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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le quattro fasi dei vaccini. Richiesta ai Governi africani di agire subito

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Nella prima fase di sperimentazione del vaccino ne viene determinata la sicurezza e la capacità di stimolare il corpo umano a produrre immunità. Vengono anche determinati il dosaggio, il metodo di somministrazione più adeguato e l’intensità adatta.
La seconda fase di sperimentazioni coinvolge una popolazione più ampia e determina i risultati del vaccino, la capacità del corpo umano di sviluppare l’immunità e gli effetti collaterali.
La fase tre conferma l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del vaccino, e prevede la somministrazione a popolazioni più ampie e l’osservazione dei risultati per un prolungato periodo di tempo. Una volta che un vaccino supera la fase tre, viene concessa la licenza per la produzione commerciale e l’uso pubblico.
L’ultima fase, la fase quattro, implica la sorveglianza continua, mentre il vaccino viene somministrato alle comunità. Le sperimentazioni possono essere interrotte in qualsiasi fase, riavviate, modificate, ecc., a seconda di ciò che viene osservato. Per studiare efficacemente la reazione del corpo umano ai vaccini, ogni continente, nazione, Paese, villaggio o comunità, deve essere coinvolto nelle sperimentazioni. I vaccini devono essere testati in contesti diversi e su persone con un diverso corredo genetico. Pertanto, gli africani non possono permettersi di non partecipare ai trial per la sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19.
Gli africani devono essere coinvolti nella sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19, e iniziare a lavorare su una preparazione adeguata, che garantisca a tutto il continente un accesso tempestivo ed equo al vaccino, una volta ottenuta l’approvazione.
Secondo le stime, l’immunità di gregge per COVID-19 sarà raggiunta quando più del 60% della popolazione sarà infettata. Ciò equivale a circa 780 milioni di africani. Al 23 agosto 2020, circa cinque mesi dalla segnalazione del primo caso nel continente, l’Africa ha 1,18 milioni di casi, 27.610 morti e 900.584 guarigioni. Essendo quindi il continente molto lontano dall’immunità del gregge, è irragionevole pensare di ottenerla in modo naturale.
Le sperimentazioni possono essere interrotte in qualsiasi fase, riavviate, modificate, ecc., a seconda di ciò che viene osservato. Per studiare efficacemente la reazione del corpo umano ai vaccini, ogni continente, nazione, Paese, villaggio o comunità, deve essere coinvolto nelle sperimentazioni. I vaccini devono essere testati in contesti diversi e su persone con un diverso corredo genetico. Pertanto, gli africani non possono permettersi di non partecipare ai trial per la sperimentazione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19.

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