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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 13 ottobre 2020

Scuola: Approvato ieri in via definitiva il Decreto 14 agosto 2020 n. 104

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Il nuovo testo di conversione del decreto legge 14 agosto 2020 n. 104 (il cosiddetto Decreto Agosto), relativo a misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia, è stato approvato in via definiva con 294 voti favorevoli e 217 contrari, resta confermato il testo approvato già dal Senato (C. 2700). Tra le novità introdotte dal maxi emendamento 1900 presentato in Senato ci sono le modifiche all’articolo 32 che hanno introdotto importanti novità per il cosiddetto organico Covid. L’organico Covid, istituito dall’art. 231-bis della Legge 17 luglio 2020, n. 77, potrà mantenere il contratto in essere in caso di lockdown, svolgendo la prestazione lavorativa in modalità agile. Marcello Pacifico (Anief): “Il sindacato non può che considerare una vittoria l’approvazione di questa modifica. Abbiamo sempre reputato inopportuna l’introduzione di contratti atipici nella scuola pubblica che avrebbe potuto determinare un precedente pericoloso. L’istruzione impartita in sedi scolastiche statali non può comportare differenze contrattuali di sorta tra insegnanti che svolgono la medesima professione, hanno gli stessi doveri e responsabilità.” Le modifiche introdotte all’articolo 32 consentono all’organico Covid di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile in caso di emergenza epidemiologica e di mantenere il contratto in essere in caso di lockdown, in questo caso svolgeranno la prestazione lavorativa in modalità smart. Il nuovo testo recita infatti: “In caso di sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale assicura le prestazioni con le modalità del lavoro agile. A supporto dell’erogazione di tali prestazioni le istituzioni scolastiche possono incrementare la strumentazione entro il limite di spesa complessivo di 10 milioni di euro. Ai maggiori oneri derivanti dal periodo precedente si provvede mediante utilizzo delle risorse del Programma operativo nazionale Istruzione 2014-2020, anche mediante riprogrammazione degli interventi.”

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Chiesa Evangelica: Conclusa la prima sessione del XXIII Sinodo a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Roma. Con il rinnovo dei vertici e l’assunzione di alcune importanti decisioni per il futuro, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, domenica 11 ottobre, ha chiuso la prima sessione del XXIII Sinodo. Il sinodo ha eletto un nuovo ufficio di presidenza, così come anche i tre membri laici del Concistoro. Nonostante un ordine del giorno asciutto, c’è stato tempo anche per la discussione di alcune mozioni. Neppure le mascherine FFP2 e il rigoroso rispetto del distanziamento hanno potuto smorzare la gioia dei membri del Sinodo per il fatto di potersi finalmente incontrare in presenza. Una dimostrazione concreta del fatto che è possibile vivere la dimensione ecclesiale e partecipativa in sicurezza, per quanto con una serie di paletti, e comunque un segnale positivo di ripartenza. Wolfgang Prader succede a Georg Schedereit come presidente del Sinodo, affiancato da Ingrid Pfrommer, tesoriera uscente della CELI. Christine Fettig e Jens Ferstl, che assume la carica di tesoriere, sono due dei tre membri eletti al concistoro. Cordelia Vitiello, vicepresidente del Concistoro e rappresentante legale della CELI, è stata invece riconfermata nel suo incarico.Dopo la conclusione di tutte le votazioni, una parte consistente della seconda giornata dei lavori del Sinodo è servita per l’approvazione del bilancio 2020 e per la discussione di alcune mozioni importanti per il futuro della CELI, il tutto come sempre in modo molto partecipato, a volte anche con una dialettica accesa ma sempre finalizzata alla ricerca di un punto di equilibrio. Tra le altre cose, sono state concordate le modalità per promuovere lo studio di Teologia Evangelica in Italia per l’istituzione di un corpo pastorale CELI. Una commissione inoltre è stata incaricata di individuare modalità e format adeguati per una futura piattaforma digitale CELI. Da un lato, per collegare ancora meglio tra loro le 15 comunità CELI e, forte dell’esperienza del lockdown, per offrire un modo digitale per vivere la chiesa e la comunità; dall’altro, per permettere un accesso senza impegno a contenuti spirituali e religiosi a persone interessate al di fuori della chiesa.

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È italiano il più grande studio al mondo sulle conseguenze del virus

