Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Da “L’ultima frontiera” all’iperspazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Da “L’ultima frontiera” all’iperspazio“L’ultima frontiera” è stato uno dei miei primi libri, nel 1968, e ora sono a quota 120 di cui un centinaio pubblicato online su Amazon ma su argomenti tra i più disparati. Vi ho annotato, in questo mio scritto, uno dei momenti più drammatici per l’umanità con le deflagrazioni atomiche avvenute sul finire della Seconda guerra mondiale nelle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Colsi, per quell’evento, la meraviglia dell’opinione pubblica per ricerche e studi sulla fisica nucleare in gran parte ignoti al grosso pubblico e feci notare come l’istruzione scolastica segnava al riguardo un ritardo cognitivo di almeno trent’anni. Questo differimento oggi è ridotto ma non annullato anche se la fantascienza ha saputo disegnare una modernità che per molti tratti ha anticipato la realizzazione di ricerche e studi che i nostri padri ritenevano una frontiera difficilmente superabile in concreto. Ma anche in questa circostanza la scuola ha mostrato, nelle sue conoscenze, un ritardo significativo. Lo abbiamo notato con la recente pandemia da Covid-19 quando si è deciso d’adottare nelle scuole l’insegnamento a distanza con diversi docenti impreparati e discenti pronti ad insegnare loro le varie metodiche informatiche. Ma se restringo il campo agli universi fisici e biologici di Fantappiè degli anni Quaranta, dello scorso secolo, molti aspetti rimangono tutt’oggi nella zona grigia degli studi scolastici medio-superiori. Non vi è stata, in pratica, una continuità logica in tempo reale nel seguire il pensiero evolutivo in campo gravitazionale da Newton ad Einstein dove, come sostiene Ruffini, ad ogni corpo di massa M la “sfera gravitazionale” di Schwarzschild provoca un campo gravitazionale degenere. All’interno di questa sfera si ha un’inversione tra “spazio e tempo” generando un universo del tutto diverso da quello esterno. Questa sfera gravitazionale ci permette, al cospetto di una grande massa stellare, di provocare un collasso gravitazionale ripiegandosi su sé stessa tanto da diventare un buco nero ovvero un campo gravitazionale così intenso da impedire alla luce di uscire. A questo punto i pareri degli scienziati sono controversi. C’è chi sostiene che la materia, una volta assorbita dal buco nero, scompare nel nulla e altri che tale assorbimento raggiunge una densità limite dopo di che si trasforma in un buco bianco e la materia assorbita viene espulsa violentemente per rigenerare la materia dell’universo. Così entriamo nella logica degli iperspazi per affrontare, su nuove basi, alcuni problemi posti dalla moderna astrofisica, microfisica e cosmologia. (Riccardo Alfonso)

Una Risposta a “Da “L’ultima frontiera” all’iperspazio”

  1. lorenzo tidei said

    “Scopo della scienza non e’ tanto quello di aprire una porta all’infinito sapere,quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza”.

    I buchi neri sono la verifica definitiva delle idee di Einstein,anche se l’esistenza delle deformazioni temporali gravitazionali e’ stata confermata da sofisticati esperimenti eseguiti sulla Terra e nel Sistema Solare,gli effetti misurati sono decisamente
    piccoli e di poca rilevanza pratica,eccetto che per la navigazione e l’astronautica.
    Se la teoria della relativita’ generale non avesse altre conseguenze,questo aspetto del lavoro di Einstein sarebbe oggi in gran parte ignorato,eppure esistono diversi oggetti nell’universo che deformano il tempo in modo davvero notevole!
    Nel 1967 una giovane donna inglese Jocelyn Bell scopri per caso una deformazione temporale gravitazionale un milione di volte piu’ grande di quella prodotta dal Sole!
    Arrivo’ a tale scoperta utilizzando una rete metallica nel periodo in cui la Bell frequentava L’Universita’ di Cambridge.
    Jocelyn Bell lavorava con il radioastronomo Anthony Hewish e intendevano studiare le radiosorgenti scintillanti ma a causa della mancanza di fondi per il loro progetto,invece di utilizzare un costoso radiotelescopio se ne costruirono uno da soli tendendo una rete metallica attraverso il verde prato del Cambridgeshire,seguendo la migliore tradizione scientifica britannica!
    Un giorno la Bell rimase colpita da una strana traccia presente nei dati prodotti dal rivelatore e si accorse che il fenomeno si ripeteva ogni notte verso mezzanotte,avviso’ subito Hewish e insieme studiarono piu’ attentamente il fenomeno,giungendo presto alla conclusione che le tracce confuse provenivano da una sorgente radio nello spazio che emetteva impulsi regolari,avevano appena scoperto le Pulsar.
    La Pulsar e’ una stella di neutroni che ruota su se stessa, ed e’ talmente compatta che il suo campo gravitazionale e’ un miliardo di volte piu’ intenso di quello terrestre causando un effetto sul tempo che e’ tutt’altro che trascurabile.Maggiore e’ la gravita’ esercitata sulla superficie di un oggetto,tanto piu’ il Tempo viene rallentato o allungato,in questo modo la deformazione temporale non diventa semplicemente molto grande quando il corpo viene compresso entro un determinato raggio:in realta’ diventa infinita!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: