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Scuola: Docenti precari, al Centro-Nord sempre più difficile trovarli. Anief: era inevitabile

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Ha preso ufficialmente il via la “caccia” al docente. Con i concorsi ancora al palo, complessivamente agli Uffici scolastici viene chiesto di portare a termine la sottoscrizione di circa 230 mila contratti fino al termine delle lezioni oppure con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2021. Più degli altri anni, in alcune regioni del Centro-Nord la ricerca si sta rivelando particolarmente difficile: l’allarme è già scattato in Emilia Romagna, con 3 mila posti vacanti nella sola provincia di Reggio Emilia; in un istituto secondario di primo grado della Maremma, dove scarseggiano i docenti di ruolo e gli insegnanti supplenti tardano ad essere nominati, le lezioni sono state interrotte almeno fino a lunedì 21 settembre. Situazione pesante anche in Veneto, dove mancherebbero all’appello ben 13.500 docenti. Un quadro ancora peggiore vi sarebbe in Lombardia. E il Piemonte non è da meno. A scarseggiare sono soprattutto docenti di matematica, lingue Straniere e sostegno. Anche perché a causa del Covid19 rispetto al passato si è ridotta anche la disponibilità a spostarsi di provincia e regione, tra l’altro per vedersi assegnato uno stipendio tra i più bassi d’Europa e senza alcuna indennità per vitto, alloggio e viaggi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’errore di fondo che sta alla base dell’altissimo numero di supplenze da attuare quest’anno è quello di avere ignorato l’automatismo di assunzione in ruolo che Bruxelles ha detto di adottare per i lavoratori che superano la soglia dei 36 mesi anche non continuativi di supplenze attraverso la riapertura delle GaE o l’assunzione dalle GPS, la cui tabella di valutazione dei titoli, purtroppo, è stata cambiata rispetto alle graduatorie di istituto. A complicare le cose c’è stata la norma, da noi sempre osteggiata, che introduce il vincolo dei 5 anni nei confronti di coloro che vengono stabilizzati in una determinata provincia: è chiaro che è una costrizione ingiusta, che nega il diritto alla famiglia, e che in tempo di Covid rischia di diventare una vera trappola. Tanto da far fallire in partenza il sistema della Call veloce. A completare il quadro negativo c’è stata poi l’incauta scelta di imporre delle Graduatoria provinciali digitali per le supplenze piene di errori e di esclusioni illegittime”, conclude il sindacalista autonomo.

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