Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 10 ottobre 2020

Il XXIII Sinodo elegge tre membri laici del Concistoro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020


Cordelia Vitiello, Christine Fettig e Jens Ferstl sono i tre nuovi membri del concistoro della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Dopo il rinnovo della presidenza avvenuto venerdì e che ora vede Wolfgang Prader nel ruolo di presidente e Ingrid Pfrommer in quello di vice, il Sinodo ha eletto il 10 ottobre anche la componente laica del Concistoro. Quattro i candidati che si sono presentati. Cordelia Vitiello, membro della comunità di Napoli, è stata rieletta come rappresentante legale della CELI, mentre entrano nel concistoro Christine Fettig, membro della comunità di Trieste, e Jens Ferstl, membro della comunità di Merano, che assume anche l’incarico di tesoriere.Il Concistoro ha il compito di attuare le decisioni del Sinodo, di amministrazione e di rappresentanza. Il decano invece è la guida pastorale della CELI.. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, raccoglie 15 comunità distribuite su tutto il territorio della penisola.

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Focolaio Casa Bianca: Trump spericolato

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Fra il 1991 e il 2009 Donald Trump andò in bancarotta per ben sei volte non riuscendo a saldare i debiti e rinegoziare i contratti con le banche e i suoi creditori. L’allora imprenditore dichiarò che le leggi della bancarotta andavano “molto bene” per lui, usandole per i suoi vantaggi economici. Lo stesso non si può dire per i suoi creditori, specialmente le banche che poi si rifiutarono di prestargli soldi considerandolo un rischio troppo grosso.Trump ha sempre condotto i suoi affari in modo spericolato, rischiando, spesso i soldi degli altri, ma alla fine lui ne venne fuori OK. Adesso, da presidente, continua la sua condotta rischiosa, ma questa volta lo fa non solo con la propria vita ma anche con quella degli americani. Dopo essere uscito dal Walter Reed Medical Center, il 45esimo presidente ha dichiarato di avere imparato “moltissimo sul Covid-19” e ha incoraggiato gli americani a non avere paura, citando i grandi miracoli della medicina e le nuovissime terapie. Proprio qualche giorno fa ha ribadito quello detto in precedenza che il “Covid-19” non è più pericoloso dell’influenza annuale. Twitter ha classificato il messaggio come potenzialmente pericoloso. Facebook è andato oltre cancellandolo perché falso e pericoloso. Il dottor Anthony Fauci, l’espertissimo virologo, è intervenuto diplomaticamente ricordando che il Covid-19 è molto più pericoloso poiché ha causato una pandemia che ha ucciso un milione di persone nel mondo e non è ancora finito. L’influenza e il Covid-19 non sono la stessa cosa, ha concluso Fauci. Trump lo sa e tutti adesso sappiamo che lo sa perché lo ha ammesso in una registrazione del mese di febbraio dell’anno in corso, rilasciata recentemente dal giornalista Bob Woodward, notissimo per le sue inchieste sul Watergate. Vi si sente Trump dire che il Covid-19 “è molto più pericoloso dell’influenza”.Trump sembra dunque avere dunque dimenticato o come spesso fa racconta una storia e poi cambia dipende da chi ha davanti. La sua linea generale però è sempre stata di minimizzare e presentare una visione rosea del suo “magnifico lavoro” a controllare il coronavirus. I fatti sono diversi come ci chiarisce la realtà che gli Stati Uniti con 4 % della popolazione mondiale hanno il 25 % delle morti causate dal Covid-19. L’attuale inquilino della Casa Bianca rischia non seguendo le regole enunciate dagli esperti come se per lui non fossero vere.Trump cerca di creare l’immagine di saperne più degli esperti, vivendo secondo le sue intuizioni e credendo che ciò gli produrrà i migliori risultati. Sa benissimo che per potere esser rieletto l’economia deve andare bene e dunque insiste sulla vita normale, la riapertura delle scuole, ristoranti e luoghi pubblici. Viola i consigli dell’uso delle mascherine che proteggono il portatore ma in grande misura offrono una maggior protezione agli altri. Ecco la mancanza più forte di Trump. La sua incapacità di preoccuparsi degli altri, essendo chiuso nel suo estremo narcisismo.Il 45esimo presidente odia l’uso delle mascherine che ha usato in rarissime occasioni quando lui crede necessario. Critica quelli che le usano. In modo particolare si è burlato di Joe Biden, il suo avversario democratico, perché appare sempre con un “mascherone” in pubblico. I suoi seguaci e collaboratori fanno la stessa cosa. Al primo dibattito tenutosi qualche settimana fa a Cleveland i suoi familiari e assistenti non hanno usato la mascherina come richiedevano le regole eccetto per la first lady Melania Trump. I familiari e collaboratori di Biden, invece, portavano tutti la mascherina. Trump ha persino intimato ad assistenti alla Casa Bianca, secondo fonti confermate, di togliersi la mascherina. La condotta azzardata di Trump ha ovviamente avuto i suoi danni al livello personale e nazionale ma ha colpito in modo notevole i suoi collaboratori alla Casa Bianca ed altri personaggi di rilievo del Partito Repubblicano con cui il presidente è venuto in contatto. Oltre al contagio di Trump stesso e la first lady, più di una dozzina dei suoi collaboratori sono stati contagiati. Nel caso dell’entourage di Biden, invece, non si sono sentite notizie di contagi. Usare prudenza non risolve tutti i problemi ma certamente contribuisce notevolmente. La Casa Bianca ha invece avuto più casi positivi di coronavirus che i 124 milioni di abitanti inclusi nei Paesi di Taiwan, Nuova Zelanda e Vietnam. Persino Mark Milley, capo della Joint Chief of Staff e altri vertici militari sono adesso in quarantena poiché l’ammiraglio Charles Ray della Guardia Costiera americano è stato contagiato dal Covid-19.Dopo essere stato rilasciato dal Walter Reed Medical Center, Trump continua ad agire esattamente come prima, minimizzando la gravità del coronavirus. Trump vede le malattie come debolezza personale, secondo Mary Trump, la nipote del presidente, la quale ha scritto un libro in cui attacca in modi poco diplomatici lo zio, sottolineando l’incapacità di empatia dell’attuale inquilino alla Casa Bianca. La nipote, in una recente intervista a Democracy Now, ha detto che allo zio poco importano gli altri ma che anche lui è circondato da persone che non si prendono cura di lui. Nelle sue condizioni, Trump dovrebbe ancora essere ricoverato, secondo la nipote. Trump, però, deve apparire forte e crede che ce la farà. La nipote crede che la cosa peggiore che potrebbe succedere è un eventuale recupero completo di Trump poiché dimostrerebbe nella sua mente che i forti sconfiggono le malattie e i deboli invece soccombono. Trump, difatti, non è per nulla forte. Con la sua politica rischiosa non è riuscito a proteggere se stesso, la moglie, i suoi collaboratori alla Casa Bianca e il popolo americano dalla pandemia. La cosa peggiore per il Paese sarebbe un’eventuale rielezione di Trump. Ciò sta divenendo sempre più improbabile. Un ultimissimo sondaggio della Franklin Pierce University/Boston Globe, condotto dopo l’annuncio del contagio di Trump, lo piazza distanziato da Biden di 21 punti. Segno che gli americani non siano propensi a rischiare concedendo a Trump un secondo mandato.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Oggi a Roma con il ministro Speranza: new deal per la salute

