Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 5 ottobre 2020

Final vote on EU rules for crowdfunding platforms

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Bruxelles.On Monday evening, the plenary approved the deal struck with the Council last December on common rules to boost EU crowdfunding platforms and protect investors.The new rules aim to help crowdfunding services to function smoothly in the internal market and to foster cross-border business funding in the EU, by providing for a single set of rules on crowdfunding services.The uniform set of criteria will apply to all European Crowdfunding Service Providers (ECSP) up to offers of EUR 5 000 000 (from EUR 1 000 000 proposed by the Commission), calculated over a period of 12 months per project owner.Investors would be provided with a key investment information sheet (KIIS) drawn up by the project owner for each crowdfunding offer or at platform level. Crowdfunding service providers would need to give clients clear information about the financial risks and charges they may incur, including insolvency risks and project selection criteria. A prospective ECSP would need to request authorisation from the national competent authority (NCA) of the member state in which they are established. Through a notification procedure in a member state, ECSP would also be able to provide their services cross-border. Supervision would also be carried out by national competition authorities, with the European Securities and Markets Authority (ESMA) facilitating and coordinating cooperation between member states.With no proposal to reject the Council’s positions and no amendments tabled, the text was deemed adopted. The rules will start to apply one year after its publication in the Official Journal of the EU.

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È nato il sito di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/ Ha l’obiettivo di offrire informazioni e notizie sulle attività di Formazione Integrale dell’ateneo: responsabilità sociale, eccellenza, mentoring, sport, attività extracurriculari, divulgazione. “Siamo lieti di annunciare questa bella novità che ci permetterà di dialogare ancora di più con le persone e di far conoscere le nostre iniziative”, spiega Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. “Inoltre, attraverso il nuovo sito, avremo la possibilità di diffondere tante buone notizie, soprattutto sulle attività sociali e di solidarietà che portiamo avanti con i nostri studenti. In questo modo cerchiamo di rispondere all’invito di Papa Francesco ad illuminare il buono che c’è in questo mondo, in ogni cosa e in ogni persona, per aprire sentieri nuovi di fiducia e di speranza”. “Oltre alle sezioni dedicate alle varie aree di Formazione Integrale c’è una parte del sito che riteniamo significativa ed entusiasmante”, continua Padre Monzón. “Si chiama Spazio Studenti ed ospiterà articoli, interviste e video frutto della creatività e sensibilità dei nostri giovani. Sarà una bella opportunità per tutti gli studenti che hanno passione per la scrittura e la comunicazione”.La Formazione Integrale è quel progetto educativo che nasce da una visione della persona come unità indivisibile costituita di intelletto, volontà, emozioni, corpo, relazionalità e spiritualità.Ha l’obiettivo di sviluppare tutte le sfaccettature della persona, le sue facoltà, le sue abilità e competenze in modo armonico, completo e progressivo. “Nel contesto universitario la formazione intellettuale è fondamentale. Ma da sola non basta”, ricorda Padre Monzón. “Per preparare i professionisti di domani è necessario formare tutta la persona. Per questa ragione l’Università Europea di Roma si occupa anche della formazione umana dei giovani, affinché raggiungano la piena maturità.Nel nostro ateneo lo studente è veramente al centro dell’azione formativa, perché fa parte, prima di tutto, di una comunità umana. Attraverso questo percorso si cerca di favorire il suo inserimento consapevole, attivo e positivo nella società”. (Carlo Climati)

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“Global Sustainable Outcomes. Notizie e previsioni T2 2020”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

A cura di Pauline Grange, Portfolio Manager e Jess Williams, Global Equities & Portfolio Analyst, Responsible Investment di Columbia Threadneedle Investments. Dopo il crollo dei mercati azionari globali causato dal Covid-19 nei primi tre mesi del 2020, nel secondo trimestre si è registrata una netta ripresa dai minimi. Questo rimbalzo è stato alimentato dai programmi di stimolo fiscale e monetario dei governi di tutto il mondo, la cui portata non si osservava dai tempi della crisi finanziaria globale. Alla luce del suo orientamento più difensivo nel primo trimestre (con una flessione del 14,7% a fronte del -21,3% dell’MSCI ACWI), la strategia Global Sustainable Outcomes ha evidenziato una ripresa più lenta, guadagnando il 17,4% a fronte del +19,4% del mercato. Sebbene i mercati azionari siano tornati in prossimità dei massimi, le economie e le società globali hanno subito un duro colpo, e nel corso del trimestre diversi paesi hanno pubblicato i dati economici e sulla disoccupazione più catastrofici mai registrati. Il Covid-19 è servito a mettere in evidenza le disuguaglianze sociali a livello globale, poiché le comunità a più basso reddito sono state colpite dalla crisi in misura sproporzionata. Tendenzialmente, queste persone hanno impieghi meno retribuiti nel settore dei servizi, che è stato il più penalizzato dalle interruzioni dell’attività, o non possono lavorare da casa e sono esposte a un maggior rischio di contagio. Ciò ha contribuito ad alimentare il malcontento sociale e politico in diverse parti del mondo. Nel corso del trimestre abbiamo assistito all’ascesa del movimento Black Lives Matter, che è nato come protesta contro il razzismo sistemico negli Stati Uniti e si è diffuso in tutto il mondo. Molte aziende, tra cui marchi sportivi come Adidas e Nike, hanno preso atto della necessità di introdurre politiche occupazionali più attive per affrontare il problema della scarsa diversità nel loro organico. Abbracciare la diversità sul posto di lavoro non è un bene solo per la società, ma anche per le aziende. Avere una forza lavoro che riflette meglio la propria base di consumatori aiuta a sviluppare in modo più efficace i prodotti e i servizi per soddisfare le loro esigenze. Ad esempio, nel settore delle vendite al dettaglio le donne rappresentano il segmento più ampio dei consumatori, ma sono per lo più assenti dal top management. In Gran Bretagna, nessuna azienda del settore delle vendite al dettaglio inclusa nel FTSE 350 è gestita da una donna, mentre in Europa solo il 3% delle 87 maggiori aziende di prodotti di consumo e di vendite al dettaglio ha dirigenti donne (secondo European Women on Boards, un’organizzazione sostenuta dall’UE). Ora la maggior parte delle grandi aziende afferma che migliorare la diversità razziale, etnica e di genere della forza lavoro è un obiettivo importante.Tra l’altro, durante la pandemia le aziende sono state oggetto di un più attento esame per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori, dei fornitori e delle comunità locali. Le accuse di sfruttamento dei lavoratori presso il rivenditore britannico Boohoo lanciate dai media sono sfociate in un boicottaggio dei clienti e in una bufera su Twitter. Il successivo crollo del 49% delle azioni di Boohoo3 dimostra come fattori sociali come le pratiche scorrette dei datori di lavoro e lungo le catene di produzione possano avere un impatto reale sulle valutazioni finanziarie. Le azioni dell’impresa erano ancora in ribasso del 24% a metà agosto, a dimostrazione del fatto che gli effetti durano più a lungo delle bufere sui social media.In definitiva, nell’investimento ESG l’attenzione degli investitori non si concentra più solo sui fattori ambientali, ma anche su quelli sociali, e aspetti come la trasparenza delle catene di produzione, le politiche occupazionali e il sostegno alle comunità locali influenzano in misura crescente la reputazione e i valori delle aziende. Investendo in aziende che danno un apporto positivo ai nostri temi sociali nell’ambito della strategia Global Sustainable Outcomes, ci auguriamo di poter contribuire a rendere il mondo più inclusivo.

