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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

In Italia oltre 35mila persone soffrono di dermatite atopica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

E’ una malattia infiammatoria cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Un vero record tra le nazioni europee, soprattutto se si considera che circa 8mila pazienti sono affetti dalla forma grave della patologia. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, intanto, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia; mentre l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, con il conseguente lockdown, hanno avuto un significativo impatto psicologico su questi pazienti, che li ha portati verso una maggiore condizione di isolamento.Di questo, in sintesi, si e’ parlato durante il webinar ‘Dermatite atopica, tra rischio Covid e necessita’ di cure. Strategie per la fase II’, promosso dall’Osservatorio Malattie Rare, con il patrocinio di SIDeMaST (Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), e di ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica), con il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. Per questo motivo SIDeMaST ha messo a disposizione “un servizio gratuito di video-consulto a distanza denominato ‘Atopia visita virtuale’ – ha fatto sapere la presidente della societa’, Ketty Peris – che sara’ attivo fino a fine dicembre 2020. L’obiettivo e’ indirizzare il paziente presso un centro specialistico dedicato alle cure di tale patologia”. Ma oltre a questa iniziativa sara’ attivato a breve, per il secondo anno consecutivo, il servizio promosso dalla campagna ‘Dalla parte della tua pelle’, che prevede “una giornata dedicata a consulti gratuiti, su prenotazione – ha aggiunto Peris – in 30 centri ospedalieri-universitari in tutta Italia”, durante la quale potranno essere fornite “tutte le possibili indicazioni per un ottimale percorso diagnostico e terapeutico della dermatite atopica”. La dermatite atopica e’ una patologia che puo’ comportare conseguenze gravi anche in ambito lavorativo. “È stato dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno piu’ probabilita’ rispetto alla popolazione sana di essere disoccupati e cio’ implica costi sociali notevoli – ha spiegato Mario Picozza, presidente ANDeA – Questi ultimi, poi, aumentano se si considera il fatto che circa la meta’ dei malati presenta problemi di produttivita’ lavorativa o assenteismo per via dello stress
legato alla patologia e alla privazione di un adeguato riposo a causa del prurito incessante”. Gli stessi sintomi della dermatite atopica possono quindi provocare “incidenti o infortuni lavorativi. Insomma, la quotidianita’ e’ compromessa – ha aggiunto Picozza – e si notano evidenti limitazioni nella scelta dei percorsi di carriera o di studio da parte dei pazienti”. Per quanto riguarda gli adolescenti la situazione non e’ delle migliori. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia. L’aggravamento della patologia, poi, ha avuto un impatto sul percorso scolastico del 46% degli adolescenti.
Durante il webinar gli esperti hanno infine concordato su quanto sia fondamentale che le misure di controllo della pandemia non comportino impedimenti nella continuita’ terapeutica dei pazienti con malattie croniche. Per la dermatite atopica, circa un anno fa, AIFA ha approvato l’uso di un nuovo farmaco. “Si tratta di dupilumab, un anticorpo monoclonale indicato per il trattamento della dermatite atopica e a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento di adulti con la forma grave della patologia – ha spiegato Sandra Petraglia, dirigente Area Pre-Autorizzazione AIFA – come alternativa per tutti quei pazienti per i quali la terapia con ciclosporina e altre terapie standard non hanno avuto gli effetti desiderati”. Il farmaco viene erogato dalle farmacie ospedaliere e territoriali con la presentazione di una ricetta medica compilata da un dermatologo. “Garantire ai pazienti un equo e rapido accesso ai farmaci piu’ innovativi in modo omogeneo sul territorio nazionale, confermare la validita’ dei piani terapeutici e informare malati e personale medico sulle reali condizioni di rischio – ha concluso Petraglia – sono punti su cui bisogna assolutamente lavorare per la fase II, nell’ottica di aiutare le persone con malattie croniche, proprio come la dermatite atopica, che sono esposte a maggior rischio in caso di contagio da Covid-19”. Al webinar, moderato da Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore Osservatorio Malattie Rare, hanno partecipato anche Vito De Filippo, della Commissione XII Affari Sociali della Camera, e Roberta Venturi, responsabile Sportello Legale Osservatorio Malattie Rare. (fonte Agenzia Dire)

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