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Roma, in piazza del Popolo dalle ore 10.30, diretta su Collettiva.it e Fb (@fpcgil) Un vero e proprio new deal per la salute: un piano di riforma del Servizio socio sanitario nazionale (Sssn) che nasce dalle esperienze registrate nel corso della prima fase della pandemia, gestita con difficoltà preesistenti, e in vista delle risorse che arriveranno e che non dovranno lasciare in eredità un Sssn con le stesse patologie conosciute. È la proposta che Cgil e Fp Cgil lanciano oggi in occasione della manifestazione ‘Sanità: pubblica e per tutti! Le nostre proposte per il Servizio socio sanitario nazionale’, a Roma in piazza del Popolo a partire dalle ore 10.30 alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.Un’iniziativa nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid: ad ogni partecipante, contenuti nei limiti previsti, verrà consegnato un kit fatto di mascherina e gel disinfettante, con distanziamento in piazza e sul palco e sanificazione dei luoghi. Al centro della manifestazione le esperienze di lavoratrici e di lavoratori, costruttori col sindacato nei giorni scorsi della proposta presentata in piazza: un new deal per la salute. Proposta che si regge su quattro cardini: un nuovo modello organizzativo incentrato sulla presa in carico delle persone nell’arco della loro vita; il lavoro da ricomporre e valorizzare, attraverso il rinnovo dei contratti, e da incrementare con un piano straordinario di assunzioni; un nuovo patto istituzionale fra Stato e Regioni finalizzato ad una reale universalità del diritto alla salute; un piano pluriennale trasparente di investimenti mirati anche all’innovazione, tecnologica, di processo e clinica.Su questa proposta il dialogo tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, moderato dal giornalista della Rai, Riccardo Iacona. Appuntamento a Roma in piazza del Popolo a partire dalle ore 10.30, con interventi di delegate e delegati e dalle ore 11.30 il confronto tra Speranza e Landini. L’iniziativa potrà essere seguita in diretta su Collettiva.it, la piattaforma della Cgil, e sulla pagina Facebook della Fp Cgil Nazionale. Giorgio Saccoia

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Docenti di sostegno: corsi di specializzazione presi d’assalto o disertati

