Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 12 settembre 2020

Covid: Test sierologico, la metà di docenti e Ata lo hanno svolto

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Quasi il 50 per cento del personale della scuola, circa mezzo milione tra docenti e non docenti, ha svolto il test sierologico per il Covid 19 e di questi il 2,6% – cioè circa 13 mila persone – è risultato positivo e non prenderà servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo. Sono i dati dell’ufficio del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che aveva avviato nelle settimane scorse la campagna con la distribuzione di 2 milioni di test agli istituti scolastici. Il dato, diffuso dal Tg1 e ripreso dai maggiori mass media, tra cui La Repubblica, non tiene conto dei 200 mila tra docenti e non docenti del Lazio in quanto la Regione sta operando in maniera autonoma.“Come sindacato – spiega il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – abbiamo sempre considerato importante aderire alla possibilità di svolgere il test sierologico prima dell’inizio dell’anno scolastico ed in caso di positività di procedere successivamente con il tampone, che fornisce risposte rapide e veritiere. Nello stesso tempo, però, riteniamo che la stessa facoltà doveva essere concessa anche agli studenti, soprattutto gli iscritti agli istituti superiori, poiché potenzialmente portatori asintomatici in misura e numero maggiore rispetto al personale scolastico. Inoltre, permangono problemi legati all’effettivo svolgimento del test sierologico: tra negazioni di una buona parte dei medici di famiglia e lunghe attese presso le Asl, quello che emerge è un quadro che non sembra premiare le esigenze di priorità espresse dallo stesso ministero dell’Istruzione e dalle istituzioni sanitarie competenti. Pertanto, considerando il tempo sempre più ridotto in vista dell’inizio delle lezioni, ribadiamo la necessità di collocare il personale scolastico, anche quello precario che sottoscrive contratto di supplenze, tra i casi urgenti, così da avere la priorità di svolgimento degli esami sierologici”.

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Conte e Gualtieri: rilanciare la scuola e valorizzare i docenti. Anief: avanti tutta

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Nei giorni di concitata preparazione delle scuole per il rientro in classe di oltre 8 milioni di alunni, i vertici del Governo rassicurano sull’impegno presente e futuro verso il settore. Secondo il premier “tutto passa dalla scuola, il governo c’è, siamo tutti coinvolti in questa sfida. La vogliamo vincere tutti insieme”. Gli fa eco il ministro del Mef: “l’istruzione, la cultura, la ricerca – ha aggiunto – sono missioni fondamentali che noi metteremo al centro del Recovery Fund”.Il sindacato Anief prende atto dell’impegno preso dal governo e su cui, in particolare, si sono soffermati il Presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro nel ricordare una parte importante dei fondi derivanti dal Recovery Fund andranno proprio alla scuola: questa sarebbe quindi l’architrave del progetto che il nostro Paese si appresta a presentare a Bruxelles assieme al rilancio e supporto a settori fondamentali, come l’ambiente, le infrastrutture, la digitalizzazione e la sanità. Tutti contesti, a partire proprio dalla formazione e dalla Conoscenza, che negli ultimi tre lustri hanno dovuto fare i conti con tagli draconiani utili al solo scopo di ridurre la spesa pubblica senza farsi alcun problema sulle conseguenze nefaste riservate alle nuove generazioni.Hanno avuto forte apprezzamento le parole spese in questi giorni verso la classe docente da parte del premier Giuseppe Conte, in vista dell’imminente inizio delle lezioni nell’anno scolastico più complicato degli ultimi decenni e in corrispondenza dell’approvazione delle linee guida generali dell’Italia sull’attuazione del piano di proposta da presentare ad inizio gennaio alla Commissione europea sulla ripartizione dei fondi relativi al Recovery Fund.

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Scuola. Campidoglio, mense pronte a riaprire

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Il servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale è pronto a partire regolarmente da lunedì 14 settembre anche nelle scuole statali della città.I dirigenti scolastici Miur, nella loro autonomia, insieme ai consigli d’istituto, decidono qual è il giorno d’inizio delle attività didattiche nelle proprie scuole e di conseguenza anche del servizio di ristorazione. Roma Capitale è pronta e sta agendo con massima collaborazione.Pur comprendendo la delicatezza del momento che ogni singolo dirigente scolastico statale si trova ad affrontare per questa inedita riapertura, l’Amministrazione Capitolina rivolge loro l’invito a limitare quanto più possibile i disagi per le famiglie causati da eventuali partenze posticipate del servizio stabilite in autonomia dai singoli istituti.Il servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale è già regolarmente fruibile dal 9 settembre per i nidi capitolini ed è pronto a partire, già dal 14 settembre, nelle scuole dell’infanzia capitoline e nelle scuole statali che si trovano sul territorio della città, per un bacino di utenza che arriva a circa 150 mila utenti al giorno.Il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale ha regolarmente completato le interlocuzioni con Regione Lazio e Asl, dalle quali è nato il documento regionale “Indicazioni operative per la refezione scolastica nel rispetto delle indicazioni per la gestione del rischio da virus SARS COV2”, comunicato alle ditte per la rimodulazione del servizio.In base alle modifiche della gestione degli spazi decisa in autonomia dai singoli istituti che fanno riferimento al Miur, sono state individuate conseguenti soluzioni organizzative attivabili nei refettori, nelle aule o in forma mista. Nella eventuale rielaborazione dei piatti del giorno rimarranno inalterati i valori nutrizionali previsti e la qualità garantita.

