Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 18 settembre 2020

EU-China relations: MEPs will host China’s EU Ambassador Ming Zhang on Monday

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Bruxelles. Foreign Affairs Committee MEPs will hold a debate with China’s EU Ambassador Ming Zhang on Monday, at 17.00 CET.The ongoing negotiations to conclude a long-standing investment deal between the EU and China, disinformation, the situation in Hong Kong, human rights, climate change and how to tackle the COVID-19 pandemic are expected to be some of the issues raised by MEPs in the upcoming discussions with China’s EU Ambassador Ming Zhang, who will be present at the committee meeting. The debate will kick off on Monday, 21 September, at 17.00 CET.
The debate comes after the virtual meeting that European Council President Charles Michel, European Commission President Ursula von der Leyen and German Chancellor Angela Merkel held with Chinese President Xi Jinping earlier this week, on 14 September, which aimed to follow-up on the 22nd EU-China summit that took place on 22 June this year.
At that meeting, the leaders welcomed the progress on the ongoing negotiations for the EU-China Comprehensive Agreement (CAI), especially on the rules regulating the behaviour of state-owned-enterprises, on forced technology transfer and on transparency of subsidies. At the same time, the EU emphasised that more work was urgently needed on the issues of rebalancing market access and on sustainable development.

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Sarà l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Bruxelles. 23 settembre alle ore 16:00 si svolgerà il secondo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici – Idee per un nuovo mondo – promossi dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli con filosofi, scrittori, economisti, esponenti della società civile europea, rappresentanti del mondo del lavoro. L’obiettivo di questi dialoghi è quello di ragionare insieme su un’Europa più utile e più vicina ai suoi cittadini in un momento che richiede immaginazione, azione e coraggio politico per abbandonare le ricette del passato e affrontare le sfide del presente con strumenti nuovi.
Il titolo di questo secondo dialogo è “Sarà l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?” e si focalizzerà sulle potenzialità della transizione ambientale, economica e sociale dell’Europa post Covid.Parteciperanno Beppe Grillo e Gunter Pauli.
Gunter Pauli (Anversa, 1956) è un imprenditore e uomo d’affari belga a cui piace definirsi un catalizzatore, qualcuno che fa accadere le cose.Pioniere dello sviluppo sostenibile e fautore della nozione di zero rifiuti e zero emissioni, è l’ideatore dell’economia blu, un modello economico ispirato alla natura e agli ecosistemi, all’uso locale delle risorse e alla valorizzazione dei rifiuti, che va oltre l’economia circolare e verde. È anche il fondatore di ZERI (Zero Emissions Research and Initiatives), un network globale che riunisce più di tremila ricercatori e mille aziende da tutto il mondo, che lavorano nella ricerca di soluzioni sostenibili, da cui ha promosso decine di progetti.
Beppe Grillo è un comico, cabarettista, politico, blogger e attore italiano. Lanciato nel mondo della televisione nel 1977, raggiunse in pochi anni una grande popolarità, che nel decennio successivo gli valse la partecipazione come protagonista in alcuni film commedia. A partire dagli anni novanta si è dedicato prevalentemente agli spettacoli dal vivo, monologhi sull’attualità spesso di taglio ambientalista o legati all’economia. Il blog beppegrillo.it, aperto nel 2005, ed è tra i più frequentati siti web italiani e uno dei blog più visitati al mondo. Tramite la nutrita community di lettori del blog, Grillo ha promosso iniziative di grande impatto mediatico. Nel 2009 con la collaborazione dell’imprenditore Gianroberto Casaleggio, ha dato vita al movimento politico, il Movimento 5 Stelle.

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Recovery fund e abbassamento delle tasse