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Mentre si stanno lentamente completando le nomine dei 100 mila supplenti annuali, in larga parte in deroga, anche per via delle graduatorie provinciali in continuo rifacimento a seguito degli errori a raffica derivanti dal cambio immotivato delle tabelle valutanti i titoli, dalle scuole di specializzazione di sostegno giungono notizie sconfortanti. Con 170 mila ragazzi disabili che hanno già cambiato o sono in procinto di cambiare il loro docente, con il “balletto” delle cattedre in pieno corso, si scopre che dei posti messi di sostegno messi a bando nell’ambito del concorso straordinario, al via il 22 ottobre (in tutto 5.669, di cui 4.069 per la secondaria di primo grado e 1.600 per le superiori), gli aspiranti che hanno presentato domanda di partecipazione sono 2.745, pari alla metà dei posti messi a bando. I corsi per diventare docenti di sostegno rasentano ormai l’assurdo. Vi sono alcune regioni dove la scarsità di aspiranti è particolarmente sentita. Altre dove vi è invece abbondanza di aspiranti e mancanza di posti nel bando (anche in presenza di cattedre scoperte): “se ad esempio in Lombardia, per la scuola media, ci sono 361 domande per 1.680 posti, in Sicilia per la scuola superiore ci sono 128 domande per 9 posti. La mancanza di aspiranti per queste cattedre è cronica, da anni ormai, purtroppo di procede per deroghe, permettendo il ruolo a professori non specializzati”, spiega Orizzonte Scuola.Ma c’è anche un altro aspetto che lascia davvero molto a desiderare sulla selezione dei docenti da specializzare: è quello della valutazione delle preselettive per l’accesso al nuovo corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno (TFA sostegno V ciclo anno accademico 2019/20): in base ai risultati ottenuti dagli atenei, risulta “ancora una volta deludente il meccanismo utilizzato per determinare il superamento della prova, in quanto a determinare l’accesso è il risultato del più bravo. Se il più bravo totalizza 30 punti su 30, quello è il metro di partenza. Se il più bravo totalizza 28, la scala scende”, spiega la stampa specializzata.In pratica, “per superare il test preliminare non c’è un punteggio minimo e, come prevede il DM 92/2019, è ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Il test preliminare è stato costituito da 60 quesiti. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 (zero) punti”. I risultati finora comunicati, determinanti ai fini dell’accesso, però “vengono ‘mal digeriti’ da alcuni candidati”. La stessa rivista Tuttoscuola ha di recente rilevato, all’interno di un focus sul sostegno, che “ci vuole ben altro per cercare di dare soluzione ai problemi di questo delicato settore, a cominciare dalla continuità didattica, ancora una volta e più di prima tradita dalle norme e procedure attuali. Sarebbe comunque sbagliato ritenere che questa crisi sia congiunturale, acuita soltanto dall’emergenza sanitaria e organizzativa in corso”. Perché “dei circa 185 mila posti di sostegno previsti quest’anno, solo 101.164 sono in organico di diritto, fissi e stabili, mentre i restanti 83.836 saranno in deroga, provvisori e funzionanti fino al 30 giugno”. Inoltre, è inammissibile che i posti messi a concorso risultino appena uno su quattro cattedre vacanti. Nel frattempo, la forbice, tra diritto e deroga si sta allargando, con “costante incremento dei secondi, tra un paio d’anni, se non interverranno modifiche radicali, raggiungerà la parità: 50% al diritto e 50% alla deroga, un risultato di ridottissima stabilizzazione del settore”. E, come “ciliegina sulla torta”, c’è da considerare che il “numero imprecisato di questi supplenti (si stima tra il 20-25%) è addirittura privo del diploma di specializzazione per il sostegno”. La risultanza di tutto questo è che quest’anno due alunni disabili su tre resteranno spaesati “davanti a un nuovo docente mai visto prima”.

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Giornata salute mentale: la situazione durante il Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Le pandemie possono modificare i tassi di ricovero volontario nei reparti psichiatrici nelle prime fasi successive all’insorgenza della pandemia. Lo rivela uno studio apparso su Irish Journal of Psychological Medicine e di cui è coautore il professor Giovanni De Girolamo (Irccs Fatebenefratelli, Brescia), che ha preso in esame i ricoveri psichiatrici registrati in 7 reparti psichiatrici lombardi nel corso di 40 giorni (21 febbraio-31 marzo 2020) dopo l’inizio dell’epidemia di COVID-19 in Italia, in confronto ad un analogo periodo di 40 giorni predential 21 febbraio, e a due periodi (ciascuno di 40 giorni) del 2019. Nei 40 giorni successivi all’inizio della pandemia in Lombardia si è registrata infatti una netta riduzione dei tassi di ricovero psichiatrico; questa riduzione era riscontrabile per i ricoveri volontari, mentre non si è registrata una sensibile riduzione per i cosiddetti Trattamenti Sanitari Obbligatori. «La riduzione dei tassi di ricovero può essere ascritta al timore di recarsi in ospedale, visto come possibile sito di contagio, così come a un cambiamento della ‘soglia’ di tolleranza di problemi comportamentali che agiscono come stimolo per le richieste di ricovero da parte dei familiari o dei medici curanti. In altre parole, durante una situazione eccezionale, come quella vissuta nei mesi passati, si potrebbe essere più propensi a tollerare comportamenti che in altri momenti potrebbero innescare, nel caso di persone affette da disturbi mentali, una richiesta di intervento e sfociare in un ricovero. Un’altra spiegazione può anche riferirsi alla forzosa diminuzione delle situazioni ‘sociali’, quali discoteche, bar, ecc., in cui vi è un maggior rischio di fare abuso di sostanze o di alcool, il che a sua volta favorisce il contatto con servizi di emergenza. Va sottolineato che una simile riduzione dei ricoveri psichiatrici è stata riscontrata nel corso della 2a guerra mondiale, e nei periodi successivi a catastrofi quali terremoti, alluvioni, ecc».

