Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Lettera aperta ai dirigenti, al personale scolastico, agli studenti del presidente Anief-Udir, Marcello Pacifico

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Cari/e colleghi, alunni/e, il 14 settembre 2020 rappresenta una data da ricordare per l’inizio delle lezioni in alcune delle nostre scuole dopo mesi di chiusura in cui il Paese finalmente si è interrogato sull’importanza del lavoro che ogni giorno svolge
più di un milione di insegnanti, educatori, amministrativi, presidi per garantire il diritto all’istruzione di 8 milioni
di studenti. La scuola deve ripartire, è responsabilità di ognuno di noi, ci ricorda papa Francesco oggi, e nel ripartire deve
avere chiaro un nuovo patto educativo tra le famiglie e tutta la comunità educante con una particolare attenzione
alla cura della salute, delle relazioni sociali, di chi è rimasto indietro, di chi è più debole, di chi è fragile, del
nostro ambiente. Il distanziamento sociale rimane uno degli strumenti più forti anche se più alieni all’uomo, che Aristotele ha
definito proprio animale sociale, per combattere la diffusione del Covid-19 dentro e fuori le aule, nonostante i
protocolli di sicurezza presi sulle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e le Linee Guida dell’istituto
superiore della sanità. Sono consapevole che la paura è tanta, i dubbi maggiori, ma non dobbiamo uccidere la speranza, anzi
dobbiamo rafforzare la nostra prospettiva per una sfida che ci deve vedere tutti attenti e uniti nel culto della
tutela della salute ma anche del desiderio della cultura. Nei mesi duri della chiusura, moltissimi insegnanti hanno
cercato di restare in contatto con i propri studenti pur non essendo formati a una didattica a distanza che in
alcuni casi ha persino allargato le distanze sociali. Dobbiamo fare di tutto per non ritornare a quei mesi, perché la tecnologia ci deve aiutare a migliorare gli strumenti di diffusione del sapere ma non potrà mai sostituire la mediazione didattica in presenza e il suo ruolo nell’educazione delle nuove generazioni. Sono certo che tutti ci impegneremo perché la curiosità guidi ancora i nostri figli e con essi li porti alla ricerca di una società più giusta e migliore; in fondo, come a Federico II piaceva sempre ricordare al figlio Corrado, si gubernare populos in studium velle. Compito del Governo, del Parlamento, del Sindacato è alimentare questo sogno, sorreggere questo impegno, vincere questa sfida che dovrà dotare l’istruzione e la ricerca nei prossimi anni al centro degli investimenti contratti con l’Europa per la ripartenza questa volta del Paese. Dobbiamo stabilizzare i precari e assumere tutti i vincitori dei concorsi, dobbiamo abolire le classi pollaio, dobbiamo recuperare i diecimila plessi dismessi, utilizzare organici certi su tutti i posti vacanti specialmente su quelli di sostegno. Abbiamo il dovere, in poche parole, di dare un futuro all’Italia nella sua vocazione europea, terra di tolleranza, di creatività, di diritto, di cultura. Il nostro obiettivo è quello di ricostruire insieme una scuola più giusta che sia fondata sul rispetto del diritto nazionale e comunitario’. Buon inizio delle lezioni Marcello Pacifico (n.r. E noi ci associamo)

Una Risposta a “Lettera aperta ai dirigenti, al personale scolastico, agli studenti del presidente Anief-Udir, Marcello Pacifico”

  1. lorenzo tidei said

    La speranza…allora parliamo del ministro Speranza che,bianco come un lenzuolo,ha detto che ha scuola in presenza il rischio di contagio esiste e noi dovremmo mandare nostra figlia che ha rispettato sempre le regole dall’inizio,che ha rinunciato ad andare in vacanza senza fare proteste e che,cosa piu’ importante,ha capito la situazione,in un complesso scolastico formato da tredici classi e duecentosessanta alunni che sono andati in giro tutta l’estate chissa’ dove?
    E la responsabilita’ se poi qualcuno si ammala e fa ammalare gli altri a scuola chi se la prende?Nessuno, solo noi genitori.
    Al primo caso positivo a scuola metteranno in quarantena la classe,gli insegnanti e i genitori o tutta la scuola e attiveranno la didattica a distanza.
    Loro contano i numeri dei contagi e dei decessi quando gli ospedali,speriamo di no ma non lo possiamo sapere,saranno di nuovo pieni,cosa che sta accadendo in questo momento in Corea del Sud e in China chissa’ che succede,dovranno fare il lockdown perche’ non avranno piu’ posti letto e costruiranno i Covid center all’aperto e altri ospedali.
    In Israele hanno riaperto le scuole a luglio e si e’ acceso un focolaio di duecentoquaranta persone tra studenti e insegnanti dopodiche’ hanno richiuso tutto nuovamente e ora sono di nuovo in lockdown come la Corea del Sud,invece di attivare il piu’ presto possibile la didattica a distanza in modo tale da diminuire il numero delle persone nella scuola e nelle classi e far circolare di meno il virus che e’ ancora attivo,hanno riaperto le scuole con il pensiero magico che andra’ tutto bene.
    E chi mi garantisce dove vanno le altre persone dopo la scuola?Vanno al ristorante?Ai matrimoni?Alle feste?Questo non lo posso sapere ma probabilmente vanno ovunque ed e’ vero che l’insegnamento e’ prezioso ma anche la societa’ va tutelata e dobbiamo in questo momento cercare le soluzioni piu’ astute per non incontrare un virus che cosi aggressivo non si vedeva da cento anni,infatti l’influenza spagnola duro’ dal gennaio 1918 al dicembre 1920 causando 500.000.000 di casi e 50.000.000 di morti.
    Quindi speriamo che vada tutto bene.

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