Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 17 ottobre 2020

Manolo Valdés: Le forme del tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma, 17 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021 Museo di Palazzo Cipolla, Via del Corso, 320 La mostra “Manolo Valdés. Le forme del Tempo” è stata fortemente voluta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che la promuove, ed è realizzata da POEMA in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia, con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia. La rassegna è curata da Gabriele Simongini. Una settantina di opere (provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private) fra quadri e sculture (in legno, marmo, bronzo, alabastro, ottone, acciaio, ferro, ecc.), alcune delle quali di grandi dimensioni, daranno conto del percorso creativo di Valdés dai primi anni ottanta (poco dopo la conclusione dell’esperienza di Equipo Crónica) ad oggi.Nella ricerca figurativa e ludicamente visionaria di Valdés gli artisti del passato più o meno lontano (da Velázquez a Rubens e Zurbarán, da El Greco a Ribera fino a Léger, Matisse, Lichtenstein, ecc.) diventano interlocutori con cui intrattenere un contatto giornaliero, a cui rendere omaggio e che ampliano lo spazio polifonico del suo lavoro. È come se l’immagine prelevata da Valdés nel passato più o meno recente si fosse trasformata recependo i mutamenti dell’arte successiva (soprattutto attraverso l’informale e la Pop Art) fino ad approdare in una nuova veste davanti a noi, con i buchi e le lacerazioni della materia impressi da questo lungo viaggio nel tempo. Il catalogo della mostra, pubblicato da Manfredi Edizioni, conterrà i testi del Prof. Emanuele, di Gabriele Simongini, di Kosme de Barañano, oltre a tutte le opere esposte e ad un’ampia bio-bibliografia. Intero € 6,00 Ridotto € 3,00 – valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, forze dell’ordine e militari con tessera, studenti universitari con libretto, giornalisti con tessera, titolari di apposite convenzioni: (Fai, La Feltrinelli, Biblioteche di Roma, Touring Club Italiano, LUISS). Biglietto gratuito – valido per bambini sotto i 6 anni, visitatori diversamente abili incluso 1 accompagnatore.

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Sassoli: Non vogliamo un mondo di privilegiati

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. Il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli in occasione dell’inaugurazione della mostra organizzata dalla ONG Samusocial, ha riaffermato nel suo discorso di apertura la necessità dei governi e delle istituzioni nazionali di concentrarsi sulla lotta alla povertà, all’emarginazione e alla disuguaglianza.La mostra, che racconta la storia delle donne senza fissa dimora ospitate al Parlamento europeo durante i mesi più duri della pandemia di COVID19, rimarrà esposta al Parlamentarium fino a Febbraio 2021.Nel suo discorso, il Presidente del Parlamento ha detto:“Noi qui non stiamo soltanto inaugurando una mostra di fotografie. Noi, qui e adesso, affermiamo un principio: le istituzioni pubbliche devono essere vicine ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli e indifesi. Con questo spirito abbiamo aperto l’edificio Kohl alle donne senza tetto in collaborazione con Samusocial e costruito una forte rete di solidarietà a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo”. “Il Covid ci ha rivelato tante realtà: ha rivelato la nostra fragilità, il nostro essere importanti l’uno per l’altro, l’importanza della sanità pubblica, l’importanza di agire insieme e di collaborare per il bene comune. Ma, dopo anni di silenzio colpevole, è anche venuta alla luce una realtà che molti negavano: quella della povertà e della emarginazione”.“La verità è che in questi anni la “crescita” è stata solo per pochi. E sono cresciuti solamente i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o spettatori. Per questo è stata nascosta la povertà. Noi invece vogliamo parlarne. Per una ragione molto semplice: la povertà non va nascosta. Per me la povertà va combattuta e sconfitta. Questo deve essere il nostro modo di affrontare la ricostruzione dopo le devastazioni socio-economiche create dalla pandemia”.“Questo è il nostro chiodo fisso nel negoziato in corso con il Consiglio Europeo per il bilancio pluriennale della UE: usare la leva delle enormi risorse economiche che l’Unione Europea metterà a disposizione di tutti, per cambiare il modo di vivere, non per restaurare il passato così come era. Per avere finalmente una economia ecologicamente sostenibile, che valorizza le risorse del pianeta e non le impoverisce, che abbia al centro il bene di tutti e non solo il profitto di pochi”.“Dovremo combattere. Insieme. Anche più di prima. Cominciando a denunciare come una vergogna il fatto che, spesso purtroppo, a voi vengano negati pochi soldi per le vostre iniziative, mentre altri fanno circolare miliardi di euro per investimenti finanziari che arricchiscono soltanto pochi privilegiati. Abbiamo bisogno di voi, perché noi, insieme possiamo cambiare l’Europa, renderla più vicina alle persone perché più giusta, perché capace di sconfiggere la povertà e le disuguaglianze. Non vogliamo un mondo di privilegiati”.