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Economia Castelli: Un grande lavoro di squadra per un paese più forte e competitivo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Roma – “Ci sono obiettivi e risultati che si possono raggiungere solo facendo un grande lavoro squadra, mettendo da parte i “campanilismi” e remando tutti nella stessa direzione. Come Paese lo abbiamo sempre dimostrato, anche nei periodi più difficili. È quello che stiamo facendo tra PA e Imprese.Capisco le parole del Presidente Bonomi, su questo tema, ma fatemi dire un paio di cose.Quando siamo arrivati al Governo, due anni e mezzo fa, abbiamo trovato una pubblica amministrazione con processi molto lenti, e una digitalizzazione praticamente inesistente, che pagava un ritardo di decenni di mancati investimenti. Questo ha sicuramente frenato, negli anni, la nostra crescita economica rispetto ad altri Paesi, facendoci perdere competitività nel mondo.Non è stato facile avviare un processo di revisione di tutti i meccanismi e avviare una riforma. Ma lo abbiamo fatto, stimolati anche dall’emergenza Covid che ci ha cristallizzato i problemi del Paese, da ultimo con il Decreto Semplificazioni, con cui abbiamo introdotto norme per arrivare ad una pubblica amministrazione più snella e digitale, ma anche per garantire la certezza degli atti amministrati. Noi stiamo accelerando il più possibile, ma un ritardo di decenni non può essere colmato in pochi mesi. Dal Piano strategico per la Banda Ultralarga all’identità digitale, stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie. Solo con SPID, in un anno, siamo passati da 4,8 milioni di utenti a oltre 11 milioni. E SPID, assieme all’App IO, rappresentano la porta di accesso telematico ai servizi pubblici.Quello che abbiamo avviato è un percorso serio, rapido, che va abbinato a un cambio di paradigma di tutta la politica: serve pensare in modo digitale, innovativo e altamente professionalizzato, come oggi è obbligata a fare una azienda che vuole rimanere sul mercato.Tanto più alla soglia di una Legge di Bilancio che vuole avviare il percorso per la riforma del fisco e continuare a sostenere le imprese, intervenendo ancora su quelle inefficienze ataviche della PA che, in questi anni, hanno portato a lentezze, mancati automatismi, ripetizioni inutili di dichiarazioni.Così come abbiamo già accorciato e semplificato le procedure per gli appalti, senza però abdicare al rispetto dell’ambiente o nel contrasto alla criminalità organizzata. Sbloccare i 110 miliardi di programma di ANAS e RFI era necessario ma non scontato, visto che nessuno lo aveva fatto fino ad ora.Se andiamo tutti nella stessa direzione, questo Paese lo possiamo far ripartire davvero. Rendendolo più forte e competitivo di prima”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commentando le parole del Presidente di Confindustria Bonomi.

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Emergenza idrogeologica in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Se i gravi danni subiti dal canale Cavour e dalle risaie sono l’immagine di un territorio agricolo, messo in ginocchio dalla violenza degli eventi atmosferici sul Nordovest dell’Italia, l’analisi dei dati diffusi dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche permette di comprendere l’evolversi dell’emergenza idrogeologica.L’ondata di piena, dopo aver attraversato il Piemonte, sta riversandosi nel fiume Po, raggiungendo la Lombardia ed indirizzandosi progressivamente verso il delta; esemplare è quanto si registra al rilevamento di Cremona, dove la portata è pari a circa 5.770 metri cubi al secondo contro una media del periodo pari a mc. 1.487 .In Emilia Romagna sono in piena sono i fiumi Secchia, ma soprattutto Trebbia (mc/sec 51,68 contro una media del periodo pari a mc/sec 17) e Taro (mc/sec 72,89 contro una media stagionale di 9,35 metri cubi al secondo).La lettura di alcuni dati dei fiumi piemontesi ben illustra cosa accaduto lo scorso 3 Ottobre: in poche ore, la portata del Tanaro è schizzata a 942 metri cubi al secondo (un anno fa era mc/sec 14.1), il Cervo ha toccato quota 936 contro mc/sec 15,3 in questo periodo del 2019; la Dora Baltea ha raggiunto la portata di mc/sec 797 (un anno fa, mc/sec 45) per poi scendere repentinamente, dopo 24 ore, a mc/sec 225; analoghi andamenti si sono registrati per Sesia e Stura di Lanzo, ma anche Toce, Agogna, Vermegnana, Gesso e Pesio, creando situazioni di grave criticità.“E’ evidente che di fronte a piogge che, in poche ore, riversano sul territorio la quantità d’acqua, che generalmente cade in sei mesi, si può solo incrementare la capacità di resilienza, migliorando l’efficienza della rete idraulica – chiarisce Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Per questo, il piano per la sistemazione idraulica del territorio, precedentemente redatto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione piemontesi, prevede 54 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per un importo complessivo di quasi 540 milioni di euro, in grado di attivare circa 2.700 posti di lavoro.”Tra gli interventi più significativi, previsti in Piemonte, si segnalano l’adeguamento degli alvei del torrente Sessera ( € 150.050.000,00), del diramatore Quintino Sella (€ 22.700.000,00), del Canale Cavour (€ 40.800.000,00), del cavo Montebello (€ 21.910.000,00).Analoga è la situazione registrata in Liguria, dove i fiumi Roya, Centa, Argentina, Vara sono passati, in pochissimo tempo, da livelli inferiori ad 1 a quote tra i 6 e gli 8 metri sullo zero idrometrico. Nella regione, l’unico Consorzio di bonifica ad oggi operante (il “Canale Lunense”) ha pronti 5 progetti di manutenzione straordinaria del territorio per un importo complessivo di € 2.517.000,00.“Non possiamo che risollecitare la Regione Liguria, con la quale era già avviata una positiva interlocuzione, ad incentivare la costituzione di altri Consorzi di bonifica in un territorio particolarmente fragile – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – La risposta alle conseguenze dei cambiamenti climatici non possono, infatti, essere gli stati di calamità, che ristorano solo il 10% dei danni subiti. Servono politiche di prevenzione, che devono vedere il diretto coinvolgimento delle comunità locali, così come avviene nei nostri enti consorziali, secondo i principi di sussidiarietà ed autogoverno.”