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

L’Italia è su un crinale sottile che non può essere oltrepassato, se non esponendo a gravi rischi la vita di oltre 33mila persone che, ogni anno, nel nostro Paese ricevono una diagnosi di tumore del sangue. Uno studio tutto italiano, promosso dalla Società Italiana di Ematologia (SIE) e pubblicato sul numero di ottobre di “The Lancet Hematology”, ha evidenziato un altissimo tasso di mortalità, pari al 37%, nei pazienti ematologici contagiati dal Covid-19 nel periodo da febbraio a maggio 2020. Una percentuale 2,4 volte superiore rispetto a quella della popolazione generale che ha contratto il virus e ben 41,3 volte maggiore rispetto a quella dei malati ematologici osservata nello stesso periodo dello scorso anno, cioè in epoca pre-Covid. Si tratta del più grande studio al mondo che ha analizzato le caratteristiche cliniche e i fattori di rischio associati al Covid-19 in persone colpite da malattie del sangue maligne: sono stati coinvolti 536 pazienti di 67 centri. La ricerca è stata presentata oggi in una conferenza stampa a Milano promossa da SIE. “Il 70% dei cittadini colpiti da tumore del sangue guarisce – afferma il Prof. Paolo Corradini, Presidente SIE e Direttore Ematologia Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Un risultato molto importante, raggiunto grazie a terapie sempre più efficaci. Dobbiamo continuare a curare questi pazienti, anche durante la pandemia. I trattamenti non possono essere interrotti. Lo studio, infatti, dimostra che uno dei principali fattori di rischio di morte, in caso di contagio da Covid-19, è proprio la fase avanzata della patologia ematologica. L’immunodepressione provocata dalla malattia che interessa il midollo, l’organo che produce le difese immunitarie, espone i pazienti a maggior rischio di morte, se contagiati dal Covid-19. Anche a marzo e aprile, nel periodo più critico della pandemia, i nostri centri hanno continuato a curare con regolarità i pazienti, raccomandando il rispetto delle regole fondamentali come l’uso della mascherina per i familiari e il tampone per ogni paziente prima del ricovero”. “Oggi, però – continua il prof. Corradini -, stiamo assistendo al rischio reale che tutto possa essere vanificato dal comportamento poco responsabile di molti cittadini. Troppi, soprattutto giovani, non indossano la mascherina e non osservano la distanza minima di almeno un metro dalle altre persone. Il nostro Paese confina, ad esempio, con la Francia dove purtroppo, a causa dell’altissimo numero di contagi, stanno già riducendo i posti letto per terapie salvavita, come i trapianti di midollo osseo e le CAR-T, in previsione di una seconda grave ondata del virus. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti e sensibilizzare i cittadini perché questo non avvenga anche in Italia, ma abbiamo poco tempo. Ed è corretto imporre l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto”.La terapia cellulare CAR-T è una forma innovativa di immunoterapia, che utilizza le cellule del sistema immunitario (linfociti T): queste ultime vengono prelevate dal paziente, ingegnerizzate in laboratorio e addestrate a riconoscere e combattere con più forza il tumore, per essere poi reinfuse nel paziente. Sono indicate nel trattamento dei linfomi avanzati e aggressivi negli adulti e della leucemia linfoblastica acuta nei bambini. Inoltre, sono in corso sperimentazioni in altre patologie come il mieloma multiplo. I trapianti allogenici, cioè da donatore, sono indicati per le leucemie acute, le mielodisplasie e i linfomi. “La terapia CAR-T è eseguibile solo in ospedali dotati di unità di trapianto di midollo osseo da donatore – spiega il Prof. Fabio Ciceri, Primario Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Presidente GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo) -. Le due attività coincidono, perché i requisiti organizzativi e strutturali sono sovrapponibili. In Italia, durante la fase acuta della pandemia, i trapianti di midollo sono proseguiti regolarmente, pur con notevoli difficoltà logistiche. Ogni anno, nel nostro Paese, vengono effettuati circa 1.800 trapianti di midollo osseo da donatore. A oggi, rispetto allo stesso periodo del 2019, c’è stata una diminuzione davvero irrisoria, pari a circa l’8%. Il merito va al grandissimo sforzo degli operatori sanitari, del Registro donatori di midollo e dei centri, che hanno continuato a lavorare a pieno regime. Ad esempio, all’Ospedale San Raffaele, dove portiamo a termine circa 100 trapianti allogenici all’anno, finora abbiamo eseguito lo stesso numero di trapianti registrati a ottobre 2019, ma i medici che hanno lavorato a marzo, aprile e maggio erano meno della metà dello staff ordinario, perché contagiati dal virus o destinati a reparti Covid. Ecco perché oggi, a maggior ragione, dobbiamo continuare a proteggere e rendere possibile questa attività. L’Italia, finora, non è stata toccata dal problema della riduzione dei posti letto per trapianti di midollo e terapie CAR-T, a differenza di quanto sta avvenendo nelle ultime settimane a Parigi. Ma la situazione può aggravarsi in poco tempo. Nella pianificazione della riorganizzazione ospedaliera, le Istituzioni e le direzioni generali e sanitarie devono porre come cardine la preservazione e il proseguimento di questa attività”.Tra i tumori del sangue più frequenti vi sono i linfomi (13.182 nuovi casi di linfoma non Hodgkin e 2.151 di linfoma di Hodgkin, stimati in Italia nel 2020), le leucemie (7.967) e il mieloma multiplo (5.759). “Nello studio retrospettivo pubblicato su ‘The Lancet Hematology’ sono stati considerati non solo i tumori del sangue ma anche altre malattie ematologiche maligne, come le sindromi mielodisplastiche – sottolinea il Prof. Francesco Passamonti, Ordinario di Ematologia all’Università dell’Insubria di Varese e Direttore Ematologia ASST Sette Laghi di Varese -. Il periodo considerato va dal 25 febbraio al 18 maggio 2020. Il tempo mediano di ospedalizzazione è stato molto breve, pari a 16 giorni, 20 per i sopravvissuti e 11 per i morti. Il 18% ha potuto accedere alle terapie intensive. Su 536 pazienti con malattie ematologiche e contagiati dal Covid-19, 198, cioè il 37%, sono deceduti. Una percentuale altissima. Inoltre, abbiamo analizzato un altro parametro, cioè il tasso di mortalità standardizzato, che indica il rapporto fra la mortalità del malato ematologico con Covid rispetto a quella della popolazione generale italiana colpita dal virus. È risultato 2,4 volte superiore, per arrivare a 3,72 volte maggiore nei pazienti ematologici under 70. Questo dato è molto importante, perché i pazienti più giovani sono i candidati ideali per il trapianto allogenico e le terapie CAR-T. E la leucemia mieloide acuta e il linfoma non Hodgkin sono le patologie che pongono più a rischio la vita dei pazienti, se contagiati”. Lo studio è stato promosso da SIE, in collaborazione con FIL (Fondazione Italiana Linfomi), SEIFEM (Sorveglianza Epidemiologica Infezioni nelle Emopatie) e SIES (Società Italiana Ematologia Sperimentale).

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Sei Visiting Professor al Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Adalberto da Rocha Gonçalves Dias, Francesco Iannuzzo, Marat Dosaev, Marcelo José Colaço, Uwe Schroder e Giuseppe Caire saranno Visiting Professor del Dipartimento di Ingegneria e Architettura-DIA dell’Università di Parma nel corso dell’anno accademico 2020-2021.I sei docenti sono tra i 20 Visiting Professor di elevata qualificazione scientifica, provenienti da 15 Paesi di 3 continenti, che l’Ateneo di Parma ha selezionato per tenere lezioni, sostenere l’attività di ricerca dei dottorandi e rafforzare le partnership e i progetti scientifici in corso, nel secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021. Il Dipartimento di Ingegneria e Architettura è costantemente coinvolto in svariate attività a carattere internazionale, volte alla mobilità di docenti e studenti, per programmi di ricerca congiunti e attività di docenza, e per il conseguimento di CFU all’interno di percorsi formativi e per attività di tirocinio. Alcuni dei principali programmi internazionali comprendono: – Programma Visiting Professors; – Adesione ai Programmi Erasmus Plus e OVERWORLD (SMS-SMT) verso sedi internazionali UE ed extra UE per la mobilità di docenti e studenti https://dia.unipr.it/it/internazionale; – Attivazione di percorsi a doppia titolazione con JIT (Newark, US) e Repubblica di San Marino https://dia.unipr.it/it/internazionale/doppio-titolo-ingegneria-industriale; – Adesione ai programmi europei KA-1 Action 107 di scambio studenti, docenti e staff amministrativo verso Brasile, Russia, Kyrgyzstan, Taiwan; – Attività di tutoraggio per la promozione e informazione per l’Internazionalizzazione: sono stati formati 3 tutor per l’internazionalizzazione del Dipartimento al fine di promuovere i programmi di mobilità e tenere i contatti con le Università estere e i Visiting Professor. Il Dipartimento di Ingegneria e Architettura collabora da alcuni anni attivamente con l’Università di Aalborg attraverso progetti di ricerca internazionali nell’ambito dell’Ingegneria Elettronica che prevedono anche lo scambio di studenti e dottorandi.

