendimento a distanza sono effettivamente sicure per i miei figli?
Alcune falle in passato esistevano e, anche se da allora sono state patchate, i ricercatori vogliono mettere in guardia sul fatto che gli hacker potrebbero in qualche modo sfruttare la didattica a distanza e il Back to School.La realtà è che si possono verificare significative minacce alla sicurezza: ll cosiddetto “Zoombombing”, quando una persona non invitata si unisce a una lezione su Zoom, o simili, nel tentativo di ottenere qualche risata a buon mercato a spese dei partecipanti. Gli “Zoombombers” spesso usano insulti razziali o blasfemi, o condividono immagini offensive. Ad esempio, il Distretto Scolastico Unificato di San Diego ha recentemente assistito a un evento del genere in cui una persona con il nome utente “Dee Znuts” indossava una maschera da sci rossa e una felpa durante l’incontro e ha fatto diversi segni con le mani – con il serio pericolo di traumatizzare i bambini.Il cyberbullismo, l’utilizzo di Internet, per lo più attraverso i social media, per inviare, pubblicare o condividere contenuti dannosi, falsi o di cattivo gusto su qualcun altro. Può anche includere la condivisione di informazioni personali o private per causare imbarazzo. Il Cyberbullying Research Center indica che il 37% dei giovani di età compresa tra i 12 e i 17 anni ha subito atti di bullismo online, e il 30% di loro ne ha subito più di uno. Il cyberbullismo può avere un impatto sul benessere di un bambino.
Nel 2019, più di 1000 scuole negli Stati Uniti sono state colpite da un ransomware, un tipo di software dannoso progettato per bloccare l’accesso a un sistema informatico o a un file di computer, richiedendo poi un riscatto. La maggior parte delle varianti ransomware cripta i file sul computer colpito, rendendoli inaccessibili, e richiede il pagamento per ripristinare l’accesso. Il ransomware viene spesso consegnato tramite un’e-mail che sembra essere legittima, ingannando una persona a cliccare su un link o a scaricare un allegato che fornisce software dannoso. Il phishing è il tentativo di ottenere informazioni o dati sensibili, come password e dettagli della carta di credito, camuffandosi da persona fidata in una qualsiasi comunicazione elettronica.
Oltre 35 mila nuovi domini registrati a tema Back to School negli ultimi 3 mesi, 512 dei quali sono stati ritenuti malevoli e altri 3.401 sospetti. Il numero medio di domini sospetti alla settimana era di 356, che supera di gran lunga la tradizionale media settimanale di 115 nelle settimane precedenti. Il picco si è verificato alla fine di luglio/inizio agosto, dove la quantità settimanale di domini sospetti è aumentata di quasi il 30% rispetto alla quantità settimanale di giugno/luglio.

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La scuola riapre ma non per tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