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IPO di Snowflake: possiamo imparare una lezione dalla storia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

A cura di Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA SGR. Alcune IPO assumono in certi casi un carattere fortemente simbolico e possono essere un segnale importante del cosiddetto “sentiment” di mercato. A nostro giudizio la recente e tanto acclamata IPO di Snowflake evoca un parallelismo con tre distinti momenti nella storia finanziaria degli ultimi venti anni: la cosiddetta bolla delle “dot-com”, la quotazione di Blackstone e la quotazione di Glencore.La scorsa settimana, Snowflake, una società software con elevate prospettive di crescita, ha concluso il processo di IPO ad un prezzo di 120 dollari per azione corrispondenti a circa 33 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, classificandosi come la più grande IPO americana dell’anno. Nel primo giorno di contrattazioni il titolo è più che raddoppiato chiudendo gli scambi con una capitalizzazione di circa 70 miliardi di dollari. A oggi la società non genera utili, brucia cassa e negli ultimi 4 trimestri i ricavi hanno totalizzato circa 400 milioni di dollari, con un forte trend di crescita: i ricavi dell’anno fiscale 2020 (concluso al 31 gennaio) hanno fatto registrare un aumento del 175% rispetto al 2019. Se dividiamo la capitalizzazione di mercato al 16 settembre per il fatturato degli ultimi 4 trimestri otteniamo un multiplo di oltre 170x, che rappresenta un record assoluto in termini valutativi. Per intenderci, lo stesso rapporto vale 2.5x per l’indice S&P500.A questo punto il parallelismo con i primi anni 2000 sembra particolarmente interessante, alla luce della forte sovraperformance dei titoli ad alta crescita che ha raggiunto proporzioni estreme. Come si può vedere dal grafico in basso, a settembre il differenziale di performance tra l’indice Nasdaq 100 (rappresentativo della cosiddetta “new economy”) e lo S&P 500 (che invece è utilizzato come indice di riferimento del mercato generale) ha raggiunto nuovi massimi storici (3.35), superando i livelli del 2000, durante quella che fu poi definita come “la bolla delle dot-com”. Un’altra IPO particolarmente significativa è stata Glencore, società leader mondiale nel trading delle materie prime, quotata nel maggio 2011 con una valorizzazione di circa 60 miliardi di dollari. In questo caso gli investitori che avessero tenuto le azioni fino ad oggi avrebbero registrato una perdita di oltre il 50%, un risultato certamente deludente che coincide con un sostanziale declino strutturale del valore delle materie prime, come evidenziato nel seguente grafico.Si noti bene che queste considerazioni non si riferiscono in modo generico al processo di IPO, ma individuano alcune quotazioni illustri che, a nostro giudizio, sono coincise con un momento di forte euforia nei confronti di un settore e/o asset class in un preciso momento storico. Un rigoroso approccio value/contrarian può a nostro giudizio essere un potente “antidoto” contro gli eccessi di euforia del mercato, cui assistiamo di questi tempi e che tendono a premiare oltremodo certi settori a scapito di altri. Il fondo AcomeA America seleziona i titoli del mercato americano con un rigoroso approccio value bottom-up, individuando aziende il cui valore intrinseco risulta superiore al livello di mercato, cercando le opportunità di investimento tra i titoli e settori preferibilmente meno sotto i riflettori di analisti e media.

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L’ecosistema fintech in Italia continua a crescere e a consolidarsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Fintech District compie tre anni e si conferma un punto di riferimento per l’innovazione dell’industria dei servizi finanziari, una community in cui gli operatori fintech possono collaborare con corporate e operatori finanziari tradizionali per dare vita a progetti di open innovation attraverso sinergie industriali e commerciali, sviluppando nuovi servizi e attraendo investimenti. L’ecosistema fintech italiano sta crescendo per numero di startup, per tasso di fruizione dei servizi offerti e per capitali raccolti pari a circa 700 milioni dal 2010 (+60% negli ultimi 4 anni) Segnali positivi che rivelano un mercato in fermento, seppur ancora indietro rispetto alla media europea in termini assoluti: in questo contesto la cooperazione fra incumbent e startup può rappresentare un ulteriore stimolo.A confermare le tendenze in atto, i numeri del Fintech District che ha continuato a crescere, raggiungendo importanti traguardi: sono 34 le fintech che si sono unite alla community solo nell’ultimo anno, per un totale di 158 giovani aziende (erano 32 nel 2017) che hanno riconosciuto il valore dell’approccio collaborativo promosso. Sono quasi raddoppiati in un anno i corporate member, ora 14 (Amazon Web Services, Axa, Auriga, Banca Sella, Boston Consulting Group, Cerved, Credem, Crif, EY, Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA, IBM, OCS Organizzazione Consulenza Sistemi, UBI Banca, Zurich), mentre sono 8 i nuovi professional member (BonelliErede, Carbonetti Studio Legale, Leyton, Linklaters, NoDoubt, StartupBootcamp, Value 4 You, Wexplore) che hanno aderito al marketplace lanciato da Fintech District lo scorso maggio, in pieno lockdown, mettendo a disposizione dei membri della community la propria professionalità attraverso sessioni consulenziali gratuite. Milano conferma il proprio ruolo di aggregatore e promotore della crescita del mercato, con il 45% delle 345 startup fintech italiane che la scelgono come propria sede (di queste, il 46% è parte della community del Fintech District) Ciò è dovuto, oltre che al suo tessuto sociale ed economico, anche alle iniziative di sistema che vi si concentrano in quanto capitale finanziaria italiana.Per celebrare ulteriormente l’occasione del suo terzo compleanno, Fintech District ha deciso di regalare a Milano un murale appena completato, in zona Garibaldi, come tributo che simboleggi il legame tra il fintech e la sua città d’adozione. La Commissione europea si è decisa a fare di questo decennio il “decennio digitale” dell’Europa e siamo solo all’inizio di un percorso di sviluppo, crescita e trasformazione della finanza.