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Al via la nuova edizione del corso di formazione in “Business Angels & Crowdfunding”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Camerino Dopo il successo degli anni precedenti, l’Università di Camerino propone la nuova edizione del corso di formazione in “Business Angels & Crowdfunding. Scopri come trovare fondi e finanziare il tuo progetto”. Il corso, diretto dalla prof.ssa Catia Eliana Gentilucci della Scuola di Giurisprudenza di Unicam e che avrà come docente il dott. Filippo Cossetti, avrà inizio venerdì 16 ottobre ed avrà la durata complessiva di 150 ore, articolate in incontri, da seguire sia in aula presso la Scuola di Giurisprudenza sia in modalità telematica. Il Corso di propone di formare professionisti della raccolta fondi per finanziarie attività imprenditoriali e sociali e si caratterizza per essere un percorso estremamente pratico attraverso il quale studenti, startupper, imprenditori, consulenti, Pubbliche Amministrazioni e referenti delle organizzazioni non profit potranno conoscere ed approfondire il mondo del Crowdfunding e dei Business Angels.Il professionista del crowdfunding agisce in tutti gli ambiti professionali e associativi che necessitano di raccolta fondi per finanziare nuove idee e progetti sociali; sempre più richieste sono infatti, ed in vari ambiti lavorativi, figure professionali con questa tipologia di competenze. La scadenza per le iscrizioni è fissata al 16 ottobre. Tutte le informazioni sull’organizzazione delle attività formative e sui costi, sono disponibili nel sito http://www.unicam.it

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Pomodoro Nord Italia, lavorate 2.741.982 tonnellate nel 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

È stato consegnato l’ultimo carico di pomodoro e, come ogni anno, l’Organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia traccia il bilancio della campagna 2020 conclusasi in anticipo, già lo scorso 2 di ottobre, rispetto al consueto. Nel Nord Italia sono state lavorate 2.741.982 tonnellate, circa il 95% di quanto era stato contrattato ad inizio campagna: un ottimo valore considerata la necessità di affrontare alcune anomalie climatiche.La campagna è iniziata nel migliore dei modi, con un’ottima primavera che ha permesso di rispettare i programmi di trapianto. La situazione si è poi complicata per l’andamento climatico che, con il perdurare di alte temperature di fine luglio, ha sottoposto il pomodoro nei campi a condizioni estreme causando la maturazione in contemporanea della materia prima la cui raccolta era programmata su più settimane. L’OI ha prontamente chiesto al Ministero delle Politiche Agricole – in questo poi supportata da OP e Regioni – l’attivazione della misura per la mancata raccolta previsti dall’OCM ortofrutticola per supportare il reddito delle aziende agricole in difficoltà per sovra maturazione. Al termine della ricognizione si attesta che la misura è stata attivata su circa 200 ettari. Anche a causa di questo fenomeno la raccolta si è conclusa precocemente terminando circa una settimana prima rispetto alla media.La produzione in campo è stata caratterizzata da alte rese – 74 tonnellate per ettaro – al confronto di una media quinquennale di circa 70 tonnellate per ettaro. Buona anche la qualità come testimonia il grado Brix di 4,82, superiore alla media. Ottime rese si registrano anche per la coltivazione biologica, grazie ad un andamento meteo climatico che non ha determinato significative problematiche fitosanitarie.A livello nazionale, sommando il dato del Centro-Sud Italia a quello del Nord Italia, si stima una produzione complessiva di circa 5,1 milioni di tonnellate.

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Parlamento italiano: Il voto elettronico è incostituzionale

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

“L’introduzione del voto elettronico porterebbe a seri rischi sicurezza sul web e mancanza di tracciabilità del processo decisionale ed è, inoltre, in conflitto con la Costituzione. Ricordo a Ceccanti, che dovrebbe ben saperlo, che il comma 3 dell’articolo 64 della Costituzione esplicita il requisito della presenza intesa come “fisica” nel momento culmine delle “deliberazioni”. Internet non esisteva, è vero, ma i mezzi dell’epoca della scrittura della Carta, come quelli postali o la delega, avrebbero permesso il voto da remoto. Nemmeno nei peggiori periodi storici più difficili, come durante la Prima Guerra Mondiale, i parlamentari hanno evitato il voto in “presenza”. Il voto da remoto necessiterebbe di una modifica costituzionale, a differenza della modifica regolamentare proposta da Ceccanti. Sottolineiamo che il voto in aula è solo il termine di un percorso più ampio: come parlamentari presentiamo delle proposte, le depositiamo, vengono valutate, sintetizziamo interessi legittimi. Il voto da remoto potrebbe portare rischi della tracciabilità della formazione dei processi decisionali e del voto. Al netto, infine, di dubbi sostanziali sulla possibilità di implementare, in tempi brevi, un sistema informatico che possa garantire trasparenza e sicurezza del processo di votazione.” Così il deputato responsabile Innovazione di FDI, Federico Mollicone.

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Sostenere editoria libraria

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

“Libropolis è stato un successo, un mix di innovazione e culture differenti, uno dei pochi festival indipendenti dalle idee veramente plurali. Il Festival dell’editoria e del giornalismo ha mescolato qualità editoriale e dibattito di altissimo profilo. Da sempre sosteniamo l’editoria libraria, in grave crisi a causa dell’emergenza sanitaria. Lo abbiamo dimostrato partecipando attivamente alla legge sulla valorizzazione del libro e sulla promozione della lettura, dove fu approvato su nostra proposta il fondo “Ad alta voce” presso il Mibact, diretto al sostegno dei piccoli editori ma che ancora non è operativo; con i numerosi punti di sostegno introdotti da risoluzioni e ordini del giorno; la richiesta di estensione delle misure economiche per la cultura introdotte nel Cura Italia anche alla filiera del libro; la nostra battaglia contro la pirateria editoriale e i rilievi inseriti in favore dell’editoria nello schema delle priorità del Recovery Fund. Vanno sostenuti gli editori indipendenti e le librerie che, senza incentivi alla ripartenza, rischiano il collasso. In legge di bilancio presenteremo emendamenti per sostenere il comparto librario. La battaglia per gli editori sia trasversale.” Così il capogruppo in commissione Cultura di FDI, responsabile Cultura e Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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L’agricoltura italiana ha bisogno d’acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

