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Archive for 11 settembre 2020

Trump presidente “law and order” e le aspirazioni autoritarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“Se davvero li volete fare impazzire, dite altri 12 anni”. Così Donald Trump rispondeva ai suoi sostenitori che urlavano “altri quattro anni” in un suo recente comizio, inneggiando a un secondo mandato. La costituzione americana, come si sa, parla chiaro sul numero di mandati del presidente. Il ventiduesimo emendamento, approvato nel 1947 e ratificato nel 1951, limita i mandati presidenziali a due, per un totale di otto anni. I dodici anni di Trump dunque sembrano una barzelletta ma l’attuale inquilino della Casa Bianca non scherza mai. Ce lo ha confermato il suo ex avvocato Michael Cohen in una recente intervista alla Msnbc dove ha detto che Trump non possiede nessun senso dell’umorismo.I comportamenti e la politica di Trump ci confermano che il 45esimo presidente possiede qualità che spesso infrangono non solo le tradizioni democratiche ma anche le leggi americane e lo avvicinano a leader autocratici per cui spesso dimostra ammirazione. Vladimir Putin e Kim Jong-un vengono subito alla mente come leader che fanno il bello e brutto tempo nei loro Paesi i quali ricevono l’ammirazione di Trump. Proprio recentemente l’attuale inquilino della Casa Bianca ha violato la legge Hatch che proibisce agli impiegati federali di fare campagna politica durante le loro ore lavorative ma vieta altresì l’uso delle proprietà pubbliche pagate dai contribuenti. Trump, come si è visto, ha accettato la nomination del Partito Repubblicano proprio da uno dei prati della Casa Bianca. Un atto illegale ma anche storico poiché non si era mai visto prima. Commentando la violazione, però, Mick Mulvaney, capo di gabinetto di Trump, si è burlato della legge dicendo che non interessa a nessuno.Le regole non si applicano a un presidente con tendenze autoritarie specialmente perché gli unici capaci di giudicare le azioni del presidente americano sono la Camera e il Senato. Va ricordato che la Camera, dominata dai democratici, ha votato per il suo impeachment per la questione dell’Ucrainagate ma poi il Senato, dominato dai repubblicani, lo ha assolto. Le leggi vengono sorvolate e proprio questa settimana veniamo a sapere che il Ministero di Giustizia si assumerà l’incarico di difendere Trump dall’accusa di strupo avanzata da E. Jean Carroll. William Barr si riconferma sempre più Ministro di Giustizia personale di Trump e non del Paese.L’infrazione delle leggi riflette una politica autoritaria tipica di Paesi con leader spesso ammirati da Trump come la Russia e la Corea del Nord. Il 45esimo presidente ambisce a imitarli come ci rivela anche la sua politica per caldeggiare il caos e autoproclamarsi difensore della patria. Le manifestazioni razziali degli ultimi mesi che continuano in parecchie città americane gli hanno offerto la scusa. Trump si è proclamato il presidente “law and order” nonostante il fatto che è proprio lui a infrangere la legge. La stragrande maggioranza dei manifestanti sono stati pacifici ma una piccolissima minoranza ha causato danni, attirando l’attenzione di Trump. L’attuale inquilino della Casa Bianca ha descritto queste situazioni come caos al quale lui porrà fine. Si tratta, secondo lui, di città ripiene di immigrati, illegalità, infestate da criminali, che vanno fermati. Secondo lui, i sindaci democratici che controllano queste metropoli non riescono a risolvere la situazione. Dunque se ne incaricherà lui con forze federali. Quando poi avvengono scontri fra manifestanti di destra e di sinistra Trump si schiera ovviamente con i suoi sostenitori anche quando questi vengono accusati di omicidi. In Wisconsin, per esempio, un diciassettenne, armato fino ai denti con mitra ottenuto illegalmente, ha ucciso due manifestanti senza ricevere nessuna condanna da Trump. Quando poi alcuni manifestanti rompono finestre o fanno qualche altra attività illegale l’attenzione di Trump si fa viva.Alimentando la paura dei pericoli delle città Trump si dichiara il difensore delle donne nei sobborghi, asserendo che non permetterà questo caos di spargersi nei luoghi sicuri della società. Cercare di capire le ragioni per le manifestazioni pacifiche non aiuta la politica autoritaria di Trump e quindi non gli interessa. Lo scontro, per i leader autoritari, è indispensabile. Alla convention del Partito Repubblicano Trump è stato persino descritto come il difensore della civiltà occidentale per la sua campagna politica volta a mantenere o cercare di ritornare all’America degli anni 50. In questo sforzo il 45esimo presidente ha persino preso la parte di difensore delle statue dei confederati che non solo persero la guerra ma ma tradirono la nazione con i loro sforzi di separarsi dall’Unione.Se Trump parla dunque di tradizione e legalità si riferisce a una visione non condivisa. L’attuale inquilino della Casa Bianca promuove l’illegalità. Dopo avere condotto una campagna contro il voto per corrispondenza perché secondo lui facilita la frode elettorale, Trump ha persino incoraggiato un gruppo di sostenitori a votare due volte, una per corrispondenza e l’altra in presenza. Così facendo dimostrerebbe la sua tesi. Il problema è ovviamente che un presidente che si autoclassifica paladino della legge e dell’ordine non dovrebbe incentivare le infrazioni. Votare due volte, però, non è solo difficile ma anche pericoloso perché quei pochissimi che cercano di farlo di solito vengono beccati e sono soggetti a ingenti multe come pure la buona possibilità di andare a finire in carcere per parecchi anni.Trump sa benissimo che i sondaggi lo danno perdente e quindi si sta preparando con le sue attività a un possibile caos elettorale in cui il conteggio dei voti prenderà molto tempo per il fatto del notevole incremento di voto per corrispondenza a causa del Covid-19. Il 45esimo presidente ha caldeggiato il caos dichiarando che non è sicuro che accetterà un risultato negativo affermando in non poche situazioni che solo un’elezione truccata potrà risultare in una sua sconfitta. In caso di tale esito non si sa esattamente che cosa succederebbe. Alcuni, come il professore Jason Stanley della Yale University, vedono chiari paralleli fra Trump e le situazioni europee che condussero al fascismo e al nazismo. Stanley ha pochi dubbi che il 45esimo presidente approfitterebbe di un caos elettorale per cercare di prendersi pieni poteri copiando leader autoritari di altri Paesi. Cohen, l’ex avvocato, prende seriamente l’idea di Trump sui mandati che durino 12 anni. Altri però sperano in una vittoria schiacciante di Joe Biden che non lascerebbe spazio a un’interpretazione pericolosa di Trump.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Scuola: Ora il rientro in classe, subito dopo i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