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Prezzo del latte

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

L’ultimo negoziato sui prezzi del latte apre uno scenario di incertezza per gli allevatori italiani e dimostra ancora una volta come i produttori siano in posizione di netto svantaggio al momento di trattare con la grande industria – dichiara Andrea Michele Tiso. L’accordo siglato con Italatte scarica sui produttori l’onere di stabilizzare il mercato, con un ritorno di fatto al regime delle quote. In base al nuovo contratto di somministrazione, per poter avere nel 2021 lo stesso prezzo del latte gli allevatori dovranno infatti conferire mensilmente gli stessi quantitativi del 2020. Nel caso di eccedenze nei periodi gennaio-aprile e novembre-dicembre 2021, il prezzo del latte sarà invece decurtato di 60 euro ogni 1000 litri.La vicenda evidenzia la mancanza di potere contrattuale di allevatori e agricoltori e i limiti attuali della rappresentanza politica – continua Tiso. Per questa ragione è urgente favorire il sistema aggregativo in Organizzazioni di produttori, in modo da rafforzare il loro peso al momento di determinare il prezzo dei prodotti. L’organizzazione e la concentrazione dell’offerta agricola, non a caso, rappresenta una delle azioni strategiche della Commissione europea ed è stata nell’ultimo decennio uno dei temi chiave delle proposte di riforma della Pac.In questo scenario, il Governo è chiamato a fare la sua parte affinché agricoltori e allevatori possano contare su una struttura organizzativa che li metta in grado di negoziare da una posizione di forza, senza subire le imposizioni dell’industria della trasformazione e del grande commercio al dettaglio. Sarà bene tenerlo presente quando si dovrà decidere come allocare la quota del Recovery Fund destinata al settore primario.

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SAP acquisisce Emarsys, leader nel Customer Engagement omnicanale

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

WALLDORF, Germania, e INDIANAPOLIS, Ind. – 2 ottobre 2020 – SAP SE (NYSE: SAP) ha annunciato di aver stipulato un accordo per acquisire Emarsys, fornitore leader di piattaforme per il customer engagement omnicanale. Emarsys permette alle aziende di interagire in modo più efficace e più personale con i propri clienti. Il rafforzamento del portafoglio SAP® Customer Experience in seguito all’acquisizione di Emarsys creerà un nuovo paradigma per la gestione del commerce digitale in quanto offrirà la possibilità di fornire punti di contatto molto personalizzati e su ogni canale in tempo reale, aiutando quindi le organizzazioni a garantire che ogni relazione con il cliente sia rilevante e di impatto.

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Secondo incontro del ciclo “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Martedì 12 ottobre alle ore 16. Il tema “Esiste una dieta per non invecchiare?” viene sviluppato da Etta Finocchiaro e Maurizio Fadda. Finocchiaro è Dirigente medico presso la Struttura Complessa di Dietetica e Nutrizione clinica dell’Ospedale Molinette, Fadda lavora come dietista clinico nella medesima struttura. Sarà possibile accedere solo su prenotazione, per maggiori informazioni consultare il link https://www.accademiadellescienze.it/attivita/iniziative-culturali/scienze-e-salute-new-2020/12-10. E’ stato organizzato dall’Accademia di Medicina e dall’Accademia delle Scienze viene introdotto da Giuseppe Poli, socio di entrambe le Accademie nonché professore di Patologia generale. La conferenza sarà disponibile in diretta streaming sul canale youtube dell’Accademia delle Scienze: http://www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino

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La Cardiologia del Papa Giovanni tra le 200 migliori al mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bergamo. Tra i 200 migliori reparti al mondo, c’è la Cardiologia del Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A stabilirlo è la prima edizione della classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 (migliori ospedali specializzati del mondo) a cura dalla prestigiosa rivista statunitense Newsweek in collaborazione con Statista, elaboratore leader di dati sul mercato e sui consumatori. Un nuovo riconoscimento per l’ASST Papa Giovanni XXIII che arriva a poche settimane dal traguardo storico dei 1000 trapianti di cuore in 35 anni. L’indagine, condotta tra maggio e luglio 2020, mira a classificare le migliori strutture in sei campi medici in tutto il mondo, presentando i primi 200 ospedali in Cardiologia e in Oncologia e la top 100 in Endocrinologia, Neurologia, Gastroenterologia e Ortopedia. Il campione è composto da oltre 40.000 medici esperti – tra cui medici, dirigenti ospedalieri e operatori sanitari – che hanno espresso una valutazione su tutti gli ospedali del mondo. I risultati dell’indagine sono stati poi convalidati da un comitato di rinomati esperti medici. All’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo il paziente preso in carico per problemi cardiovascolari viene realmente messo al centro. Il singolo caso viene valutato congiuntamente grazie alle varie competenze di tutto il Dipartimento: il cardiologo, il cardiologo interventista, il cardiochirurgo, l’elettrofisiologo, il chirurgo vascolare e l’anestesista. E’ un modello organizzativo che caratterizza da sempre il lavoro dei professionisti bergamaschi. Il modello ispiratore è quello dell’Heart Team: una “squadra del cuore” che stabilisce per ciascun paziente il più idoneo trattamento terapeutico, chirurgico o interventistico, in misura altamente personalizzata.

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La campagna olearia in Italia si apre all’insegna della speranza

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Nonostante le stime produttive della stagione siano negative, infatti, viene dal Salento, territorio flagellato dalla Xylella, la notizia più bella: è iniziata, infatti, a Casarano (Lecce), alla presenza dei rappresentanti di Cia-Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e del Consorzio Oliveti d’Italia, la prima vera raccolta dai nuovi uliveti impiantati due anni fa al posto dei campi completamente distrutti dal batterio. Sono gli uliveti di Fs-17 Favolosa, una delle due cultivar, insieme al leccino, che secondo gli scienziati è resistente agli attacchi della Xylella.Si tratta di una cultivar italiana, brevettata dal Cnr, precoce rispetto alle altre visto che già dopo due anni riesce a dare i suoi primi buoni frutti.Si stima che per ogni ettaro impiantato si potrebbe arrivare a raccogliere ogni anno, in maniera costante e con le piante in piena maturazione, circa 100 quintali di olive in grado di produrre un olio extravergine d’oliva eccellente, che per qualità e caratteristiche organolettiche è già apprezzato dai consumatori.La Xylella, scoperta nel 2013 in territorio di Gallipoli, in 7 anni è avanzata fino a sfondare in maniera definitiva, proprio pochi giorni fa, la provincia di Bari col ritrovamento del focolaio di Monopoli.In questo periodo, secondo uno studio di Italia Olivicola, ha compromesso la produzione di quasi 5 milioni di piante nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, in un areale di 22 milioni di piante, con un calo medio di 29mila tonnellate di olio extravergine d’oliva pari al 10% della produzione olivicola italiana.