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“Riflessioni sul crescente interesse per le azioni nel mercato brasiliano”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

A cura di Dara White, Responsabile globale azioni mercati emergenti di Columbia Threadneedle Investments. È vero che spesso nell’investimento ogni cosa ha il suo prezzo, ossia che per conseguire rendimenti elevati spesso occorre esporsi a un alto rischio, ma negli ultimi decenni gli investitori brasiliani hanno avuto il lusso di beneficiare di rendimenti interessanti sui depositi bancari a fronte di un rischio decisamente contenuto. Negli ultimi 10 anni i tassi d’interesse si sono attestati in media al 10% e nel 2016 il SELIC (il tasso di riferimento brasiliano) era a quota 14,25%.Non sorprenderemo nessuno affermando che con i tassi d’interesse su livelli tanto elevati il paese ha una base di investitori al dettaglio assai ridotta. Con un tasso d’interesse medio di ben il 10% nell’ultimo decennio, gli investitori non avevano motivo di acquistare azioni o investimenti alternativi. Infatti, meno dell’1% degli adulti brasiliani investe in borsa, una percentuale microscopica rispetto al 40% circa degli adulti statunitensi. Nel paese gli investimenti azionari al dettaglio si attestano ad appena il 10%, un livello insignificante rispetto agli investimenti pensionistici e obbligazionari, che con il 72% la fanno da padrone.In Brasile la spesa per consumi rappresenta circa due terzi del PIL, pertanto l’impatto della flessione dei tassi può essere un importante fattore di stimolo per l’economia. A fine anno i dati relativi al credito e ai prestiti evidenziavano una crescita assai rapida, soprattutto per le famiglie, e il settore delle vendite al dettaglio non ha fatto eccezione. Il Brasile ospita il più grande settore della gestione patrimoniale dell’America latina: al 31 dicembre 2019 era valutato a 8.600 miliardi di real (2.100 miliardi di dollari) e negli ultimi cinque anni è cresciuto di ben il 14,5%. Pur essendo senz’altro elevata a livello regionale, pari al 74% del PIL a fronte del 22% del Cile o al 10% del Messico, la penetrazione del settore è ancora bassa rispetto allo standard globale (negli Stati Uniti si attesta a circa il 120%), quindi le opportunità di crescita sono notevoli. Inoltre, nel 2019 nel paese il pool di risparmio dei privati raggiungeva quasi gli 800 miliardi di real (199 miliardi di dollari), l’equivalente del 16% delle masse in gestione totali (negli USA è pari a circa il 10%), a suggerire che è giunto il momento di investire.Cosa implica questa combinazione perfetta (tassi d’interesse più bassi, maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio e cambiamenti strutturali del settore dei servizi finanziari) per gli stock picker come noi? Prendere in considerazione i temi top-down è essenziale per valutare il successo dei titoli bottom-up, ma è indispensabile individuare imprese di qualità per partecipare al meglio a questa osservazione tematica. A nostro avviso, è giunto il momento di dare via libera ai broker online, che stanno cambiando la dinamica competitiva del settore e democratizzando l’accesso ai prodotti d’investimento offrendo una piattaforma che permette ai brasiliani di accedere a gestori indipendenti e a fondi di terze parti.Prevediamo che l’intermediazione online sarà sostenuta anche da afflussi significativi nel mercato azionario brasiliano, in quanto i risparmiatori ricercano rendimenti più appetibili dopo il calo dei tassi d’interesse. Si stima che i nuovi investimenti possano avvicinarsi ai 91 miliardi di real (17 miliardi di dollari) nei prossimi cinque anni e, secondo le stime più prudenti, entro il 2025 l’allocazione azionaria dovrebbe raggiungere il 25% delle masse in gestione, a fronte dell’attuale 10% circa. Questa opportunità dovrebbe consentire ai broker online di crescere con un ritmo più rapido rispetto al settore e modificare la natura estremamente concentrata della gestione patrimoniale brasiliana, in particolare per le società basate sull’imprenditorialità nel cui DNA sono insite la tecnologia e l’innovazione, permettendo loro di trarre i maggiori vantaggi da questa trasformazione dirompente. Questa è senz’altro una fase entusiasmante per essere uno stock picker in Brasile: le IPO sono aumentate del 66% nel 2019, in controtendenza rispetto al trend globale che le vedeva in calo del 17% nello stesso periodo. Osserviamo un’accresciuta concorrenza tra le borse locali ed estere, come il Nasdaq, per ospitare queste nuove quotazioni. Con il progressivo incremento dello spessore e della qualità di questo universo in un simile contesto, la gestione attiva assume un ruolo centrale e il Brasile diventa il terreno ideale per permettere agli stock picker come noi di differenziarsi ancora di più.

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“Pictet Asset Management consolida ulteriormente il proprio primato negli investimenti ESG”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Pictet Asset Management, la divisione di asset management del Gruppo Pictet, conferma ancora una volta, il rating A+, il punteggio più alto ottenibile, nella valutazione dei Principi di Finanza Responsabile delle Nazioni Unite (UN PRI) 2020 nella categoria “Strategy & Governance”. A ulteriore conferma della centralità che i temi ESG ricoprono da sempre in Pictet Asset Management, con €5 miliardi di masse gestite in prodotti SRI (pari a circa il 15% del totale delle masse collocate), la Società è oggi la prima casa di gestione estera in Italia per investimenti socialmente responsabili, e seconda in termini assoluti. I Principles for Responsible Investment sono standard di eccellenza a livello internazionale lanciati dalle Nazioni Unite nel 2006 con l’intento di favorire la diffusione dell’investimento sostenibile e responsabile tra gli investitori istituzionali. Pictet Asset Management è stata una delle prime a sottoscrivere gli UN PRI nel 2007 e, in questi anni, si è sempre confermata fra le società di investimento più attive nel favorire un approccio sostenibile agli investimenti. UN PRI, ad oggi, sono adottati da più di 1200 firmatari tra investitori istituzionali, società di gestione del risparmio e fornitori di servizi. Il principale obiettivo è quello di far comprendere le implicazioni positive che comporta operare scelte di investimento che tengano conto dei fattori ambientali, sociali e di governance (Environmental, Social and Governance – ESG) e di favorire, a livello internazionale, l’introduzione di tali fattori nelle decisioni di investimento e di ownership.Per raggiungere risultati di questa portata, in un ambito relativamente recente come quello degli ESG nel settore degli investimenti, è imprescindibile un impegno costante. Pictet AM ha adottato già dal 2007 i Principi per l’Investimento Responsabile delle Nazioni Unite proprio con la convinzione che considerazioni di carattere ambientale, sociale e di governance siano fondamentali per prendere decisioni di investimento migliori nel lungo termine. Forti di un approccio olistico, oltre a integrare i fattori ESG all’interno di tutti i processi di investimento e di gestione del rischio, in Pictet AM è tangibile l’impegno nel collaborare attivamente con gli emittenti su delicate questioni legate ad ambiente, società e governance (engagement). Altra componente imprescindibile dell’approccio di investimento di Pictet AM è l’azionariato attivo, cioè l’esercizio proattivo del diritto di voto per le partecipazioni detenute (proxy voting), oltre a dare informativa in modo trasparente ai clienti su tali attività e a promuovere l’adozione di un approccio responsabile all’interno del settore del risparmio gestito.