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Scuola e lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pubblicata la Nota n. 1585 dell’11 settembre: confermate le linee portanti illustrate ieri ai sindacati. Importante passo indietro del ministero sulla tutela dei precari, ma ancora non basta. Dopo la serrata discussione di ieri fino a tarda sera, in sede di presentazione della nota ministeriale sui lavoratori fragili alle organizzazioni sindacali, ANIEF apprezza che dal testo definitivo sia stata espunta l’indicazione che non si debba procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa.Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF: “Si tratta di un importante risultato a tutela dei lavoratori fragili. Resta inteso, tuttavia, che ANIEF vigilerà sull’effettivo rispetto dei diritti di docenti, Ata ed educatori precari in condizione di fragilità, assicurandosi che nei loro confronti si provveda effettivamente a stipulare il contratto anche in presenza di temporanea inidoneità pregressa. Non è certo colpa di questi lavoratori, infatti, che le patologie di cui soffrono (questo, infatti, connota i lavoratori fragili) siano un grave fattore di rischio per il contagio da Covid-19. E non possono pagare loro il conto della pandemia. Rimangono, tuttavia, altri aspetti da rivedere, sui quali ANIEF conferma la propria ferma opposizione, che avverrà in tutte le sedi”.Ci sono importanti novità sulla gestione dei lavoratori fragili. Il ministero dell’Istruzione ha apportato modifiche e limature da apprezzare, perché alcune vanno proprio nella direzione indicata dal giovane sindacato. Come la cancellazione della parte in cui non si dovrà procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa. Ma vi sono, tuttavia, ancora diversi nodi da sciogliere. Su tutti, permane nella nota la prescrizione che il giudizio di inidoneità temporanea comporti, per il personale precario già contrattualizzato, il collocamento d’ufficio in malattia, con grave danno derivante dall’applicazione dei periodi di comporto e di riduzione temporali più svantaggiosi di quelli applicati al personale di ruolo. In questo caso, infatti, il supplente breve va in malattia al 50% dello stipendio e dopo 30 gg viene licenziato. Considerato che l’inidoneità temporanea sarà verosimilmente disposta dal medico per alcuni mesi, questo creerà un grave danno ai docenti precari (per il personale Ata, è previsto quanto meno l’utilizzo in mansioni residue, ove possibile). Resta quindi indispensabile, per ANIEF, l’attivazione di una nuova sequenza contrattuale per integrare e aggiornare il CCNI 2008 sul personale inidoneo inserendo in esso anche il personale docente, Ata ed educativo precario, incredibilmente dimenticato allora dai sindacati firmatari di quell’accordo. ANIEF invita sin da ora le lavoratrici e i lavoratori, precari e non, che dovessero subire una violazione dei propri diritti in relazione alla propria condizione di fragilità a rivolgersi alle sedi territoriali per ottenere tutela.

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Il Presidente Sassoli al G7 Speaker’s Meeting sui cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Il Presidente del Parlamento europeo parteciperà alla riunione virtuale dei leader dei Parlamenti del G7 ospitata dalla Speaker del Congresso USA, Nancy Pelosi. Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli parteciperà sabato 12 settembre dalle ore 13.00 alle ore 20.15 al G7 dei Presidenti dei Parlamenti. La riunione, virtualmente ospitata dalla Speaker del Congresso USA Nancy Pelosi, si svolgerà in remoto. David Sassoli prenderà la parola durante la cerimonia di apertura del “G7 Speaker Meeting” alle ore 13.00 e nel panel “Affrontare il Covid-19 e la crisi climatica per costruire un futuro più prospero, giusto ed eguale”, previsto per le ore 18.35 a porte chiuse. Nello stesso panel prenderanno la parola la Speaker del Congresso americano Nancy Pelosi, il Presidente della Camera dei Deputati italiana Roberto Fico, Il Presidente della Camera dei Rappresentanti giapponese Tadamori Ōshima ed il Presidente del Bundestag tedesco Wolfgang Schäuble.

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Lavoro e sanità in cima alle priorità quando si pensa all’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Milano. Libera circolazione, mercato comune e difesa dei consumatori sono gli ambiti su cui i milanesi ritengono che l’Unione europea abbia avuto un impatto positivo rispetto alla propria vita. Il dato emerge dal sondaggio che l’Ufficio del Parlamento europeo a Milano ha proposto a chi vive, lavora e frequenta la città. Su 1250 partecipanti, ben 1068 pensano ad esempio che l’UE abbia permesso loro di andare in vacanza senza code alle frontiere e a lavorare in un altro paese senza problemi. Meno rilevanti sarebbero il ruolo dell’Unione nella propria formazione o l’impatto della promozione della produzione agricola e la difesa dei prodotti tipici.Il sondaggio ha esplorato anche la conoscenza da parte dei milanesi dei progetti nati dall’investimento dell’UE sulla città. I più popolari sono risultati “CLEVER CITIES/MILANOCLEVER”, il progetto dedicato alla rigenerazione urbana tramite soluzioni nature-based e “PON METRO”, il programma di sviluppo urbano sostenibile focalizzato sulla riprogettazione di Milano secondo il modello “Smart City” e sull’inclusione della popolazione più fragile.Per quanto riguarda la gestione della crisi legata a COVID-19, i cittadini si ritengono mediamente soddisfatti. Su una scala da “1” (del tutto insufficiente) a “5” (ottimo), 471 cittadini hanno dato “3”, la sufficienza (37,6%). I giudizi molto positivi (“4” e “5”) raggiungono insieme il 31,3%. Dovendo invece ordinare le priorità di intervento dell’UE, che ha proposto di stanziare 1.850 miliardi per rilanciare l’Europa dopo il COVID-19 e rafforzare l’Unione da qui al 2027, i milanesi mettono ai primi posti: “Sostegno alle imprese e all’occupazione”, “Sanità” e “Ricerca e istruzione”. Tra le parole più usate nei suggerimenti facoltativi finali spiccano per frequenza: “sostegno”, “diritti”, “fiscale”, “immigrazione”, “mobilità” e “cultura”.I quesiti sono stati online la prima settimana di settembre. Circa il 90% dei partecipanti è nato o vive a Milano. Il sondaggio, che non ha valore statistico, è stato organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo a Milano per coinvolgere i cittadini in vista del discorso sullo stato dell’Unione (SOTEU) che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen terrà a Bruxelles il 16 settembre e ha avuto il sostegno del Comune di Milano, della Regione Lombardia, dello Europe Direct Lombardia e della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. Alla presentazione online dei risultati hanno partecipato anche gli eurodeputati: Eleonora Evi (Movimento 5 Stelle – Gruppo Non iscritti), Pierfrancesco Majorino (Partito Democratico – Gruppo S&D) e Silvia Sardone (Lega- Gruppo Identità e Democrazia).

