Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Scuola: Studenti fragili e protocollo sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Gianmauro Nonnis ha illustrato il protocollo di sicurezza nelle scuole Anief, partendo dai contenuti del protocollo, il punto di vista del sindacato, il punto di vista del Ministero e i lavoratori fragili. Parlando poi della Circolare interministeriale (Ministero del Lavoro e Ministero della Salute) n° 13 del 4 settembre 2020, è stato sottolineato come contenga tre elementi qualificanti e faccia sorgere diverse criticità: concetto di «fragilità», indicazioni operative, contenuti del giudizio medico-legale. La criticità viene dal fatto che viene meno il criterio di specifica pericolosità del Covid-19: la sua pericolosità viene infatti legata alla comorbilità, e secondo questo punto di solo Covid non si muore. Inoltre non viene definito un congedo Covid relegando i periodi di esonero dal servizio a un periodo di malattia. Alcune categorie di lavoratori a tempo determinato (ad esempio i supplenti brevi) rischiano di essere licenziati per superamento del periodo di comporto massimo previsto dal CCNL per malattia (30 giorni per i docenti con supplenza breve). Marcello Pacifico, durante la diretta on line, ha ricordato “come il sindacato sia in prima linea nelle battaglie nei tribunali e al Parlamento. I temi più caldi di questo momento saranno discussi nelle 7mila assemblee a distanza che partiranno a breve e termineranno a maggio: DDi, lavoratori fragili, lavoro agile, rischio biologico, aumenti stipendiali, stabilizzazione precari, sicurezza post Covid-19, pensionamenti anticipati, trasferimento senza vincoli, le tavole della giurisprudenza, piattaforma contrattuale Anief 2019-21, la nuova contrattazione integrativa d’istituto”.Il sindacalista autonomo ha sottolineato quanto sia “necessario pensare ai lavoratori fragili, prevedere una nuova legge per loro. Bisogna, ovviamente, migliorare la sicurezza dentro le scuole, così da svolgere al meglio il proprio lavoro, perché una cosa è certa: l’Italia non si può fermare. Bisogna monitorare continuamente e indicare soluzioni per garantire la sicurezza. Necessario costruire il nuovo contratto: ricordiamo che abbiamo chiesto un aumento dello stipendio di 450 euro, inclusa un’indennità per rischio biologico. Indispensabile poi portare avanti la crociata contro il precariato: l’Europa ci dice di stabilizzare i precari dopo 36 mesi di lavoro, bene, facciamolo. Noi, in attesa del giudizio del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dal giovane sindacato, non possiamo fare altro che chiedere di riaprire il doppio canale per le assunzioni, riformulare il punteggio delle graduatorie attraverso nuove tabelle titoli, evitare i licenziamenti. In ultimo, come sindacato, siamo fermamente convinti dell’importanza dell’informazione e della consultazione dei lavoratori: insieme possiamo cambiare il sindacato italiano, tutelando un’intera categoria per il bene del Paese”.

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