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“Arrivederci estate, arrivederci rally?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. L’estate è ormai alle spalle, e con lei sembra essersene andato anche il rally di mercato. Dai minimi toccati il 23 marzo le borse hanno corso ad un ritmo forsennato (+42,6% dell’indice MSCI World in euro fino ai massimi relativi del 2 settembre), prima di fermarsi ad inizio settembre per riprendere fiato. La recente correzione rispecchia in primo luogo l’esaurimento di alcune forze propulsive che hanno sostenuto in questi mesi il trend rialzista. Innanzitutto, a livello di valutazioni: dopo essere scesi al di sotto di 13 a metà marzo, i multipli PE risultano oggi più cari rispetto alla loro media sia a breve (1 anno) sia a lungo termine (10 anni). Negli Stati Uniti, le valutazioni, oggi pari a oltre 22 volte gli utili attesi a 1 anno, sono addirittura un 40% circa al di sopra del loro valore medio di lungo termine.Certo, non sono mancati nelle ultime sedute anche alcuni fattori tecnici, come la fine del malsano comportamento nel caso delle aziende più gettonate e premiate anche per aver effettuato un semplice frazionamento delle azioni (stock split), incapace di creare reale valore e atto solamente a rendere il titolo più appetibile per gli investitori privati (si vedano i casi di Apple e Tesla).Nonostante le valutazioni da “saldi” siano finiti presto, tra fine marzo e inizio aprile erano subentrate tempestivamente le politiche economiche a supportare i mercati. Le previsioni economiche continuano a migliorare, riflettendo il recupero dell’attività sia lato offerta, soprattutto nei Paesi emergenti dove la capacità produttiva è stata efficacemente difesa e dove i servizi incidono meno sul PIL, sia lato domanda, con le vendite al dettaglio in costante risalita. La ripresa dei consumi, al contrario di quanto avviene sul fronte della produzione, riguarda in primo luogo il mondo sviluppato, dove si è potuto agire di più tramite politiche economiche a supporto della domanda. Questo è stato particolarmente vero per i Paesi che hanno una moneta che funge da valuta di riserva internazionale, quali gli Stati Uniti, il Giappone e l’eurozona (dove però la sovranità è ripartita tra i singoli Stati), che hanno potuto compiere manovre di politica fiscale senza correre un eccessivo rischio di svalutazione della propria valuta.Vista la dinamica divergente che vede l’offerta pendere in favore dei mercati emergenti e la domanda in favore, invece, di quelli sviluppati, affinché l’economia globale possa continuare a seguire un percorso di recupero a “V”, assume un ruolo sempre più centrale il commercio internazionale.Da questo punto di vista, oltre alla spada di Damocle rappresentata dalla pandemia di COVID-19 e, soprattutto, dall’eventualità di nuovi dannosissimi lockdown, la minaccia principale arriva dagli Stati Uniti e, nello specifico, dalla possibilità del proseguimento della tensione sulle politiche commerciali iniziate con la presidenza Trump. È alle elezioni americane di inizio novembre, perciò, che gli operatori stanno puntando gli occhi, tentando di sciogliere il nodo gordiano composto dai diversi scenari possibili. I risultati di tale analisi predittiva non sono al momento entusiasmanti: il mercato sembra premiare l’eventualità della cosiddetta Blue Wave o Blue Sweep (Biden Presidente e Congresso controllato dai dem), ma con uno scarto probabilistico minimo rispetto all’opposta Red Wave (20% vs 15%), nonostante le probabilità implicite nelle puntate degli scommettitori vedano la prima in netto vantaggio (50% vs 17%). Tra gli scenari alternativi, i mercati assegnano una probabilità significativamente diversa da zero alla eventualità di elezioni contestate. Sul mercato della volatilità, i contratti sul VIX prevedono, infatti, un picco nel mese successivo alle elezioni, fatto molto inusuale. Inoltre, si prevede il proseguimento del periodo turbolento anche sul mese di dicembre, solitamente tranquillo.Con la pandemia sullo sfondo, le elezioni americane si delineano come un vero e proprio spartiacque nello scenario economico dei prossimi mesi e anni. A giudicare dai movimenti di mercato, gli operatori non sembrano avare idee chiare sul possibile esito, con il rischio aggiuntivo di elezioni contestate. (abstract)

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Finanziamento di 10 milioni di euro a Zanutta SpA

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ha finalizzato un finanziamento di 10 milioni di euro, assistito da garanzia SACE ai sensi del Decreto Liquidità, a beneficio di Zanutta SpA. L’operazione ha visto la costituzione di un pool, di cui è capofila Iccrea BancaImpresa – la Banca corporate del Gruppo – e a cui hanno aderito Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia e 7 BCC del Friuli Venezia Giulia e del Veneto: Banca di Udine, BCC di Staranzano e Villesse, Banca della Marca, Banca Annia, Banca Patavina, BCC Pordenonese e Monsile e CrediFriuli. Il finanziamento, garantito da SACE in tempi brevi attraverso Garanzia Italia, prevede una durata di 72 mesi con un preammortamento di 12 mesi ed è finalizzato a sostenere nuovi investimenti aziendali.La Zanutta SpA, azienda friulana avviata nel 1952 in provincia di Udine (a Carlino), è leader nel triveneto nella produzione e fornitura di materiali per l’edilizia e per l’arredo casa. Realtà solida e in continua crescita, è presente con 26 punti vendita nel Nord Est e con uno showroom in Francia, a Parigi.“Con questa iniziativa vogliamo confermare, come Gruppo Iccrea, la nostra profonda attenzione alle aziende del territorio e ai loro piani di sviluppo – ha commentato Arturo Miotto, Direttore Generale di Mediocredito del Friuli Venezia Giulia – evidenziando, al contempo, il valore delle sinergie che, insieme alle BCC aderenti al Gruppo Iccrea in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, possiamo creare a beneficio dell’economia reale in questa delicata fase dell’economia italiana”.“SACE continua nel proprio percorso al fianco delle tante realtà imprenditoriali italiane, come Zanutta, che ogni giorno si affermano nel nostro Paese e nel mondo, anche in questa fase complessa – ha dichiarato Alberto Turchetto, Responsabile Mid Corporate del Nord-Est di SACE – siamo molto lieti, inoltre, di consolidare attraverso quest’operazione la collaborazione con Iccrea BancaImpresa, a testimonianza che è sempre più strategica la sinergia con il sistema bancario per affrontare con successo le sfide del presente”.