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European Parliament: The week ahead 14 – 20 September 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Bruxelles. Plenary session. State of the European Union. Commission President Ursula von der Leyen will give her first State of the European Union address at 9.15 on Wednesday morning. She is set to outline the impact of the Commission’s work in mitigating the COVID-19 health and economic crisis, and to present her vision for economic recovery, the fight against climate change, and the situation in Europe’s neighbourhood. Political group leaders will react to her speech, assess the Commission’s work and set out their views on the 2021 priorities.
Recovery Plan/Own Resources. MEPs are set to accelerate the procedure that will enable the EU to borrow €750 billion for the “Next Generation EU” recovery plan. The vote on the own resources decision will make it possible to start the ratification process in 27 EU countries – so that the COVID-19 recovery plan can be launched as soon as possible (debate Monday, vote Wednesday)
EU Civil Protection capacity. MEPs are expected to call for the EU’s Civil Protection Mechanism to be enhanced so that the EU can better respond to large-scale emergencies such as COVID-19 and to ensure that member states are not left to rely on own assets and voluntary support when dealing with such emergencies (debate Monday, vote Wednesday).
Just Transition Fund. MEPs will adopt Parliament’s position for negotiations with EU ministers on setting up the Just Transition Fund to mitigate the social impact of greening the economy by supporting regions most affected by the energy transition (vote Wednesday).
COVID-19 tests/risk classification. MEPs will debate the lack of coordination regarding COVID-19 health assessments and risk classification and its consequences for the Schengen area. They are set to call for a common EU approach (debate Tuesday, vote Thursday).
Moria refugee camp. MEPs are expected to call for an urgent EU response to address the humanitarian crisis on the island of Lesbos following the fire that razed the Moria refugee camp (debate Thursday).
Foreign Affairs. In a series of debates with EU Foreign Policy Chief Josep Borrell, MEPs will comment on the situation in Russia and the poisoning of Alexei Navalny, on Belarus, Lebanon and on the upcoming Special EU summit, focusing on the dangerous escalation of tensions in the Eastern Mediterranean. Resolutions will be put to the vote on Russia, Belarus and the Eastern Mediterranean (Tuesday, votes Thursday)
Poland/Rule of law/Fundamental rights. MEPs will debate the democratic backsliding and rule of law breaches in Poland and are set to call on the Council and the Commission to act to protect fundamental rights in the country (debate Monday, vote Thursday).
President’s diary. On Monday afternoon, President Sassoli will meet with Commission Vice-President Margaritis Schinas and on Wednesday afternoon, he will participate via video in a High-level panel on a conference about ‘Upward convergence – What does it take in view of the crisis?’ organised by the German Federal Ministry of Labour and Social Affairs.

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EU climate law: MEPs want to increase emission reductions target to 60% by 2030

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Bruxelles. On Friday, the Committee on Environment, Public Health and Food Safety adopted their report on the EU climate law with 46 votes for, 18 against and 17 abstentions.MEPs support the EU climate law’s overall aim to enshrine the climate neutrality goal by 2050 in EU legislation but at the same time, they request a more ambitious 2030 target. They call for emissions to be reduced by 60% in 2030 compared to 1990, instead of “at least 50% towards 55%”, as the Commission proposed. They also want an interim target for 2040 to be proposed by the Commission following an impact assessment, to ensure the EU is on track to reach its 2050 target.
MEPs call on the Commission to propose by 31 May 2023 a trajectory at EU level on how to reach carbon neutrality in 2050 through the ordinary decision-making procedure. The trajectory shall be reviewed after each stocktake at global level.
MEPs also request that the Commission assesses and proposes amendments to all relevant EU legislation that contributes to reducing greenhouse gas emissions. They also want the Commission to issue a report every two years on the progress made by EU and member states towards achieving the climate targets. An independent scientific body should also be created to monitor progress.
Contrary to the Commission’s proposal, MEPs also want both the EU and all member states individually to become climate neutral by 2050 and call for sufficient EU and member state financing to do so. In addition, MEPs say both the EU and member states should be climate negative after 2050, meaning that they must remove more greenhouse gases than they emit.The EU and member states must also phase out all direct and indirect fossil fuel subsidies by 31 December 2025 at the latest, underlining the need to continue efforts to combat energy poverty.Finally, MEPs include a review article to ensure that the climate law remains aligned with efforts to limit the increase in temperature to 1.5°C, in accordance with the Paris Agreement.After the vote, Parliament rapporteur Jytte Guteland (S&D, Sweden) said: “The adoption of the report sends a clear message to the European Commission and the EU Council in light of the upcoming negotiations: we expect all Member States to achieve climate neutrality by 2050 at the latest and we need strong interim targets in 2030 and 2040 for the EU as well to achieve this.I’m also satisfied with the inclusion of a greenhouse gas budget, which sets out the total remaining quantity of greenhouse gas emissions as CO2 equivalent that could be emitted until 2050 at the latest, without putting at risk the Union’s commitments under the Paris Agreement.”Parliament will vote on its first reading during the 5 – 8 October plenary session, after which it is ready to start negotiations with member states.

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State of the European Union: EC president von der Leyen to address the House

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

In the wake of the COVID-19 pandemic and economic crisis, MEPs will take stock of the von der Leyen Commission’s achievements to date.Ursula Von der Leyen is expected to outline the impact of the Commission’s work in mitigating the COVID-19 sanitary and economic crisis, and to outline her vision for economic recovery, fighting climate change, and the situation in Europe’s neighbourhood.Political group leaders will assess the Commission’s work and set out their views, as this annual State of the Union debate is a chance for MEPs to scrutinise the work and the plans of the European Commission and help set the future direction for the EU.The debate will start with an address by President von der Leyen, followed by several rounds of interventions by political group speakers between which Ms von der Leyen will reply. The Council Presidency also take the floor.