C’è anche quello di religione ma ancora Anief aspetta di sapere cosa è stato concordato e intanto l’anno inizia con il record di precari. Serve una soluzione urgente che sarà presentata dal giovane sindacato nell’ultimo decreto legge l’avvio delle lezioni. Stabilizzare i precari con 36 mesi è la parola d’ordine. Appena terminate le complesse operazioni di ritorno a scuola, la macchina organizzativa dell’amministrazione scolastica si sposterà sui tanti concorsi da svolgere. Lo ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferendo in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico. “Il tema dell’organico è centrale per la scuola – ha assicurato la ministra -. Partiamo dai concorsi. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo già a partire dal prossimo mese di ottobre, per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Come noto, avrei voluto farli prima. Ma ci siamo quasi”. Ha quindi assicurato che è in via di definizione la procedura “per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Auspichiamo che i concorsi si possano svolgere il prima possibile ed evitando immotivate esclusioni a priori dei candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che prevedono le norme vigenti. Inoltre, non ci stancheremo mai di chiedere l’emanazione di un decreto ad hoc che sblocchi l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E di chiedere un concorso riservato poiché dopo tanti anni non possono rischiare di andare in pensione da supplenti per colpa delle burocrazie e delle scelte sbagliate di chi governa la scuola pubblica”.

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Scuola: AS 1883, Anief presenta emendamenti per nuova procedura straordinaria infanzia e primaria, docenti di religione cattolica e utilizzo GPS per le immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021. Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibiliMarcello Pacifico (Anief): Persa un’occasione; avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie. Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.Sul testo, diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 (organizzazione del sistema universitario) proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021.Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibili dal Senato che ha concentrato la sua attenzione alla sola semplificazione del sistema universitario facendo sì, come ha specificato il prof. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato Anief, che sia stata “persa un’occasione; a settembre avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie”. L’atto del Senato è passato, l’8 settembre, al vaglio della Camera dei deputati con l’atto C. 2648; salvo approvazione del testo trasmesso, il 16 settembre è la data ultima prima della definitiva conversione in legge.

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Scuola-Covid: Multe fino a 3.000 euro a chi non fa test sierologici in Campania

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Sta facendo discutere l’ordinanza 70 dell’8 settembre scorso dalla Regione Campania sull’obbligo tassativo di docenti e personale Ata di sottoporsi al test sierologico per verificare l’eventuale contagio da Covid19, con tanto di multa (salata) per chi dovesse rifiutarsi. La decisione è contraria a quanto sottoscritto dal Ministero dell’istruzione sindacati a livello nazionale, alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico, a quanto legiferato dal Governo. Pacifico (Anief-Udir): Ho fatto il test martedì scorso e abbiamo invitato tutti a farlo. Ma imporlo è inutile: 8 milioni di studenti non lo fanno, così come misurare la febbre prima dell’entrata.“Obbligare i lavoratori a svolgere il test sierologico a pochi giorni dall’inizio della scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir – rappresenta una forzatura, che non può essere nemmeno giustificata dall’incremento dei contagi, considerando che la quota è ormai stabile da qualche settimana. Noi, certamente, siamo stati i primi a sostenere che va svolto, perché è fondamentale tutelare la salute di tutti i lavoratori, ad iniziare da coloro che versano in condizioni di “fragilità” e che, in caso di positività, va effettuato con immediatezza il tampone. Ma da qui a cambiare le decisioni sui due piedi e senza motivazioni solide ce ne passa. Anche perché va ricordato che continua a non essere un’eccezione il rimbalzo di responsabilità tra medici di famiglie e Asl su chi deve praticare l’esame. Con i lavoratori costretti a rivolgersi, spesso, all’uno e all’altro senza trovare soluzione. In Calabria, ad esempio, ancora si devono svolgere. Quello che riteniamo prioritario, invece, è il rispetto dei protocolli approvati per il comportamento a scuola, in modo di evitare assembramenti, con la formazione di gruppi classe non oltre di 15 alunni, come Anief continua a chiedere dal mese di aprile”.

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Eastern Mediterranean tensions: MEPs call for urgent de-escalation and dialogue

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Members of the Foreign Affairs Committee say Turkey must end its illegal gas exploration activities in the Eastern Mediterranean.In a debate with Miltiadis Varvitsiotis, Alternate Minister of Foreign Affairs for European affairs of Greece, and Turkish Foreign Affairs Minister Mevlüt Çavuşoğlu on Thursday, MEPs in the Foreign Affairs Committee voiced their serious concern over the alarming military build-up in the Eastern Mediterranean by NATO members Greece and Turkey, following the latter’s continuous gas drilling and exploration operations in the exclusive economic zones of Greece and Cyprus.
They expressed their full solidarity with EU members Greece and Cyprus and firmly called on Turkey to stop its controversial energy activities, which the EU considers illegal, as well as its constant provocations and violations of international law and the maritime zones of its neighbors.“Cannot accept military pressure or threats”A de-escalation of tensions is now urgently needed, and the European Union must be united on this issue, MEPs said. They also stressed the importance of both sides sitting down at the negotiating table to resolve the ongoing disputes through dialogue in good faith.Mr Varvitsiotis said that his country does not want to solve any problems through military action, but also explained that no dialogue can take place against the backdrop of “military pressure and threats”. He also condemned the Turkish unlawful presence and actions in the area, which he said undermines the security situation in the whole region as well as the EU’s direct interests.Members also quizzed Mr Varvitsiotis on a range of issues and the way forward in EU-Turkey relations, including on the possibility and efficiency of new EU sanctions against the country, which will be discussed by EU heads of state and government at the next EU summit in Brussels on 24 and 25 September. Others raised the prospect of imposing an EU arms embargo on Turkey, in order to respond to its increasing provocations.
Turkish Foreign Minister Mevlüt Çavuşoğlu stressed in his intervention that the Turkish side is ready for dialogue, while criticising the Greek government for having rejected several proposals for “unconditional talks” to solve the disputes, including from NATO and EU Foreign Policy Chief Josep Borrell.He also expressed his dismay over what Turkey considers to be the “maximalist positions” of Greece and Cyprus, with regard to the establishment and perception of territorial waters and subsequent economic rights, and criticised the Greek government of having signed maritime deals with neighbouring Mediterranean countries in violation of Turkey’s continental shelves.Mr Çavuşoğlu further accused the EU of “blindly” taking the sides of Greece and Cyprus, despite the EU having “no competence” to settle maritime affairs. MEPs questioned the minister on several subjects, including what concrete steps can be taken to de-escalate the current tensions, on the relations with Cyprus and if the country is ready to settle the maritime disputes at international courts.