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Professionisti della sanità di origine straniera in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

In Italia ci sono al momento ben 22 mila Medici stranieri, 5 mila Odontoiatri , 38mila Infermieri, 5mila Fisioterapisti, 5 mila Farmacisti,1000 Psicologi,1500 tra podologi ,tecnici di radiologia, biologi ,chimici ,fisici .Circa 2500 sono in attesa di riconoscimento del titolo di studio eseguito all’estero . Tra arrivi e partenze, negli ultimi 5 anni c’è anche un esercito di Professionisti che abbandona il nostro Paese; laureati e specializzati, preferiscono andare a lavorare in Università, Ospedali e Cliniche del Medio Oriente, del Nordafrica, dell’Europa dell’Est ed anche della Gran Bretagna. In Europa ci sono circa 500 mila medici di origine straniera di cui 400 mila stabili e 100 mila mobili nei vari paesi europei Secondo il Bilancio dell’Amsi, realizzato in collaborazione con il movimento Uniti per unire e l’Unione Medica Euro Mediterranea (Umem), sino ad Agosto 2020: 1) In Italia i professionisti della Sanità risultano 77.500mila,In Italia ci sono al momento ben 22 mila Medici stranieri, 5 mila Odontoiatri , 38mila Infermieri, 5mila Fisioterapisti,5mila Farmacisti, 1000 Psicologi,1500 tra podologi ,tecnici di radiologia, biologi ,chimici ,fisici .Circa 2500 in attesa di riconoscimento del titolo di studio (oltre a 2500 Professionisti in attesa di riconoscimento dei titoli conseguiti all’Estero, nella Patria d’origine o in altre Nazioni e Stati); 2) Questi sono in misura maggiore Professionisti provenienti da Paesi Africani(maggiormente da Camerun ,Congo ,Nigeria) ,paesi Arabi(Siria ,Libano ,Palestina, Giordania, Egitto, Iraq, Tunisia ,Marocco ,Algeria ,Libia) , paesi dell’Est (Russia ,Albania ,Polonia ,Romania ,Ucraina ,Moldavia ,Croazia ), da paesi sudamericani (Argentina ,Brasile ,Peru ,Colombia ) , dai paesi europei ,America ,Cuba ,Israele ,Cina ,Giappone e Filippine che hanno caratterizzato le tre fasi dell’Immigrazione di massa nel nostro Paese tra il 1965-2020; 3)Si registra che negli ultimi 5 anni circa il 35% dei professionisti stranieri tornano nei loro Paesi di origine (in particolare paesi dell’Est e Paesi Arabi) e fanno parte di due categorie: i giovani precari e quelli in pensione oppure quelli che hanno subito discriminazione e sfruttamento lavorativo nonché violenza verbale; 4) il 65% dei Professionisti laureati della Sanità e della Salute non ha Cittadinanza Italiana (in particolare quelli della seconda e terza fase dell’Immigrazione, vale a dire a seguito della Caduta del Muro di Berlino -1989 -e della cosiddetta Primavera Araba -2011-); 5) l’80% di loro lavora nelle strutture private (Cliniche, Centri di Fisioterapia, Centri Analisi, Pronto soccorso, Guardia medica, Studi medici e poliambulatori privati), anche a causa delle difficoltà ad inserirsi nel sistema pubblico in virtù, in primis ,dei concorsi riservati ai cittadini italiani; 6) il 10% di questi Professionisti d’origine straniera esercita come Medici di Famiglia (Medici di Medicina Generale) e Pediatri convenzionati; 7) ma anche il 10% degli Stranieri esercita presso le strutture Pubbliche (in particolare Pronto Soccorso, Medicina interna, area chirurgica; 8) negli ultimi 5 anni si registra una diminuzione di arrivo dei Professionisti tranne dall’Egitto, dalla Tunisia, dalla Siria e dal Messico; 9) negli ultimi 5 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo di studenti stranieri.

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Convegno: La ricerca italiana nella terapia della Malattia di Gaucher

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Quest’anno si terrà in forma di webinar il 7 ottobre, per permettere a tutti di partecipare in sicurezza. Il convegno, che sarà aperto dal responsabile scientifico dell’evento – la dottoressa Maja Di Rocco – nella prima sessione tratterà di una condizione rara che ha alcuni sintomi in comune con la Malattia di Gaucher, la Malattia di Niemann Pick tipo A/B (ASMD). Questa sessione verrà preceduta dalla Keynote lecture “Olipudase Alfa for Treatment of Acid Sphingomyelinase Deficiency”, a cura della professoressa Melissa Wasserstein dell’Albert Einstein College of Medicine di New York.La professoressa Francesca Carubbi parlerà successivamente di “Gaucher a e ASMD: malattie lisosomiali con sovrapposizione fenotipica”. L’esperienza italiana in tema di ASMD verrà illustrata dal professor Alberto Burlina che parlerà di “Diagnostica e biomarcatori” e dai professori Maurizio Scarpa e Antonio Barbato che interverranno su “L’esperienza italiana nei trial clinici di terapia”. La seconda sessione sarà focalizzata sulla terapia orale della malattia di Gaucher con Eliglustat, farmaco che da alcuni anni si affianca alla terapia enzimatica sostitutiva. La sessione “L’esperienza italiana del trattamento con Eliglustat: cosa c’è di nuovo?” verrà introdotta e condotta dalla professoressa Maria Domenica Cappellini.La professoressa Fiorina Giona farà il punto su “L’esperienza negli studi post-registrativi”, la dottoressa Maja Di Rocco sul “Monitoraggio dell’aderenza terapeutica e follow up”, la dottoressa Irene Motta su “Terapia enzimatica sostitutiva ed Eliglustat durante l’emergenza Covid-19” e la dottoressa Federica Deodato su “I primi mesi di esperienza nella terapia orale pediatrica”.La sessione “Compromissione neurologica nella malattia di Gaucher”, moderata dal professor Dario Roccatello, verrà preceduta dalla Keynote Lecture “New positive Achievements on Treatment of neurological features in adults with GD type 3”, del professor Raphael Schiffmann, direttore dell’Institute of Metabolic Disease al Baylor Research Institute di Dallas. A questa seguirà “Malattia di Parkinson e Malattia di Gaucher. Che cosa sta cambiando nel counselling e management dei pazienti e familiari eterozigoti”, a cura del professor Alessio Di Fonzo. L’ultima sessione dal titolo “Gaucher e non solo”, moderata dal professor Gaetano Giuffrida e dalla dottoressa Silvia Linari prevede l’intervento “Compromissione epatica nelle malattie lisosomiali” da parte del dottor Fabio Nascimbeni e l’intervento “Iperferritinemia nella Malattia di Gaucher tipo 1” da parte della professoressa Elena Corradini.

