Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

La ricerca internazionale sul diabete parla italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Edizione in formato virtuale quella del 57° congresso dell’EASD (EuropeanAssociation for the Study of Diabetes), ma memorabile per quanto riguarda la ricerca italiana e la Società Italiana di Diabetologia. Presidente dell’EASD è infatti il professor Stefano Del Prato, già presidente della SID nel biennio 2012-2014, mentre il premio Minkowski, il riconoscimento europeo più prestigioso nel campo delle ricerche sul diabete, tradizionalmente assegnato in occasione del congresso annuale dell’EASD, è andato al professor Gianpaolo Fadini dell’Università di Padova, per le sue ricerche sul ruolo delle alterazioni delle cellule staminali nelle complicanze vascolari del diabete. Il premio verrà consegnato il pomeriggio del 24 settembre, dopo la sua lettura dal titolo ‘Should I stay or should I go? The bone marrow and stemcelltraffic in diabetes’. Infine, la SID, come ogni anno, promuove la ricerca dei giovani assegnando delle borse di studio, in collaborazione con la Lilly. La Minkowski lecture 2020 è stata assegnata al professor Gianpaolo Fadini dell’Università di Padova per le sue ricerche nel campo del diabete, in corso da oltre 20 anni. “Tutto ha avuto inizio – ricorda il professor Fadini – con un incontro col professor Angelo Avogaro, direttore della clinica di malattie del metabolismo dell’Università di Padova, presso la quale lavoro, e che mi affidò un argomento di ricerca allora nuovissimo, riguardante il fatto che alcune cellule staminali potevano trasformarsi in cellule ‘ripara-arterie’ e quindi rigenerare i vasi danneggiati. L’idea che il nostro organismo avesse una riserva di cellule del sangue in grado di riparare le arterie rappresentata una grandissima novità alla fine degli anni ’90. Abbiamo quindi cominciato a lavorare all’ipotesi che il danno cardiovascolare tipico del diabete potesse essere dovuto ad un’alterazione di questi meccanismi di rigenerazione. E nell’arco dei successivi vent’anni siamo arrivati a questa conclusione: il danno vascolare che osserviamo nel diabete è determinato anche dal fatto che questi pazienti non riescono a rispondere ai danni provocati dall’iperglicemia sui vasi, rigenerando l’endotelio, il rivestimento interno delle arterie”. Quindi, da una parte l’iperglicemia danneggia i vasi, dall’altra i pazienti con diabete hanno una difficoltà a riparare questo danno.Al momento stiamo testando su modelli animali una serie di strategie terapeutiche, in grado di favorire la riparazione delle arterie (carotide, arterie degli arti inferiori). I ricercatori veneti hanno individuato una serie di target molecolari che, spegnendo l’infiammazione midollare,riuscirebbero ad evitare che vengano rilasciate in circolo queste cellule staminali con le ‘Molotov’, che anziché riparare i vasi, come fanno invece le cellule ‘super Mario’ cioè le staminali sane, finiscono col danneggiarle ulteriormente. “Questo rappresentata un interessante bersaglio farmacologico – commenta Fadini – e all’Università di Padova abbiamo già brevettato uno di questi ipotetici futuri trattamenti. Si tratta di un anticorpo monoclonale diretto contro l’oncostatina M. Questo farmaco, oltre a favorire il rilascio delle cellule staminali, è anche in grado di renderle meno infiammatorie. Al momento è il trattamento più importante che abbiamo individuato e siamo molto fiduciosi per gli sviluppi futuri che potrebbero portare a terapie in grado di contrastare le gravi complicanze vascolari che si osservano nelle persone con diabete”.

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