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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Tumore della prostata

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Il cancro alla prostata è il tipo di cancro più comune negli uomini, con circa 37.000 nuovi casi diagnosticati in Italia nel 2019. Circa il 20-30% degli uomini con mCRPC presenta una mutazione del gene HRR. Nell’endpoint secondario chiave di sopravvivenza globale, olaparib ha ridotto il rischio di morte del 31% rispetto a enzalutamide o abiraterone (sulla base di un hazard ratio [HR] di 0,69; intervallo di confidenza al 95% [CI] 0,50-0,97; p = 0,0175). La sopravvivenza globale mediana è stata di 19,1 mesi per olaparib rispetto a 14,7 mesi per enzalutamide o abiraterone, nonostante il 66% degli uomini in trattamento con NHA fosse passato al trattamento con olaparib in seguito alla progressione della malattia.Un’ulteriore analisi esplorativa ha mostrato un miglioramento, non statisticamente significativo, dell’OS nella popolazione complessiva dello studio di uomini con mutazione dei geni HRR (BRCA1 / 2, ATM, CDK12 e altri 11 geni HRRm), vedendo ridotto il rischio di morte del 21% con olaparib rispetto a enzalutamide o abiraterone (basato su un HR di 0,79; IC 95% 0,61-1,03). L’OS mediana è risultata di 17,3 mesi rispetto a 14,0 mesi per enzalutamide o abiraterone.“I dati dello studio di fase III PROfound, presentati nell’ambito del Congresso virtuale ESMO, mostrano come olaparib riduca il rischio di morte del 31% rispetto a enzalutamide o abiraterone nel trattamento dei pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione, dopo progressione da un precedente trattamento con NHA, e con mutazione di BRCA o di altri geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA” ha commentato il Prof. Giuseppe Procopio, coordinatore nazionale dello studio PROfound e responsabile dell’Oncologia Medica Genitourinaria Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “PROfound è il primo studio di fase III a dimostrare una rilevante efficacia clinica dei PARP inibitori in questo setting e pone le basi per l’adozione di un approccio, noto come medicina di precisione, che auspichiamo permetterà, attraverso l’esecuzione di un test, di poter offrire un trattamento personalizzato anche ai pazienti affetti da tumore della prostata”.I risultati finali dello studio PROfound sono stati presentati nell’ambito di un Presidential Symposium al Congresso virtuale della Società Europea di Oncologia Medica e contestualmente pubblicati sul New England Journal of Medicine.

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