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Relazioni Italia-Colombia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane, Gianfranco Battisti, ha incontrato a Roma i rappresentanti del governo della Colombia e l’Ambasciatore in Italia, Gloria Isabel Ramírez, per il “Colombian Investment Summit” (7-9 ottobre), l’appuntamento internazionale in cui saranno individuati e pianificati gli investimenti in infrastrutture strategiche nel Paese sudamericano.Oltre a confermare gli ottimi rapporti di amicizia con la Colombia, Battisti ha sottolineato come la cooperazione congiunta dei Ministeri degli Affari Esteri italiano e colombiano genererà molte opportunità di sviluppo in vari settori fra cui le grandi opere infrastrutturali e i trasporti ferroviari e stradali, anche grazie al trasferimento di tecnologie e know-how.Per l’Ambasciatore colombiano, Gloria Isabel Ramírez, l’arrivo di FS Italiane in Colombia è una grande notizia perché la recente apertura a Bogotá di una branch della società controllata da FS, Italferr, creerà nuovi posti di lavoro confermando le ottime relazioni tra i due Paesi. Nonostante l’emergenza Covid-19 Colombia e Italia, secondo il diplomatico, stanno rilanciando obiettivi e progetti strategici a breve e lungo termine per affrontare nel migliore dei modi questa crisi umanitaria, sociale ed economica.A fine agosto FS Italiane, attraverso la sua società d’ingegneria Italferr in consorzio con altre imprese internazionali, si è aggiudicata in Colombia la supervisione dei lavori della Linea 1 della metropolitana di Bogotá per un valore di oltre 50 milioni di euro. La gara, gestita della Empresa Metro Bogotà, fa parte del progetto “PLMB – Primera Línea del Metro de Bogotá – Tramo 1” che prevede la realizzazione di 24 chilometri di linea metropolitana, incluse 16 stazioni e tratte in sotterranea, oltre a depositi per il materiale rotabile nell’area della capitale colombiana (investimento complessivo 4,3 miliardi di dollari americani). Si tratta del progetto infrastrutturale di punta del mercato colombiano e attualmente una delle iniziative di maggior richiamo internazionale sul fronte del trasporto pubblico di massa. Il Gruppo FS Italiane è presente in Colombia anche con Anas che, in consorzio con altre società, ha eseguito per conto dell’Agencia Nacional de Infraestructura (ANI), la strutturazione integrale di circa 3mila chilometri di strade nell’ambito del 4G (Fourth Generation Road Infrastructure Program) e sviluppato il progetto esecutivo di 13 ponti per INVIAS, l’Ente nazionale gestore delle strade. Le commesse hanno generato ricavi complessivi per 70 miliardi di pesos colombiani, di cui 14 miliardi la quota Anas (equivalenti a circa 17 milioni di euro).

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Le priorità di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

“Fratelli d’Italia apprezza le parole del prefetto di Roma Piantedosi, che in un’intervista ha illustrato le priorità sulle quali concentrerà il suo lavoro: tolleranza zero alle occupazioni abusive, smantellamento dei campi rom, lotta allo spaccio e al dilagante mercato della droga, difesa del tessuto produttivo e sociale della Capitale dall’usura e dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. FdI condivide questa impostazione ed è pronta, come ha fatto finora, a collaborare per offrire soluzioni e dare ai romani le risposte che chiedono da anni. La sicurezza è una precondizione della libertà e senza sicurezza non è possibile vivere, lavorare e investire. Questo vale per la Città Eterna, che sta vivendo un momento particolarmente difficilmente dal punto di vista economico e sociale, ma è una priorità nazionale. È proprio per questo che FdI ha chiesto che nel Recovery Plan del governo fosse inserita una specifica missione dedicata alla sicurezza, ma dispiace che l’Esecutivo abbia finora respinto questa proposta”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Turismo: è stato tra i più colpiti dalla pandemia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Le conseguenze più preoccupanti sono quelle sull’occupazione: solo ad agosto e solo per alberghi e ristoranti sono state autorizzate 44 milioni di ore di cassa integrazione, corrispondenti a 254mila mensilità a tempo pieno. Ancora più allarmante è quanto riportato nella relazione di accompagnamento al decreto agosto: da gennaio a maggio 2020 le assunzioni nei settori turismo e terme si sono ridotte dell’80% per i contratti di lavoro stagionale e del 60% per quelli a tempo determinato. Per i prossimi mesi, le previsioni non migliorano, infatti, da agosto a fine anno, il Governo stima una riduzione delle assunzioni nell’ordine del 70%. Durante il lockdown pressoché tutte le aziende del settore hanno dovuto sospendere l’attività per quasi tre mesi per legge o sono state costrette a reinventarsi l’attività. Solo gli alberghi avevano la possibilità di rimanere aperti ma, non avendo ospiti, molti hanno dovuto chiudere. Da marzo a maggio 2019 la media mensile dei lavoratori dipendenti nel turismo è stata di 1.262.921 unità. Di queste il 59,8% aveva contratti a tempo indeterminato, e quindi tutelata dal blocco dei licenziamenti, ma il restante 40,2% erano lavoratori con contratto a termine o stagionali. Chi ha visto scadere il proprio contratto difficilmente ha trovato altre occasioni d’impiego, specialmente all’interno del settore. Da qui un ulteriore elemento di preoccupazione: la dispersione di competenze e professionalità che rischia di impoverire il settore e compromettere le capacità di ripresa. Sebbene gli italiani non abbiano rinunciato del tutto alla vacanza ed abbiano avuto modo di scoprire meglio i propri territori, preoccupa l’approssimarsi dell’autunno. Con la riapertura delle scuole, la stagione estiva è ufficialmente conclusa e il settore non può sostenere i costi di un intero anno con i proventi di appena tre mesi di lavoro. Senza contare poi che mancano all’appello i turisti stranieri, cioè il segmento di mercato a maggior valore aggiunto in termini di spesa. Dall’esame dettagliato della situazione occupazionale del 2019, fotografata dal XII rapporto “Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo” redatto da Federalberghi e FIPE per conto dell’Ente Bilaterale Nazionale Turismo, si possono comprendere le enormi ricadute che l’emergenza Covid ha avuto e avrà. Nel 2019 gli occupati dipendenti nel settore turistico sono stati nella media dell’anno 1.300.512, con un aumento rispetto al 2018 del 4,7%. In particolare, si trattava di donne 2 (52,6% sul totale) e i giovani (il 60,1% ha meno di 40 anni). Il turismo, infatti, riesce in quello che nessun Governo riesce mai a fare: far entrare nel mondo del lavoro due delle categorie che storicamente hanno più difficoltà a trovare un’occupazione.