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Statement of the UK Coordination Group and the leaders of the political groups of the EP

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

The UKCG and the EP political group leaders issued the following statement after meeting with Chief EU Negotiator Michel Barnier and Joint Committee Co-Chair Maroš Šefčovič, on Friday.The European Parliament’s UK Coordination Group (UKCG) met today to assess the impact of the United Kingdom Internal Market Bill on the implementation of the Withdrawal Agreement with EU-UK Joint Committee Co-Chair Maroš Šefčovič and to evaluate the ongoing negotiations on the future EU-UK relationship with EU Chief Negotiator Michel Barnier.EP political group leaders and UKCG members are deeply concerned and disappointed that the UK Government published an Internal Market Bill that clearly represents a serious and unacceptable breach of international law. It violates the Withdrawal Agreement that was signed and ratified by the current UK Government and Parliament less than a year ago. The Internal Market Bill gravely damages the trust and credibility that the European Parliament has already said is “an essential element of any negotiation”, thus putting at risk the ongoing negotiations on the future relationship.The European Parliament supports EU Chief Negotiator Michel Barnier and Commission Vice-President Maroš Šefčovič in asking the UK government to withdraw these measures from the bill immediately; by the end of September, at the very latest. The European Parliament’s UK Coordination Group stresses that:the Withdrawal Agreement, including the Protocol on Ireland/Northern Ireland, has legally binding force regardless of whether or not the EU and the UK conclude any new treaty governing their future relationship; and any issue regarding the implementation of its provisions should be addressed by the Joint Committee and in no case unilaterally by any party to the agreement. The European Parliament expects the UK government to uphold the rule of law and demands nothing less than the full implementation of all provisions of the Withdrawal Agreement, including the Protocol on Ireland/Northern Ireland, which is essential to protect the Good Friday Agreement and peace and stability on the island of Ireland.Should the UK authorities breach – or threaten to breach – the Withdrawal Agreement, through the United Kingdom Internal Market Bill in its current form or in any other way, the European Parliament will, under no circumstances, ratify any agreement between the EU and the UK.Regarding the outcome of the eighth negotiating round, the European Parliament remains committed to an ambitious partnership with the UK. We are disappointed with the continued lack of reciprocal engagement from the UK side on fundamental EU principles and interests.The European Parliament calls on the UK to work with the EU constructively and find compromises that are in the interests of our citizens and companies on both sides. Any potential deal should not only preserve our interests, but also respect the integrity of the European Union and its single market.For any deal to take effect, democratic oversight institutions on both sides of the Channel must be able to carry out a meaningful assessment, as stated in the Withdrawal Agreement. The European Parliament recalls that its consent to any deal will only be granted after detailed scrutiny of the legal provisions. The European Parliament will not accept having its democratic oversight curbed by a last-minute deal beyond the end of October.

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Milkomeda: la “supergalassia” che verrà

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Un nuovo studio internazionale, coordinato da un team del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, ha realizzato sofisticate simulazioni numeriche per prevedere i tempi cosmici nei quali la nostra Galassia si scontrerà con Andromeda fino a fondersi in un’unica “supergalassia”. I risultati del lavoro, che gettano nuova luce sul destino del nostro sistema stellare, sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy and AstrophysicsLa nostra galassia appartiene a un ammasso di galassie detto Gruppo Locale, composto da circa settanta sistemi stellari per la maggior parte di relativamente piccole dimensioni. Il centro di massa del Gruppo Locale si trova in un punto compreso fra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda, che sono infatti, insieme alla galassia M 33, le sue componenti principali.Le moderne osservazioni astronomiche suggeriscono l’esistenza all’interno sia della Via Lattea, che di Andromeda, di buchi neri supermassicci, con una massa superiore milioni di volte a quella del nostro Sole che a sua volta pesa circa un milione di volte la Terra. Non solo, la posizione e la velocità relativa delle due galassie lasciano ipotizzare una collisione futura tra i due sistemi che apre numerosi interrogativi sui loro destini e su quelli dei rispettivi buchi neri.
Oggi, un nuovo studio coordinato dal Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con l’Universitá di Heidelberg (Germania) e la Northwestern University (USA), fornisce le risposte a queste domande e individua i tempi cosmici in cui avverranno gli scontri fra le due galassie e i loro buchi neri.Il lavoro, pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, suggerisce che fra circa 10 miliardi di anni la Via Lattea e Andromeda si fonderanno in un’unica “supergalassia”, che potrebbe prendere il nome di Milkomeda.I ricercatori sono giunti a tali risultati mediante sofisticate simulazioni numeriche, le quali sono state realizzate con un sistema di calcolo di alte prestazioni a disposizione del gruppo di astrofisica teorica (ASTRO) del Dipartimento di Fisica della Sapienza.
“In un tempo senz’altro lungo rispetto ai tempi umani, ma non enorme rispetto a quelli cosmici, le due galassie collideranno e si fonderanno in un’unica supergalassia, Milkomeda – spiega Roberto Capuzzo Dolcetta della Sapienza. “La prima collisione tra le galassie avverrà tra 4 miliardi di anni e la fusione tra circa 10 miliardi anni, tempo curiosamente simile a quella che è la stima dell’età dell’Universo, ovvero dal Big Bang a oggi”.I dati ottenuti hanno permesso inoltre ai ricercatori di predire che, in seguito alla collisione galattica e alla fusione, i rispettivi buchi neri supermassicci delle due galassie si troveranno ad orbitare uno vicino all’altro. “Ciò implica – aggiunge Roberto Capuzzo Dolcetta – che in un tempo mille volte più` breve di quello necessario alla collisione delle galassie “madri”, i buchi neri si scontreranno a loro volta dando origine a una esplosione di onde gravitazionali di potenza inimmaginabile, miliardi di volte maggiore di quelle recentemente individuate dai grandi osservatori gravitazionali interferometrici della collaborazione internazionale LIGO-VIRGO negli Stati Uniti e in Italia”.