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La Galleria Borghese riapre la visita al deposito del museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Roma Piazzale Scipione Borghese 5 con visite guidate gratuite ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30.La Galleria Borghese è uno dei pochi musei al mondo ad avere un deposito delle opere concepito come una vera e propria “seconda pinacoteca” e per ampliare l’offerta, data la grande affluenza di pubblico – tutti i 5 turni di visita, portati da 80 a 100 persone ciascuno, sempre completi – viene riaperto alla visita del pubblico con la novità delle visite guidate gratuite svolte dal personale del museo, ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30. La prenotazione è obbligatoria, nel rispetto delle misure di sicurezza, al numero 06 67233753
Tutti i dipinti sono esposti nel deposito su due livelli seguendo i canoni delle gallerie seicentesche, ordinati per scuole di pittura e per aree tematiche e completi di tutti gli apparati espositivi. Qui si conserva quella parte della collezione che non trova posto nei due piani sottostanti per via della revisione strutturale e decorativa del tardo Settecento che ha modificato gli allestimenti rispetto all’assetto voluto dal Cardinale Borghese. Da luoghi chiusi e inaccessibili i depositi divengono spazi aperti e accoglienti che svelano opere di grande valore artistico e che restituiscono la storia della collezione, dell’edificio e del gusto delle epoche. Ad esempio lo spazio centrale ospita i dipinti di grande formato del cinquecento veneto, della pittura tardo manierista e del primo seicento romano, diviso tra classicismo carraccesco e naturalismo di Caravaggio. Ne sono esempi la tela di Sassoferrato raffigurante le tre età dell’uomo, copia da Tiziano, oppure la Sacra famiglia con Santa Elisabetta di Scipione Pulzone, facente parte del primissimo nucleo della collezione del cardinale Borghese, l’opera fu definita da Zeri paradigmatica del lavoro di Pulzone e rappresentativa, per la sua funzione moraleggiante, del clima controriformistico; o ancora Un mendicante di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, tra i primi caravaggeschi per l’uso tagliente delle luci. Al piano superiore sono conservate le opere di piccolo formato che dimostrano il gusto eclettico di Scipione. Oltre a dipinti su tavola e tela, infatti, sono presenti olii su rame, su lavagna, micromosaici e commessi di pietre dure, come ad esempio il Cardinale Rosso, un piccolo quadro con un uccellino realizzato accostando pietre semi preziose di diverso formato e colori.
http://www.galleriaborghese.beniculturali.it,

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Corte dei Conti: giustissimo bonus legati a Isee

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Per la Corte dei Conti, bisogna prevedere un legame tra i bonus e le situazioni economiche dei beneficiari.”Giustissimo, parole finora in gran parte inascoltate” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per la verità noi, considerato l’ammontare già accumulato del debito pubblico, avevamo chiesto fin dall’inizio, depositando a marzo al Senato le osservazioni al Cura Italia (http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/documenti/52873_documenti.htm ), che tutti gli aiuti fossero subito commisurati all’Isee, dall’indennizzo di 600 euro ai lavoratori autonomi al voucher babysitter, o che si abbassassero i limiti reddituali previsti, troppo alti essendo pari a 40 o 50 mila euro” prosegue Dona.”Ma se non farlo in quella fase iniziale era tollerabile e giustificabile per l’urgenza di dover erogare il più in fretta possibile gli aiuti, peraltro poi giunti lo stesso in ritardo, non prevederlo ora sarebbe un crimine per le future generazioni che dovranno ripagare il debito pubblico accumulato per l’emergenza Covid” conclude Dona.

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Fondazione Pistoia Musei per la selezione del suo Direttore scientifico

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 di venerdì 25 settembre 2020, tramite posta certificata a pistoiaeventiculturali@hssecure.com, oppure tramite raccomandata postale. Fondazione Pistoia Musei è un sistema museale situato nel cuore storico di Pistoia, promosso da Fondazione Caript e gestito da Pistoia Eventi Culturali scrl.Articolato in quattro sedi distinte ma vicine, ciascuna con specifiche peculiarità, il polo ha l’obiettivo di raccontare la città dalle sue origini fino alle vicende artistiche del Novecento, con un programma espositivo internazionale, di ampio respiro e con un’attenzione particolare all’arte moderna e contemporanea.
Il Direttore scientifico è responsabile della conduzione complessiva dei Musei, del cui patrimonio cura la conservazione e la gestione, del buon andamento dei servizi e dell’osservanza del suo regolamento. Dovrà definire la strategia di sviluppo del Museo, coordinandone la programmazione e le attività, tenendo conto delle identità che contraddistinguono la sua storia e le collezioni.Il Direttore svolge in particolare i seguenti compiti: elaborazione, sviluppo, attuazione e monitoraggio degli esiti dei progetti culturali e scientifici; organizza, regola e controlla i servizi al pubblico; provvede, in accordo con il Direttore amministrativo, alla selezione e alla formazione delle risorse umane al fine di una adeguata copertura di tutti i ruoli fondamentali in conformità agli standard museali; cura le esposizioni permanenti dei musei, provvedendo al loro ordinamento; coordina le attività di informazione, di promozione e di comunicazione al pubblico; sovrintende alla conservazione, all’ordinamento, all’esposizione, allo studio delle collezioni, alle attività didattiche e educative, coordinando l’operato degli addetti a tali funzioni; è responsabile della movimentazione delle opere; assicura la tenuta e l’aggiornamento degli inventari e della catalogazione; sovrintende alla gestione scientifica di tutte le attività museali ed espositive e alla formazione di piani di ricerca e studio; dà il parere per il prestito e il deposito delle opere e sovrintende alle relative procedure.Requisiti specifici richiesti: avere ricoperto funzioni direttive, per almeno un triennio, presso musei e/o analoghe istituzioni culturali, pubbliche o private, o presso enti partecipati e/o controllati da soggetti pubblici, o in istituzioni culturali equivalenti, in Italia o all’estero, la cui complessità gestionale e organizzativa risulti analoga o comunque non inferiore a quella dei Musei.Il rapporto di lavoro avrà natura di rapporto di lavoro autonomo e durata di tre anni.