“I cambiamenti climatici pongono l’Italia come front office del pericolo di desertificazione nell’area del Mediterraneo; l’agricoltura italiana ha crescente bisogno di acqua, cui non si può rispondere, incrementando i prelievi dalla falda attraverso i pozzi, perché ciò comporta pericolose conseguenze sull’equilibrio idrogeologico di terreni già fragili; per questo, chiediamo alla politica precise scelte di investimento in favore dell’irrigazione collettiva come quella gestita dai Consorzi irrigui e di bonifica, esempio internazionale di innovazione. L’acqua è una risorsa di tutti e come tale va gestita nel segno della sussidiarietà, contrastando scelte individuali, che possano pregiudicare l’assetto del territorio. E’ una scelta di sostenibilità, indispensabile per confrontarsi con scelte comunitarie che, come il Deflusso Ecologico, penalizzerebbero il settore primario italiano, privilegiando impostazioni oscurantiste. Senza acqua non può esserci agricoltura e l’agricoltura è cibo per tutti. ” A tornare ad evidenziare i pericoli della “deregulation dei pozzi” e la necessità di una forte attenzione in Europa è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno sul futuro dell’irrigazione, organizzato ad Arezzo dal Consorzio di bonifica Alto Valdarno; nell’occasione, il neo Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha voluto siglare, tra i primi atti, il Patto per l’Acqua, impegnandosi a creare nuove infrastrutture irrigue, superando la logica dell’approvvigionamento autonomo, che danneggia l’ambiente, non ha margini di innovazione, ha costi importanti per le imprese agricole riducendone i redditi ed incide negativamente sulla competitività delle produzioni sui mercati.In quest’ottica ed in previsione degli impegni per il Recovery Fund, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno presentato al Governo 858 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per l’efficientamento della rete idraulica nazionale; potrebbero garantire oltre 21.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.“E’ un contributo concreto per un Paese, che è agli ultimi posti nella capacità di utilizzo delle risorse europee – conclude Gargano – Dopo di noi, solo Croazia, Romania e Spagna.”

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Ricerca “The Future for Workers, By Workers”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Ha analizzato le aspettative dei lavoratori sul ritorno al lavoro e ad una nuova normalità. Il Covid-19 accelera la rivoluzione delle competenze a livello globale, ma accentua le diseguaglianze di genere e quelle fra lavoratori con skill più o meno ricercate dalle aziende.In Italia: • le priorità dei lavoratori post Covid sono: continuare ad imparare (93%), non perdere il proprio lavoro (90%), prendersi cura di sé (salute e benessere, 85%), mantenere condizioni di lavoro flessibile (83%) • il 65% degli italiani è favorevole al rientro sul posto di lavoro, anche se oltre la metà dei lavoratori teme una nuova ondata del virus • il 19% dei lavoratori ha perso temporaneamente il lavoro, il 44% dei lavoratori ha visto diminuire il proprio stipendio: donne più a rischio degli uomini • oltre il 50% dei lavoratori teme di perdere il controllo sui propri dati personali

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“Quando sarai pronto, noi saremo qui”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

E’ questo il messaggio della campagna realizzata dalla rete giovani di Arcigay in occasione del coming out day, che si celebra in tutto il mondo. Protagonista della campagna un piccolo spot (www.comingoutday.it) che è il risultato di una chiamata diffusa alcune settimane fa sui social media per raccogliere video di testimonianze relative al coming out, cioè al momento in cui una persona dichiara in uno dei propri contesti di vita – la famiglia, gli amici, il luogo di lavoro, la scuola – il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. “Il coming out – spiegano dalla rete giovani di Arcigay – è un momento strettamente personale, da non sottovalutare. Esistono momenti e condizioni in cui può risultare meno spaventoso dichiarare la propria identità, altri invece che ci sembra impossibile farlo. La vita non è una competizione, non esiste il momento giusto per fare coming out. E in caso di difficoltà, c’è sempre qualcun* disposto ad ascoltarci e a supportarci”. Le testimonianze raccolte da Arcigay parlano dei timori e delle incertezze di chi affronta il coming out, ma soprattutto raccontano il senso di liberazione, di sincerità, di felicità che si conquista nel potersi mostrare senza maschere. E raccontano il sostegno: nelle amicizie, in famiglia, a scuola e nelle associazioni. Per questo il messaggio scelto per il coming out day 2020 è “quando sarai pronto, noi saremo qui”.

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Diventare docenti di sostegno? Dipende dall’università in cui ci si candida

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

È ancora una volta deludente il meccanismo utilizzato per determinare il superamento della prova preselettiva (prove svolte dal 22 settembre al 1° ottobre, preludio per l’accesso alle prove scritte) per l’accesso al nuovo corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, il TFA sostegno V ciclo anno accademico 2019/20, in quanto a determinare l’accesso è il risultato del più bravo. Se il più bravo totalizza 30 punti su 30, quello è il metro di partenza. Se il più bravo totalizza 28, la scala scende. A denunciarlo è la stampa specializzata, che ricorda anche che sono stati esonerati dalla prova preselettiva (per cui accedono direttamente alla prova scritta) i soggetti che nei dieci anni scolastici precedenti abbiano svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura. Subito ammessi alla prova scritta anche “i candidati con disabilità affetti da invalidità pari o superiore all’80% di cui alla legge 104/1992 art. 20”. L’accesso ai corsi di sostegno non è legato alle competenze degli aspiranti corsisti, ma al fato. Per superare il test preliminare – spiega la rivista Orizzonte Scuola – non c’è un punteggio minimo e, come prevede il DM 92/2019, è ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Il risultato della preselettiva non farà media con la prova scritta e orale, ma è determinante solo ai fini dell’accesso. Il test preliminare è costituito da 60 quesiti: la risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 (zero) punti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è inverosimile quello che sta accadendo: “Premesso che i posti messi a concorso sono pari ad appena un quarto delle cattedre vacanti e che anche quest’anno due alunni disabili su tre si ritroveranno assegnato un docente nuovo – dice il sindacalista autonomo – resta da comprendere come mai si continui a decidere il numero di posti dei corsisti solo sulla base delle disponibilità degli atenei e non in base alle esigenze precipue locali. Perché, ad esempio, si mette nelle condizioni un ateneo di organizzare una selezione di accesso ai corsi, ben sapendo, come è accaduto pure quest’anno, che l’interesse è residuo. E perché non si aumentano i posti da mettere a bando, laddove è palese l’alto interesse da parte dei docenti abilitati interessati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili?”.