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Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta Dario Argento

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

The Exhibition, la prima grande mostra dedicata al grande maestro italiano del cinema internazionale.Prodotta in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti di Parma e curata da Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema, e Marcello Garofalo, la mostra verrà allestita all’interno della Mole Antonelliana e sarà inaugurata nel mese di febbraio 2021.La mostra ripercorre la sua lunga carriera, proponendo un viaggio nel cinema cult del maestro del brivido attraverso tutti i suoi film (da L’uccello dalle piume di cristallo, 1970, a Dracula 3D, 2012), con centinaia di immagini, fotogrammi e fotografie inedite, installazioni, oggetti di scena, musica, manifesti, costumi, video (con testimonianze di collaboratori e fan illustri), memorabilia, raffronti con le produzioni televisive e cinematografiche odierne.Dario Argento ha imposto uno stile talmente innovativo da essere stato variamente omaggiato (De Palma, Tarantino, Carpenter solo per citarne alcuni) e imitato, ma mai uguagliato. Il nome di Argento è conosciuto oggi internazionalmente per il contributo personale e moderno che il regista, fin dai primi titoli da lui diretti, ha saputo dare al thriller, al giallo e all’horror, allentando le maglie di una grammatica cinematografica estremamente codificata con soluzioni visive più ancorate all’irrazionale e alla dimensione onirica, oltrepassando fieramente il confine tra cinema di genere e cinema d’autore.Il legame tra Dario Argento e Torino è molto stretto. In questa città ha girato le sue prime opere e Profondo rosso, da molti considerato il suo capolavoro che è stato recentemente votato come il migliore lungometraggio di finzione girato sotto alla Mole, secondo un sondaggio realizzato dalla rivista Ciak. Ecco quindi che questa mostra è un omaggio a un grande maestro del cinema italiano, conosciuto e apprezzato a livello internazionale che può essere considerato a tutti gli effetti “torinese”.L’iniziativa fa parte di Torino Città del Cinema 2020, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino. http://www.torinocittadelcinema2020.it

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Mostra Fredrik VÆRSLEV World Paintings

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Milano dal 23 settembre al 30 ottobre 2020 GióMARCONI Via Tadino, 20 Orari mostra: dal martedì al sabato, dalle 11 alle 19, su appuntamento. Opening: martedì 22 settembre 2020dalle 11 alle 21 su appuntamento. Sebbene il germe dei World Paintings abbia attecchito per la prima volta nella mente di Fredrik Værslev dalla metà degli anni 2000 – l’occasione nacque allora dall’incontro fortuito con le bandiere dipinte in stile hard edge dall’artista svedese Olle Baertling che all’esterno del Moderna Museet di Stoccolma fluttuavano al vento – e sebbene Værslev abbia iniziato i suoi “flag paintings” più di due anni fa, è difficile pensare a una serie di opere in grado di cogliere, alla loro maniera semi-astratta e minimalista, le insolite scosse cosmiche di questo 2020, annus horribilis tra i peggiori, in modo più struggente e incisivo, soprattutto per l’impatto che questi radicali mutamenti hanno sortito sul business arciglobale e squisitamente cosmopolita dell’arte contemporanea.
I dodici dipinti oggetto della mostra “raffigurano” vari paesi del mondo di tutti e cinque i continenti: Bielorussia (dipinto eseguito, inutile a dirsi, molto prima che le agitazioni post-elettorali spazzassero via l’ultima dittatura pseudo-stalinista in Europa), Repubblica Turca di Cipro Nord (non un vero stato, in quanto non riconosciuto a livello internazionale), Inghilterra, Israele, Republica di Corea, Nauru, Pakistan, Panama, Seychelles, Trinidad e Tobago, e infine Uzbekistan. (Se questa selezione vi sembra casuale e spiazzante – ebbene, lo è. Se non fosse per il fatto, per nulla insignificante, che tutte queste bandiere, considerate sia da un punto di vista pittorico, sia da una prospettiva politica, contengono in sé il colore bianco: il bianco, tanto per cominciare, delle tele non trattate di Værslev.) Il significato delle opere d’arte è alquanto mutevole, naturalmente, ma val la pena riflettere sulla differenza che in appena sei mesi può esserci nella concezione, produzione e ricezione di queste stesse opere – contributo sobrio e diretto di Fredrik Værslev alla lunga storia della “flag art”, sacra e controversa al tempo stesso. Dieter Roelstraete

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Trump, padrone assoluto del Partito Repubblicano

