Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Mettere la “persona umana al di sopra di ogni interesse”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

La Giornata internazionale della pace è per l’umanità un’occasione importante di promuovere la pace come valore unico e di assicurare il proprio impegno incondizionato per la pace, a prescindere dalle differenze. Papa Francesco ha notato come “ogni guerra si riveli un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana”. Caritas Internationalis è in linea con il Santo Padre e crede fermamente che la pace sia una cultura che deve essere coltivata, condivisa e vissuta a tutti i livelli della società. Caritas è pertanto impegnata nel promuovere la pace attraverso la costruzione di comunità locali che vivono la loro fraternità attraverso il dialogo e la condivisione. Caritas trova profonda ispirazione anche nell’enciclica Populorum Progressio, in cui Paolo VI afferma che “lo sviluppo è il nuovo nome della pace”. Tale appello ha sempre incoraggiato l’opera di Caritas a combattere efficacemente la povertà e le profonde disuguaglianze sociali. Purtroppo, ancora oggi vi sono milioni di persone che a causa di guerre e violenze non possono vivere dignitosamente. Milioni di persone che muoiono per colpa di conflitti e violenze, le cui cause sono da ricercarsi nell’egoismo, nell’avidità, nella corruzione, nella discriminazione religiosa ed etnica e nello sfruttamento illegale delle risorse naturali. La memoria del passato deve spingerci alla conversione e ad aspirare ad un mondo in cui la pace e l’armonia possano contribuire allo sviluppo umano integrale. In un momento in cui COVID-19 ha rivelato a tutti noi la fragilità dell’esistenza umana e ha unito l’umanità intera nella lotta contro la propagazione del virus, dobbiamo combattere contro ogni forma di divisione e odio e – come ha ripetutamente detto Papa Francesco – agire contro “diffidenza e paura che indeboliscono le relazioni e aumentano il rischio di violenza”. Ogni persona per natura aspira alla pace e all’armonia e vuole vivere la propria vita con dignità. Caritas considera questa aspirazione una priorità e in tutto il mondo pone in essere programmi atti a promuovere la pace, l’armonia e la riconciliazione. Negli Stati di Kachin e Shan settentrionale, Caritas Myanmar porta avanti, assieme alla Chiesa locale, un programma di pace per gli sfollati interni e le comunità interessate dai conflitti. A Mindanao, nelle Filippine, Caritas e la Chiesa locale lavorano per trovare una soluzione pacifica in una regione dove prevale la violenza. In Pakistan, Caritas e la Chiesa promuovono la pace e l’armonia tra le comunità attraverso piccoli progetti di sviluppo. Nella Repubblica Centrafricana, l’arcivescovo di Bangui, insieme all’Imam e al leader della Chiesa protestante nazionale, è in prima linea nel promuovere la pace e la riconciliazione. In Colombia, Caritas rafforza i processi di sviluppo per una trasformazione non violenta dei conflitti attraverso la partecipazione e l’empowerment delle comunità locali.La pace non può essere raggiunta senza la scelta coraggiosa e disinteressata di porre la persona umana al di sopra di ogni altro interesse. In questa Giornata Internazionale della Pace, Caritas Internationalis ribadisce pertanto il proprio appello a: – porre fine alla guerra e alle violenze in tutto il mondo, e in particolar modo in Medio Oriente, e a promuovere il dialogo al fine di trovare una soluzione politica a tutti i conflitti. Le violenze e le uccisioni non faranno altro che generare altro odio. – rimuovere le sanzioni economiche contro la Siria, poiché è chiaro come queste non aiutino a promuovere la pace, bensì aggravino il conflitto e siano dannose per la pace. L’abolizione delle sanzioni può anche incoraggiare i leader politici a sedersi al tavolo dei negoziati. – promuovere la pace nelle aree di conflitto e garantire che gli aiuti internazionali allo sviluppo prestino particolare attenzione alla costruzione della pace e della riconciliazione a livello di base, promuovendo pace e armonia nelle comunità locali. Ciò include la creazione di opportunità di istruzione e di lavoro, in particolare per i giovani che rischiano di essere reclutati da gruppi armati e milizie. – sostenere l’impegno dei leader religiosi e delle comunità religiose nella promozione del dialogo interreligioso.

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