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European Parliament:The week ahead 19 – 25 October 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Remote plenary session. Due to the serious public health situation in Belgium and France, the President, in agreement with EP group leaders, has decided that the October II session will take place remotely. Future of EU Farm Policy. MEPs will debate and vote on plans to reform the EU’s farm policy, to make it more sustainable, resilient and flexible. The package includes plans to enhance mandatory climate- and environmentally-friendly practices, reduce payments to bigger farms and channel more money to smaller farms and young farmers, to help them deal with crises and simplify rules on carrying out checks and controls. (debate Tuesday, final votes and results Friday) Sakharov Prize 2020 Winner. EP President David Sassoli will announce the winner of the 2020 Sakharov Prize for Freedom of Thought at noon on Thursday. The finalists are: the democratic opposition in Belarus, represented by the Coordination Council, an initiative of brave women and political and civil society figures; Guapinol activists and Berta Cáceres in Honduras; Mgr Najeeb Michaeel, Archbishop of Mosul, Iraq. (Thursday) Digital Services. MEPs will present their demands on how digital services, including online platforms and marketplaces, should be regulated and how they expect the Commission to address and tackle current shortcomings in the online environment in its Digital Services package, due to be presented by the end of the year. (debate Monday, final votes Tuesday, results Wednesday morning) Artificial Intelligence. MEPs will outline their vision of how the EU can best regulate Artificial Intelligence (AI) and what AI rules are needed on ethics, liability and intellectual property rights, so that the EU can become a global leader in its development. (debate Monday, final votes Tuesday, results Wednesday morning) Deforestation. To ensure that EU consumption does not lead to global deforestation, MEPs are expected to call for binding legislation based on traceability requirements and mandatory due diligence for companies placing products on the EU market. (debate Wednesday, final vote and result Thursday) Member states selling EU passports. MEPs will quiz the Commission about possible measures to stop third-country criminals from buying EU citizenship documents or visas to gain access to EU territory. (Thursday) Commission Work Programme for 2021. MEPs will debate the Commission’s 2021 work programme, presented by Commission Executive Vice-President Frans Timmermans, focussing on its plans to boost recovery from the COVID-19 crisis and build a resilient, carbon-neutral and digitally advanced EU economy. (Tuesday) EU summit. In a debate with European Council President Charles Michel, MEPs will comment on the outcome of the 15-16 October EU Summit, particularly on EU-UK relations, COVID-19 coordination measures, climate change and EU-Africa relations. (Wednesday) President’s Diary. EP President David Sassoli will meet the European Ombudswoman, Emily O’Reilly, on Wednesday afternoon. On Thursday, he will meet the Prime Minister of North Macedonia, Zoran Zaev. On Sunday, he is travelling to Portugal for an official visit.