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Il rilancio dell’economia affidato ad aziende in debito o parassite?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Ricordiamo solo due settori in cui lo Stato si sta molto impegnando per il rilancio dell’economia, e anche con molti soldi: trasporto aereo e telecomunicazioni. Due settori molto strategici e su cui gravitano quasi tutte le altre economie.
Trasporto aereo. In crisi come in tutto il resto del mondo. Peculiarità, quindi, non generali ma specifiche, legate al trascorso e alla loro gestione. Al momento l’impegno dello Stato è tutto teso verso la rigenerazione di Alitalia, azienda sopravvissuta nell’ultimo mezzo secolo solo grazie ai soldi dello Stato. Quello Stato che sta prestando poca attenzione agli altri operatori che volano nei nostri cieli o usano i nostri hub, tant’è che, salvo casi marginali, sono tutte compagnie non-italiane. L’altra grande compagnie italiana che c’era – Alisarda, poi divenuta Meridiana e poi ancora Air Italy – proprio in questi giorni dopo un tentativo di rilancio, ha “definitivamente” chiuso.La vicenda Alitalia è nota e drammatica, soprattutto perché in queste settimane, dopo ulteriori e notevoli finanziamenti pubblici, non riesce ancora a “decollare”.Comunque, se si sentono i vari ministri, e soprattutto quello dei Trasporti, è su Alitalia che governo e maggioranza puntano per il rilancio dell’economia in questo settore.
Telecomunicazioni. Sembra che sia stato raggiunto l’accordo per la creazione della società che dovrebbe gestire la Rete Unica. Saranno due società ad essere l’asse portante: Tim e Open Fiber. Mentre Tim ha una partecipazione minoritaria dello Stato al proprio capitale, Open Fiber ha un partecipazione pubblica maggioritaria. Tim ha debiti finanziari di svariati miliardi mentre Open Fiber si “limita” a poco più di 100 milioni. Da ricordare che Tim è l’erede del monopolio (e alcune servizi continua a gestirli in regime di monopolio), mentre Open Fiber è la punta di diamante per eccellenza delle politiche di investimento dello Stato, poiché il suo capitale dominante è della Cassa Depositi e Prestiti (CdP), istituzione finanziaria del ministero dell’Economia.Entrambe società che hanno operato ed operano col privilegio, oltre che del portafoglio, anche della considerazione. E che, nonostante questo, sono “in rosso”. Questo per significare che la loro gestione, pur in un mercato in cui la domanda è incessante e travolgente, hanno risultati economici negativi.
Bene. Tra trasporti e telecomunicazioni. Il rilancio della nostra economia è affidato a queste società: Alitalia, Tim e Open Fiber. Certo, ognuna di queste società (in particolare quelle di Tlc) hanno intrecci economici e finanziari che per comprenderli e stargli dietro occorrerebbe uno stuolo di consulenti di alto livello finanziario… ma nonostante questa loro mastodonticità e introduzione economica, hanno problemi economici notevoli che non nascono dall’iperuranio ma dalla gestione che fanno del loro business. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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“Vivere con l’IPF si può”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

In occasione della Settimana Mondiale dell’IPF, che si svolge quest’anno dal 12 al 19 settembre, finalizzata a portare l’attenzione sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica per sensibilizzare sulla patologia, informare e farla conoscere anche in un’ottica preventiva, Voci Sott’Acqua aderisce alle iniziative in programma presentando la video animazione “Vivere con l’IPF si può” realizzata da Reverb, con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim, appositamente per questa ricorrenza.
Le tematiche trattate nell’animazione sono il frutto del lavoro svolto nel corso di questi anni da Voci Sott’Acqua a fianco dei pazienti, dei parenti e delle associazioni pazienti sparse sul territorio italiano.Voci Sott’Acqua è, infatti, un progetto di comunicazione e sensibilizzazione di Reverb realizzato con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim, nato nel 2017 e sviluppatosi nel corso di questi 3 anni attraverso la realizzazione di uno spettacolo teatrale, di interviste video e foto racconti, di cortometraggi e video animazioni, di interviste in strada e dell’attivazione di canali social dedicati che hanno portato alla creazione della più grande community d’Italia dedicata all’IPF. Per raccontare la patologia non solo in modo corretto e rispettoso ma anche con la volontà di fornire suggerimenti effettivamente utili, il progetto si è sviluppato avvalendosi di interviste ai pazienti, ai loro caregivers e ai medici specializzati, sempre con un taglio propositivo e reattivo. A fronte di una patologia che toglie il fiato e porta a rinunciare a tantissime delle attività della propria quotidianità, è possibile trovare degli stratagemmi da mettere in atto per mantenere uno stile di vita soddisfacente, continuando a passare momenti di serenità e soddisfazione con i propri cari? Cercando di trovare delle risposte possibili a questa domanda, Voci Sott’Acqua continua il suo percorso di sensibilizzazione e ascolto, mettendo in atto da quest’anno, a fronte dell’emergenza sanitaria in atto a causa del Covid-19, delle nuove strategie di comunicazione, per essere sempre a fianco dei pazienti.
La Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) è una patologia polmonare di cui non si conoscono le cause che colpisce principalmente gli uomini sopra i 60 anni: gli alveoli si riempiono di tessuto cicatriziale che rende impossibile lo scambio di ossigeno e anidride carbonica del sangue. Si tratta di una malattia che non ha una cura risolutiva e porta alla morte nel giro di alcuni anni, l’unica speranza di guarigione è il trapianto dei polmoni che si può però effettuare solo in alcuni casi.

