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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

I cicli in finanza: perché esistono e cosa farne?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

La maggior parte delle persone che parla dei cicli, lo fa con l’intento di poter prevedere l’andamento futuro dei mercati finanziari. Il fatto che una cosa sia ciclica significa che conoscendo la fase attuale nella quale mi trovo, posso ragionevolmente inferire quale sarà la prossima. In alcuni casi, come in alcune varianti delle così dette “Onde di Elliot”, i cicli sconfinano quasi in una sorta di fede con il risultato che quando i fatti non concordano con le credenze, si cerca di “aggiustare i fatti”, con qualche vigorosa “martellata metaforica”, pur di farceli stare.
Non esiste una definizione rigorosa di ciclo economico o finanziario. E’ un concetto abbastanza sfumato che indica l’alternarsi di periodi nei quali determinati valori hanno la tendenza a crescere, alternati a periodi nei quali vi è una tendenza opposta. Fra i due, in genere, vi sono delle fasi contrastate nelle quali non prevale nessuna delle due tendenze. Essendo il concetto così impreciso è evidente che sia possibile farci rientrare praticamente qualsiasi cosa.
I cicli esistono poiché le interazioni fra le parti di un qualunque sistema in natura sono generalmente fondate su meccanismi di retroazione. Proviamo a spiegare questo semplice concetto in modo più semplice con un esempio. Quando una persona fa un mutuo per comprare una casa, nel momento in cui accende il mutuo, una notevole quantità di denaro viene letteralmente creata nel sistema e questo denaro fa sì che una serie di soggetti economici aumentino il proprio reddito. Questo nuovo reddito verrà in parte speso e genererà ulteriore reddito alimentando l’effetto positivo.E’ come dire che tutti gli esseri umani hanno tendenzialmente due gambe, due braccia, un busto ed una testa. Però le varianti di questa struttura sono praticamente infinite.
Studiare le dinamiche di questo genere di cicli ci aiuta ad ipotizzare alcuni sviluppi, ma in modo comunque troppo vago. E’ molto ragionevole ipotizzare, ad esempio, che dovrà esserci un periodo di reflazione. Questo lo ipotizziamo sulla base della dinamica dei cicli. Non possiamo però sapere a priori se serviranno 3 anni o 5 anni affinché questo fenomeno prenda corpo. Non possiamo sapere se questo aumento sarà molto graduale o più repentino.Sappiamo che i mercati azionari, nel loro complesso, attraversano fasi in ascesa piuttosto prolungati con movimenti, mediamente, meno accentuati seguiti da fasi più brevi di discese forti e talvolta violente. Questo è un fatto ed è dovuto, appunto alle dinamiche interne ai cicli. Non sappiamo esattamente come si verificherà (quando ed in che misura), ma sappiamo che si verificherà con quella struttura. Mentre si verifica una discesa, non potremo dire se terminerà dopo un mese, tre mesi o un anno e non potremo sapere se terminerà con un -20%, -30% o magari -50%! La differenza, apparentemente sottile, ma sostanziale, è fra provare ad anticipare i mercati per tentare di avere degli extra-guadagni, aumentando i rischi, oppure adattarsi alle nuove situazioni sui mercati una volta che queste sono già emerse per aumentare la probabilità di raggiungere i propri obiettivi di vita. Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio. (abstract)

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