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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Scuola: Supplenze annuali, i docenti precari non si fidano più e disertano le convocazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

A quasi un mese dall’inizio delle lezioni sono innumerevoli le cattedre rimaste ancora scoperte: dalle scuole, infatti, giungono notizie di tempo scuola ridotto per via della mancanza di diversi insegnanti. Una circostanza particolarmente grave perché si va a determinare nel pieno del ritorno dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid19, sicuramente da associare alla costituzione di quelle Graduatorie provinciali per le supplenze, le Gps, che dovevano essere pronte per l’inizio di settembre e che a distanza di un mese risultano ancora in alto mare. La presenza di tanti errori nell’assegnazione dei punteggi delle Gps ha infatti costretto i precari diretti interessati a produrre reclami e, laddove non considerati, pure formali ricorsi. Tutto questo, come più volte denunciato dall’Anief, ha portato l’amministrazione ad ingolfarsi di richieste di rettifiche e al rifacimento continuo delle graduatorie provinciali. Sul “piatto”, inoltre, va messa la poca convinzione dei docenti ad accettare le supplenze, in tempo di Covid19, in cambio di stipendi ridotti all’osso e garanzie di stabilizzazione praticamente azzerate. Nel frattempo, a rimetterci sono non solo i docenti, ma anche e soprattutto gli alunni, che vedono sottrarsi diverse ore settimanali d’insegnamento.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’errore più grande è stato quello di prevedere delle graduatorie innovative e digitali impostate con criteri di cumulo dei punteggi e di accesso ben diversi da quelli adottato negli ultimi anni. A quel punto, quando sono pervenuti agli Uffici scolastici un numero impressionante di reclami, il sistema, con 750 mila domande complessive, non ha retto. L’unica strada percorribile, lo abbiamo detto più volte, era quella di annullare la tabella di valutazione dei titoli e ripristinare la tabella delle vecchie graduatorie di istituto. Invece non è stato fatto, perdurando negli errori. Ed inducendo gli stessi candidati a non fidarsi delle proposte di nomina, peraltro in una fase di aumento dei contagi che preoccupa tantissimo chi è chiamato ad insegnare lontano da casa”.

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