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Istat: crollano i consumi e diminuisce fortemente il reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Segnali che sicuramente vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese ha attraversato, ma che indicano anche la situazione di forte difficoltà che le famiglie stanno fronteggiando.La contrazione del reddito disponibile, infatti, inciderà sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione.Nel dettaglio è necessario predisporre misure strutturali per lo sviluppo, destinate a rilanciare l’economia e l’occupazione.In tale quadro non si può e non si deve lasciare indietro il MES: un’opportunità irripetibile per rimettere in sesto il sistema sanitario, con il duplice vantaggio di disporre di risorse adeguate per far fronte all’emergenza sanitaria, per rendere il servizio sanitario nazionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini, nonché per consentire all’Italia di convogliare le risorse necessarie sugli investimenti indispensabili per la ripresa economica.I provvedimenti adottati e programmati in questa fase non dovranno limitarsi a misure di carattere emergenziale: è importante prevedere misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo nel medio e lungo periodo.

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Il prezzo del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

A cura di Christophe Donay, Head of Asset Allocation & Macro Research di Pictet Wealth Management Il cambiamento climatico non è una novità. L’impatto di tali cambiamenti è già in parte percepibile. La temperatura media globale è già aumentata di circa 1°C rispetto ai livelli pre Rivoluzione industriale, i modelli delle precipitazioni si modificano e si assiste all’acidificazione degli oceani. Inoltre, gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e distruttivi. In ogni caso, quanto accaduto sinora potrebbe rivelarsi ben poca cosa rispetto a quel che ci attende se le emissioni di gas serra manterranno la traiettoria attuale. Per far fronte a questo gravissimo problema sono state varate diverse iniziative. Con la firma dell’Accordo di Parigi nel 2015 i Paesi si sono impegnati a contenere il rialzo della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e a fare il possibile per limitare l’incremento a 1,5°C. In base al Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico [Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC], in presenza di una probabilità di raggiungere tale obiettivo pari al 66%, il bilancio di carbonio residuo [carbon budget] ammonterebbe a 420 GtCO2, corrispondenti a circa 10 anni di emissioni ai ritmi attuali.In ogni caso gli economisti concordano sul fatto che le emissioni di gas serra rappresentino un’esternalità (comportano un costo per la collettività che gli emittenti non sostengono) che i mercati non sono sinora riusciti a internalizzare. Pertanto, l’attribuzione di un prezzo al carbonio non è solo vista come una necessità, ma in generale è anche considerata la via ottimale per passare a un’economia a basse emissioni di carbonio. Tuttavia, il prezzo a cui dovrebbero essere tassate le emissioni di carbonio è ancora oggetto di un acceso dibattito (le stime vanno da USD40 a diverse centinaia di USD per tonnellata). Ovviamente i governi rivestono un ruolo fondamentale nella destinazione degli investimenti e nella promozione di determinate condotte tramite l’erogazione di incentivi adeguati (sussidi, tassonomia, ecc.). Gli effetti del cambiamento climatico sulle asset class sono notoriamente difficili da valutare alla luce dei numerosi fattori in gioco. Ad esempio, la scelta di combattere il cambiamento climatico tramite l’innovazione oppure tramite una “decrescita” avrebbe ripercussioni estremamente diverse sul futuro dell’economia. Pertanto, optiamo per un approccio basato su scenari che considera molteplici variabili al fine di individuare tutti i potenziali rischi e opportunità.Non dobbiamo guardare al cambiamento climatico solo in termini di rischio. Come dimostrato dalla crisi da Covid-19, anche da gravi pandemie possono nascere delle opportunità. Le banche centrali, preoccupate dalle possibili conseguenze del cambiamento climatico per la stabilità finanziaria, sono sempre più propense a integrare valutazioni di carattere ecologico nel loro processo decisionale. Potremmo quindi assistere all’adozione di politiche di tassi estremamente bassi volte a creare le condizioni adatte a consistenti investimenti a lungo termine da parte di enti pubblici e privati. Di conseguenza, è plausibile un’erosione dei rendimenti degli strumenti a reddito fisso.