La pandemia ha messo in rilievo e ha aggravato i problemi sociali, economici, ma soprattutto la disuguaglianza. “È un virus che viene da un’economia malata – ha detto Papa Francesco in un accorato intervento sottolineando tra l’altro come “certi bambini, nonostante le difficoltà, possono continuare a ricevere un’educazione scolastica, mentre per tantissimi altri questa si è interrotta bruscamente”. Settembre è il mese nel quale in molte aree del Pianeta suona la prima campanella di scuola. Milioni di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze ritornano, con tante precauzioni, sui banchi, ma questo non sarà possibile per tutti. Solo ora il mondo sta, troppo lentamente, prendendo consapevolezza del prezzo enorme pagato con la pandemia dalle giovani generazioni e di come il fenomeno dell’abbandono scolastico, conseguenza della chiusura forzata dell’anno scolastico per il COVID19, sia di proporzioni enormi.Secondo l’UNICEF, gli effetti della pandemia hanno toccato più di 1,5 miliardi di studenti a livello globale, e 1 miliardo di studenti non hanno ancora avuto la possibilità di rientrare a scuola. Su un totale di 134 paesi che hanno chiuso le scuole a causa della pandemia, 105 hanno già stabilito una data per la riapertura delle istituzioni scolastiche; e 59 di questi 105 paesi hanno già riaperto le scuole o prevedono di aprirle presto.Anche in Italia è in corso un acceso dibattito sul come dare tutte le risposte necessarie ad una ripresa in piena sicurezza. Tuttavia, in molte regioni del Pianeta la questione si presenta come una vera e propria emergenza, che rischia di colpire ancora una volta le persone più vulnerabili e i più giovani, aggravando così ulteriormente i fenomeni di disuguaglianza che caratterizzano in modo così profondo il tempo in cui viviamo.Un’altra ripercussione immediata di questa situazione è ciò che la scuola ha rappresentato, in questi anni, per milioni di bambini e ragazzi provenienti da famiglie fragili e vulnerabili: l’unico un pasto quotidiano completo e con un giusto apporto nutrizionale. La chiusura delle scuole per almeno 346 milioni di bambini ha significato perdere questa opportunità.Un ulteriore aspetto della pandemia è il disagio economico che oggi vivono molte famiglie e che in molti i casi porterà all’impossibilità di sostenere le spese connesse alla frequenza scolastica, come il pagamento delle rette, oppure l’acquisto di libri e dei materiali scolastici; mentre, in altri casi, si farà ricorso per necessità al ‘serbatoio di forza lavoro’ rappresentato dai minori. Secondo un esperto del programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Umano, i tassi di iscrizione alla scuola primaria sembrano ritornati al livello degli anni ’80, con un regresso di 30 o 40 anni sugli sforzi compiuti dalla comunità globale per assicurare a tutti e a tutte il diritto all’educazione di base.L’UNESCO stima che 23,8 milioni di bambini e giovani – dalla scuola materna all’istruzione terziaria – potrebbero abbandonare o non avere accesso alla scuola il prossimo anno scolastico, a causa del solo impatto economico della pandemia.

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La scuola e i suoi bisogni

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

di Vincenzo Olita. Aule, banchi monoposto, mascherine, gel, infermieri, supplenti, trasporti, medici, docenti da assumere, tamponi e potremmo continuare, ma anche se sciogliessimo tutti questi nodi avremmo un sistema d’istruzione accettabile? Crediamo di no.Al di là del patriottismo nazionalista, che impone di valutare i nostri ragazzi (mielosa espressione per definire gli studenti) e la nostra scuola tra i migliori al mondo, ragioniamo sulla sua decadenza che non è conseguenza della pandemia ma frutto di un processo che viene da lontano. Dal dopoguerra tante le riforme, gli aggiustamenti, le sperimentazioni, da Luigi Gui alla Moratti, dalla Gelmini a Luigi Berlinguer, l’unico ad aver indicato corpose e sensate linee guida di rinnovamento come l’autonomia degli istituti e la valutazione dei docenti, senza successo, il moloch scuola peggiora e resta immobile. Non imputiamo nulla alla ministra Azzolina se non un’incapacità organizzativa ad occuparsi di banchi e mascherine e l’accettazione, come consulente, di un boiardo di stato che aveva già dimostrato una supponente inconcludenza. Non possiamo imputarle nulla considerata la sua distanza rispetto a qualsiasi visione del futuro, a qualsiasi intellettuale sofferenza per una scuola almeno più dignitosa.Da un quindicennio Società Libera avverte che le condizioni del sistema scolastico sono tali da necessitare di una profonda riforma culturale oltre che strutturale, di una svolta in senso liberale per un mondo in cui, ostinatamente, autonomia degli Istituti, valutazione e meccanismi premianti per i docenti non hanno cittadinanza.Occorre scuoterla la scuola che non ha bisogno di burocratiche fumose riforme, è necessario che ogni Istituto si trasformi in una comunità viva e pulsante, aperta all’esterno e non vissuta come un terminale di un lontano Ministero. Ha bisogno che le varie componenti della comunità scoprano il valore e la soddisfazione dell’appartenenza e dell’identità ad un organismo che non perpetua solo se stesso, i propri interessi corporativi e le proprie esigenze burocratiche. In quest’ambito occorrerebbe implementare il principio e la pratica della responsabilità individuale ed allora quale migliore strumento della partecipazione attiva dei docenti, degli studenti, del personale, delle famiglie attraverso l’elezione del proprio responsabile d’Istituto? L’innovazione consentirebbe, sulla scia di esperienze nord europee, la rigenerazione degli Istituti in vitali comunità in cui possa trovare piena attuazione l’autonomia scolastica.La ministra Azzolina aveva ossessivamente assicurato che dal 1° settembre sarebbero partiti i corsi di recupero, non specificando che avrebbero potuto essere anche online, così come da mesi aveva annunciato l’apertura dell’anno scolastico il 14 settembre, non specificando che non tutti avrebbero frequentato continuativamente, tipica comunicazione di una politica e di un’informazione che ama gli annunci, ma questo è solo il contorno di un sistema scolastico che, nel suo complesso, perde ancor più autorevolezza e dignità.Pensiamo alla farsa annuale degli esami di Stato, in cui l’intero Paese finge che sia un cruciale momento di valutazione degli studenti:l’informazione intervista esaminandi ansiosi e in apprensione per il risultato, i docenti assicurano buona disponibilità nel valutare l’effettiva maturazione dei “ragazzi”, insomma una sceneggiata collettiva in cui tutti conoscono anticipatamente il risultato nazionale della valutazione. Il 99,5% i maturi di quest’anno, eppure la ministra aveva avvertito “sei politico no” tralasciando “promozione di stato sì”, in effetti è dal 2010 che la percentuale oscilla tra il 99,6 e il 99,8%. Ampia la distanza con il 1925 quando la percentuale dei liceali promossi fu del 59,5, ancora del 72 nel 1960 e del 96 nel 1999 ed allora, se questi sono i numeri, a quando la soppressione di un’inutile complicanza? Per quanto ancora la conclusione del ciclo di studi potrà essere ricordata con il canto di Gaber “Tutto è falso, il falso è tutto”? La scuola non insegna precisamente quello di cui si ha più bisogno: appena passati gli esami e ottenuti i diplomi bisogna rivomitare tutto quel che s’è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo. Lo scriveva Giovanni Papini nel giugno del 1914, tratteggiando un malessere che dopo 106 anni ancora serpeggia tra aule e banchi monoposto. (fonte società libera)

