Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Tamponi bambini ad ogni starnuto?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

“Se è necessario che ad ogni raffreddore o starnuto un bambino faccia un tampone? Il rischio oggi è quello di sovraccaricare il numero di tamponi richiesti, specialmente con le scuole aperte, ma al momento non abbiamo altre soluzioni“. Così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire. “Per evitare i contagi- prosegue Magi- in questo momento è necessario essere il più prudenti possibili e fare i tamponi. Certo è che se al primo segnale ci si ritrova a dover fare un tampone la situazione diventa complessa. Così come sarebbe la ‘fine’ se per ogni bambino che arriva a scuola e fa un colpo di tosse tutti i suoi compagni fossero costretti a tornare a casa e a fare i tamponi tutti i giorni”. Il tampone, aggiunge il presidente dell’Omceo Roma, non è una “passeggiata di salute- aggiunge Magi- e si stanno sperimentando altri tipi di test, che speriamo siano meno invasivi”. “Soprattutto in una grande città come Roma, capita che le persone non vadano a fare il tampone perché temono di perdere un’intera giornata. Così, il più delle volte, si convincono di avere solo un raffreddore”, spiega Magi. “A questo si sta aggiungendo il fatto che per avere l’esito del test, a volte, si devono aspettare giorni– prosegue Magi- con persone a casa in attesa di tornare a lavoro”. Secondo il presidente dell’Omceo Roma, è però necessario che i cittadini siano “pazienti, perché purtroppo è una guerra contro il virus. Quando durante la Seconda guerra mondiale gli aerei sganciavano le bombe- conclude- tutti quanti correvano nei rifugi. Dobbiamo fare lo stesso”. “Sta aumentando il numero dei ricoveri nelle terapie intensive. E questo è fonte di grande preoccupazione”, aggiunge il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. “Si tratta dell’onda lunga di questa estate- spiega Magi- con gli ormai ‘famosi’ nipoti asintomatici rientrati dalle vacanze, che sono andati a trovare i nonni. E magari quei nonni, sottovalutando i primi sintomi perché ‘tanto è solo un’influenza’, non sono andati dal medico di famiglia perché questo avrebbe significato mettersi in fila per andare a fare un tampone. Poi invece sono finiti in ospedale”. Il problema, secondo Magi, sono quindi i “positivi sintomatici che non troviamo con i tamponi. Buona parte di questi non hanno fatto il tampone e lo fanno solo quando arrivano in ospedale”, conclude. “La Campania è la Regione con più casi in Italia? Questo dato non ha alcun significato, dipende dal numero di tamponi che si fanno”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito al ‘salto in avanti’ della Campania, che in una settimana ha avuto 1.796 positività (+38%), scavalcando Lombardia e Lazio. (fonte: agenzia Dire)

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