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Mercato azionario italiano: perché crediamo nelle mid e small cap

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa di AcomeA SGR. Il 2020 verrà ricordato come l’anno orribile del Coronavirus, che ha letteralmente scosso e cambiato la vita di tutti i giorni. In Borsa, se guardiamo ai mercati azionari statunitensi ci sembra di aver vissuto solo un temporaneo “Start and Stop”, mentre in Europa gli indici principali viaggiano ancora in territori ampiamente negativi. Da inizio anno, il FTSE Mib Italiano è sotto del 18.3%, il FTSE Mid Cap italia del 15.2%, il Ftse Small Cap italia del 16.1%. Sulla stessa falsa riga del FTSE Mib anche l’indice principale di Parigi (CAC 40), mentre il Dax tedesco è il best performer con un ritorno negativo del 4,89%. In un contesto di mercato come quello attuale e con una situazione macroeconomica senza precedenti storici, le valutazioni classiche andrebbero ponderate con considerazioni di più ampio spettro. Inoltre, è importante in fasi come queste avere un processo di selezione di investimenti che si basi su solidi capisaldi: qualità: scegliere aziende con poco indebitamento. Questo perché avranno meno pressioni a livello operativo e potranno crescere per linee esterne a prezzi ragionevoli; redditività: scegliere aziende con margini sostenibili e difesi da forti vantaggi competitivi; presenza del management: scegliere aziende con manager di prima categoria e direttamente coinvolti nei risultati aziendali; ottica internazionale: scegliere aziende con prodotti internazionali e ad alto valore aggiunto. Aziende con simili caratteristiche prendono il nome di “Multinazionali Tascabili” e sono particolarmente presenti nel panorama italiano. Riteniamo quindi che vi sia molto valore all’interno del comparto delle piccole e medie imprese Italiane.Oltre alle dinamiche esposte, le piccole e medie aziende italiane potrebbero beneficiare di uno dei megatrend dei prossimi anni: il rimpatrio della produzione dai paesi in via di sviluppo. L’ Italia in questo processo può giocare un ruolo da protagonista e in ottica di investimento si traduce ancora una volta nel preferire le mid small cap alle large cap, specialmente per una composizione settoriale diversa. Come vediamo, il Ftse Mib ha per la maggiore Finanziari (30.12%) ed Utilities (24.07%). Mentre il Ftse Mid Cap ha sia Finanziari (24.95% anche se per la maggior parte non sono banche, ma società di servizi finanziari) che Comsumer Discretionary (20.09%) che Industriali (15.77%). Importante considerare anche la differenza di Tecnologia dove il Ftse Mib ha circa il 7% (tuttavia concentrato in pochi titoli) mentre il Mid Cap ha l’11% (con molte piccole società attive nella consulenza ad alto valore). Alla luce delle considerazioni fatte, quindi, continuiamo a preferire le mid e small cap italiane alle large cap, sia perché rappresentano la spina dorsale del nostro Paese, sia perché riscontriamo la presenza di maggiore valore intrinseco in un orizzonte temporale di medio lungo periodo. A livello settoriale, sul fondo AcomeA Italia e AcomeA Esente, manteniamo una rilevante presenza nella tecnologia e nell’industria, mentre la parte finanziaria è più caratterizzata da “Specialty Finance” e da titoli subordinati di banche italiane.

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“Headway2023 – Cosa abbiamo nella mente”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale. Sono 84 milioni (1 su 6) le persone che soffrono di disturbi della mente in Europa e 84.000 le persone che ogni anno muoiono per malattie mentali o suicidio. Numeri che portano la salute mentale al 5° posto tra le più comuni malattie non trasmissibili. Non solo, l’impatto della pandemia da COVID-19 sarà evidente molto presto. Secondo i risultati di un ampio studio dell’Istituto di sanità pubblica belga, i tassi di depressione sono nettamente aumentati dal 10% al 16% (rispetto al 2018). In Regno Unito, Spagna e Italia, rispettivamente il 57%, 67% e 59% della popolazione tra i 18 ei 75 anni ha dichiarato di sentirsi depressa e senza speranza per il futuro. “La pandemia da COVID-19 ha già cambiato il nostro modo di concepire la salute mentale. Questa settimana riceveremo i primi risultati di una indagine che abbiamo condotto in sei Paesi europei per comprendere meglio gli impatti della pandemia sulla mente delle persone. Quello della salute mentale è un settore ancora negletto, la pandemia ci offre l’occasione per innescare un cambiamento nella società in modo che sia possibile comprendere appieno l’importanza di un corretto trattamento dei disturbi mentali, spesso invisibili ma tanto rilevanti quanto quelli fisici. Ci impegniamo con passione per questo, anche con il sostegno a progetti multidisciplinari come Headway, in collaborazione con The European House – Ambrosetti. Questa iniziativa, avviata nel 2017, mira a condividere conoscenze e know-how per prevenire, diagnosticare, gestire e trovare soluzioni che riducano l’incidenza delle condizioni mentali. Coinvolge medici, pazienti e cittadini, esperti e istituzioni sanitarie per aiutare ad affrontare le condizioni di salute mentale in Europa” http://www.angelinipharma.com.

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33° concorso europeo I giovani e le scienze

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Fast propone la nuova sfida del concorso europeo per i giovani scienziati. Anche l’edizione 2021 si rivolge a studenti dai 14 ai 20 anni delle scuole superiori che vogliono competere con i colleghi su scienza, ricerca, tecnologia, qualsiasi settore o disciplina. Le scadenze ben definite: – 22 gennaio 2021: ultima data per le candidature e l’invio dei progetti – 20 febbraio 2021: data entro la quale la Giuria comunica i finalisti selezionati – 6-8 marzo: esposizione dei 30 migliori lavori e premiazione. E poi i fortunati vincitori possono partecipare ai più grandi eventi internazionali degli studenti eccellenti.

