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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Scuola: Sostegno, ai corsi di specializzazione si entra a caso

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il superamento della prova preselettiva per l’accesso al corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, competenze, conoscenze e attitudini ad insegnare agli alunni con disabilità diventano elementi variabili e indefiniti: l’accesso muta in ogni ateneo sulla base del numero di posti messi a disposizione (che spesso non corrisponde a quelli necessari), alla quantità di partecipanti e al loro esito della prova. Le difformità di accesso ai corsi sono evidenti: da uno studio dell’Anief è emerso che gli aspiranti sono appena 129 candidati nell’ateneo di Trento, mentre alla Benincasa di Napoli sono 7.600, ma anche 1.943 a Bari, 1.535 a Catania e 1.361 dell’Università del Molise. Per essere ammessi agli scritti ogni ateneo ha avallato soglie diverse. Ma il dato più assurdo è quello conseguenziale: per essere ammessi ai corsi specializzanti della secondaria dell’Università degli Studi Internazionali di Roma servono 28,5 punti, all’Università di Catania 21, a Siena e nel Salento 20,5. Mentre per la primaria a Napoli ne bastano 11. Alla base di queste discrepanze vi è il fatto che il V ciclo specializzante per il sostegno agli alunni disabili risulta portatore di un sensibile e inevitabile squilibrio nell’assegnazione dei posti: per questi motivi, il giovane sindacato ha predisposto una serie di ricorsi finalizzati a essere ammessi e partecipare agli scritti. Di fatto, il livello di competenza minima per accedere ad un corso specializzante sul sostegno varia quindi a seconda della città dove si è presentata la domanda: il DM 92/2019 non prevede un punteggio minimo e ad ammettere alla prova scritta, dopo il test preliminare da 60 quesiti, un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Con il voto della preselettiva che non farà media con la prova scritta e orale, ma utile ai fini dell’accesso ai corsi. Una procedura che Anief vuole contrastare attraverso appositi ricorsi finalizzati a fare ammettere gli esclusi in modo illegittimo agli scritti. La decisione è stata impugnata dall’Anief, poiché è chiaro chi si tratta di un paletto alzato in modo del tutto ingiustificato, ancora di più alla luce dalla scarsità di domande in alcune province. Non si comprende come mai si continui a decidere il numero di posti dei corsisti solo sulla base delle disponibilità degli atenei e non alle esigenze precipue locali. “La domanda – chiosa il presidente Anief Marcello Pacifico – è d’obbligo: perché non si aumentano i posti da mettere a bando, laddove è palese l’alto interesse da parte dei docenti abilitati interessati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili?”

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