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Rapporto UNHCR: il coronavirus rappresenta una grave minaccia all’istruzione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

In un rapporto pubblicato oggi, intitolato “Coming Together for Refugee Education”, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, prevede che, se la comunità internazionale non intraprenderà azioni immediate e coraggiose per contrastare gli effetti catastrofici del COVID-19 sull’istruzione dei rifugiati, il potenziale di milioni di giovani rifugiati che vivono in alcune delle comunità più vulnerabili al mondo sarà ulteriormente minacciato. I dati raccolti nel rapporto si basano sulle statistiche complessive inerenti alle iscrizioni al ciclo scolastico del 2019.In assenza di maggiore supporto, l’aumento costante e duramente conseguito del numero di iscrizioni a scuola, alle università, e ai corsi di formazione tecnica e professionale potrebbe invertire la tendenza – in alcuni casi in modo permanente –pregiudicando potenzialmente gli sforzi volti a conseguire l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 relativo alla necessità di assicurare a tutti accesso a un’istruzione inclusiva, equa e di qualità. I dati relativi al 2019 raccolti nel rapporto si basano su informazioni provenienti da dodici Paesi che accolgono oltre la metà dei bambini rifugiati di tutto il mondo. Mentre la percentuale di iscrizioni complessive all’istruzione primaria è pari al 77%, solo il 31% dei giovani risulta iscritto all’istruzione secondaria. A livello di istruzione superiore, la percentuale di iscritti è solo del 3%.Pur non stando in alcun modo al passo delle medie globali, queste statistiche dimostrano che sono stati compiuti progressi. Le iscrizioni all’istruzione secondaria sono aumentate e fanno registrare nuove decine di migliaia di bambini rifugiati che frequentano la scuola, un incremento del 2% nel solo 2019. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ora minaccia di azzerare questi e altri risultati di fondamentale importanza. La minaccia nei confronti delle bambine rifugiate è di particolare gravità.
Per le bambine rifugiate, le possibilità di accesso all’istruzione sono già inferiori rispetto a quelle dei bambini e le probabilità che esse frequentino la scuola secondaria sono la metà. In base ai dati in possesso dell’UNHCR, il Malala Fund ha stimato che, per effetto della pandemia da COVID-19, la metà di tutte le ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria non farà ritorno in classe quando gli istituti riapriranno questo mese. Nei Paesi in cui la percentuale complessiva di ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria era già inferiore al 10%, tutte le ragazze sono a rischio di abbandonare gli studi per sempre, una previsione agghiacciante che avrebbe un impatto sulle future generazioni.
Adattarsi alle limitazioni imposte dal COVID-19 è stato duro, specialmente per l’85% dei rifugiati di tutto il mondo che vive nei Paesi in via di sviluppo o in quelli meno sviluppati. Telefoni cellulari, tablet, laptop, connettività, e perfino apparecchi radio spesso non sono immediatamente disponibili presso le comunità di sfollati. L’UNHCR, i governi, e i partner stanno lavorando instancabilmente per risolvere le criticità essenziali e assicurare continuità all’istruzione dei rifugiati durante la pandemia, sfruttando programmi di didattica a distanza, televisione e radio, e assicurando sostegno a insegnanti e assistenti per relazionarsi con gli studenti nel rispetto delle linee guida sanitarie.Il rapporto si appella a governi, settore privato, società civile e altri attori chiave affinché uniscano le forze per trovare soluzioni che rafforzino i sistemi educativi nazionali, creino collegamenti a percorsi didattici che consentano di conseguire un’istruzione qualificata e assicurino e tutelino finanziamenti dedicati. In assenza di tali interventi, avverte il rapporto, il rischio è quello di perdere una generazione di bambini rifugiati privati dell’istruzione.I rischi per l’istruzione dei rifugiati non si limitano a quelli causati dal COVID-19. Gli attacchi perpetrati ai danni delle scuole costituiscono una triste realtà in aumento. Il rapporto dedica particolare attenzione alla regione africana del Sahel, dove le violenze hanno costretto alla chiusura di oltre 2.500 scuole danneggiando i percorsi didattici di 350.000 studenti.