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Un accordo in favore delle aziende per il recupero dei crediti sui mercati internazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

SACE SRV, società di SACE specializzata nei servizi di recupero crediti all’estero, e CRIBIS, società del Gruppo CRIF, leader in Italia nei servizi per la gestione del credito commerciale e lo sviluppo del business in Italia e all’estero, annunciano la sottoscrizione di un importante accordo di collaborazione per supportare al meglio le aziende italiane nella gestione e nel recupero dei crediti commerciali insoluti sui mercati internazionali.Con questa partnership, CRIBIS promuoverà alle imprese clienti il servizio di recupero crediti esteri che sarà svolto da SACE SRV, beneficiando in maniera sinergica delle competenze e dell’esperienza della società nel settore del recupero dei crediti commerciali all’estero e soprattutto in geografie emergenti e complesse. Un aspetto, quest’ultimo, che potrà essere fondamentale per le stesse imprese, in una congiuntura globale particolarmente complicata a causa dell’emergenza Covid-19 e dei suoi impatti, economico-finanziari e commerciali.“Siamo molto orgogliosi di proporre al mercato questa partnership con CRIBIS, per mettere a disposizione di un numero crescente di aziende italiane un’esperienza di oltre 40 anni nel recupero dei crediti sui principali mercati emergenti ed extraeuropei. Queste geografie, infatti, hanno un grado di complessità tale da richiedere il supporto di un operatore altamente specializzato come SACE SRV, in grado di operare a livello globale grazie ad una vasta e consolidata rete di uffici e partner locali – ha dichiarato Valerio Ranciaro, Direttore Generale di SACE SRV -. Il servizio di recupero crediti è e sarà sempre più strategico per le imprese italiane: un’attività in crescita, considerando che solo nell’ultimo anno siamo stati al fianco di oltre 30.000 aziende, recuperando 50 milioni di euro di crediti”.“E’ una partnership molto importante. La qualità dei servizi che diamo ai nostri clienti è da sempre una priorità assoluta e questa partnership con SACE SRV aiuterà tante aziende a raggiungere i propri obiettivi. Sono oltre 15.000 le aziende, dai leader di mercato alle PMI, che utilizzando i servizi di CRIBIS per la gestione del credito commerciale. Molte di queste si rivolgono a CRIBIS anche per essere supportate nel processo di internazionalizzazione e la gestione dei crediti è un fattore molto importante per la crescita all’estero di un’azienda. Con la partnership con SACE pensiamo di aggiungere un tassello fondamentale alla nostra offerta per lo sviluppo dell’Export ed essere ancora più vicini ai nostri clienti” ha dichiarato Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS.

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Spariscono le monetine dei centesimi? A spese dei consumatori… Cerchiamo di evitarlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

La Commissione europea ha avviato una valutazione d’impatto sull’uso delle monete da 1 e 2 centesimi. Ciò comprende una consultazione aperta, che è disponibile per contributi dal 28 settembre, che durerà 15 settimane, per coinvolgere un’ampia gamma di soggetti interessati, tra cui altre istituzioni, autorità nazionali competenti, consumatori e società civile”. C’è da ricordare che in Italia, dal 1 gennaio 2018, non vengono più coniate le monetine da 1 e 2 centesimi, ma quelle che erano in circolazione, e quelle che sono coniate in altri Paesi della zone euro hanno, ovviamente, valore e vengono utilizzate. Per i prezzi, sempre dal 1 gennaio 2018, la nostra autorità monetaria nazionale ha consigliato l’arrotondamento per eccesso o per difetto (10,52 che diventa 10,50, 10,58 che diventa 10,60). Il Garante sui prezzi a avrebbe dovuto sorvegliare su cosa accade, ma non siamo riusciti a trovare una relazione in merito.Noi auspichiamo che la cancellazione dei centesimi non divenga realtà. Non solo, ma auspichiamo che si torni indietro anche sulle decisioni nazionali in corso. Ci sembra che la conseguenza non potrà che essere un aumento dei costi per i consumatori.A questo aggiungiamo il fatto che i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi (per esempio quelli dei carburanti) e questo in qualche modo impedisce gli arrotondamenti di cui sopra, evitando il fastidio degli spiccioli. Siamo consapevoli che le grandi differenze sono possibili, anche per 1 centesimo, a livello di grandi business, ma se facciamo 1+1 di tutti i centesimi che potenzialmente ci possono essere sottratti in più per l’arrotondamento, anche i bilanci annuali del più modesto consumatore ne subirebbero un danno di qualche centinaio di euro.

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Università Parma: proroga delle immatricolazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Sono state prorogate al 22 ottobre le scadenza per le immatricolazioni, i passaggi e i trasferimenti in entrata per i corsi di laurea triennale a libero accesso in Beni artistici e dello spettacolo, Lettere, Studi filosofici e Sistema Alimentare: sostenibilità, management e tecnologie. È stato inoltre riaperto fino al 30 ottobre il bando per l’ammissione al corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (https://cdlm-sta.unipr.it/it/iscriversi/modalita-di-iscrizione). Sono ancora disponibili 66 posti per studenti comunitari ed extracomunitari residenti in Italia e 5 posti per studenti extracomunitari, di cui 2 riservati al progetto “Marco Polo”.La scadenza per le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale a libero accesso è infine fissata per il 22 ottobre alle 12, a parte per il nuovo corso magistrale in Scienze della nutrizione umana, le cui iscrizioni scadono il 9 ottobre alle 12.Per accedere alla procedura di immatricolazione, da effettuare esclusivamente on line, occorre cliccare dall’home page del sito web di Ateneo http://www.unipr.it sul banner “Iscrizioni on line” http://www.unipr.it/iscrizioni e seguire le istruzioni. Tutte le informazioni relative ai corsi dell’Ateneo a cui immatricolarsi sono visibili sul sito Ilmondochetiaspetta.unipr.it