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Roma – “Da quando in Europa si è iniziato a discutere di Recovery Fund stiamo parlando di fiscalità di vantaggio e riduzione delle tasse. Molti dicevano che non era possibile, ora, invece, è chiaro che si può fare. E noi lo faremo.
È un processo strettamente collegato, una conseguenza logica, di quel piano di riforme che servono a recuperare la distanza che ancora oggi c’è tra le diverse aree del nostro Paese e tra l’Italia e gli altri Paesi Europei. Lo ha detto chiaramente anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il Recovery Plan deve tenere conto delle raccomandazioni-Paese che l’Europa ha pubblicato nel quadro del Semestre Europeo. Un riferimento tutt’altro che banale, se consideriamo che all’Italia è stato più volte evidenziato l’eccessivo costo del lavoro, ma anche la necessità di una riforma del fisco.Decontribuzione e taglio del cuneo fiscale servono per aumentare la produttività e la competitività delle aziende. Sono misure che abbiamo avviato ma che devono, all’interno di un quadro organico, diventare pluriennali per attrarre gli investimenti in Italia e consentire al mondo dell’impresa di programmare, con regole certe, la propria attività.
Poter utilizzare il Recovery Plan, anche per questo, è un’ottima notizia. E l’apertura della Commissione è inequivocabile.
Andiamo avanti!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Parlamento Ue: ricette urgenti contro la carenza di medicinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Assicurare gli approvvigionamenti nell’interesse del paziente, garantire l’accesso ai trattamenti medici per tutti i pazienti dell’UE e ripristinare l’indipendenza sanitaria europea”. È questo il diktat contenuto nella Risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sulle “carenze di medicinali” che prende le mosse dal Rapporto approvato a metà luglio dalla commissione del Parlamento europeo per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Nel mirino dei parlamentari europei le cause profonde del fenomeno ricorrente delle carenze di medicinali notoriamente aggravato dalla crisi sanitaria determinata dalla pandemia di Covid-19.«La risoluzione del Parlamento UE arriva nel momento giusto», commenta Enrique Häusermann, Presidente di Assogenerici. «Siamo già al lavoro con l’Agenzia Italiana del Farmaco per garantire un sistema di gestione del fenomeno delle carenze e delle indisponibilità sempre efficace nel tutelare la continuità di cura per i pazienti e nel garantire un sistema di controlli e monitoraggio più preciso, evitando appesantimenti burocratici ma avendo come faro la soluzione alle cause reali dell’indisponibilità di farmaci in talune aree terapeutiche. E’ anche attraverso questa collaborazione istituzionale – conclude Häusermann – che potremo affrontare efficacemente il fenomeno, per fortuna molto limitato nel nostro Paese».Tra le sottolineature anche il fatto che ad oggi “l’accesso limitato ai principi attivi necessari per la produzione di medicinali generici pone una sfida particolare” e che “la perturbazione della catena di approvvigionamento globale derivante dalla pandemia di COVID-19 ha messo ancor più in risalto la dipendenza dell’UE dai paesi terzi nel settore della sanità”In attesa dell’inversione di rotta suggerita, ancora un appello all’adozione di un linguaggio comune: la risoluzione insiste sull’importanza di una definizione armonizzata a livello UE di “carenze”, “tensioni”, “interruzioni della fornitura”, “esaurimento delle scorte” e “costituzione di scorte eccessive” e l’invito alla Commissione a garantire che la propria strategia per il settore farmaceutico sia effettivamente volta a “contrastare le pratiche commerciali inammissibili in qualunque fase del circuito dei medicinali”. Riflettori accesi anche sul differenziale dei prezzi tra Stati membri che “favorisce le esportazioni parallele verso i paesi nei quali i medicinali sono venduti a un prezzo maggiore”.
Focus immediato anche su generici e biosimilari: “consentono di rafforzare la concorrenza, ridurre i prezzi e realizzare risparmi a vantaggio dei sistemi sanitari, contribuendo così a migliorare l’accesso dei pazienti ai medicinali” sottolinea la risoluzione, che invita ad “analizzare il valore aggiunto e l’impatto economico dei medicinali biosimilari” valutando anche “misure atte a sostenere la loro introduzione sul mercato” e sollecita la Commissione a stroncare le controversie tese a ritardare l’ingresso sul mercato dei medicinali generici garantendo “il rispetto della fine del periodo di esclusiva commerciale dell’innovatore”.

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Highlights of Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Brussels, room József Antall 2Q2, and by videoconference Monday, 21 September 2020, 16.45 – 18.45 Tuesday, 22 September 2020, 9.00 – 11.00
Tuesday, 22 September 2020, 16.45 – 18.45 Joint meeting with the subcommittee on Human Rights Remote participation (via Spinelli 1G3)Votes (amendments on Monday, final texts on Tuesday)
The establishment on an EU Mechanism on Democracy, the Rule of Law and Fundamental Rights. Rapporteur Michal Šimečka (Renew, SK). Vote on the amendments and adoption of the draft report.
Digital Services Act and fundamental rights issued posed. Rapporteur Kris Peeters (EPP, BE). Vote on the amendments and adoption of the draft report.The impact of Covid-19 measures on democracy, fundamental rights and rule of law. Adoption of question for oral answer.Presentations and debates
Monday. Use of passenger name record (PNR) data for the prevention, detection, investigation and prosecution of terrorist offences and serious crime: Commission report on the review of the 2016 Directive. Presentation by the Commission of the state of play on PNR international agreements. 16.55 – 17.45
Implementation of the European Arrest Warrant and the Surrender Procedures between Member States. Rapporteur: Javier Zarzalejos (EPP, ES). Consideration of draft report. Presentation of the implementation report by Didier Reynders, Commissioner for Justice. 17.45 – 18.45
TuesdayState of play of the works on an adequacy decision of South Korea and the United Kingdom for transfers of personal data from the European Union. Presentation by the Commission. IN CAMERA. 9.00 – 9.45Security Dialogue on police information exchange and in particular the future developments regarding Prüm and the API Council Directive. Presentations by academics, police representatives and activists. 9.50 – 11.00 Racial equity, equality and justice with the goal of reinforcing US-EU parliamentary coordination to combat racism and systemic discrimination. Joint LIBE-DROI meeting with the United States Congress and United States Helsinki Commission. 16.45 – 18.45

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COVID-19 vaccines: Public hearing in European Parliament

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Brussels Tuesday 22 September, 09:00 to 12:00 Building József Antall room 4Q2.MEPs from the Committee on Environment, Public Health and Food Safety as well as the Committee on Industry, Research and Energy will jointly host the public online hearing.They will hear key players including researchers and representatives from pharmaceutical companies and civil society organisations and the European Medicines Agency addressing the multiple challenges the EU faces regarding the deployment of a future vaccine. The debate will focus on the questions of adequate clinical trials, speedy manufacturing and commercialisation as well as equitable distribution of a safe COVID-19 vaccine across the EU.