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Teatro Trastevere: Il Posto delle Idee

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Roma via Jacopa de’ Settesoli 3 dal 20 al 25 Ottobre di Paola Moretti, Maria Gabriella Olivi, Maria Sandias Regia Paolo Perelli con Ausilia Muscianese: La madre, Livia D’Ingegno: La ragazza, Gaia Salvi: La bambina e la partecipazione straordinaria di Anna Carrera: la cantante. Tre monologhi, tre storie di rabbia, rimpianti, emozioni e speranze. Uno spettacolo corale, struggente, poetico sulla vulnerabilità e resilienza femminile. Nella prima parte, scritta con cruda poeticità da Paola Moretti e interpretata da una giovanissima Gaia Salvi, Siri, una bambina della provincia thailandese, viene venduta dalla famiglia per prostituirsi nei bordelli della grande città a uso ed abuso dei ricchi yankee. Venduta per un televisore, un telefono e un frigorifero: segni inconfutabili della brutalità del capitalismo occidentale che tutto annulla, persino le speranze di una giovane donna.L’attrice-danzatrice Livia D’Ingegno è la protagonista della seconda pièce, scritta con intensa forza drammaturgica da Maria Sandias. È il dramma di una ragazza, che, sbattendoci in faccia la sua anoressia, trova il coraggio di gridare al mondo, e in particolare alla sua famiglia, la voglia di essere compresa nel profondo. Una rabbia che non riuscirà però a distruggere la danza che è in lei. Il terzo monologo, nato dall’ispirata penna di Maria Gabriella Olivi, per la struggente interpretazione di Ausilia Muscianese, dipinge la tragedia di una madre di fronte alla perdita “inspiegabile” di una figlia, rimasta intrappolata tra le macerie dopo il terremoto che ha distrutto la sua casa, portandole via un pezzo di vita, ma non i ricordi. Smarrirsi infatti non è perdersi se, anche nello strazio per le ferite dell’anima e il dolore delle perdite, rimane una forte consapevolezza di sé davanti alle sorti di una realtà segnata da violenza e manipolazione.

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La mancanza di posti di sostegno sta diventando un problema per la scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Piove sul bagnato. Come sottolineato anche nell’ultimo dossier di Tuttoscuola sugli insegnanti di sostegno, ben 170 mila ragazzi, infatti, dovranno cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno, che potrebbe essere tra l’altro non specializzato sul sostegno. Una roulette del tutto casuale che nemmeno l’avvio ormai prossimo del concorso straordinario voluto dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e avversato dai sindacati (con l’appoggio di una parte della maggioranza) potrebbe riuscire a influenzare positivamente. L’avvisaglia viene dai primi dati dei calendari delle prove scritte del concorso straordinario della scuola secondaria, pubblicati in queste ore dagli Uffici Scolastici regionali soprattutto con riferimento agli scritti che si svolgeranno il prossimo 22 ottobre, primo giorno delle prove. I candidati dei posti di sostegno sono molti meno dei posti a concorso.Gli scritti del concorso straordinario per il sostegno di scuola secondaria di I e di II grado si svolgeranno a metà novembre, ma due USR, quelli dell’Emilia Romagna e del Lazio, hanno già pubblicato l’intero calendario di tutte le prove, consentendo di conoscere il numero di candidati che sosterranno la prova del concorso straordinario per il sostegno. In Emilia per i 322 posti del concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 74 (23%); per i 205 posti di sostegno a concorso nella secondaria di II grado i candidati sono soltanto 68 (33%). Nel Lazio per 564 posti di sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 173 (30%); per i 43 posti di secondaria di II grado, invece, i candidati sono 346. Alla fine del concorso straordinario, se tutti i 141 candidati dell’Emilia conseguiranno almeno 56 punti su 80 nello scritto diventando tutti vincitori, rimarranno scoperti ben 385 posti dei 527 a concorso: un vuoto del 73%. Nel Lazio per il I grado, analogamente rimarranno scoperti 391 posti. I posti di sostegno in questo concorso straordinario sono in tutto 5.669 (soprattutto al nord), di cui 4.069 nel I grado e 1.600 nel II grado. C’è il timore che il caso dell’Emilia e del Lazio non sia diverso da quello delle altre regioni. Se sarà così, una notevole quantità di quei posti rimarranno scoperti, acuendo la crisi di un settore particolarmente in sofferenza a causa della mancanza di personale specializzato. Del resto la carenza di insegnanti di sostegno non si riscontra solo per il i concorsi ma anche nelle nomine di supplenza. Per esempio ad Arezzo su 400 posti di sostegno si sono presentati solo 8 supplenti. “Vengono nominati tardi e sanno fare poco” dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, degli insegnanti di sostegno, che propone un modello diverso: meno insegnanti di sostegno, ma altamente qualificati, che sappiano coinvolgere in nuove pratiche inclusive i colleghi curricolari, a loro volta adeguatamente formati e incentivati. Il nuovo dossier di Tuttoscuola sulla scuola per gli alunni con disabilità racconta di un contingente di 185 mila insegnanti di sostegno, quasi come tutti i militari dell’Esercito e gli agenti della Polizia di Stato messi insieme; un grande investimento (6 miliardi e 250 milioni di euro l’anno e 44 miliardi di euro spesi solo per gli stipendi nell’ultimo decennio) nel Paese che per primo oltre 40 anni fa ha creduto nell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, superando le ghettizzanti classi differenziate: tutto in buona parte vanificato dall’avvicendamento e dalla non riconferma degli insegnanti, che peraltro in molti casi non sono specializzati, tanto meno nella patologia specifica. Quest’anno si sta toccando la vetta dello scandalo: ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale) all’apertura della scuola non hanno trovato il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso. In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno. Un’insensata girandola di cattedre che si ripete ogni anno, di Governo in Governo, che aumenta invece di diminuire. Tutti gli approfondimenti, i numeri e i dettagli saranno nel nuovo dossier di Tuttoscuola sul sostegno, in uscita nei prossimi giorni.

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Unc: vendite, ad agosto Italia migliore d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Eurostat sul commercio al dettaglio del mese di agosto, diffusi il 5 ottobre, che, però, non contenevano ancora il dato italiano. Ebbene, l’Italia ha registrato la migliore performance in Europa. In agosto, infatti, le vendite al dettaglio in volume sono salite, nei dati destagionalizzati, dell’11% rispetto a luglio, il record nell’Ue a 27, che in media segna un rialzo del 3,8% (+4,4% nell’Eurozona). Al secondo posto il Belgio con +9,2% e al terzo la Francia con un +6,2%, al quarto la Germania con +3,1%. Le diminuzioni più marcate in Norvegia (-4,9%) e Svizzera (-1,9%).”Un dato molto positivo per l’Italia, che fa ben sperare per il futuro, anche se il cammino per recuperare quanto perso durante il lockdown è ancora lungo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il rovescio della medaglia, infatti, rispetto a questo ottimo rimbalzo estivo è che, se si confrontano i dati di agosto con quelli pre-covid di febbraio 2020, l’Italia si colloca solo in 18° posizione nella classifica europea, con un gap dello 0,8%. Ben 14 paesi sono già in territorio positivo rispetto all’ultimo mese pre-lockdown” conclude Dona.Al primo posto l’Irlanda, con un incremento delle vendite rispetto a febbraio dell’8,2%, al secondo il Belgio con +7,9%, al terzo la Norvegia con +7,8%, mentre l’indice delle vendite al dettaglio è cresciuto del 3,1% nell’Eurozona e del 2,4% nell’Ue a 27.Stessa situazione confrontando i dati di agosto con gennaio. L’Italia è in 19° posizione, con un -0,5%. Al primo posto il Belgio (+10,9%), poi la Norvegia (+9,8%) poi l’Irlanda (+8,1%). La germani è quarta con +6,2%. Si ricorda che il dato congiunturale italiano non è confrontabile con quello Istat reso noto il 7 ottobre poiché Eurostat li aggrega in modo differente.

