Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Un figlio in quarantena con i genitori che lavorano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

“Un figlio che deve rimanere a casa da scuola perché in quarantena e due genitori che lavorano. Uno scenario che, alla riapertura dell’anno scolastico, potrebbe realizzarsi. Per questo, nell’ultimo Consiglio dei ministri del 3 settembre è stato previsto un decreto che introduce lo smart working e il congedo per chi ha figli sotto i 14 anni in quarantena. ‘Sono previste – si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi – misure in materia di smart working e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli. Per il Commissario straordinario per l’Emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ‘se c’è una famiglia di due genitori che lavorano, se hanno un figlio contagiato e uno dei due deve restare in casa, non necessariamente, ma possibile che sia vero, quello che rimane a casa non ci deve rimettere neanche un euro”. A sua volta la ministro Bonetti ha spiegato che ‘su questo tema il governo è impegnato a dare risposte: stiamo lavorando per scrivere le norme che riattivino i congedi parentali che già in tempo Covid avevamo attivato e il diritto allo smart working”. Non c’è che dire, mi sembrano risposte giuste, e come dice il commissario Arcuri: il genitore che rimane a casa non ci deve rimettere un euro. E se entrambi i genitori o mamma single con attività commerciale si ritrovano in questa condizione che si fa? Ah già, si arrangiano. Loro e i loro figli. Mica il lavoro autonomo può essere considerato un lavoro, è un hobby. Tutto ciò indica che il provvedimento è stato varato senza che si sia avuta la possibilità di sollevare questo problema. Anzi il fatto stesso che non sia stato considerato tale problema, dimostra in pieno la sensibilità che il governo giallorosso ha nei confronti degli imprenditori e delle Partite Iva. Tutti ricchi che non necessitano di attenzione. In fondo hanno già dato 600 euro, non basta?”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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