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Torna all’Università di Parma la Notte dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Parma venerdì 25 e sabato 26 settembre 2020. la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica è promossa dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio di Comune di Parma e IMEM-CNR. Il centro storico di Parma ospiterà gran parte delle attività di sabato 26 settembre. Il programma degli eventi e le novità di questa edizione, dovute all’emergenza coronavirus, sono state presentate dal Rettore Paolo Andrei, dal Consigliere incaricato del Comune di Parma al Welfare dello studente universitario Leonardo Spadi, dal Direttore di IMEM-CNR Andrea Zappettini e dalla Dirigente dell’Area Ricerca, Internazionalizzazione e Terza Missione dell’Ateneo Barbara Panciroli. 33 gli eventi in programma. Il Campus Scienze e Tecnologie (Parco Area delle Scienze) e lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Abbazia di Valserena – strada Viazza di Paradigna 1) aspettano i visitatori nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, dalle 16 alle 20. Sabato 26 settembre ancora la possibilità di visitare lo CSAC dalle 16 alle 20 e dalle 10.30 alle 20 seminari divulgativi interdisciplinari in centro storico tenuti da ricercatori dell’Ateneo e visite guidate al Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico.
Venerdì 25 al Campus sarà possibile visitare le stanze della chimica e il Museo di Cristallochimica, viaggiare nel packaging intelligente, approfondire il comportamento degli edifici in caso di collasso o di terremoto, giocare con la Scienza dei Materiali all’IMEM-CNR e scoprire come funziona la macchina umana in movimento. Alcune attività proposte dai ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco riguarderanno invece l’emergenza coronavirus, con focus su farmaci e vaccini, test e tamponi, supercomputer e Big Data, alimentazione e regole di prevenzione, con la possibilità di stampare e portare a casa la propria mascherina ergonomica. Nella Sala Congressi del Centro Convegni Aule delle Scienze sono in programma 3 “Pillole di Scienza”, con inizio alle 17, dedicate alla prospettiva filosofica della tolleranza, a diritto e giustizia nell’universo di Batman e alle conseguenze economiche del coronavirus. Sarà esposta anche la macchina da corsa dell’Unipr Racing Team: gli studenti che lavorano al progetto spiegheranno ai visitatori tutti i segreti della monoposto.
Nella Sede Centrale dell’Ateneo sono in programma seminari divulgativi tenuti da ricercatori dell’Università, aperti alle 10.30 da una riflessione sull’esperienza del Covid Hospital 1 di Parma. A seguire si parlerà di previsione del futuro attraverso modelli e algoritmi, fenomeni migratori, simulazione di alluvioni e medicina di genere. Il pomeriggio, a partire dalle 16.30, sarà dedicato a docenti e ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con focus su neuroscienze, intelligenza artificiale, le novità in odontoiatria, Epatite B, uso della tecnologia in medicina e la cura con il plasma per il Covid-19, argomento di strettissima attualità. Sono inoltre in programma visite guidate al Museo di Storia Naturale in via Università 12 e all’Orto Botanico in via Farini 90.
Sia venerdì 25 che sabato 26 allo CSAC sarà infine possibile effettuare visite guidate gratuite alla mostra “Il canone” di Luca Vitone, che aprirà al pubblico il 6 settembre.

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Terra Madre Salone del Gusto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Torino. Il Salone del gusto comincia l’8 ottobre 2020 e dura fino ad aprile 2021. Presenta un ricco palinsesto di eventi che attraversa il mondo toccando i principali nodi della galassia Slow Food.Il filo conduttore dell’intera edizione di Terra Madre Salone del Gusto è la geografia degli ecosistemi. Tra le occasioni previste dal programma ci sono diversi eventi con un numero di posti limitato e per i quali occorre prenotare sul sito http://www.terramadresalonedelgusto.com. Si tratta degli Appuntamenti a Tavola e dei Laboratori del Gusto, due dei grandi classici dell’educazione alimentare e al gusto che Slow Food ha ideato nella sua trentennale storia. Ecco i primi eventi prenotabili, previsti dal 7 al 12 ottobre, mentre il programma di Appuntamenti a Tavola e Laboratori del Gusto fino ad aprile 2021 verrà rilasciato settimana dopo settimana.
Gli Appuntamenti a Tavola sono uno degli eventi clou di Terra Madre Salone del Gusto. I primi in programma avranno luogo da Eataly Torino e in quattro serate, tra il 7 e il 12 ottobre, vedranno come protagonisti chef stellati, cuochi dell’Alleanza e delle osterie segnalate nella guida Slow Food. Gambe sotto al tavolo, chiacchierando con amici vecchi e nuovi e condividendo il piacere di una convivialità genuina. Sono momenti di degustazione e di incontro con grandi chef, grazie ai quali è possibile toccare con mano e assaporare il gusto di una cucina attenta e rispettosa dell’ambiente che consente di scoprire, o di riscoprire, eccellenze locali.
Come tradizione, i Laboratori del Gusto sono l’occasione per assaporare formaggi e salumi prodotti in maniera rispettosa dell’ambiente e del benessere animale, e sorseggiare vini e birre di assoluto pregio. Sono un modo per imparare gustando, per conoscere e approfondire temi e prodotti stimolando i sensi, per ascoltare le storie di chi quei prodotti li ha realizzati. I Laboratori del Gusto sono già prenotabili, sia per prendervi parte di persona a Torino che per assicurarsi i kit a disposizione. Attenzione, però: le scorte non sono infinite, meglio non farsi sfuggire l’occasione.

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Willis Towers Watson e World Economic Forum

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Willis Towers Watson e il World Economic Forum hanno pubblicato: “L’asset risorse umane: un modello per ripristinare il valore del talento nel nuovo mondo del lavoro”, un white paper per fornire alle aziende uno strumento per ridefinire il modo di valutare e selezionare la propria forza lavoro nel post-COVID-19. Il documento, che si basa su principi sviluppati da Willis Towers Watson e dal World Economic Forum, delinea un quadro di riferimento per la gestione delle risorse umane che può aiutare le aziende a misurare e quantificare il contributo delle loro persone nello stesso modo in cui si misurano i rendimenti del capitale finanziario e intellettuale. Si stima che gli asset intangibili di un’azienda, compreso il capitale umano, rappresentino in media il 52% del suo valore di mercato. Edoardo Cesarini, Amministratore Delegato di Willis Towers Watson spiega che “il COVID-19 ha accelerato la transizione verso nuove modalità di lavoro, spingendo le aziende a ripensare come, dove e da chi il lavoro viene fatto”. “Poiché le aziende cercano di reimpostare i loro modelli di business, hanno bisogno di un approccio alla valorizzazione del talento come una risorsa e non come una spesa, in modo tale che i consigli di amministrazione e il management possano essere ritenuti responsabili per il loro investimento nelle persone e per il raggiungimento di risultati migliori”. Oltre a fornire un aggiornamento su come le aziende stiano incorporando le metriche del capitale umano nelle loro misure finanziarie e operative, il documento analizza anche come alcuni dei drammatici impatti della crisi COVID-19 sui mercati del lavoro avrebbero potuto essere attenuati se le aziende avessero valorizzato meglio il loro capitale umano. Il quadro di riferimento delinea sette principi guida per cambiare il modo in cui le organizzazioni valorizzano le persone. Questi includono: il passaggio dal profitto agli obiettivi, dalla politica aziendale alla responsabilità sociale, dalle entità autonome agli ecosistemi e dai dipendenti e dai posti di lavoro alle persone, al lavoro e alle competenze. Il documento include esempi di aziende che hanno messo in pratica questi principi – dalla riqualificazione della forza lavoro alla condivisione dei lavoratori per evitare i licenziamenti. “Le aziende che entrano in una nuova normalità dopo lo shock del COVID, devono mettere il talento al centro del loro business”, ha proseguito Cesarini. “Fondamentalmente, valorizzando e investendo nella loro forza lavoro, le organizzazioni saranno maggiormente in grado di fare ciò che è giusto per il loro business, per i loro dipendenti e per le società”.