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Promuovere il consumo consapevole

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Per effettuare scelte di acquisto consapevoli il consumatore deve disporre di informazioni corrette e di facile interpretazione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova si è detta pronta a collaborare con la Francia per spingere la Commissione europea a decisioni coraggiose. Ci auguriamo che l’Unione europea definisca quanto prima il suo indirizzo, perché la domanda può influenzare in modo virtuoso la produzione agrcoalimentare e l’offerta grazie a etichette d’origine ben concepite.L’obiettivo di un’etichettatura europea – ha giustamente sottolineato la ministra – dev’essere quello di fornire gli strumenti adatti a sostenere scelte informate, non indirizzare il consumatore verso alcuni prodotti – continua Tiso. Si tratta di una partita importante, destinata a coinvolgere l’intera filiera agroalimentare, che può contribuire a realizzare la conversione agroecologica dell’agricoltura.Sappiamo che le etichette d’origine da sole non bastano, ma devono essere accompagnate da incentivi per spingere tutti i produttori, inclusi i colossi dell’agroindustria, a trasformare i loro metodi di produzione. Sono tuttavia un tassello necessario per tutelare l’ambiente e la salute dei consumatori. Una richiesta condivisibile giunge anche dalle associazioni ambientaliste, che in una lettera aperta al ministro dell’agricoltura hanno chiesto di introdurre un’etichetta per distinguere gli allevamenti intensivi da quelli che rispettano gli animali. Spetta ora all’Europa portare a termine i negoziati e trovare un accordo che renda possibili scelte di consumo davvero consapevoli.

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Servizi finanziari partecipativi che contribuiscono allo sviluppo di progetti legati alle energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