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

La piattaforma approvata alla Convention 2020 del Partito Repubblicano consiste di una risoluzione che rinnova ciò che i delegati hanno approvato nel 2016. Include un aggiornamento che il Partito “continuerà ad appoggiare in modo entusiastico l’agenda di America First” del presidente Donald Trump. L’agenda di Trump rimane un mistero nonostante le interviste concesse alla Fox News nelle quali il 45esimo presidente è rimasto evasivo su ciò che intende fare se gli americani gli rinnoveranno il mandato fra una sessantina di giorni. In effetti, il Partito Repubblicano non solo si è inchinato al suo leader ma ha deciso che Trump non è solo il capo ma anche il padrone assoluto.Gli interventi alla recente convention ci confermano che Trump si è piazzato al centro delle attività mettendo da parte gli altri luminari del Partito che di solito sono invitati a fare le loro presentazioni. Una buonissima parte dei partecipanti alla convention sono stati membri della famiglia di Trump con pochissimi individui che ci ricordano la storia del partito. A differenze della convention del Partito Democratico dove ex presidenti ed altri luminari sono intervenuti, in quella di Trump le dinastie dei leader repubblicani sono state assenti. George W. Bush, 43esimo presidente e altri membri della sua famiglia attivi in politica come il fratello Jeb, hanno saltato la convention. Gli ex portabandiera come Mitt Romney, candidato repubblicano alla presidenza nel 2012 e i rappresentanti della famiglia di John McCain, portabandiera nel 2008, hanno anche loro ignorato la convention. In effetti, i VIP del Partito Repubblicano dal 1980 al 2016 sono scomparsi. Gli unici luminari sono stati Kevin McCarthy, attuale leader della minoranza alla Camera, e Mitch McConnell, attuale presidente del Senato. In ambedue i casi gli sono stati accordati 6 minuti per parlare. In sintesi, la convention repubblicana è stata non solo senza piattaforma, eccetto quella nella mente di Trump, ma anche uno spettacolo in cui lui stesso o i membri della sua famiglia hanno agito da protagonisti.Si tratta di uno spettacolo in cui Trump non è solamente la super star ma tutti gli altri attori sono piazzati in un ruolo di ovvio supporto. Quelli che non possono abbracciare questa ideologia vengono messi da parte. I luminari del Partito dunque sono scomparsi oppure si ribellano anche se in modo poco stridente. Alcuni però lo hanno fatto prendendo chiare distanze da Trump. John Kasich, ex governatore dell’Ohio e candidato di un certo successo alla nomination del Partito Repubblicano nel 2016, eventualmente sconfitto da Trump, è intervenuto alla convention democratica. Kasich ha suonato l’allarme contro il 45esimo presidente, lodando Joe Biden, il portabandiera democratico. Christine Todd, ex governatrice del New Jersey e Cindy McCain, vedova del senatore John McCain, hanno anche loro dato il loro endorsement a Biden. Altri luminari repubblicani come George W. Bush, presidente 2000-2008 e Mitt Romney, portabandiera del Partito Repubblicano nell’elezione del 2012, non hanno offerto pubblicamente l’endorsement a Biden ma la loro assenza dalla convention repubblicana non è passata inosservata.Alcuni analisti hanno affermato che sotto molti aspetti Trump non è veramente repubblicano facendo notare i principi tradizionali del partito. Questi includono un programma che fonde un conservatorismo sociale sposato con tendenze economiche liberiste e una politica estera basata su una linea dura. L’attuale inquilino della Casa Bianca riflette questi princípi pallidamente avendoli rimpiazzati con una politica principalmente riflettente i suoi sentimenti del momento. La mancanza di piattaforma alla convention ce lo conferma poiché gli offre anche mano libera per operare come lui crede.Nell’elezione del 2016 Trump fu eletto in parte perché non era un candidato dell’establishment repubblicano né di quello dell’ambiente di Washington, promettendo di asciugare il pantano. In realtà, dopo l’elezione, una buona parte dei suoi collaboratori erano individui che conoscevano il governo federale. Avrebbero dovuto fargli da guida, considerando la sua inesperienza politica. Poco a poco però Trump ha cacciato la stragrande maggioranza di questi professionisti della politica rimpiazzandoli con individui a lui grati, spesso provenienti dalla Fox News. I messaggi per potenziali collaboratori divennero chiarissimi: fedeltà al presidente o in caso contrario poche possibilità di permanenza. Alla convention si è avuta la conferma di questa sua politica, eliminando le regole tipiche come la piattaforma del Partito che storicamente non lega le mani dell’eventuale presidente ma serve più come ideologia simbolica del partito. Trump non ne ha bisogno. L’ideologia risiede nella sua mente.In effetti, Trump ha cancellato il partito creando il proprio sistema senza preoccuparsi degli altri candidati repubblicani i quali sono condannati al destino del loro capo. La piattaforma e la convention sono tipicamente anche una campagna per i candidati a governatori, senatori, sindaci e tante altre cariche. Trump ha alla fine creato un clima in cui l’elezione si sta convertendo in un referendum su lui stesso. Al momento questa situazione sembra favorire Biden, il quale, anche se poco entusiasmante, è visto dalla maggioranza degli americani come l’alternativa a un individuo con tendenze narcisistiche e autoritarie. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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UNHCR: la ripresa delle violenze nella regione del Kasai

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Se la situazione non dovesse migliorare, l’acuirsi delle tensioni e una ripresa delle violenze nella Grande Regione del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), potrebbero determinare una nuova ondata di esodi di massa, avverte oggi l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati. Fino a poco tempo fa, la regione aveva registrato un periodo di relativa calma. Tuttavia, nel corso dell’ultimo mese, più di 24.000 persone sono fuggite da tre diversi conflitti legati a dispute fondiarie, scontri per le risorse e conflitti tra gruppi etnici, autorità e milizie.La maggior parte degli sfollati sta cercando rifugio lungo le aree di confine delle regioni di Demba, nel Kasai Centrale, e di Mweka, nel Kasai.Nel 2017, le violenze nel Kasai avevano creato 1,4 milioni di sfollati interni e spinto circa 35.000 persone a mettersi in salvo in Angola.I nuovi sfollati hanno riferito di omicidi, stupri, torture, saccheggi e case date alle fiamme nelle ultime settimane. Decine di persone si sono messe in salvo riportando ferite. Tra le persone in fuga si registrano numerosi minori, donne e anziani.
A Katende, nella provincia del Kasai Centrale, gli scontri tra due comunità per il possesso di risorse minerarie e legname sono andati aumentando lungo tutto il mese di agosto.Negli ultimi giorni, l’UNHCR ha ricevuto testimonianze di conflitti nel villaggio di Nteenda, nella provincia del Kasai Centrale, correlati ai tentativi delle milizie di sostituire un rappresentante comunitario tradizionale con uno dei propri membri,. La disputa ha provocato l’esodo di quasi 1.000 persone. In quanto prima agenzia umanitaria chiamata a rispondere, l’UNHCR sta registrando gli sfollati nonché i membri delle comunità locali, le cui capacità di offrire supporto e accoglienza sono spesso limitate a causa dell’estrema povertà e degli elevati livelli di malnutrizione che caratterizzano l’area. L’Agenzia sta assicurando assistenza alle persone sopravvissute a violenza sessuale segnalandole ai servizi medici e di sostegno psicosociale. Grazie alle continue operazioni di soccorso, l’UNHCR ha finora distribuito teli impermeabili, coperte, sapone, set da cucina e altri articoli a beneficio di più di 4.000 persone. Inoltre, sono migliaia i beneficiari di kit per gli alloggi e aiuti in denaro contante per permettere di acquistare cibo e soddisfare le esigenze più urgenti.L’UNHCR continua a monitorare la situazione insieme ai partner e a rispondere alle necessità delle vittime di violazioni di diritti umani. Inoltre, sta promuovendo negoziati di pace tra i rappresentanti delle differenti comunità al fine di prevenire l’insorgere di nuovi scontri.L’Agenzia, infine, esprime nuovamente preoccupazione per l’incolumità di circa 16.000 congolesi espulsi dall’Angola lo scorso anno, i quali continuano a sopravvivere in condizioni precarie in aree remote e quasi inaccessibili. L’UNHCR sta effettuando valutazioni delle condizioni stradali per prepararsi ad assicurare assistenza umanitaria in tempi rapidi, nel caso in cui la situazione dovesse continuare a peggiorare.Alla fine del 2018 e all’inizio del 2019, l’Angola ha espulso migliaia di persone nel corso di operazioni volte a contrastare le migrazioni irregolari. Molte erano ex rifugiati congolesi segnalati a organizzazioni partner per ricevere assistenza.L’UNHCR rivolge un nuovo appello a profondere tutti gli sforzi utili per ristabilire la pace e allentare le tensioni nel Kasai. Inoltre, esorta a stanziare le risorse necessarie per rispondere alle esigenze degli sfollati congolesi nella regione.