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Innovare in modo concreto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Inaugurato nel 2015 a San Paolo, Brasile, Red Bull Basement supporta gli innovatori sociali che utilizzano la tecnologia per affrontare problematiche che sociali e ambientali all’interno delle università. In un anno in cui la possibilità di restare connessi attraverso la tecnologia è stato di vitale importanza, Red Bull Basement ha deciso di virtualizzare il programma affidandosi a un partner dalla comprovata esperienza nel supportare le aziende nel percorso di trasformazione digitale e nel fornire un’esperienza online unica nel proprio genere. Il programma incoraggia le generazioni future a pensare e innovare in modo differente ed è incentrato sul trovare soluzioni ai problemi globali ricorrendo alla tecnologia, per dare vita a un cambiamento positivo. Le motivazioni e la passione per l’innovazione di Red Bull Basement hanno attirato l’attenzione di NTT che ha realizzato il potenziale in termini di portata e di inclusione che la propria piattaforma virtuale poteva offrire rispetto a un conference center fisico. Virtualizzando l’evento e abbattendo le barriere degli ambienti fisici i due partner sperano di stimolare modi di pensare e approcci differenti. Marisa Jansen van Vuuren, Senior Vice President; Brand, di NTT Ltd. ha commentato: “Possiamo vantare una lunga storia di investimenti nelle comunità e questa partnership dimostra quanto questo sia importante per le nuove generazioni per creare un ambiente di business sostenibile.
Fase applicativa: NTT ospiterà la piattaforma virtuale di lancio degli eventi utilizzando le proprie soluzioni tecnologiche di Intelligent Workplace, mentre i team si baseranno sull’innovazione per indirizzare una serie di problematiche ispirati dai 17 obbiettivi di sviluppo sostenibili delle Nazioni Unite (Global Goals).
Fase di votazione e selezione: oltre alle squadre selezionate, NTT sceglierà un team jolly che verrà premiato per il proprio impegno in un’ottica di pensiero innovativo e che presenterà in occasione del Global Workshop.
Fase di sviluppo: come parte dell’investimento NTT, la divisione Venture Capital di NTT e 25 suoi esperti terranno le sessioni di mentoring e i workshop di co-creation, fornendo così alle squadre gli strumenti e le tecnologie necessarie agli obiettivi.
Global Workshop: nella fase finale della competizione, gli esperti NTT faranno da panelists, ascolteranno i pitch finali e sceglieranno i team vincitori.
Ogni anno, NTT Group investe 3,6 miliardi di dollari in ricerca e innovazione. La partnership supporta l’impegno di NTT nel raggiungimento dei target dei Global Goals entro il 2030 e nel suo essere un Business Avenger per contribuire agli 11 obiettivi ‘Sustainable Cities and Communities’.

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Voli aerei. Le low cost ripropongono prezzi super bassi. E la sicurezza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il mondo delle compagnie low cost europee sta proponendo, prezzi che non si vedevano da tempo sul mercato. Quando queste compagnie facevano viaggiare al prezzo di cappuccino e brioche pur di avere i passeggeri a bordo, salvo poi far spendere altri soldi in ancillary più o meno fantasiose e arrivare al conto finale poco distante da quello delle compagnie tradizionali.Nel mese di agosto l’analisi della domanda ha fatto scattare l’allarme tra le compagnie: terminata la bolla del mese di agosto il trend delle prenotazioni si è improvvisamente arrestato. Immediatamente è partita la corsa alla riduzione dell’offerta per settembre e ottobre, in attesa di vedere cosa fare per l’inverno. Ma anche così, evidentemente, i tassi di riempimento non lasciano intravvedere nulla di buono. Non a caso dalla sede di Ryanair è trapelata l’ipotesi di dovere tagliare ulteriormente il personale.Ryanair ha deciso di mettere sul mercato un milione di biglietti a 5 euro. Solo 48 ore di tempo e per volare a settembre e ottobre. Il giorno dopo ecco Wizz Air che, annunciando l’avvio delle rotte domestiche in Italia, ha messo a 9,90 anche i voli tra Malpensa e la Sicilia. Dalla Spagna intanto Vueling ha messo sul mercato tre fasce tariffarie: 8,99, 11,99 e 21,99. E Volotea propone voli a partire da 9 euro, mentre EasyJet propone 19,90. Probabilmente siamo solo all’inizio.
Se razionalizziamo rispetto ad un facile entusiasmo ché possiamo tornare a volare a prezzi stracciati… mettiamo i piedi per terra. Siamo ancora in pandemia. E anche parzialmente in ripresa pur se abbastanza sotto controllo.. E, mistero (chiamiamolo ancora così…), il distanziamento che siano giustamente obbligati a tenere per esempio sui treni e fra qualche giorno anche nelle scuole, sugli aerei non è in vigore. Chi ha ragione sanitariamente? Ovviamente non ci pronunciamo perché non ne abbiamo gli elementi tecnico-scientifici per farlo. Per cui ci resta il dubbio. E anche se siamo attratti da un volo di più di due ore che ci viene offerto a meno di dieci euro, speriamo che il nostro istinto di sopravvivenza (come individui e come specie – e non ci sembra di esagerare…) abbia il sopravvento.In questo rifiorire di business e di stimoli alla cosiddetta vita normale, una soddisfazione ce la prendiamo: Alitalia che sta rinascendo in questi giorni coi soldi dei contribuenti; Alitalia tanto strombazzata in ogni dove per la gloria italiana che dovrebbe apportare e riportare nei cieli nazionali, europei ed internazionali; Alitalia che per farti viaggiare dove oggi gli altri ti portano con 10 euro, ne pretende come minimo 300; Alitalia che quando hai un problema di rimborsi o modifiche ti sbatte in faccia qualunque porta di razionalità e di norme italiane ed europee…. Alitalia… non crediamo sia in grado di reggere di fronte ad un mercato del genere. Non è il suo mercato come, nel contempo, oggi non è suo mercato neanche quello di altre compagnie a cui vorrebbe assomigliare, tipo Air France, Klm, Lufthansa, British Airways… il nostro vettore nazionale rinascente non ha stile, disponibilità e “savoir-faire” tipico delle major europee.Bene, vedremo se schianterà facendoci risparmiare i futuri miliardi che sicuramente sottrarrà a noi contribuenti oltre quelli che ha già incamerato e buttato al vento.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Corteva Agriscience inaugura nuovo centro di ricerca polifunzionale in Ungheria

