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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Pentastellati: È una storia che si ripete?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Negli anni che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale spuntò un movimento che catalizzò l’attenzione della nascente classe politica italiana emersa dalla lotta partigiana, dopo gli anni bui del fascismo, e che passò alla storia con il nome di “L’Uomo qualunque” dall’omonimo settimanale fondato e diretto a Roma Il 27 dicembre 1944 da Guglielmo Giannini e che nel maggio 1945 superò le 800 mila copie. E proprio sull’onda di questo successo editoriale che Giannini si convinse sull’opportunità di trasformarlo in movimento politico e di tentare la via elettorale. Detto fatto il 7 novembre successivo pubblicò il programma del Fronte dell’Uomo Qualunque il cui motto era “non ci rompete più le scatole”. Sulla scorta di questo precedente e soprattutto del suo dissolvimento nel giro di pochi anni passando dal 5,3% dei voti alle elezioni politiche del 1946, potendo così contare su 30 deputati all’Assemblea costituente, al 3,8% del 1948. Azzardai in proposito dopo il primo successo elettorale Pentastellato con un corposo 25%, partendo praticamente da zero, una riflessione sulla sua tenuta ritenendo necessario che si tenesse alla larga dalle alleanze con gli altri partiti che aveva, per altro, severamente criticato non per fare antipolitica, come Giannini, ma per una questione morale. Ed ironia della sorte non fu la caduta dei consensi a giocare un brutto tiro ai pentastellati bensì il suo maggiore successo alle successive elezioni politiche con il suo 32%. S’infilò in un vicolo cieco dove era impossibile andare avanti da solo ed era impensabile tornare indietro. Finì con l’allearsi prima con un partito di destra e poi con uno di sinistra e, quel che è peggio, la base non ne condivise le scelte facendo calare in modo sensibile il consenso elettorale tanto che è di questi giorni ho avuto modo di leggere la dichiarazione dell’on.le Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia, oggi l’unico partito in crescita, che reputa il Movimento 5Stelle vicino all’estinzione. Non credo in questa diagnosi infausta ma sulla necessità ed anche l’urgenza di una revisione critica e la costruzione di un modello politico rinnovato ideologicamente e culturalmente. Bisogna, innanzitutto, comprendere che il movimento creato da Grillo e da Casaleggio è nato e continua, nella sua ragione d’essere, avendo catturato il consenso di chi crede nella politica scremata dai compromessi al ribasso di una classe dirigente non sempre sensibile alle istanze di rinnovamento del Paese e dei suoi fondamentali culturali. Ma per restare una proposta di governance credibile deve saper costruire una ideologia che sappia offrire al suo popolo un diverso modo di testare la propria presenza perché in Italia di gente onesta ve ne è tanta ma ha un forte bisogno di certezze e di convinte e ragionate scelte nella vita economica e sociale del Paese. Ma soprattutto di esempi virtuosi a livello istituzionale. (Riccardo Alfonso)

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