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Dieci pratici consigli per riconoscere i tentativi di truffa via web

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Per assicurarsi di non cadere vittima dei cyber criminali la Mobile Bank N26 ha presentato una guida completa alla cybersecurity:Tieni la tua app N26 e il sistema operativo del tuo cellulare sempre aggiornati in modo da evitare che possano verificarsi bug; Utilizza metodi di autenticazione biometrici come la scansione dell’impronta digitale o il riconoscimento facciale per effettuare l’accesso; Crea delle password complesse contenenti lettere, numeri e simboli ed evita di usare la stessa password per accedere a diversi conti; Non pubblicare mai informazioni personali sensibili online o sui social network; Fai attenzione quando utilizzi una rete WiFi pubblica o una connessione condivisa e scegli sempre connessioni WPA2 sicure invece di connessioni WEP. Prediligi fornitori di servizi email con filtri per la sicurezza e per lo spam e che dispongono di un sistema di autenticazione a due fattori; Stai in guardia di fronte a offerte troppo belle per essere vere: probabilmente è proprio così! Effettua acquisti solo presso siti web affidabili di venditori riconosciuti; Assicurati che i siti web siano sicuri, controlla che ci sia il simbolo di un lucchetto accanto all’URL e verifica le credenziali con un semplice clic; Consenti la geolocalizzazione sulla tua app N26, che permette di individuare transazioni irregolari non effettuate da te.

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Biologico: Cia, investire su digitale e biocontrollo per centrare obiettivi Green Dea

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Utilizzare una parte delle risorse previste dal Recovery Fund per la trasformazione digitale degli agricoltori italiani e lo sviluppo delle tecnologie di biocontrollo, consentendo al settore primario di centrare gli obiettivi di sostenibilità e innovazione fissati dal Green Deal europeo, con l’agricoltura biologica come modello e guida. E’ la richiesta lanciata da Cia-Agricoltori Italiani al SANA Restart 2020, in corso a BolognaFiere, durante il convegno su “Il valore delle tecnologie digitali e del biocontrollo” in collaborazione con Anabio e IBMA Italia, l’associazione delle aziende operanti nell’industria della bioprotezione in agricoltura.Il mondo agricolo vuole essere protagonista nella sfida della transizione verde, ma questo significa fornire alle imprese tutti gli strumenti necessari per continuare a produrre in maniera competitiva, contrastare i cambiamenti climatici così come nuovi parassiti e malattie, difendere l’ambiente, rispondere alle richieste dei consumatori. Per questo “è necessario investire sul progresso scientifico e tecnologico -ha detto il presidente di Cia, Dino Scanavino- costruendo con il governo un Recovery Plan italiano in cui ci sia spazio adeguato e fondi dedicati sia alla crescita dell’agricoltura 4.0 che al consolidamento e trasferimento delle nuove tecniche di biocontrollo alle aziende del settore”.Ad oggi, l’utilizzo nei campi di apparecchi elettronici come computer, smartphone e tablet supera di poco il 33%. E’ chiaro, quindi, che per far fronte alle sfide green al 2030 bisogna cominciare a investire seriamente sullo sviluppo estensivo dell’agricoltura digitale in Italia, con l’obiettivo di rendere sempre più resilienti i produttori nazionali, avendo a disposizione tecnologie di ultima generazione per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, razionalizzare le risorse, ridurre tempi e costi, raccogliere e analizzare dati sul processo produttivo, ottimizzare l’efficienza della catena distributiva e tracciare le filiere.D’altra parte, il percorso è già iniziato, con l’agricoltura hi-tech tricolore in crescita costante: una nicchia che vale quasi 500 milioni di euro, con strumenti sempre più innovativi. Secondo l’Osservatorio Smart Agrifood, infatti, il 39% delle soluzioni sul mercato riguarda sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature; il 20% sono software gestionali aziendali; il 14% macchinari connessi; il 10% sistemi di monitoraggio da remoto di coltivazioni e terreni; il 9% sistemi di mappatura dei terreni. Ugualmente fondamentale, per rispondere ai requisiti fissati dall’Ue sulla riduzione del 50% in 10 anni dell’uso e del rischio complessivo dei fitosanitari, è poi sviluppare e diffondere nelle aree agricole del Paese le tecnologie di biocontrollo, in quanto soluzioni di origine naturale. Una categoria di prodotti che comprende microrganismi (funghi, batteri, lieviti), macrorganismi (insetti, acari, nematodi), feromoni, sostanze naturali (estratti, minerali e coadiuvanti) che attualmente valgono circa l’8% del mercato dei mezzi tecnici per la protezione delle piante da organismi nocivi e malattie.Non si tratta, infatti, di sostituire semplicemente un prodotto fitosanitario con un altro, ma di intervenire su processi e metodi in chiave bio. Questo richiede un forte impegno in termini d’informazione, formazione e supporto tecnico alle imprese agricole, ecco perché “con IBMA Italia, stiamo accelerando per diffondere la conoscenza dei prodotti e delle tecniche di biocontrollo tra agricoltori e tecnici, su tutto il territorio -ha sottolineato il presidente di Anabio-Cia, Federico Marchini-. Inoltre, proprio perché la sfida è l’ulteriore sviluppo dell’agricoltura biologica e della produzione integrata, che valgono in Italia oltre 3 miliardi di euro e sfiorano i 2 milioni di ettari coltivati, stiamo lavorando per attivare, con aziende pilota, la sperimentazione e la validazione di protocolli di difesa fitosanitaria a basso impatto”.