October, una delle piattaforme fintech leader in Europa continentale nel finanziamento online alle aziende, ha siglato un accordo di partnership con Enel X per sostenere i programmi di sviluppo delle piccole e medie imprese italiane. Attraverso l’accordo, le aziende clienti di Enel X, la business line globale del Gruppo Enel dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali, potranno accedere, a determinate condizioni, ai servizi della piattaforma fintech, raccogliendo fondi da prestatori privati e investitori istituzionali interessati a sostenere progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di efficientamento energetico quali l’installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, caldaie e climatizzatori.Le richieste delle aziende clienti di Enel X saranno valutate da October in base al merito del rischio di credito e, una volta pubblicate sulla piattaforma October, potranno essere finanziate dalla community dei prestatori October. In poco tempo sarà possibile ricevere, mediante la piattaforma, un’offerta di finanziamento con la durata e l’importo della rata grazie alla completa automazione del processo di analisi delle richieste.
Il crowdfunding rappresenta uno strumento efficace grazie al quale è possibile finanziare anche le imprese di piccole e medie dimensioni, in particolare in un momento delicato come questo nel quale è fondamentale accedere facilmente ai finanziamenti. Con 314 milioni raccolti nel 2019, il crowd-lending in Italia ha raggiunto quota 749 milioni di euro. Nello specifico, i prestiti alle imprese ammontano, in totale, a 339 milioni, di cui 179,6 nell’ultimo anno (Fonte: 5° Report italiano sul Crowdinvesting – PoliMi). Grazie a October, oltre 880 PMI europee hanno già beneficiato di finanziamenti per oltre 425 milioni di euro. Per tutti coloro che sono interessati a saperne di più, October offre una valutazione gratuita e personalizzata relativa all’investimento richiesto.

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Le quattro fasi dei vaccini. Richiesta ai Governi africani di agire subito

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Nella prima fase di sperimentazione del vaccino ne viene determinata la sicurezza e la capacità di stimolare il corpo umano a produrre immunità. Vengono anche determinati il dosaggio, il metodo di somministrazione più adeguato e l’intensità adatta.
La seconda fase di sperimentazioni coinvolge una popolazione più ampia e determina i risultati del vaccino, la capacità del corpo umano di sviluppare l’immunità e gli effetti collaterali.
La fase tre conferma l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del vaccino, e prevede la somministrazione a popolazioni più ampie e l’osservazione dei risultati per un prolungato periodo di tempo. Una volta che un vaccino supera la fase tre, viene concessa la licenza per la produzione commerciale e l’uso pubblico.
L’ultima fase, la fase quattro, implica la sorveglianza continua, mentre il vaccino viene somministrato alle comunità. Le sperimentazioni possono essere interrotte in qualsiasi fase, riavviate, modificate, ecc., a seconda di ciò che viene osservato. Per studiare efficacemente la reazione del corpo umano ai vaccini, ogni continente, nazione, Paese, villaggio o comunità, deve essere coinvolto nelle sperimentazioni. I vaccini devono essere testati in contesti diversi e su persone con un diverso corredo genetico. Pertanto, gli africani non possono permettersi di non partecipare ai trial per la sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19.
Gli africani devono essere coinvolti nella sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19, e iniziare a lavorare su una preparazione adeguata, che garantisca a tutto il continente un accesso tempestivo ed equo al vaccino, una volta ottenuta l’approvazione.
Secondo le stime, l’immunità di gregge per COVID-19 sarà raggiunta quando più del 60% della popolazione sarà infettata. Ciò equivale a circa 780 milioni di africani. Al 23 agosto 2020, circa cinque mesi dalla segnalazione del primo caso nel continente, l’Africa ha 1,18 milioni di casi, 27.610 morti e 900.584 guarigioni. Essendo quindi il continente molto lontano dall’immunità del gregge, è irragionevole pensare di ottenerla in modo naturale.
Le sperimentazioni possono essere interrotte in qualsiasi fase, riavviate, modificate, ecc., a seconda di ciò che viene osservato. Per studiare efficacemente la reazione del corpo umano ai vaccini, ogni continente, nazione, Paese, villaggio o comunità, deve essere coinvolto nelle sperimentazioni. I vaccini devono essere testati in contesti diversi e su persone con un diverso corredo genetico. Pertanto, gli africani non possono permettersi di non partecipare ai trial per la sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19.