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Broker truffaldini usano illecitamente i marchi di società quotate

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Oltre le cosiddette “telefonate a freddo” effettuate usando liste di utenti comprate in giro e in cui si promette l’impossibile, il principale metodo di contatto usato dai broker truffaldini è quello dei banner pubblicitari e degli annunci sui social network. Le parole-chiave utilizzate per centrare il bersaglio sono sempre uguali. Parlano di poter raggiungere la libertà finanziaria tramite un lavoro da casa capace di generare entrate automatiche e rendite passive. Sono corredate da immagini che trasmettono gioia e l’aria di chi ce l’ha fatta, con messaggi che affermano che è possibile guadagnare una cospicua somma in breve tempo partendo con un importo esiguo o anche di poter guadagnare uno stipendio mensile in maniera costante. Queste ultime sono le due aspirazioni, se non proprio le necessità, di una sempre più vasta platea di potenziali clienti. Ed ecco che i pubblicitari si insinuano proprio nei punti deboli delle persone. Ancora, vengono pubblicizzate piattaforme evolute di trading, come anche software “miracolosi” che fanno tutto loro, e i cui segnali basterebbe seguire per poter guadagnare. E’ sufficiente un po’ di buon senso per capire tutte queste strategie, e di conseguenza capire che bisogna evitare chi si propone in simili maniere.Si parte con 200 euro e, trascinati dal vortice dei truffatori, si perdono cifre anche con molti zeri. E’ possibile segnalare i fatti all’Agcm ma i tempi dell’istruttoria sono lunghi e le sanzioni non commisurate alla gravità dei fatti. Peggio ancora considerando il domicilio della società. Anche la Consob è in grado di intervenire in maniera efficace, vietando le inserzioni di intermediari abusivi. Ma a costoro è sufficiente cambiare nome per proseguire indisturbati. A nostro modo di vedere, una spinta decisiva può venire dalle società interessate: per esempio, Poste Italiane non può consentire che si utilizzino il proprio nome e le immagini dei propri prodotti per offrire servizi di investimento non solo abusivi ma anche truffaldini. A tale scopo, abbiamo provveduto a segnalare loro il fenomeno. Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc

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L’UE sostiene il sistema robotizzato di MMI per la microchirurgia

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Medical Microinstruments S.p.A (MMI), un’azienda italiana dedicata al miglioramento dei risultati clinici per i pazienti sottoposti a microchirurgia, ha siglato un accordo di finanziamento con la Banca europea per gli investimenti (BEI) che le consente di ottenere 15 milioni di € (17,74 milioni di $) da investire nei prossimi anni a sostegno della sua strategia finanziaria a lungo termine. Il prestito della banca dell’UE è sostenuto da una garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) – il pilastro principale del Piano di investimenti per l’Europa – nell’ambito del quale la BEI e la Commissione europea collaborano come partner strategici per la realizzazione di operazioni finanziarie da parte della stessa BEI volte a rilanciare la competitività dell’economia europea.Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Le imprese europee sono da tempo in prima linea nel campo delle soluzioni innovative nel settore dell’assistenza sanitaria. Grazie al sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici, la BEI può supportare MMI SpA al fine di continuare a sviluppare gli strumenti microchirurgici della prossima generazione per aiutare i pazienti sottoposti in futuro ad interventi chirurgici.” La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l’istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea. Gli azionisti sono gli Stati membri. Essa eroga finanziamenti a lungo termine per investimenti validi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’UE. Nel 2019 la BEI ha messo a disposizione circa 9,7 miliardi di € a favore di progetti in tutta Italia. Medical Microinstruments S.p.A. (MMI) è nata nel 2015 nella provincia di Pisa, in Italia, con l’obiettivo di migliorare i risultati clinici delle operazioni chirurgiche sviluppando un sistema robotico che consente ai chirurghi di perfezionare i risultati nell’ambito delle delicate procedure di microchirurgia. La piattaforma robotica di MMI combina innovazioni brevettate, come gli strumenti articolati più piccoli al mondo, insieme al più alto “scaling” dei movimenti oggi disponibile in chirurgia robotica con conseguente riduzione del tremore naturale della mano. Queste potenti funzionalità, nel loro insieme, consentono a più chirurghi di eseguire con una maggior successo interventi complessi di microchirurgia, ampliando allo stesso tempo il campo della “super microchirurgia”. Per maggiori informazioni, si prega di visitare il sito: http://www.mmimicro.com. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) è il pilastro principale del Piano di investimenti per l’Europa. Esso fornisce garanzie di prima perdita consentendo alla BEI di investire in un numero maggiore di progetti, spesso più rischiosi. I progetti e gli accordi approvati per ottenere finanziamenti a titolo del FEIS dovrebbero mobilitare 514 miliardi di € di investimenti e sostenere oltre 1,4 milioni di start-up e piccole e medie imprese in tutta l’Unione europea. I finanziamenti complessivi a titolo del FEIS in Italia dal 2015 ammontano a 12,5 miliardi di €, che dovrebbero innescare 79,4 miliardi di € di investimenti aggiuntivi tramite il cofinanziamento con partner pubblici e privati.

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Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione un regime italiano da 1,5 miliardi di €

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,5 miliardi di € destinato ad aiutare le imprese che operano nelle regioni del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus, riducendone il costo del lavoro e aiutandole a mantenere il livello occupazionale in questo difficile momento. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo, un regime di agevolazioni fiscali (che prevede la riduzione dei contributi previdenziali) per il periodo compreso tra il 1º ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 destinato ai datori di lavoro privati attivi nel Sud Italia.La misura prevede una riduzione del 30 % dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro di contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. La misura si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), dove il PIL regionale è inferiore al 90 % della media UE e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale. Del regime potranno beneficiare le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico.La Commissione ha concluso che la misura del governo italiano contribuirà alla gestione dell’impatto economico del coronavirus nelle regioni del Sud Italia. La misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse; sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”; vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare l’emergenza coronavirus fino alla prima applicazione industriale. viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia; x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa dell’emergenza Coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale; xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro temporaneo. Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

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