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“L’IMF spinge per ulteriore stimolo pubblico: cosa significa?”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. Il Fondo Monetario ha pubblicato il Chapter 2 del suo fiscal outlook. Ci sono riflessioni importanti sugli investimenti pubblici, con potenziali ripercussioni, a mio avviso, sulle politiche verso i mercati emergenti. Cosa dice il Fondo? Lungi dal predicare il ritorno all’austerità fiscale, il Fondo Monetario chiede espressamente ai governi dei paesi avanzati di aumentare gli investimenti pubblici, avvalendosi dei tassi bassi e approfittando del momento per preparare la transizione alla digital/green economy. Per quelli che ricordano l’enfasi che il Fondo metteva sul consolidamento del debito, è un cambio di linea epocale. Chiaramente è avvenuto in maniera graduale negli anni, ma oggi ha raggiunto nuove vette. Ecco perché. Qual è l’analisi dietro questa tesi? Il Fondo sostiene che in situazioni di incertezza come quella attuale i “fiscal multipliers” degli investimenti pubblici sono molto più alti del normale. Questo perché un intervento dello Stato nell’economia, in un periodo di forte incertezza e con ampie risorse inutilizzate, può essere particolarmente incisivo. Qui sotto una chart su come cambiano le stime dei “fiscal multipliers”. Un 1% di GDP di investimenti pubblici può creare fino a 2.7% punti di crescita del PIL in periodi di forte incertezza. E In termini di posti di lavoro creati, gli investimenti pubblici possono creare tra 2 e 8 posti di lavoro per ogni milione di USD spesi in infrastrutture, con un impatto particolarmente marcato nei settori della ricerca e della green economy. Da notare che, in generale, i posti di lavoro creati negli emergenti sono maggiori, dati i salari più bassi e un uno dei fattori produttivi maggiormente focalizzato sul lavoro rispetto al capitale in EM. Cosa vuol dire tutto questo per gli emergenti? Alcune considerazioni personali. Il Fondo è chiarissimo nel sostenere che gli investimenti pubblici non sono una panacea. Negli emergenti possono portare ad aumenti dei tassi di interesse, preoccupazione sulla tenuta del debito e uso poco efficiente delle risorse. C’è inoltre il rischio (comune a tutti i paesi) di creare posti di lavoro di “bassa qualità”. Ciò detto, è palese a mio avviso che i paesi ricchi hanno avuto un accesso alla leva fiscale (tramite l’ausilio del QE delle banche centrali) che gli emergenti non hanno avuto. Questo è parte dell’extraordinary privilege di cui godono i paesi che emettono reserve currencies (US, Euro Area, Giappone, UK). Gli emergenti possono beneficiare di questo stimolo in maniera indiretta, certo. Ma non hanno lo stesso spazio. Questo non cambia dall’oggi al domani. Ma non è pensabile che il Fondo Monetario sostenga così apertamente la linea della spesa pubblica per investimenti nei paesi che se lo possono permettere e adotti la linea del rigore verso gli emergenti. Non solo non sarebbe giusto, ma sarebbe anche una linea impresentabile. Mi sembra quindi più che ragionevole non solo che l’IMF continui a perorare la causa della debt suspension per i paesi più poveri, ma soprattutto che adotti criteri estremamente flessibili al momento di negoziare nuovi programmi. L’optimum sarebbe un’emissione di SDR (Special Drawing Rights) nuove, che un’elezione di Biden alla Casa Bianca renderebbe più plausibile visto che cadrebbe il veto US. Ma ci sarà da aspettare. Per adesso il Fondo continua la sua lenta, inesorabile trasformazione verso una linea più soft e meno incentrata al consolidamento rapido del debito a tutti i costi.

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Il coinvolgimento delle grandi banche in traffici illeciti

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Il Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (Icij) è al centro dell’attenzione dei media perché è entrato in possesso di 2.500 pagine di segnalazioni di attività sospette (SAR) riguardanti le banche. Trattasi di documenti riportati, tra il 1999 e il 2017, alla Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) del Departimento del Tesoro americano che li ha resi parzialmente pubblici. La FinCEN è l’agenzia governativa con il compito di combattere il riciclaggio di denaro.Sono gli stessi giornalisti che nel 2016 hanno pubblicato i cosiddetti “Panama Papers”, e hanno fatto emergere lo scandalo di vaste attività relative a evasioni fiscali e al riciclaggio dei soldi sporchi con il coinvolgimento di grossi personaggi e di banche internazionali. Adesso, emergerebbe, ancora una volta, una vastissima rete di traffici illegali e di movimenti di denaro riciclato per il traffico di droga e di armi e per evitare controlli e tasse attraverso società fittizie e finanche per il finanziamento del terrorismo. C’è di tutto e di più: coinvolgimento di discussi personaggi russi e ucraini, pericolose operazioni in Venezuela e in Malesia, finanche alcune operazioni per conto di Paul Manafort, l’ex manager della campagna elettorale di Donald Trump,attualmente in carcere per frode fiscale e bancaria. Sono tutte segnalazioni che, comunque, sarebbero dovuto essere indagate per arrivare a eventuali condanne. I documenti identificano le responsabilità di cinque banche globali: due americane, la JP Morgan, prima banca Usa, e la Bank of New York Mellon, due inglesi, la Hong Kong Shangai Bank Corporation (HSBC), la maggiore banca europea, e la Standard Chartered Bank e la tedesca Deutsche Bank. Le transazioni sospette di riciclaggio e per altre attività illegali ammonterebbero a oltre 2.000 miliardi di dollari! Sembra un ammontare stratosferico ma i file resi pubblici rappresenterebbero meno dello 0,02% degli oltre 12 milioni attività sospette che le differenti istituzioni finanziarie hanno riportato alla FinCEN nel periodo 2011-17. Sono molti gli aspetti inquietanti in questa scandalosa storia. Vorremmo evidenziarne due che, secondo noi, meriterebbero una particolare attenzione. In primo luogo c’è il ruolo della Deutsche Bank che, secondo i documenti, deterrebbe il peggior primato con ben 1.300 miliardi di dollari in transazioni sospette. E’ la seconda volta che la banca tedesca scala la piramide negativa: lo aveva già fatto quando è diventata il numero uno al mondo per i derivati finanziari over the counter, noti strumenti speculativi sempre più aleatori e di difficile, complicata e rischiosa gestione. La stampa tedesca torna a chiedersi cosa stia realmente succedendo da molti anni in questa banca che porta il nome della Germania nel suo logo. Anche secondo noi i continui riferimenti ai coinvolgimenti della DB in operazioni di vario tipo sono motivo d’imbarazzo e di vergogna per l’intera Europa, non solo per la Germania. Ci si chiede come sia possibile che, anno dopo anno e scandalo dopo scandalo, le autorità tedesche e quelle europee non siano ancora riuscite a costringere la banca a ripulire veramente i suoi comportamenti e tornare a essere una delle maggiori banche promotrici di grandi progetti industriali e di sviluppo reale, come ai tempi del presidente Alfred Herrhuasen, prima che fosse ucciso dai terroristi. Il secondo aspetto riguarda i comportamenti assai discutibili delle banche coinvolte. Da anni, nonostante fossero state pesantemente accusate, condannate e sanzionate dalle autorità di controllo, quasi sempre americane, esse hanno continuato indisturbate a fornire i propri servizi per operazioni sporche, illegali e di riciclaggio. Gli esempi non mancano. Secondo le analisi pubblicate, nel 2012 l’HSBC, per bloccare il procedimento criminale, ammise di aver riciclato 881 milioni di dollari per un cartello della droga latino-americano e pagò un’ammenda di 1,9 milioni. Le accuse sarebbero state cancellate definitivamente qualora la banca avesse dimostrato di partecipare alla lotta contro il riciclaggio nei successivi cinque anni. I file dell’Agenzia americana proverebbero, invece, che l’HSBC, violando il patteggiamento, non solo ha continuato nelle operazioni di riciclaggio di soldi sporchi ma sarebbe stata implicata in una grande “piramide finanziaria” che coinvolgeva parecchi Paesi. Lo stesso sarebbe avvenuto con la Standard Chartered, accusata di aver favorito transazioni finanziare verso gli Usa da parte di clienti dell’Arab Bank legati alle reti terroristiche. Sebbene multata per 670 milioni di dollari, avrebbe continuato con simili operazioni anche durante il “periodo di buona condotta”. Anche le altre banche menzionate, compresa la Deutsche Bank, hanno mantenuto lo stesso comportamento. Accusate di attività illecite hanno pagato le multe per bloccare le sanzioni penali continuando imperterrite a operare as usual.Certo è molto conveniente pagare la multa di 1dollaro per 100 incassati illegalmente. Ma, in merito, il controllo dei governi e delle agenzie preposte è indipendente e davvero stringente? Poiché la pandemia sta mettendo a soqquadro tutti i sistemi, economici, sociali e sanitari, non si capisce perché la grande finanza resti intoccabile. Naturalmente le banche hanno spesso dichiarato di non conoscere l’identità dei correntisti finali. E’ singolare che oltre il 20% dei rapporti inviati alla FinCEN abbiano un cliente con un indirizzo presso le Virgin Islands britanniche, uno dei più grandi paradisi fiscali al mondo. In conclusione, si ricordi che anche per l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), non meno di 2.400 miliardi di dollari di denaro illecito sarebbero riciclati ogni anno. Sono dati sconvolgenti. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Coronavirus: cosa si prospetta per le economie e per i mercati?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