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Next week in the trade committee

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Brussels, ANTALL builiding 4Q1Thursday 24 September 2020, 9:00-11:00, 11:30 -12:30 and 16:45 -18:45The meeting is held with remote participation (Members are able to view and listen to the proceedings, ask for the floor and intervene in the meetings, and vote).Exceptional trade measures for the Western Balkans. Rapporteur: Emmanuel Maurel (GUE/NGL, FR). Trade preferences to be continued on various agricultural products for Serbia, Montenegro, Albania, Kosovo, Bosnia and Herzegovina and North Macedonia to support the economic integration of the region.Decision on a question requiring the Commission’s oral response on trade related extra-territorial effects of third countries’ sanctions. Rapporteur: Bernd Lange (S&D, DE). The committee might want to know how the Commission wants to equip the EU to better protect it against these sanctions in general, but also what the Commission plans to do about Nord Stream 2 sanctions by the US and to improve the efficiency of INSTEX, in particular.Votes on amendments start at 10:50, on the final versions of the texts at 18:25.Elimination of customs duties on certain products in EU-US trade for five years. This is the first discussion about the Commission proposal after a mini-deal to mutually cut import tariffs on a small range of products, including on frozen lobsters from the US and glassware from the EU, was agreed between the parties this August. Rapporteur: Bernd Lange (S&D, DE) (9:05-9:45)First exchange of views with the EU’s first Chief Trade Enforcement Officer, Denis Redonnet. (9:45-10:50) on the mini-deal and other issues. (9:45-10:50). Overview of ongoing trilogue negotiations, including that on the enforcement regulation (11:30-11:40).

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Questo Sabato e Domenica il popolo ebraico celebrerà Rosh Ha Shanà 5781

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

By Ugo Volli. E’ il capodanno (o meglio la prima delle quattro date che la tradizione ebraica considera iniziali, con il capodanno degli alberi, quello della liberazione del popolo all’inizio del “primo dei mesi” in cui cade Pesach, la Pasqua ebraica; e quello delle primizie a Shavuot o Pentecoste). Ma il capodanno per antonomasia è proprio questo autunnale, in cui finisce la lunga estate della Terra di Israele, parte un nuovo ciclo agricolo ed è insomma il momento per trarre le somme di quel che è successo e prepararsi al meglio per il futuro. Tant’è vero che in Rosh Ha Shanà coesiste un aspetto festivo (con una cena tradizionale in cui si mangiano cibi di buon augurio e si esprimono speranze per l’anno nuovo), e un aspetto penitenziale, per cui questa data segna l’inizio dei dieci “giorni temibili” in cui ciascun ebreo e il popolo collettivamente sono chiamati a meditare sugli errori fatti, a chiedere scusa per le offese, a volgersi verso il pentimento e il ritorno al giusto comportamento.
Questo è dunque anche il momento di fare un bilancio politico e di cercare di formulare qualche previsione e qualche augurio per il futuro, almeno per quanto riguarda Israele. Gli eventi principali dell’ultimo anno si possono sintetizzare in quattro filoni. Il primo da citare riguarda purtroppo la pandemia scoppiata a Febbraio.
Il secondo tema è quello della politica interna. Dopo il fallimento delle elezioni di Aprile e Settembre dell’anno scorso vi è stato un terzo scrutinio il 2 Marzo 2020, che come i precedenti non ha dato alla sinistra, anche alleata con i partiti antisionisti arabi, la maggioranza per sostituire Netanyahu come progettava. Quando gli israeliani pensavano di essere avviati a un quarto turno elettorale, il leader degli anti-Bibi Gantz ha rotto il suo partito per costituire il 17 Maggio un governo di unità nazionale con Netanyahu, accettando di essere il suo successore designato a partire da ottobre 2021.
Un sotto-filone importante della politica interna è quello della tensione fra apparato giudiziario e poliziesco e sistema parlamentare. Sullo sfondo di tutta la politica israeliana c’è il processo contro Netanyahu, la cui fase dibattimentale inizia a Gennaio. Ma ci sono state alcune sentenze e ordinanze della Corte Suprema in diretta contraddizione con le scelte parlamentari e le decisioni governative, che hanno suscitato forti polemiche, per esempio quella che in mezzo alle trattative per l’unità nazionale ha costretto il presidente della Knesset a mettere in elezione la sua carica prima della formazione del governo, stabilendo un vantaggio per la sinistra, contro una prassi che dura dalla fondazione dello stato; o le altre in materia di diritti di proprietà e di edificazione in Giudea e Samaria, materia incandescente. Insomma, è emerso con grande chiarezza che la Corte Suprema conduce una sua politica, senza sentirsi legata alla sovranità popolare o alle leggi emesse dalla Knesset (che anzi, senza nessuna base legislativa, da un paio di decenni si è arrogata il potere di annullare).
Finiti i temi preoccupanti, bisogna rendere conto delle grandi vittorie di Israele sul fronte militare e diplomatico della politica estera. Si può partire dall’ultimo grande successo diplomatico: la normalizzazione delle relazioni diplomatiche, economiche e culturali con gli Emirati Arabi e il Bahrein è stata appena sancita ufficialmente ed è probabile che nuovi stati presto si uniranno. E’ una rottura importante del secolare assedio arabo a Israele, la cui importanza non può essere sottovalutata. Salta il presupposto esplicito della politica seguita da tutto il mondo, incluso Israele, nell’ultimo mezzo secolo, e cioè che la pace si può fare solo a partire dai “palestinesi” e col loro accordo.
Per ora si può prevedere (e sperare) che si sviluppi il cambiamento del panorama geopolitico della regione, con uno schieramento diplomatico, economico e politico che raggruppi i paesi arabi sunniti e Israele, una sorta di Nato del Medio Oriente che contrasti i paesi revanscisti e sovversivi, cioè l’Iran e la Turchia e i loro satelliti. Questo schieramento già si vede in azione nel Mediterraneo Orientale in appoggio alla Grecia minacciata da Erdogan e sostanzialmente abbandonata dall’Unione Europea (ancora una volta schierata dalla parte sbagliata o assente).
Riassumendo, la posizione israeliana nell’anno che si conclude è migliorata negli ambiti fondamentali della diplomazia e della difesa. L’economia è stata ferita dal Covid, ma meno del resto del mondo; è ragionevole pensare che essa possa rapidamente riprendersi alla fine dell’epidemia. I rischi vengono da una politica interna molto nevrotizzata, personalizzata, spesso molto miope; e dalle invasioni di campo nella politica del sistema giudiziario e della polizia. Sono anomalie israeliane che in parte derivano da meriti del sistema, dalla sua capacità di rappresentare le tante minoranze di cui è fatto il paese e dal suo amore per la giustizia e la moralità. La speranza (questa volta solo una speranza, non una previsione) è che anche questa tensione interna si allenti, che torni la fisiologia della divisione dei poteri e della collaborazione fra le forze politiche sui temi fondamentali.Noi dalla diaspora non possiamo che ribadire per l’anno prossimo il nostro totale appoggio a Israele, che non è solo amore incondizionata, ma anche stima ragionata per una politica che ha permesso al piccolo stato ebraico di superare tanti ostacoli e difficoltà. L’augurio è dunque di un anno 5781 buono e dolce per i nostri lettori, per gli ebrei italiani e di tutto il mondo, per Israele e per tutta l’umanità. Shanà Tovà! (abstract fonte: https://www.progettodreyfus.com/rosh-ha-shana-5781-israele/)