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Identificato all’Università di Parma il primo virus influenzale alle porte della stagione epidemica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Il virus influenza di specie A è stato identificato il 26 settembre 2020 dalla Prof.ssa Flora De Conto, dalla Prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e nei Laboratori di Virologia Molecolare e Virologia Isolamento agenti virali dell’Unità di Virologia, diretta dalla Prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.Si stima che ogni anno le infezioni causate da virus influenza, che circola causando episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato, siano responsabili di 3-5 milioni di casi con quadri clinici severi, soprattutto per quanto riguarda i soggetti maggiormente a rischio, rappresentati da bambini, persone anziane e individui affetti da malattie cardiache e respiratorie croniche. Il virus influenza A identificato all’Unità di Virologia appartiene al sottotipo H3 di emoagglutinina (verosimilmente associato al sottotipo N2 di neuraminidasi), ossia uno dei sottotipi, assieme a H1, circolanti ormai da anni nell’uomo, anche se con fluttuazioni annuali della loro presenza.Infatti, in linea con i dati di sorveglianza epidemiologica europea, anche all’unità di Virologia è stata osservata una prevalenza di influenza A H3 nella stagione epidemica invernale 2016-17, un’inversione di tendenza con prevalenza assoluta di influenza A H1 nel 2017-18, una co-circolazione di entrambi i sottotipi nelle stagioni epidemiche invernali 2018-19 e 2019-20. In conclusione, la disponibilità di strumenti all’avanguardia e, soprattutto, la professionalità e l’esperienza pluriennale dell’équipe operante nella UO di Virologia, offrono non solo la possibilità di fare diagnosi di laboratorio accurata e rapida di agenti virali dell’apparato respiratorio, quali il virus Influenza, ma hanno l’ulteriore vantaggio di poter mettere in evidenza anche possibili co-infezioni, aspetto di fondamentale importanza data la nota possibilità di cooperazione tra virus anche geneticamente non correlati, come in questo caso, con possibile aggravamento dei quadri clinici connessi.Questi risultati, di grande utilità per i pazienti, sono possibili anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus nel medesimo Centro, che ha un’attività scientifica documentata da pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche, tra le quali la più recente è relativa al primo caso di isolamento del virus Sars-CoV-2 da un lattante del quale è in corso il sequenziamento genico.

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Bollette: Riformare la struttura tariffaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

C’è chi parla di aumenti record, chi di rimbalzi. Le stime di Arera sul prezzo di luce e gas per il prossimo trimestre hanno scatenato il solito caos di numeri che rischia soltanto di creare ancora più confusione nel mercato dell’energia, che per il consumatore è già di per sé una giungla in cui è facile perdersi. L’associazione Codici prova a fare chiarezza, sottolineando quello che è il vero problema.“Stanno circolando troppe analisi sbagliate sulle previsioni fatte da Arera – dichiara Antonella Votta, esperta dell’associazione Codici in materia di energia – commenti che rischiano di portare fuori strada i consumatori. È vero che l’Autorità parla di aumenti, per la precisione +15,6% per elettricità e +11,4% per gas, ma questi dati vanno analizzati nel loro complesso. Dopo i forti cali dovuti al lockdown, c’è infatti una ripresa dei consumi e dell’economia, tant’è che nelle stime generali di Arera nel 2020 si prevedono risparmi per 207 euro all’anno per la famiglia-tipo rispetto al 2019”.“Il nodo centrale della questione – aggiunge Massimiliano Scalisi, esperto dell’associazione Codici in materia di energia – è rappresentato dalla spesa per gli oneri di sistema. È necessario un intervento urgente del legislatore per eliminare da essi costi non direttamente connessi con obiettivi di sviluppo sostenibile o di contrasto alla povertà. La bolletta energetica dei consumatori italiani è attualmente tra le più salate d’Europa, soprattutto a causa proprio degli oneri generali di sistema. Basti pensare che nel 2018 hanno gravato per circa 600 euro l’anno su ogni famiglia italiana”.“È arrivato il momento di una riforma seria – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e di un intervento forte per risolvere definitivamente il problema degli oneri di sistema. Ci aspettiamo segnali importanti in questa direzione, nel frattempo invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione alle bollette e, soprattutto, alle offerte che arrivano dagli operatori. Gli aumenti previsti da Arera riguardano il mercato di maggior tutela, ma saranno utilizzati dai venditori per proporre contratti per il mercato libero con maggiore insistenza. Occhio, dunque, alle proposte, perché dietro un prezzo allettante può nascondersi una clausola che in pochi mesi può far diventare salatissima la bolletta e liberarsene non è sempre semplicissimo”.

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Coronavirus: tumori polmone e testa-collo sanno difendersi

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Fin dall’inizio della pandemia da SARS-CoV-2 grande attenzione è stata rivolta a sapere se i pazienti oncologici sono più suscettibili all’infezione da coronavirus, se la presenza del cancro li rende più predisposti ad ammalarsi gravemente ed in generale a sapere quali sono le interazioni tra COVID-19 e cancro. Lo studio appena pubblicato dai ricercatori dell’IRCCS Regina Elena, analizza l’espressione di due geni fondamentali per l’infezione: ACE2 il recettore del virus presente sulla membrana delle cellule che viene riconosciuto e legato dalle proteine Spike, e TMPRSS2, una proteina che taglia Spike e genera la sua forma attiva, necessaria anch’essa per l’entrata del virus nelle cellule. Nel tumore, il meccanismo molecolare che causa l’inibizione della proteina TMPRSS2 e che determina una sorta di protezione delle cellule tumorali all’infezione dipende dai microRNA. “Nel nostro lavoro, – illustra Giovanni Blandino, Direttore dell’Unità di Oncogenomica ed Epigenetica IRE e primo autore dello studio – sono stati identificati un gruppo di 6 microRNA presenti in alti livelli nelle cellule tumorali, in grado di bloccare la produzione di TMPRSS2. Questa correlazione inversa tra l’espressione dei 6 microRNA e di TMPRSS2 è stata inoltre verificata in un paziente con tumore della testa-collo positivo all’infezione dal SARS-CoV-2.” “I risultati ottenuti – prosegue Blandino – suggeriscono di apprendere, proprio dagli studi condotti sulle cellule tumorali, i meccanismi molecolari che mediano la resistenza all’infezione da SARS-CoV-2.” “I microRNA inoltre,– conclude Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – già coinvolti in diversi trial clinici per lo sviluppo di nuove terapie mirate per i tumori, grazie alla loro capacità di regolare l’espressione delle proteine coinvolte nella entrata del virus nelle cellule, potrebbero essere degli strumenti terapeutici efficaci per diminuire il tasso di infezione di SARS-CoV-2.”

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