Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Collana “Poesia” della Morcelliana

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Versi che attraversano l’Italia del nostro tempo: dalla Campania alla Liguria, dal Trentino alla Sicilia…Che costruiscono immagini con le parole, specchi di una vita che resiste, o fugge, o non c’è più, reale o sognata, nella cornice di una società che cambia insieme alle idee, alle cose, persino ai sentimenti… C’è questo ed altro nella collana “Poesia” della Morcelliana che propone liriche di autori italiani, talora lontani dai riflettori, ma già apprezzati dal pubblico e dalla critica. Presenti attraverso antologie oppure la loro opera completa, gli autori di “Poesia”, collana della storica editrice bresciana che aveva già in catalogo saggi importanti sul tema (si pensi a “La gloria della lingua. Sulla sorte dei poeti e della poesia” di Daniele Piccini) e raccolte poetiche di taglio spirituale (con nomi come David Maria Turoldo, Bruno Forte, Franca Grisoni, Giacomo Canobbio, Arnoldo Mosca Mondadori, Annamaria Canòpi, sono qui accomunati dal saper trattenere lucide intuizioni e cogliere verità profonde offrendo voce a indecifrabili silenzi. Le scelte di “Poesia” mostrano anche pari dignità fra modelli differenti di far poesia, nel rispetto di linee ben codificate dalla tradizione oppure di disincantata sperimentazione. Si è partiti nei mesi del lockdown con due uscite, seguite ora da due nuovi titoli. Ci si riferisce a “Il senso vero della neve” del campano Antonio Donadio – testo, impreziosito da una raffinata cura lessicale, articolato in sezioni dalla diversa unità ritmo-sintattica, fra paesaggi con figure e dialoghi nel solco del montaliano “indecifrabile” vivere – come pure a “Tempi della memoria” del ligure Silvio Riolfo Marengo, liriche di intensa purezza vergate nel dialetto del suo paese – Castelvecchio di Roccabarbena – con un linguaggio alieno da tentazioni cifrate, modulato quasi naturalmente sul tradizionale respiro dell’endecasillabo: “un’anima di canto”, per dirla con Barile, ancora utile per sottrarre all’aggressione degli anni volti, luoghi e avvenimenti, importanti per l’autore, al contempo capace di trasmettere ad altri il senso di un vivere corale governato da riti, consuetudini e sentimenti di reciproca solidarietà . A questi due titoli apripista si sono aggiunti da pochi giorni “Là dove core el me pensier in fuga” di Sandro Boato, il noto urbanista e ambientalista scomparso la fine dell’anno scorso, fine traduttore di almeno un centinaio di poeti euro-occidentali e americani del Novecento delineando un personale canone della poesia del secolo scorso, nonché poeta egli stesso – specie in dialetto – se così è corretto dire – veneziano e trentino, poeta “verde”, ma non solo: e – infine – il dotto poema di Giuseppe Bellia “ Stazioni per una via di ritorno”, opera la cui valenza evocativa si unisce alla concretezza del vissuto nel pieno coinvolgimento della storia degli uomini: una poesia – quella di questo biblista – che non disdegna la vena ironica e tragica, ricca di suggestioni, con rimandi a contesti diversi: toni oracolari, ritmi affabulanti, armonie ora arcaiche ed ora moderne.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: