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Ciclisti: Aumento infortuni agli arti inferiori

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Il ciclismo è ancora oggi uno degli sport più praticati al mondo grazie all’accessibilità e agli enormi benefici per corpo e mente, ma il numero d’infortuni sembrerebbe essere aumentato negli ultimi anni. Basti pensare che, secondo quanto riportato da una ricerca del British Medical Journal sul portale NBCI, le problematiche legate agli arti inferiori sono aumentate del 37% negli ultimi due anni. E ancora, secondo una ricerca pubblicata sul portale The Telegraph, i pendolari che si recano a lavoro in bicicletta corrono un rischio d’infortunio maggiore del 50% rispetto a chi utilizza mezzi alternativi. Problematiche che hanno accomunato diversi ciclisti professionisti impegnati fino a ieri nel Tour de France: da Davide Formolo, che ha subito una frattura della clavicola sinistra, a Steven Kruijswijk, reduce da un infortunio alla spalla, da Daniel Muñoz, che ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro, a Bauke Mollema, vittima di una frattura del polso sinistro. Ma quali sono, dunque, i consigli degli esperti per prevenire i più frequenti infortuni? Occorre eseguire una valutazione fisioterapica per scongiurare eventuali problemi di rigidità fisica, non sottovalutare l’importanza dell’idratazione e alimentarsi in maniera idonea. Fondamentale anche utilizzare un adeguato abbigliamento sportivo e indossare un casco. Per ridurre i tempi di recupero dagli infortuni, infine, gli esperti raccomandano l’utilizzo della laser e tecarterapia: tecnologie riabilitative utilizzate anche dallo staff medico della FISO – Federazione Italiana Sport Orientamento, che ha siglato un’importante partnership con Mectronic, azienda italiana leader del settore, in occasione dell’open WRE Finland 2020 sprint e dell’EMTBOC open WRE Finland 2020 Middle. Ma quali sono gli infortuni più comuni per chi pratica ciclismo? Secondo una ricerca dell’American Health Association, il 42% dei ciclisti subisce infortuni al collo, il 36% stiramenti ai muscoli inguinali, 31% alla schiena e 38% al cranio. Buona parte degli infortuni si verifica per la mancanza di un casco: soltanto il 50,7% di chi pratica ciclismo ne indossa uno. Ma non è tutto, il 70% degli infortunati è di sesso maschile e i bambini di 12 anni presentano rischi d’infortunio due volte maggiori a quelli di adulti tra 20 e 39 anni. Anche i più avvezzi al mondo delle bici non sono esenti da queste problematiche, dal momento che sono stati riscontrati anche dal 36% di chi percorre 80 chilometri a settimana.

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