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Politiche monetarie del terzo tipo: dobbiamo cambiare i portafogli finanziari?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

A marzo di quest’anno è stato tradotto un libro estremamente interessante per avere un inquadramento storico della fase che stiamo vivendo. Si intitola “I principi per capire le grandi crisi del debito” di Ray Dalio. Dalio non è un accademico, come Rogoff e Reinhart. L’architettura concettuale che ha sviluppato per comprendere l’economia è molto pragmatica: tanto buonsenso, poca matematica. La sua storia come investitore e imprenditore nel settore della finanza parla per lui.
Come Rogoff, Dalio è appassionato di storia. Uno dei principi cardine del suo approccio agli investimenti è questo: ciò che accade oggi, in forme diverse, è sicuramente già successo diverse altre volte nella storia, solo che potrebbe essere accaduto quando nessuno di noi era in vita o quantomeno operava in finanza.
Nel libro di Ray Dalio si descrivono, con un elevato livello di dettaglio, alcuni esempi storici di crisi legate all’ultima fase del ciclo del debito di lungo termine compreso quella che ha incluso “la grande depressione” e che ha visto il suo punto di culmine il 9 Marzo 1933 quando il Congresso USA approvò l’Emergency Banking Act con il quale si permise alla FED di emettere dollari garantiti da asset bancari anziché da oro. Tutti i fenomeni hanno una loro certa ciclicità, il problema è che quando i cicli durano di più della vita media delle persone (almeno quella lavorativa) è molto difficile riconoscerli anche perché si declinano in modi sempre nuovi legati alle specificità dell’epoca. E’ evidente, ad esempio, che tutta la tecnologia dell’epoca moderna porta con sé delle particolarità che non potevano essere presenti nei casi simili del passato.
L’economia tende ad avere dei cicli naturali di qualche anno collegati essenzialmente alla disponibilità di credito. Quando il ciclo del debito di lungo termine è ancora nelle fasi gestibili, esistono fluttuazioni più di breve termine, cioè di qualche anno (tipicamente 3-5 anni), che le banche centrali tendono ad orientare abbassando o innalzando i tassi d’interesse.
Quando siamo nelle prime fasi del ciclo del debito di lungo termine, ogni volta che si completa un ciclo più breve, ci si trova con un debito complessivo leggermente inferiore al momento di picco del ciclo del debito di breve termine, ma comunque superiore rispetto all’inizio dello stesso ciclo di breve. Le politiche monetarie di primo tipo sono sostanzialmente legate al controllo dei tassi d’interesse. Sono politiche estremamente efficaci, solo che devono esserci le condizioni giuste.Quando non c’è più spazio per tagliare i tassi, le banche centrali iniziano a “stampare moneta” comprando asset finanziari, tipicamente obbligazioni governative, ma poi si fanno prendere la mano e comprano un po’ di tutto (comprese obbligazioni di aziende poco solvibili e azioni).
Alla lunga, continuare a comprare titoli sui mercati non ha quasi più effetti come stimolo all’economia. Gli acquisti sui mercati rimangono molto efficaci per prevenire o controllare le crisi dei mercati finanziari (come abbiamo visto anche nell’ultima crisi), ma lo scollamento che si genera fra mercati finanziari ed economia reale alla lunga diventa insostenibile. E’ ciò che è accaduto ad esempio negli USA nel 1937-38 e ciò che sta accadendo attualmente con gli ultimi QE.
Quando comprare asset finanziari non è più funzionale, le banche centrali ed i governi si convincono che l’unico modo per far ripartire l’economia è mettere direttamente soldi nelle tasche delle persone, specialmente quelle che hanno pochi o nessun risparmio.Ci sono moltissimi modi diversi per farlo ed in genere si usano combinazioni di varie tecniche. Il modo più tradizionale si ispira al new deal roosveltiano che risollevò gli USA dalla grande depressione. In sostanza si tratta di spendere a deficit per finanziare attività nell’economia reale, possibilmente investimenti utili nel lungo termine. I modi per applicare queste politiche monetarie sono limitate solo dalla fantasia, si possono tutte far rientrare sostanzialmente in due categorie:
• le banche centrali mettono direttamente soldi in tasca ai cittadini (chiamato anche “helicopter money”);
• i governi spendono direttamente o indirettamente attraverso incentivi fiscali.
Alla fine bisognerà comunque trovare una qualche forma per far scomparire l’enorme debito nominale che si viene a creare.
La forma più graduale per far “sparire” il debito è generare un livello di inflazione controllato, ma sostenuto, nell’ordine del 3-5% per diversi anni, mantenendo, possibilmente, tassi d’interesse nominali bassi (possibilmente inferiori all’inflazione stessa).
Ci sono però forme anche più veloci e senza effetti a catena diretti nell’economia come la creazione di grandi “bad bank” o l’acquisto del debito da parte delle banche centrali e la successiva cancellazione. Sono forme “moderne” di giubileo del debito.
Conseguenze sui portafogli finanziari
Per quanto a mio avviso improbabile, potrebbe anche essere che le cose continuino a “vivacchiare” per qualche anno senza decisioni drastiche.
In tutti gli scenari, la considerazione che possiamo trarre a seguito dei comportamenti delle banche centrali e dei governi in risposta alla crisi innescata dai problemi sanitari mondiali, è che le obbligazioni a tasso fisso governative (o comunque con alti rating) hanno di fatto dismesso completamente il ruolo che storicamente hanno avuto per decenni nei portafogli. Nessuno impedisce, tecnicamente, di vedere il decennale tedesco scambiare a rendimenti del -2% all’anno. Ma la storia del ciclo del debito di lungo termine sta ormai puntando verso uno scenario opposto. L’ipotesi di una ripresa dell’inflazione nei prossimi lustri è ormai chiaramente auspicata dalle banche centrali. Continuare a mantenere questo genere di obbligazioni in portafoglio è un rischio che non ha senso correre. Il tema di cosa fare della componente obbligazionaria dei portafogli non è certo nuovo. Ci sono enormi spazi di soluzione al problema dei portafogli finanziari, ma non risiedono nei mercati finanziari, bensì nella consapevolezza degli investitori. La gestione della componente volatile del portafoglio necessita di tanta consapevolezza per non generare problemi, ma i prossimi lustri nei mercati finanziari potrebbero generare problemi ancora maggiori agli investitori inconsapevoli che ritengono di avere portafogli prudenti perché sono pieni di obbligazioni. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio in sintesi, fonte: https://www.aduc.it/editoriale/politiche+monetarie+terzo+tipo+dobbiamo+cambiare_31669.php)