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63° Zecchino d’Oro: 14 canzoni in gara

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Sono 16 i piccoli solisti, provenienti da 8 diverse regioni d’Italia, scelti per interpretare le 14 canzoni in gara al 63° Zecchino d’Oro, in onda a dicembre su Rai1, con la direzione artistica di Carlo Conti, che saranno raccolte in una compilation distribuita da Sony Music Italia. Nonostante le difficoltà di quest’anno, la fase finale delle selezioni si è potuta svolgere il 2 settembre dal vivo all’Antoniano.I brani in gara, scelti tra le 586 proposte arrivate all’Antoniano, trasmettono attraverso la musica importanti messaggi educativi e sociali. Tra le tematiche di quest’edizione il valore dell’amicizia, l’inclusione, il rispetto per l’ambiente. A curare gli arrangiamenti musicali, il Maestro Peppe Vessicchio, Direttore Musicale dello Zecchino d’Oro. Ecco le canzoni in gara alla 63ª edizione e i nomi dei solisti che le interpretano insieme al Coro dell’Antoniano, diretto da Sabrina Simoni:
“Cha cha cha del gatto nella scatola” (di Davide Capotorto e Alessandro Augusto Fusaro) cantata da Maria Delfino, 6 anni, di Arenzano (GE)
“Come le formiche” (di Gianfranco Fasano e Tommaso Fasano) cantata da Sara Maria Corrado, 7 anni, di Monza (MB) e Aurora Griggio, 4 anni, di Vigonza (PD)
“Custodi del mondo” (di Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi) cantata da Anita Bartolomei, 7 anni, di Belforte del Chienti (MC)
“Discopizza dj” (di Andrea Casamento, Gianfranco Grottoli e Andrea Vaschetti) cantata da Davide Martiello, 6 anni, di Ginosa (TA)
“Hai visto mai” (di Antonio Buldini e Gianfranco Fasano) cantata da Anita Olivieri, 8 anni, di Lurago d’Erba (CO)
“Il bambino e il mare” (di Fabrizio Bove, Alessandro Casadei e Francesco Itri Tardi) cantata da Andrej Avella, 6 anni, di Giardini Naxos (ME)
“Il serpente balbuziente” (di Flavio Careddu e Alessandro Visintainer) cantata da Alessandro Pompeo, 6 anni, di Montescaglioso (MT)
“La vacanza ideale” (di Paolo Belli e Paolo Varoli) cantata da David Juan Navarro Solano, 9 anni, di Monopoli (BA)
“Mille scarpe” (di Mario Gardini e Giuliano Ciabatta) cantata da Christine Merveille Kengne, 8 anni, di Monza (MB)
“Mozart è stato gestito male” (di Leonardo Pieraccioni e Francesco Tricarico) cantata da Davide Bellemo, 6 anni, di Chioggia (VE) e Martina Serravalle, 9 anni, di Bergamo
“Pappappero” (di Maria Elena Rosati, Lorenzo Tozzi e Valerio Baggio) cantata da Nicole Catalano, 6 anni, di Mira (VE)
“Pippo e la motoretta” (di Alberto Zeppieri e Victor Daniel) cantata da Alice Giella, 5 anni, di Santo Stefano di Magra (SP)
“Salutare è salutare” (di Carmine Spera e Antonio Buldini) cantata da Laura Calbi, 7 anni, di Matera
“Un minuto” (di Mario Gardini e Stefano Rigamonti) cantata da Angelica Zina Cottone, 8 anni, di Reggio Calabria
Con i piccoli solisti della 63ª edizione sale a 1050 il numero di bambini che hanno partecipato come interpreti dalla prima edizione dello Zecchino d’Oro nel 1959 ad oggi. È stato possibile trovare i nuovi piccoli cantanti grazie allo “Zecchino d’Oro Casting Tour”, che, a causa delle disposizioni legate all’emergenza Covid-19, si è svolto quest’anno con una nuova modalità: online in due fasi distinte, attraverso una video-esibizione registrata direttamente a casa. Il Casting Tour ha avuto la media partnership di Rai Radio Kids ed è stato realizzato con il supporto di Wobinda Produzioni e di Monnalisa, che vestirà i solisti e il Coro allo Zecchino d’Oro. I 16 solisti, insieme a tutti i bambini del Coro dell’Antoniano, saranno anche i portavoce della solidarietà di Antoniano e in particolare del progetto “Operazione Pane”, volto a sostenere 15 mense francescane in tutta Italia e in Siria e a garantire un pasto caldo e un futuro più sereno a migliaia di persone che vivono in condizioni di povertà estrema. Il pasto caldo rappresenta il primo passo di un cammino che, partendo dall’ascolto, dal confronto e dal dialogo, porta alla rinascita personale e sociale per le persone e famiglie in difficoltà.

