Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

30° Congresso “European Respiratory Society”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Si è tenuto nell’ambito dell’ERS International Congress 2020, il Simposio “WHICH TARGET TO PROTECT AND PRESERVE LUNG HEALTH?”, promosso da Zambon, che ha visto esperti di fama mondiale fare il punto su alcune malattie polmonari ad alto impatto socio-assistenziale come la BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) e l’FPI (Fibrosi Polmonare Idiopatica) e su alcune evidenze emerse durante la gestione dell’emergenza sanitaria mondiale da SARS-COV-2 (COVID-19).In particolare, il dibattito scientifico si è incentrato sulla recente pandemia da COVID 19, e sull’osservazione del denominatore comune fra BPCO e FPI: lo stress ossidativo, identificato ad oggi come elemento chiave per comprendere l’insorgenza e la cronicizzazione di diverse condizioni cliniche.L’epidemia di COVID 19 ha riconfermato l’importanza di mantenere un efficace sistema di protezione a livello polmonare: l’insulto virale genera infatti uno squilibrio tra sistema anti-ossidante e radicali liberi, che, se perpetuato, costituisce una delle cause della fibrosi post COVID. Un precoce ripristino di tale equilibrio con terapia antiossidante si auspica possa limitare sia l’insorgenza sia la perpetuazione del danno.Gli esperti invitati al Simposio hanno condiviso gli aggiornamenti più significativi in ambito stress-ossidativo e danno polmonare, argomentando su possibili futuri sviluppi in ambito di ricerca clinica. Un potenziale ruolo è quello svolto dalla terapia con antiossidanti come protezione e preservazione della funzionalità polmonare, per i pazienti più fragili.“Lo sbilanciamento del meccanismo di regolazione ossidanti-antiossidanti è uno dei fattori che contribuiscono alla progressione della patologia nei pazienti affetti da fibrosi polmonare. La forma più grave di fibrosi polmonare è quella idiopatica, che rappresenta circa il 20% dei casi [10]. Per il suo trattamento sono oggi disponibili due farmaci in grado di ridurre la progressione della malattia. La NAC, attualmente in fase di sperimentazione, potrebbe rappresentare un’ulteriore opzione terapeutica per questi pazienti – ha affermato il Prof. Luca Richeldi, Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “La ricerca di nuovi farmaci per il trattamento della fibrosi polmonare è ancora aperta e sta ricevendo un ulteriore impulso alla luce di una nuova forma di fibrosi polmonare che può seguire l’infezione da coronavirus SARS-Cov-2. In questa direzione è in corso di valutazione uno studio italiano per verificare l’efficacia e la sicurezza della NAC somministrata per via orale rispetto al placebo in pazienti con anamnesi di infezione da SARS-Cov-2 e fibrosi polmonare. Uno dei potenziali vantaggi di questo approccio terapeutico è rappresentato dal fatto che la NAC è un farmaco con ottimo profilo di sicurezza, già ben conosciuto dalla classe medica”.
Il Prof. Papi, Chairman del Simposio ha concluso: “questo simposio ha evidenziato come il mantenimento dell’omeostasi ossidanti-antiossidanti sia fondamentale per preservare la funzione polmonare e prevenire la progressione di patologie croniche e il ruolo che potrebbe svolgere nel trattamento delle IPF come anche di forme di fibrosi successive all’infezione da COVID-19”.

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