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MEPs blueprint for a new Industrial strategy

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Industry, Research and Energy MEPs advocated a shift in the EU approach to industrial policy, to help businesses cope with the crisis and face the digital and environmental transitions.MEPs call on the Commission to come up with a revised industrial strategy, in a report adopted on Friday in the Industry, Research and Energy committee. The original strategy, from March 2020, was published in the early days of the COVID-19 pandemic and before the Next Generation EU plan was set up. The new strategy should have two distinct phases, one focusing on recovery and the other on reconstruction and resilience, say MEPs.First, the industrial strategy should contribute to recovery from the current economic crisis, and first aim to consolidate jobs, reactivate production and adapt it to a post-COVID “new normal”. The second phase should be aimed at reconstruction and transformation of the European industry.The new strategy should in particular help the EU achieve climate-neutrality, deliver on the European Green Deal, manage the twin green and digital transitions and create high-quality jobs, say MEPs.In particular, it should contain a strong social pillar and address the social consequences of structural change. The European Commission should put in place a policy facilitate economic and social revitalization of territories at risk, say MEPs, who highlight that the twin transition is an opportunity for fossil-dominated areas to move towards the frontline of innovation.MEPs also stress that industrial transformation requires a significant boost in research and development efforts, and recall Parliament’s position to increase the budget for Horizon Europe up to 120 billion euro and to ensure the program’s consistency with the Union’s climate neutrality targets.MEPs highlight the importance of a research-based pharmaceutical industry, and reiterate the need to put in place a medicine shortage risk mitigation plan to manage any vulnerabilities and risks for the supply chain for critical medicines.MEPs call for particular attention to be given to the situation of SMEs, and consider that measures set up by Members States to help them cope with the current cash crunch are useful, but might in some cases increase their debt levels. They call on the Commission to support EU and national programmes incentivising capital increase and to facilitate recovery. The non-binding report was adopted with 52 votes to 7, with 12 abstentions. It will be put to a vote by the full House during the 23-26 November plenary session.

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“Pret a porter” Mostra Internazionale di Arte contemporanea

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma Domenica 18 ottobre alle ore 12,00 la Galleria Studio CiCo via Gallese 8/10/12 inaugura una mostra Collettiva Internazionale dal titolo pret a porter dove saranno esposte opere inedite di Artisti provenienti da 3 continenti, eseguite nell’ultimo periodo del loro percorso artistico. La mostra sarà presentata dal critico d’ arte dott.ssa Mara Ferloni e curata da Cinzia Cotellessa e Giuseppe Zumbolo. Gli Artisti che esporranno a pret a porter sono: Arman-Angelucci-Bacci-Bosio-Brancia-Brunetti-Calza-Camilleri-Corbut-Cremonesi-Dal Bo-De Ponti-Francesconi-Frati-Florio Hacker-Fusar Poli-Khasiev-Lera-Marte-Nanì-Ogliari-Orazi-Premoli-Romanello-Roro-Tavcar-Uber-Veronese-Vulcanes-Zumbolo.In questo particolarissimo 2020 la Galleria Studio CiCo inaugura una Collettiva Internazionale nella quale saranno esposte opere inedite di artisti provenienti da 3 continenti. Presenterà la mostra il critico d’arte dottoressa Mara Ferloni. 30 sono gli artisti provenienti da Russia, Argentina, Usa ed Europa che presenteranno opere inedite e recentissime di piccolo formato; le opere, se pure attraverso le tecniche più svariate e gli argomenti più variegati, hanno come filo conduttore in comune il formato 30×30 cm: un indirizzo compositivo ristretto in una visuale ritmica che ne uniforma il contenuto. Questa collettiva ha l’intento di aprire virtualmente una finestra sul mondo dell’Arte contemporanea.Ogni Artista attraverso forme, colori e spessori, ombre e luci riesce, con il suo linguaggio personale, a raggiungere l’intimo di ogni visitatore. Gli Artisti, sempre cronisti del loro periodo storico, in questo così particolare momento della vita dell’uomo sulla terra, hanno creato delle opere non necessariamente legate al tema condiviso del Corona Virus, ma hanno messo su carta, tela, legno, forex e alluminio il loro animo, la loro gioia, il loro dolore, i sogni e la loro energia. La possibilità di esprimere l’inconscio e comunicare attraverso le immagini favorisce chi delle immagini si serve per trasmettere emozioni. Un poeta dovrà tradurre in parole ciò che emerge dal suo inconscio sottoforma di immagini. In tal senso le arti visive sono avvantaggiate rispetto alle altre arti. Quindi, sfruttando tale caratteristica, la Collettiva pret a porter si presenta come una sequenza di fotogrammi apparentemente slegati, ma in realtà appartenenti all’unico cortometraggio di emozioni generate da un medesimo universale senso di sbigottimento mondiale. E allora si alternano sentimenti di speranza, fughe simboliche, metafore e segni dalle molteplici interpretazioni, segni di un tempo complesso e condiviso in cui ognuno di noi, anche attraverso l’Arte, ricerca futuri e soluzioni possibili: i rifugi in cui annichilirsi o immagini attraverso le quali condividere la propria personale posizione rispetto al presente. Anche la presenza di più tecniche e dei molti materiali utilizzati indirizza il fruitore nei vari mondi interpretativi che garantiscono una mostra di gran respiro.L’interessante altalenare di mondi, culture e tecniche diverse ci conducono ad un unico obiettivo: l’emozione. L’Arte non si ferma nemmeno oggi. Questa mostra ne è la prova.