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Pensioni agricoltori

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Le pensioni degli agricoltori sono ancora le più basse, ferme a 515 euro, mentre la sentenza della Consulta, la 152 del 22 luglio scorso, parla chiaro e, oltre a imporre l’incremento a sostegno degli invalidi civili totali, ha innescato la revisione anche delle minime. Governo ne tenga conto, interviene Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani pur soddisfatta per l’applicazione della sentenza nel Dl Agosto per quel che riguarda le pensioni d’invalidità, portate a 651,51 euro.
Anp-Cia plaude alla decisione del Governo su questa materia che consente di superare una situazione da molti anni segnalata come fonte d’ingiustizia e disagio sociale, ma non può che evidenziare, ancora una volta, anche le condizioni dei pensionati al minimo, costretti a vivere con un assegno che non consente di provvedere ai bisogni fondamentali e a una vita dignitosa. In questo senso la sentenza della Corte Costituzionale si esprime anche per le pensioni minime, ferme a 515,07 euro.Inoltre, Anp-Cia, ricorda che la Carta Sociale Europea individua in 650 euro il livello minimo degli assegni da erogare. Oltre a essere, dunque, un problema di giustizia sociale, è anche un riconoscimento del valore di tanti lavoratori. E vale soprattutto per gli agricoltori che hanno svolto un’opera fondamentale per il Paese, assicurando beni essenziali come il cibo e la tutela del territorio. Ora, sottolinea Anp-Cia, si ritrovano tra i più poveri e, in molti casi, costretti a lavorare anche in età avanzata con tutti i rischi per l’incolumità e la salute che questo comporta.“Il tema delle pensioni minime deve essere affrontato con serietà e rigore nella prossima legge di Bilancio 2021 -interviene il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo- nella quale risulterà senz’altro possibile rintracciare le risorse necessarie”. “La cosiddetta pensione di cittadinanza -aggiunge Del Carlo- non ha dato soluzione a questo problema, in quanto la stragrande maggioranza dei pensionati non ha potuto accedervi a causa dei previsti criteri restrittivi, mentre l’epidemia del Covid-19 ne ha aggravato notevolmente le condizioni. Continueremo a batterci per i pensionati e gli anziani -conclude il presidente nazionale di Anp-Cia, Del Carlo- affinché vengano loro riconosciuti assegni dignitosi e servizi sociosanitari adeguati, soprattutto nelle aree interne e rurali d’Italia”.

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Elezioni amministrative in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

«Ormai si è alla quasi chiusura delle intese, delle alleanze e delle candidature per i 61 comuni siciliani che andranno al voto il 4 e 5 ottobre. Articolo uno siciliano lavora da per costruire, in previsione delle prossime elezioni regionali, un campo largo delle forze progressiste, democratiche e di sinistra, aperta alla partecipazione attiva del civismo ambientalista verificando la possibilità di un pieno coinvolgimento del M5s». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolouno in Sicilia, riferendosi alle prossime elezioni amministrative in Sicilia. Ci vuole – continua Zappulla – una coalizione forte di un programma e di un profilo etico e valoriale davvero alternativo al governo Musumeci e al centrodestra che lo sostiene. Utilizzeremo ogni occasione a partire dalle amministrative per costruire l’alternativa alla peggiore destra italiana. Quella destra incapace di governare le emergenze sanitarie ed economiche e, al contempo, portatore dei disvalori del razzismo, delle discriminazioni e dell’autoritarismo. Il quadro delle alleanze si sta realizzando a macchia di leopardo e segnala insieme a qualche luce molte ombre. A nostro avviso era necessario un maggiore coraggio da parte del Pd e uno sforzo unitario più chiaro del M5s. Non decolla, infatti, come dovrebbe l’alleanza larga e spesso registriamo un arretramento, per le divisioni interne ancora caratterizzanti, dello stesso Pd». «Queste amministrative – dice sempre Zappulla – possono rappresentare un laboratorio positivo che solo in pochi casi però si sta realizzando, e questo per il prevalere dei vecchi sistemi di potere nel Pd e per le profonde divisioni che attraversano ormai anche il M5s. Articolouno , nel rispetto dell’autonomia di ogni comune e territorio, ha mantenuto ovunque un rigoroso profilo politico di sinistra, contribuendo con generosità a costruire tutte le coalizione che puntano al progresso e al cambiamento.In qualche Comune questo è stato possibile realizzare, in altri invece – dichiara il segretario regionale – non è si è potuto procedere perché nel Pd sono prevalse vecchie logiche di potere, guerre di componenti e personalistiche , una mancanza di regia unitaria interna dello stesso M5s e in Iv. Articolouno regionale sosterrà – conclude Pippo Zappulla segretario regionale del partito – con forza e coerenza i nostri candidati ai vari consigli comunali e i Sindaci nostri e delle coalizioni convinti che già da queste amministrative si potrà e dovrà provare a lanciare un forte e radicale segnale di cambiamento politico, culturale e valoriale ad una Sicilia che ha fame e sete di lavoro, di sviluppo, di ambiente e di legalità.

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“I prossimi anni saranno fondamentali per far ripartire l’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Con la Legge di Bilancio, che porterà con se anche una profonda riforma fiscale e l’abbassamento delle tasse, e il Recovery Plan metteremo in campo importanti progetti che favoriranno la creazione di nuove opportunità di lavoro. In questo modo si creeranno nuovi posti di lavoro legati al digitale, alla filiera dell’energia e a quello della mobilità sostenibile”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Italia: Fuga dei cervelli

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

“Una recente indagine, di Talents in motion, conferma che il tema della “fuga dei cervelli”, in particolare, è estremamente sentito dai giovani talenti italiani. Il 71% degli intervistati starebbe valutando di rientrare in Italia, complice il fatto che la risposta del Governo alla pandemia da Covid-19 è ritenuta tra le migliori in Europa.Uno Stato che si prende cura dei propri cittadini, come ha fatto l’Italia, anteponendo la salute dei cittadini ad ogni altro tipo di interesse, è un ottimo incentivo a rimanere. Ma non è il solo, perché dopo parecchi anni abbiamo finalmente invertito la politica degli investimenti, che per troppo tempo sono rimasti fermi, a partire da settori strategici come sanità a ricerca scientifica. Abbiamo iniziato a creare, nuovamente, condizioni lavorative favorevoli, promuovendo programmi di formazione all’interno delle aziende, nuovi fondi per le start-up, forme di decontribuzione incisive e ad investire sui servizi, con il fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Risultati come l’eliminazione del superticket, oppure il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e la nuova decontribuzione del 30% per i lavoratori del sud sono solo alcuni dei risultati che abbiamo portato a casa in questi mesi, e sono molto incoraggianti”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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