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“Major support of democratic society”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Former Federal President Joachim Gauck acknowledges the achievements and commitment of HARTING / Festive celebration of the 75th anniversary of the Technology Group attended by many prominent guests.In view of a German society that would appear “satiated and fatigued in parts” (“the country’s spirit is on the brink”) as the former
headed of state commented, it is all the more remarkable to experience HARTING as decidedly and firmly looking to the future with courage, optimism and genuine joy, and bearing responsibility as “the most beautiful form of freedom.” Family owned and managed companies like HARTING are a “stable support of society”. Government cannot
replace their activities. In his speech, Dietmar Harting, the former long-standing Chairman of the Board of Management and son of the company founder, cast a look back on the beginnings of the company, which just a few months after
the end of the war had started to manufacture household appliances such as energy-saving lamps, hotplates, lighters, waffle irons and irons in a small workshop and a dozen employees. The company’s first buyer brought raw materials in from the Rhineland, stowed away in a backpack while riding a coal waggon; the wife of the company founder delivered the company’s
goods by bicycle, accepting food as payment from farmers in the surrounding area. The young firm developed rapidly, soon
concentrating on automotive electrics, medical equipment, jukeboxes, record players and tape recorders. With the advent of the patented Han® connectors in 1956, the company, which was gradually relocated to neighbouring Espelkamp from the 1950s onwards, went on to write technology history. The mayors of the cities of Minden and Espelkamp, Michael Jäcke and
Heinrich Vieker (“Espelkamp would not be conceivable without HARTING”), the District Administrator of the Minden-Lübbecke district, Dr. Ralf Niermann, as well as the District President of Detmold, Judith Pirscher, emphasized HARTING’s role in the technology sector, as an attractive employer and leading-edge, ultra-modern training company, and as a promoter and generous supporter of the region in their welcome addresses. The musical accompaniment of the ceremony was by members of the NorthwestGerman Philharmonic Orchestra and the New Life Gospel Choir.The last highlight rounding up the exceptional festive day was a short reception of the former Federal President in the town hall of Espelkamp, where he signed the Golden Book. More information at http://www.HARTING.com

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