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La questione educativa in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In molti la considerano una vera e propria emergenza. È senza dubbio un grande problema politico e globale. È che i discorsi sui diritti e sui doveri rimangono nell’astratto se non riescono a mettere in moto un processo educativo sempre più urgente. Le difficoltà non mancano, ovviamente. Educare la persona umana è stato sempre molto arduo anche per colpa delle influenze subite e rilanciate dai pedagoghi di ogni età e stagione. Spesso si è esposti a rischi e fallimenti anche se si opera con tutta la buona volontà possibile. Ad aggravare la situazione vi sono gli abbandoni educativi o le guerre o le difficoltà legate al consumismo che allontanano i giovani dalla scuola. Ma si aggiungono vari altri fattori sui fini dell’educazione che vanno ad incidere sulla cristallizzazione del dibattito sui valori di un’etica pubblica delle norme costruite sul diritto positivo e morale procedurale.
E il dibattito è tale da far risultare sempre più marginale nella cultura la questione pedagogica. Non dimentichiamo, per altro, che viviamo in una società caratterizzata dal primato del contratto e dall’eclissi della solidarietà in cui la proiezione verso il domani è scarsa. Non a caso, possiamo dire, gli scrittori politici contemporanei destinano scarsissima attenzione al problema educativo: sono filosofi, esperti di etica, economisti, politici non pedagogisti. La stessa pedagogia liberale ritiene che l’essere umano non abbia bisogno di educazione, poiché è in grado di educare da solo se stesso. Vi fa il paio l’enorme abbondanza di sapere frammentario e dal torrente di notizie che si precipitano sul soggetto, disorientandolo. (Riccardo Alfonso)

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Didattica a distanza: le sue ricadute nel comparto scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

È stato il DPCM del 4.3.2020 a decretare la sospensione didattica, in presenza, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale per attuare il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità.
AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e degli Istituti associati al sistema AlmaDiploma nell’a.s. 2019/20, ha condotto una rilevazione ad hoc via web (CAWI-Computer Assisted Web Interviewing) per comprendere meglio l’esperienza di didattica a distanza vissuta dagli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’a.s. 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo per quanto riguarda la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata sia dalla scuola sia dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica con la modalità a distanza. Tuttavia si evidenziano criticità legate ai limiti dell’apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale.246 gli Istituti coinvolti, con 73.286 studenti di quarta e quinta, in prevalenza liceali (57,0%), seguiti dai tecnici (33,8%) e dai professionali (9,2%). A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.I macro esiti più significativi, qui sintetizzati, riguardano vari aspetti (per gli approfondimenti si rimanda al Report allegato “Indagine sulla Didattica a Distanza”). Uno fra tutti la disponibilità delle attrezzature informatiche (pc, tablet, portatili o smartphone) e la connessione per seguire le lezioni: quasi la totalità dei rispondenti (93,6%) dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e ha, dunque, fatto affidamento sulle sole risorse disponibili in famiglia. Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per il 54,8%, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile. Altro importante dato le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti. Come ci si poteva attendere, durante il periodo di didattica a distanza si sono, invece, emotivamente intensificati i rapporti con i componenti della famiglia o i conviventi: lo dichiara il 73,3% degli studenti. Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. Anche se poi il 72,1% degli studenti pensa che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola; tant’è che il 42,8% degli studenti ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato per gli studenti di quinta. Timori che si riverberano anche sul futuro occupazionale di chi li circonda: infatti il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19.