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Corteva Agriscience, società globale leader in agricoltura, ha annunciato di aver unificato e ottimizzato le sue capacità per la ricerca su sementi e protezione dei raccolti in un nuovo centro polifunzionale dedicato allo studio di molteplici colture a Szeged, in Ungheria. Il centro fungerà da hub per i team di Ricerca & Sviluppo di Corteva, che potranno collaborare allo sviluppo di soluzioni agricole innovative e sostenibili per gli agricoltori in Europa e nel mondo.Con un investimento complessivo di 1.9 milioni di USD, il nuovo Szeged Center è uno dei più grandi centri di ricerca multifunzionali di Corteva in Europa. In questa nuova sede lavorano 34 persone, tra cui 8 scienziati, focalizzati sull’innovazione nei settori sementi e protezione delle colture.Gli scienziati di Szeged si occupano del miglioramento genetico di mais e girasole e dello sviluppo di prodotti a partire dal germoplasma selezionato di Corteva. Il team sviluppa ibridi con elevata capacità produttiva e qualità agronomiche come la tolleranza allo stress termico, una condizione molto frequente nell’Europa continentale. Il lavoro svolto in precedenza dai nostri esperti di miglioramento genetico ha contribuito alla produzione di molti prodotti di punta sui mercati, come gli ibridi di girasole Pioneer® ExpressSun® tolleranti agli erbicidi, gli ibridi di girasole ad alto contenuto di acido oleico e la linea di mais Optimum® AQUAmax® tolleranti lo stress idrico. Lo stabilimento di produzione delle sementi che si trova nella vicina Szarvas potrà inoltre contare sulle competenze del team nella selezione dei parentali e nella ricerca applicata alla produzione.Il team Integrated Field Science insediato a Szeged è impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni per la gestione di infestanti, insetti e malattie, oltre allo studio di tecnologie di concia del seme e di prodotti biologici, attraverso ricerca e sperimentazione in campo.“La mission di Corteva è offrire agli agricoltori soluzioni complete che li aiutino a massimizzare la loro produttività, siamo quindi entusiasti di poter integrare le competenze e le esperienze complementari dei nostri scienziati,” ha aggiunto Andreas Huber, Integrated Field Sciences EMEA, Corteva Agriscience.

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Infermieri e pediatri pronti in prima linea per una ripartenza in sicurezza della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“I pediatri di famiglia della Fimp hanno colto il senso della proposta della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI): le famiglie affidano a loro la cura dei propri figli scegliendo lo specialista di fiducia e occorre, come spiega la stessa Fimp che li rappresenta, che i Dipartimenti di Prevenzione individuino figure di raccordo tra la scuola, la famiglia e il medico curante, come gli Infermieri di comunità per garantire che la salute abbia una vera e piena tutela. Di questo ringraziamo la Fimp e assicuriamo tutta la disponibilità della FNOPI a tracciare assieme e con le istituzioni il percorso migliore per un’assistenza della massima qualità ed efficacia e, soprattutto, perché le scuole possano riaprire in piena sicurezza”.
Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, sottolinea così e rilancia il messaggio che la Federazione italiana medici pediatri ha inviato oggi proprio sul tema del controllo sanitario nelle scuole.“Ha ragione – aggiunge Mangiacavalli – il presidente della Fimp, Paolo Biasci, quando dice ‘Non torniamo indietro e soprattutto non creiamo confusione di ruoli a scapito di bambini e genitori. Dentro quelle classi ci sono i nostri pazienti ed è impensabile affidare ad altre figure professionali non specialistiche, compiti che si collocano tra le nostre responsabilità’. E sono gli infermieri di famiglia e comunità. Anche su questo non c’è da inventare nulla, è già tutto pronto: il decreto rilancio ha introdotto in Italia all’interno dei distretti sanitari proprio la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, e nella comunità rientra a pieno titolo anche la Scuola”.“Questi professionisti all’interno delle scuole, sul campo, – prosegue – promuovono la salute, aiutano gli individui ad avere i mezzi e le conoscenze per un maggior controllo sul loro livello di salute. Avere un professionista infermiere a scuola garantisce il rispetto dei diritti di tutela alla salute e diritto allo studio; trasmette una maggiore sicurezza ai genitori che vedono preso in carico globalmente il proprio figlio e riducono l’assenteismo dovuto alla somministrazione delle terapie. E sarà lo stesso infermiere ad attivare in caso di reale necessità il medico che assiste l’alunno, operando in team con il pediatra di libera scelta all’interno dei Dipartimenti di prevenzione”.
“Bene quindi il messaggio della FIMP e ci auguriamo – conclude la presidente FNOPI – in piena sintonia con loro, che il ministro Speranza, il quale ha dimostrato sempre la capacità di operare a favore della salute dei cittadini, colga questa opportunità innovativa, che garantisce davvero la sicurezza degli alunni e la tutela della loro salute”.

