Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’infermiere scolastico nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha firmato l’ordinanza per l’attivazione immediata da parte delle Asl delle procedure per ricercare i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari da dedicare all’attività di prevenzione e controllo dell’infezione da SARS-CoV 2 nelle scuole e per i servizi educativi nel Lazio. Si tratta di professionisti da acquisire anche attraverso la stipula di specifici contratti libero professionali e attraverso l’utilizzo delle graduatorie delle procedure concorsuali già in corso.Si cercano soluzioni ad hoc per consentire agli studenti di ogni età di riprendere le normali attività di istruzione nella massima sicurezza. Finalmente anche la FNOPI, che rappresenta gli Ordini degli infermieri e che è anche ente sussidiario dello Stato, ammette la necessità indispensabile della presenza di infermieri nelle scuole, soprattutto nei primi momenti, a tempo pieno, per creare e supportare un percorso di conoscenza, sensibilizzazione e intervento immediato a supporto degli studenti di ogni età.
Ma ancora una volta, osserva De Palma, presidente del Sindacato Infermieri si parte dai casi singoli come quello della regione Lazio mentre ci troviamo di fronte a un atteggiamento politico assolutamente incomprensibile.Prima di tutto, continua De Palma, non esiste un confronto con i sindacati, il Governo dialoga “con gli enti sussidiari dello Stato”, che tuttavia non hanno la competenza di legge nell’affrontare e risolvere specifiche problematiche inerenti la realtà di lavoro ed organizzativa degli infermieri.Qualcuno forse non vuole capire, o più semplicemente fa finta di non comprendere: il problema è che stiamo parlando di scelte delicate, che comportano riflessi diretti ed indiretti sull’inquadramento giuridico contrattuale che attiene alla nostra categoria professionale, ambiti questi di stretta competenza dei datori di lavoro e dei sindacati. Alla luce di tutto ciò non condividiamo in alcun modo, sotto il profilo sindacale, anche l’avanzata ipotesi resa pubblica dalla FNOPI, ma che tuttavia sembra essere stata accantonata anche da parte dalla Regione Lazio, che pare aprire ad un possibile impiego, tout court, dei circa 9 mila infermieri previsti dal decreto rilancio, quindi parliamo degli infermieri di famiglia e di comunità, per attribuirgli il ruolo di infermiere scolastico. Stiamo parlando di una attività che, per l’impegno richiesto, dovrebbe essere svolta a tempo pieno, almeno all’inizio. Per il Nursing Up, invece, gli infermieri scolastici dovranno essere figure distinte, individuate attraverso l’assegnazione di nuove e specifiche risorse economiche, beninteso, senza escludere la possibilità che una parte degli infermieri di famiglia possa essere utile nelle scuole, che sono parte integrante della comunità, ma non certo attraverso un loro impiego a tempo pieno ed in forma esclusiva.

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