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Didattica digitale integrata, arriva il regolamento fino alle medie

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In corrispondenza dell’avvio dell’anno scolastico, il ministero dell’Istruzione ha prodotto il Regolamento della didattica digitale integrata Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado: nel richiamare integralmente, nel merito, quanto già espresso all’interno del Documento per la pianificazione di cui al DM39/2020, si evidenzia che tutte le scuole, a prescindere dal grado di istruzione, dovranno dotarsi del suddetto Piano. L’elaborazione del Piano, allegato o integrato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, riveste dunque carattere prioritario poiché esso individua i criteri e le modalità per riprogettare l’attività 2 didattica in DDI, a livello di istituzione scolastica, tenendo in considerazione le esigenze di tutti gli alunni e gli studenti, in particolar modo degli alunni più fragili.
Ogni istituto, ottemperando ai principi del GDPR 679/2016, individuerà una Piattaforma che permetta un buon livello di servizio, ma al contempo presenti strumenti in grado di evitare il rischio di violazione del diritto alla privacy. Anche avvalendosi di personale tecnico e consulenti dell’area tecnica (amministratore di sistema), l’Istituto gestisce la sicurezza delle piattaforme e delle applicazioni DaD con settaggi opportuni nell’area riservata all’amministrazione e configurazione; tuttavia, la didattica svolta online, tramite la rete internet, rimane esposta a rischi di violazione della privacy dovuti al comportamento dei partecipanti.

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Voterò Sì al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Non è una riforma perfetta, è vero. Ma è il primo pezzetto di un mosaico. Come centrosinistra, abbiamo sempre ragionato – e ci siamo sempre prefissati l’obiettivo – di agire per una riduzione del numero dei parlamentari. Una riduzione che non deve essere fine a se stessa, fatta per il gusto di tagliare, ma che, ovviamente, deve essere accompagnata da una riforma strutturale e dei correttivi che servano a rendere il Parlamento più veloce, snello ed efficiente. È quello per cui il Partito Democratico lavorerà nei prossimi mesi, in modo tale da inserire tale decurtazione all’interno di un quadro compiuto e più ampio, che segni l’avvio di un’intensa stagione di riforme. Serve appunto pensare a un disegno complessivo per il dopo che guardi a un assetto che superi il bicameralismo perfetto, permettendo di abbreviare la lunga staffetta tra Camera e Senato, al fine di poter contare su iter legislativi più rapidi e semplici. Fondamentale sarà distinguere la funzione delle Camere, riformare i regolamenti, rivedere la composizione dell’assemblea che elegge il Presidente della Repubblica e approvare una legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento. Il mio Sì vuole rappresentare una partenza, una sorta di monito a lavorare per un processo che chiami in causa un ripensamento e un miglioramento dell’attuale sistema. Bloccare oggi questa riforma rischia di porre dei paletti a un percorso di trasformazioni e modifiche che vogliamo e chiediamo da tempo, con il rischio di rimanere poi fermi. Ci tengo a precisare due punti: non si tratta di parlare di risparmi (esigui) o di soffiare sul vento dell’antipoltica e anticasta, facendo passare il pericoloso messaggio che i parlamentari siano espressione di una élite di privilegiati che non serve a nulla, ma di una questione di merito. L’ultima votazione a riguardo è stata sostenuta dal 95% dei parlamentari del Partito Democratico, poi c’è chi ha cambiato idea. È quindi, a mio avviso, anche un tema di coerenza e serietà davanti agli elettori.

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U.E. e patto di stabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

“Per anni, assieme ai miei colleghi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo detto che il Two-Pack e il Six-Pack andavano cambiati. E che, nonostante i Trattati, l’Europa applicava politiche ‘procicliche’ e non ‘anticicliche’, distorcendo così i cicli economici. Sono felice di vedere, oggi, un’Europa convinta della necessità di apportare cambiamenti radicali e sostanziali. Certo, si sarebbe dovuto intervenire prima, ma adesso, che questa necessità è diventata plastica a tutti, possiamo accompagnare il percorso dall’interno del Governo. Sono contenta per il sostegno, a questa visione, che arriva anche dal Commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Una direzione importante per tutta la politica economica europea”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Convegno nazionale di Cardiologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

La 54esima edizione sarà segnata, ovviamente, dal Covid 19 e farà il punto sull’impatto del coronavirus sul sistema cardiovascolare. Sono attesi oltre 1300 specialisti alle sessioni in streaming. Come sappiamo, il coronavirus colpisce soprattutto anziani e cardiopatici, che sono anche soggetti a rischio di stenosiaortica, altro tema caldo del convegno. «La SAo è il più comune difetto valvolare acquisito nel paziente anziano, interessando all’incirca 1 individuo su 8 di un’età ≥ 75 anni – spiega il coordinatore scientifico del convegno, Fabrizio Oliva, primario all’ospedale Niguarda di Milano -. L’esordio dei sintomi coincide con una drastica riduzione dell’aspettativa di vita che varia da 2-3 anni nei pazienti che presentano come prima manifestazione angina o sincope, fino a 1-2 anni nei pazienti che hanno come prima manifestazione lo scompenso cardiaco. La terapia della SAo è basata sull’impiego di due approcci alternativi tra loro, la sostituzione valvolare aortica elettiva (Surgical Aortic Valve Replacement, SAVR) e la TranscatheterAortic Valve Implantation (TAVI). La TAVI è oggi tendenzialmente l’approccio preferito nel paziente anziano, per via del ridotto tasso di complicanze e per una ridotta mortalità nel breve termine. Gli effetti benefici della TAVI sugli outcome a lungo termine sono invece meno chiari: nello studio PARTNER I, ad un anno dall’esecuzione della procedura, il tasso di mortalità era pari al 40%. dato suggerisce che per una quota di pazienti anziani l’intervento di TAVI o SAVR sia inutile o addirittura dannoso in termini di qualità di vita e prospettive prognostiche. Risulta dunque evidente come la sfida attuale della cardiologia e della medicina in genere sia quella di identificare in modo possibilmente accurato i pazienti che possano trarre benefici dalla procedura chirurgica (SAVR o TAVI) ed evitare invece la procedura in coloro nei quali l’intervento sarebbe futile. La possibilità di discriminare in modo efficiente il soggetto che potrebbe beneficiare dell’intervento rispetto a quello che invece non ne beneficerebbe ha ovviamente anche implicazioni economiche». Al convegno di Cardiologia, si parlerà anche di sindromi coronariche croniche, visto che durante l’emergenza Covid 19 un cardiopatico su due evitava i controlli per paura del contagio e ciò rappresenta un gravissimo rischio, che la fondazione De Gasperis ha denunciato. Durante le diverse sessioni, si affronterà specificamente l’impatto del coronavirus su cuore e vasi: sullo sfondo ci sono scompenso cardiaco, shock cardiogeno e arresto cardiaco ma esistono «nuovi trattamenti farmacologici in grado di cambiare radicalmente la prognosi di questi pazienti» avverte il vicecoordinatore scientifico, Claudio Russo, primario di cardiochirurgia a Niguarda (Milano)».