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L’infermiere scolastico nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha firmato l’ordinanza per l’attivazione immediata da parte delle Asl delle procedure per ricercare i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari da dedicare all’attività di prevenzione e controllo dell’infezione da SARS-CoV 2 nelle scuole e per i servizi educativi nel Lazio. Si tratta di professionisti da acquisire anche attraverso la stipula di specifici contratti libero professionali e attraverso l’utilizzo delle graduatorie delle procedure concorsuali già in corso.Si cercano soluzioni ad hoc per consentire agli studenti di ogni età di riprendere le normali attività di istruzione nella massima sicurezza. Finalmente anche la FNOPI, che rappresenta gli Ordini degli infermieri e che è anche ente sussidiario dello Stato, ammette la necessità indispensabile della presenza di infermieri nelle scuole, soprattutto nei primi momenti, a tempo pieno, per creare e supportare un percorso di conoscenza, sensibilizzazione e intervento immediato a supporto degli studenti di ogni età.
Ma ancora una volta, osserva De Palma, presidente del Sindacato Infermieri si parte dai casi singoli come quello della regione Lazio mentre ci troviamo di fronte a un atteggiamento politico assolutamente incomprensibile.Prima di tutto, continua De Palma, non esiste un confronto con i sindacati, il Governo dialoga “con gli enti sussidiari dello Stato”, che tuttavia non hanno la competenza di legge nell’affrontare e risolvere specifiche problematiche inerenti la realtà di lavoro ed organizzativa degli infermieri.Qualcuno forse non vuole capire, o più semplicemente fa finta di non comprendere: il problema è che stiamo parlando di scelte delicate, che comportano riflessi diretti ed indiretti sull’inquadramento giuridico contrattuale che attiene alla nostra categoria professionale, ambiti questi di stretta competenza dei datori di lavoro e dei sindacati. Alla luce di tutto ciò non condividiamo in alcun modo, sotto il profilo sindacale, anche l’avanzata ipotesi resa pubblica dalla FNOPI, ma che tuttavia sembra essere stata accantonata anche da parte dalla Regione Lazio, che pare aprire ad un possibile impiego, tout court, dei circa 9 mila infermieri previsti dal decreto rilancio, quindi parliamo degli infermieri di famiglia e di comunità, per attribuirgli il ruolo di infermiere scolastico. Stiamo parlando di una attività che, per l’impegno richiesto, dovrebbe essere svolta a tempo pieno, almeno all’inizio. Per il Nursing Up, invece, gli infermieri scolastici dovranno essere figure distinte, individuate attraverso l’assegnazione di nuove e specifiche risorse economiche, beninteso, senza escludere la possibilità che una parte degli infermieri di famiglia possa essere utile nelle scuole, che sono parte integrante della comunità, ma non certo attraverso un loro impiego a tempo pieno ed in forma esclusiva.

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L’infermiere scolastico è una proposta ragionevole?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

“Il Governo durante l’esame DL proroghe a Montecitorio ha accolto la mia proposta per l’introduzione dell’infermiere scolastico. Istituire questa figura, con Il Covid che ancora spaventa, è necessario per poter tornare a scuola in totale sicurezza e garantire il rispetto del diritto alla salute degli alunni e del personale scolastico. All’interno delle scuole c’è bisogno di una figura che svolga attività di controllo sanitario e l’infermiere scolastico potrebbe assolvere a questi compiti. Gli infermieri sono professionisti che hanno dato prova di grande coraggio durante il periodo di emergenza sanitaria ed hanno le competenze per gestire perfettamente questa delicata fase. La figura dell’infermiere scolastico, infatti, oltre alle funzioni di supporto sanitario, potrebbe occuparsi del monitoraggio sulla corretta applicazione delle misure anti-COVID per prevenire i contagi, dei bisogni assistenziali degli alunni (con particolare attenzione ai portatori di disabilità) allertando e attivando in caso di necessità il medico del dipartimento di prevenzione a cui l’istituto scolastico fa riferimento. (by Moira Perruso)

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Dall’inizio dell’emergenza sono rimasti a casa otto milioni di studenti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Hanno saltato il 30% dei giorni di scuola. Le lezioni tradizionali, durante il lockdown, sono state sostituite dalla didattica online, un metodo di insegnamento innovativo ma che ha dato vita a diverse problematiche, sia per gli alunni che per i genitori. Infatti, solo il 27% degli italiani si dichiara soddisfatto di questa soluzione. I metodi e le tempistiche di insegnamento adottati sono stati diversi, spesso cambiavano anche fra classi della stessa scuola, in base alla composizione del gruppo e alle necessità delle diverse famiglie.Lo strumento didattico più utilizzato nelle scuole elementari è stato quello delle videolezioni, il 72% le ha svolte con l’insegnante principale, in media 6 ore a settimana per gli alunni di prima, seconda e terza e 8 ore per quelli di quarta e quinta. Il 39% le ha svolte (anche) con altri insegnanti. Il secondo metodo più comune è stato la messa online di documenti da scaricare per svolgere compiti ed esercizi (59%).Per quanto riguarda il contenuto delle lezioni e il metodo di insegnamento, essi sono dipesi dalla volontà, dall’intraprendenza e dai mezzi a disposizione di ogni insegnante. Passare a questo nuovo sistema è stato ancora più difficile se si tiene conto del fatto che, da un’indagine Altroconsumo svolta prima del lockdown, risulta che i genitori erano molto soddisfatti dell’organizzazione precedente, sia dal punto di vista didattico (giudizio medio di 7.7 su 10), sia ambientale (7.8/10) che strutturale (punteggio di 7.2 su 10).
Questa situazione non ha solo gravato sui più piccoli, ma anche sui genitori che hanno dovuto provvedere ai supporti tecnologici adeguati per i figli e supportarli nell’utilizzo, oltre che assisterli durante i compiti a casa. Il 15% delle famiglie ha dovuto acquistare i dispositivi per permettere ai bambini di seguire le lezioni e solo nel 7% dei casi la scuola ha prestato loro gli strumenti. Parlando del supporto dato dai genitori, l’82% afferma che il figlio ha avuto bisogno di aiuto con la didattica a distanza, specialmente nell’organizzazione della giornata (58%), per chiarire dubbi sugli esercizi da svolgere (52%) e per capire in maniera più approfondita degli argomenti da studiare (44%), ma anche per utilizzare i mezzi tecnologici stessi (30%). Inoltre, va considerato che la responsabilità di assistere i più piccoli nelle lezioni è ricaduta maggiormente sulle madri (nel 59% dei casi le uniche ad occuparsene) che hanno dovuto, più degli uomini, riorganizzare la loro vita lavorativa in base alle nuove esigenze dei figli.Ma cosa pensano i bambini delle lezioni online? Anche loro si confermano poco soddisfatti, infatti, molti hanno sentito la mancanza dei propri compagni di classe (84%), ma anche del proprio istituto (72%). Inoltre, più di 1 alunno su 2 ha riscontrato delle difficoltà a imparare da casa.

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