Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

All’ONU l’idea di un nuovo Global Fund per la droga

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

“Leaving No One Behind” il tema del Side Event organizzato dalla Federazione Internazionale della Croce e Mezzaluna Rossa durante la 75a Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, dove Massimo Barra è intervenuto attraverso video conferenza, per lanciare l’idea di un New Global Fund specifico per Drug World Problem, come quello che ha cambiato il mondo per HIV, tubercolosi e malaria: “Un nuovo Global Fund, basato su una politica umanitaria sulle droghe, che potrebbe essere uno strumento davvero efficace per migliorare le condizioni di salute di milioni di persone emarginate, stigmatizzate e lasciate indietro. Anche rendere più facile l’accesso alle cure per questi gruppi di vulnerabili potrà drammaticamente diminuire i tassi di violenza e morti in tutto il mondo e avvicinarci a l’obiettivo della Universal Health Coverage.” spiega Massimo Barra che prosegue: “L’abuso di sostanze, insieme ai conflitti armati, è una delle principali cause irrisolte di sofferenza umana con milioni di persone colpite, che non ricevono un’adeguata assistenza, o peggio, sono totalmente lasciate indietro a causa dello stigma e odio contro di loro. Soprattutto ora, la Pandemia da Covid19 rischia di diventare la ‘scusa perfetta’ dietro la quale giustificare un’ulteriore mancanza di azioni di aiuto nei confronti di persone che sono ‘malate di droga’.” “La nostra personale esperienza sul campo qui a Roma a Villa Maraini, dove incontriamo e trattiamo più di 600 tossicodipendenti ogni giorno, ci ha mostrato che il consumo di droga non ha trovato alcuna diminuzione anche durante il confinamento.” continua Massimo Barra. Come noto durante il periodo del lockdown i servizi pubblici di cura degli utilizzatori di sostanze, hanno ridotto i loro orari di lavoro e limitato gli accessi, da qui l’appello di Barra: “Noi come tutti i lavoratori del settore, siamo profondamente preoccupati per le scarse risorse messe in campo dagli Stati per affrontare i problemi della droga. Soprattutto ora che il sistema sanitario concentra tutte le sue energie per combattere contro il Covid-19. Pertanto, l’appello è che tutte le attività terapeutiche debbano proseguire e mi riferisco in particolare a: distribuzione di terapie sostitutive, attività di riduzione del danno e misure alternative al carcere.” Nel mondo infatti, 1 detenuto su 4 è in prigione per reati legati alla droga, costretti a vivere in un ambiente patologico e patogeno dove la loro malattia non viene affatto trattata e curata.

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