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“Nuove strategie riabilitative per i pazienti con Sclerosi Multipla”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

La combinazione di stimolazioni magnetiche cerebellari e la neuroriabilitazione vestibolare come armi per accelerare il recupero del cammino e dell’equilibrio in soggetti affetti da Sclerosi Multipla. È quanto e’ emerso dal recente studio pubblicato sulla rivista ‘The Cerebellum’ che riporta i risultati del trial clinico condotto presso l’ospedale della Fondazione Santa Lucia IRCCS. A parlare con l’agenzia di stampa Dire della ricerca e delle sue applicazioni e’ Marco Tramontano, Fisioterapista e ricercatore presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma nonche’ direttore del Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’Universita’ Tor Vergata di Roma. -La rivista ‘The Cerebellum’ ha recentemente pubblicato il risultato di un trial clinico condotto presso l’UOC di Neuroriablitazione 5 della Fondazione Santa Lucia Irccs. Ci racconta di cosa si tratta e quali sono i vantaggi per i pazienti affetti da sclerosi multipla? “E’ uno studio preliminare, randomizzato, controllato e in doppio cieco cio’ significa che i pazienti sono stati sottoposti a un training di neuroriabilitazione convenzionale e in aggiunta a questo entrambi i gruppi di pazienti che hanno partecipato alla ricerca, in modo aggiuntivo sono stati sottoposti ad esercizi specifici per allenare il sistema vestibolare. In piu’ cio’ che gli conferisce il carattere di doppio cieco e’ il fatto che tali pazienti ricevuto una stimolazione magnetica transcranica diretta al cervelletto. In un gruppo, tale stimolazione era reale mentre nell’altro era ‘finta’, effetto placebo. Un escamotage metodologico che consente di dare maggiore forza metodologica allo studio. La ricerca e’ stata basata sulla somministrazione aggiuntiva di esercizi finalizzati a migliorare la stabilita’ visiva e posturale in soggetti con sclerosi multipla. La novita’ dello studio e’ legata al fatto che oltre ad effettuare un allenamento del sistema vestibolare i pazienti hanno ricevuto una stimolazione magnetica del cervelletto. Noi avevamo gia’ pubblicato uno studio molto promettente che dimostrava effetti positivi del training vestibolare in pazienti con sclerosi multipla, nello specifico il Professor Giacomo Koch aveva dimostrato in un lavoro che associando alla terapia neuroriabilitativa convenzionale la stimolazione del cervelletto si poteva migliorare il cammino e l’equilibrio di questi pazienti. Quindi abbiamo combinato queste esperienze precedenti e abbiamo condotto tale trial clinici associando la stimolazione del cervelletto al trainig vestibolare. I risultati sono
preliminari ma molto incoraggianti perche’ si evince che i pazienti che si sottopongono a tale terapia combinata tendono a
migliorare di piu’ rispetto a coloro che sono sottoposti esclusivamente alla terapia convenzionale associata alla vestibolare. L’intuizione di associare nuove tecnologie di fisiologia a nuovi trainig dinamici riabilitativi e’ una strategia vincente in neuroriabilitazione”. – Andando al cuore della ricerca e’ emerso che nel processo neuroriabilitativo il cervelletto svolga un ruolo fondamentale. “Il cervelletto, infatti, in neurofisiologia e’ un’area anatomica deputata anche all’apprendimento delle attivita’ motorie quindi per questo noi nella ricerca abbiamo sfruttato il potenziale dell’attivita’ cerebellare per facilitare il riapprendimento di funzioni neuromotorie ce erano andate perdute a causa della malattia”.
Questo concetto deve risultare molto chiaro. Quello che si puo’ fare e’ che una parte della terapia convenzionale al
massimo quando le evidenze scientifiche saranno piu’ solide puo’ essere integrata con queste strategie ma non sostituita”. (fonte agenzia Dire)

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Kyoto Club: destinare il 30% del Recovery Fund a progetti legati al clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