A cura di Paul Doyle, Responsabile azionario per l’Europa (Regno Unito escluso) di Columbia Threadneedle Investments. È stato un periodo turbolento per gli investitori di tutto il mondo. L’Europa è alle prese da ormai più di sei mesi con la pandemia di coronavirus, dopo aver trascorso il primo trimestre 2020 a osservare impotente la diffusione della malattia in Cina e in Oriente.Come hanno reagito i mercati a questa situazione? I migliori risultati sono giunti inizialmente dai settori difensivi, in primis dalla tecnologia e dai prodotti farmaceutici; questo andamento è proseguito fino a quando le azioni value non hanno raggiunto un punto di minimo il 18 maggio. A giugno il rimbalzo del mercato si è allargato. I multipli prezzo/utile (P/E) delle banche e delle azioni “value cicliche” avevano toccato il fondo, scendendo su livelli insostenibili.Sino a fine aprile molti gestori attivi hanno sovraperformato l’indice di riferimento in virtù del loro posizionamento difensivo, e in questa fase non si è registrata alcuna discrepanza apparente: gli investitori sono stati prudenti, i dati pessimi. Più di recente, tuttavia, si è prodotto uno scollamento tra i mercati azionari e i fondamentali economici, in particolare negli Stati Uniti. Alcuni ritengono che non si tratti semplicemente di una questione tattica, ma non ne siamo così sicuri. La performance relativa dei titoli value vs. growth è correlata con una serie di fattori, che possono essere così classificati: prima i rendimenti obbligazionari, poi il dinamismo dell’indice PMI (indice dei responsabili degli acquisti, un indicatore delle tendenze economiche), quindi il dollaro USA e infine il prezzo del petrolio. Affinché una rotazione duri è necessario il contributo di questi fattori, ma al momento il compito principale della Federal Reserve è tenere sotto controllo i rendimenti obbligazionari. A gennaio, prima della crisi del Covid-19, gli Stati Uniti e la Cina avevano firmato un accordo commerciale di fase 1 ed erano in procinto di passare alla fase 2. Sembrava che il presidente Trump e il suo omologo cinese avessero deciso di collaborare e che il magnate statunitense fosse certamente destinato a ottenere un secondo mandato. Poi è sopraggiunta la crisi, seguita dal crollo dei dati economici. Nell’ultimo mese si è registrato un miglioramento, ma non si prevede un’accelerazione di questa tendenza. Le vendite al dettaglio statunitensi per il mese di maggio hanno evidenziato un incremento su base annua del 17% – una straordinaria ripresa – ma ad aprile erano diminuite del 15%. La crescita settimanale delle vendite “same store” è da allora tornata in territorio negativo. Il mercato sconta attualmente una ripresa a V, ma riteniamo che la perdita di posti di lavoro pregiudichi questa possibilità. Con la riapertura delle economie, i dati sull’occupazione sono destinati a peggiorare.Pertanto, a fronte di una perdita del 10% del PIL e di un mercato del lavoro stagnante, non è possibile che l’inflazione raggiunga il 2%, per cui il rendimento decennale sarà ancorato a zero. I dati degli indici PMI, intanto, mostrano che la Cina è stata la prima ad entrare in questa fase di contrazione e anche la prima a uscirne. A marzo, quando il PMI cinese è passato da 30 a 50, le azioni bancarie hanno guadagnato il 35%, ma adesso sono tornate sui loro minimi relativi. Il corollario del danno inferto ai settori ciclici è che possiamo aspettarci una ripresa della sovraperformance dei titoli tecnologici e farmaceutici. Con l’inflazione e i tassi d’interesse fermamente ancorati su livelli contenuti, è difficile trovare argomentazioni a sfavore delle azioni growth di natura difensiva. I rendimenti obbligazionari depressi riducono il tasso di sconto, favorendo gli attivi a lunga scadenza con cash flow elevati e sostenibili. Il PE relativo dei beni di prima necessità in Europa si attesta su un minimo decennale, e lo stesso vale per le utility, la tecnologia, la sanità e altri attivi a lunga scadenza.Se gli utili impiegano cinque anni per ritornare alla tendenza pre-virus, il valore attuale dei titoli azionari dovrebbe essere inferiore; ma i tassi d’interesse sono stati ridotti ovunque e i rendimenti a 10 e 30 anni sono crollati. Un calo del tasso di sconto suggerisce un aumento, non una diminuzione, delle valutazioni azionarie.

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