L’Associazione, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Ferrante, ha illustrato le azioni che secondo Kyoto Club dovrebbero essere intraprese per tenere fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi e per portare a compimento quel processo di transizione da un sistema basato sulle energie fossili a uno incentrato su un’economia verde, rinnovabili e circolare. Obiettivo: tagliare drasticamente le emissioni entro il 2030 per diventare poi “neutrali” a livello climatico entro il 2050. Come ci chiede l’Europa.
Energia. Tra le proposte principali Kyoto Club chiede una revisione della Piano Nazionale Italiano per l’Energia e il Clima (PNIEC) per un’Italia 100% rinnovabile, insieme alla realizzazione di un Piano straordinario per l’efficienza energetica e la digitalizzazione.
Mobilità. È necessario, secondo l’Associazione ecologista, puntare sul trasporto pubblico locale, elettrificare il parco degli autobus entro il 2030, ed in generale, rafforzare il comparto della mobilità elettrica.
Chimica verde e bioeconomia circolare. Serve implementare l’infrastruttura del rifiuto organico, su cui l’Italia ha un primato e serve un’iniziativa a tutela dei nostri suoli verso il consumo zero e per la difesa della fertilità. Anche in Italia, come anche in altre parti d’Europa nelle regioni industrializzate, la perdita in fertilità è ormai allarmante.
Infine, Kyoto Club ha esposto una serie di azioni virtuose che, a detta dell’Associazione, dovranno essere intraprese per la decarbonizzazione dell’economia, seguite da una lista nera di provvedimenti “negativi” che il governo e il parlamento devono evitare di adottare.
Tra i primi: destinare il 30% delle risorse di Next Generation EU a progetti legati al clima, e circa un terzo di questi al Sud Italia; prolungare l’Ecobonus; puntare sulla produzione dell’idrogeno verde e non blu; la trasformazione dei petrolchimici in bioraffinerie; il contrasto al dissesto idrogeologico.Tra gli esempi “negativi”: il decreto semplificazioni che non semplifica; la mancata attenzione al recepimento della Direttiva sulla plastica monouso; l’assenza di una Strategia di ristrutturazione dell’edilizia pubblica; benefici fiscali per ristrutturazioni materiali da fonti fossili o incentivi per auto fossili; investimenti per il potenziamento autostradale; la costruzione del Ponte o Tunnel sullo Stretto di Messina.

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È possibile costruire un capitalismo sostenibile?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

di Donato Speroni. Negli ultimi 40 anni, il modello neoliberista ha consentito uno sviluppo senza precedenti, ma ha aggravato le disuguaglianze e il degrado del Pianeta. Per modificarne i meccanismi è necessaria un’ampia partecipazione democratica e un “rimbalzo in avanti” dalla crisi in cui siamo, come indica l’Europa.La domanda circola da tempo: il capitalismo è compatibile con la costruzione di un mondo sostenibile? Già nel World economic forum di Davos del gennaio scorso, quindi in tempi pre-Covid, il tema prescelto era how stakeholder capitalism can solve the world’s urgent challenges. Il concetto di stakeholder capitalism già implicava una svolta rispetto allo shareholder capitalism, indicando un capitalismo attento agli interessi di tutti (lavoratori, consumatori, comunità locali) e non solo agli azionisti, cioè ai profitti. Lo shareholder capitalism, di matrice anglosassone, ha dominato il mondo economico negli ultimi quarant’anni, ma ha dimostrato la sua inadeguatezza davanti alle sfide del presente, creando una situazione di insostenibilità sociale e ambientale. Sociale, perché ha creato diseguaglianze sempre più forti, senza essere in grado di assicurare la loro riduzione; ambientale, perché l’economia industriale si è sviluppata senza tener conto in modo stringente delle cosiddette “esternalità”: il consumo di risorse naturali non rinnovabili, l’inquinamento, le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale. Sono stati introdotti alcuni correttivi, come il meccanismo di scambio delle emissioni (Ets nell’acronimo inglese di Emission trading scheme) sancito dal protocollo di Kyoto, ma non sono stati sufficienti per porre un freno al degrado del Pianeta.

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Migranti: l’Europa non può rimanere in silenzio di fronte alla tragedia di Lesbo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Sono circa 12.000 le persone abbandonate a sé stesse dopo l’incendio del campo di Moria. Tra rimpalli di responsabilità, silenzi e rifiuti i paesi europei stanno tradendo, in un solo colpo, la propria fede democratica e l’ambizione di divenire un modello internazionale basato su una proposta politica e culturale improntata all’accoglienza, all’inclusione, al rispetto dei diritti umani e civili.Mentre lentamente l’UE annuncia di voler mettere mano a un nuovo Patto per l’immigrazione nel campo profughi si muore di fame, si sopravvive in condizioni precarie e inumane.È necessario non temporeggiare nell’immobilismo e intervenire prontamente per accogliere i migranti che si trovano sull’isola in una situazione drammatica.È vero che ogni paese sta facendo i conti con la crisi economica causata dalla pandemia, con le disuguaglianze e le iniquità che ha determinato: le istituzioni sono impegnate a studiare piani e stanziamenti per impiegare le risorse necessarie a rilanciare le economie nazionali più o meno compromesse. Ma questo non può e non deve far dimenticare a nessuno che, perdendo la forte vocazione umanitaria e solidale che ha ispirato la costituzione della comunità europea, l’Europa sarà sempre più relegata a un ruolo marginale, circoscritto all’ambito economico-finanziario e burocratico.È indispensabile, in questa fase delicata, riprogrammare non solo il piano di azione e di intervento dell’Europa, ma ridefinirne gli obiettivi politici e culturali: scegliere la tutela dell’ambiente e dei diritti comporta precise responsabilità a cui è chiamata a rispondere ora e negli anni a venire.

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“Impact and mortality of COVID-19 on people living with dementia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

La Federazione Alzheimer Italia è rappresentante per il nostro Paese, rende noti i risultati del rapporto “Impact and mortality of COVID-19 on people living with dementia: cross-country report” (https://ltccovid.org). Lo studio, che ha coinvolto 9 paesi (Regno Unito, Spagna, Irlanda, Italia, Australia, Stati Uniti, India, Kenya e Brasile), affronta l’impatto che il Covid-19 ha avuto sulle persone con demenza nei mesi dell’emergenza sanitaria, determinando tassi di mortalità molto alti, si parla del 25% in Inghilterra e Galles, 31% in Scozia e il 19% in Italia. Questi dati confermano quanto alta sia stata la percentuale di decessi correlati al Covid-19 di persone con demenza ospiti nelle strutture assistenziali. L’età è il principale fattore di rischio per la demenza e gli anziani sono il gruppo più a rischio di contrarre il virus: conferma ne è il fatto che l’86% dei decessi per Covid-19 riguardano soggetti over 65 anni. L’impatto della pandemia è stato estremamente drammatico anche per le persone con demenza in assistenza a “Lungo Termine”: a causa del virus hanno avuto accesso limitato alle cure mediche e assistenziali, perso la quotidianità del contatto umano, le diagnosi sono state sospese e così anche la ricerca, tutti fattori che hanno peggiorato la qualità della loro vita.
I dati sull’Italia sono stati raccolti da uno studio realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia), anche se mancano ancora dati definitivi sui contagi nelle strutture RSA e sull’impatto sui caregiver, anch’essi pesantemente coinvolti nella pandemia. Ora è tempo di bilanci, di analisi e di ripartenze, ed è quanto auspica Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia: “Abbiamo vissuto mesi drammatici in cui sono stati commessi errori e i numeri ce lo confermano: 1 su 5 decessi da Covid-19 riguardano persone con demenza. Abbiamo l’obbligo morale di analizzare questi dati per capire cosa è successo ed evitare che accada di nuovo. Ma accanto agli aspetti più dolorosi, abbiamo tanti esempi virtuosi: cito, ad esempio, le associazioni locali e le Comunità Amiche delle Persone con Demenza che da subito si sono attivate creando una rete di protezione solidale per i malati e i familiari. É da queste esperienze che dobbiamo ripartire.” In questa direzione vanno anche alcuni studi portati avanti da gruppi di ricercatori in tutta Italia che rilevano che nella maggior parte dei casi le persone con demenza come primo sintomo dell’infezione presentano l’aggravarsi dello stato confusionale (delirium) e non i più tipici sintomi individuati (febbre, difficoltà respiratorie, tosse). Una “scoperta” estremamente utile per la formulazione di diagnosi più tempestive e corrette.

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Congresso 2020 della International Liver Cancer Association

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Esperti di tutto il mondo si sono riuniti in un meeting virtuale che precede il Congresso 2020 della International Liver Cancer Association (ILCA), anch’esso in forma virtuale, per lanciare una dichiarazione globale di rivalutazione e aggiornamento delle modalità di trattamento del carcinoma epatocellulare (HCC) in stadio avanzato allo scopo di favorire il miglioramento dei tassi di sopravvivenza globale dei pazienti. Questa attività è stata completamente supportata da Bayer.
Con la collaborazione di sette esperti di carcinoma epatocellulare, la dichiarazione è volta a fornire una guida chiara e precisa per implementare un approccio clinico relativo al sequenziamento del trattamento sistemico dei pazienti con HCC, in modo particolare in un contesto terapeutico in rapida evoluzione con nuovi approcci presto disponibili.
Le evidenze pubblicate insieme all’esperienza clinica real-world hanno dimostrato che l’avvio tempestivo e il sequenziamento ottimale della terapia sistemica possono favorire una sopravvivenza globale di oltre due anni nei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) non resecabile. “Con le molteplici terapie sistemiche ora disponibili per il tumore del fegato avanzato in prima e seconda linea, comprese le recenti approvazioni dei trattamenti in combinazione con le terapie immune-oncologiche, ci sentiamo in dovere di rivalutare e aggiornare le strategie di trattamento sistemico per migliorare la sopravvivenza globale e i risultati per questi pazienti,” afferma la Dott.ssa Catherine Frenette, Chair of the Expert Working Group and Medical Director of the Liver Transplantation Program at Scripps Green Hospital, USA.
Il tumore del fegato è il sesto tumore più frequente e la quarta causa di morte per tumore in tutto il mondo. L’incidenza del tumore del fegato è globalmente in crescita, una tendenza osservata solo in alcuni tumori, con un aumento del 38% tra il 2006 e il 2016 dove il carcinoma epatocellulare rappresenta il 75-85% dei tumori del fegato. La prognosi è in genere sfavorevole e il tasso di sopravvivenza stimato a 5 anni è del 14%.
“Le evidenze pubblicate mostrano che per preservare la funzionalità epatica e migliorare i risultati terapeutici nei pazienti con HCC in stadio intermedio, che spesso stanno bene e il cui fegato funziona ancora correttamente, è necessario un cambiamento del paradigma di trattamento,” dichiara il Professor Peter Galle, Director, Internal Medicine Department, University Medical Center Mainz, Germania. Nel trattamento del carcinoma epatocellulare in stadio intermedio, si osserva una considerevole variazione nelle caratteristiche del paziente, della malattia e della risposta tumorale all’attuale standard di cura costituito dalla chemioembolizzazione transarteriosa (TACE). Un passaggio in tempi appropriati da TACE alle terapie sistemiche può permettere al paziente di ricevere molteplici linee di terapia che potrebbero prolungare la sopravvivenza globale.” La dichiarazione è consultabile al link: pharma.bayer.com/liver-cancer.

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