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Mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma Mercoledì 21 ottobre 2020, alle ore 11.00, si terrà all’Accademia Nazionale di San Luca Piazza Accademia di San Luca 77, la conferenza stampa di presentazione della mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate, a cura di Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra, coadiuvati dal comitato scientifico composto da Liliana Barroero, Marisa Dalai Emiliani, Michela di Macco, Sybille Ebert-Schifferer, Vincenzo Farinella, Silvia Ginzburg, Arnold Nesselrath, Serenella Rolfi Ožvald e Alessandro Zuccari, con l’allestimento di Francesco Cellini.Nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni della morte di Raffaello Sanzio, l’Accademia Nazionale di San Luca dedica a Raffaello, artista esemplare cui l’istituzione ha ispirato la propria azione nel corso dei secoli, una mostra che intende illustrare il ruolo svolto dall’Accademia stessa nella costruzione, nella custodia e nella diffusione del mito dell’Urbinate tra Cinquecento e Novecento. Seguirà visita alla mostra fino alle ore 13.30. Ingresso contingentato, numero di posti limitato. Accesso solo su accredito

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Crédit Agricole Italia e Ismea sostengono lo sviluppo di Giorgio Tesi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Crédit Agricole Italia, da sempre tra le banche leader nel sostegno al settore Agri-Agro, ha erogato un finanziamento all’azienda Giorgio Tesi garantito da ISMEA. Per le aziende attive nei settori di agricoltura, silvicoltura e pesca è infatti ISMEA a fornire la garanzia per le richieste di finanziamento, al posto del Fondo Centrale di Garanzia. Giorgio Tesi Group è un player di fama internazionale che esporta in oltre 60 paesi del mondo, grazie ad una produzione diversificata di piante per vivaismo ornamentale su oltre 500 ettari di terreno suddivisi tra i centri di produzione di Pistoia e le filiali sparse in tutta Italia. Giorgio Tesi Group è un marchio che raggruppa tutte le aziende del gruppo familiare: aziende di produzione, commerciali, società immobiliari, una società editrice, alcune società di servizio e una Fondazione a scopo umanitario che è stata costituita dalla famiglia in ricordo di Giorgio e Tullio Tesi. Il finanziamento, erogato nell’ambito delle misure introdotte con il Decreto Liquidità, consente all’azienda di proseguire nel suo percorso di crescita a sostegno delle proprie attività economiche a conferma della volontà di Crédit Agricole Italia di essere vicino ai clienti.

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Cybersecurity e ESG: quelle aziende controverse a cui fare attenzione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Analisi a cura di Rahul Bhushan, co-fondatore di Rize ETF. L’industria della cybersecurity ha attirato molta attenzione da parte degli investitori negli ultimi tempi. Non c’è dubbio che il settore sia sull’orlo di un’enorme ondata di crescita, anche a seguito di alcune gravissime violazioni di dati avvenute recentemente, come quelle subite da easyJet, Twitter, Instagram, TikTok, Marriott ed Experian.Dalle società che costruiscono firewall nel cloud (ad esempio Cloudflare), a quelle che sviluppano strumenti per la sicurezza degli endpoint crowdsourced (ad esempio CrowdStrike), a quelle che lavorano su software per la privacy orientati al consumatore (ad esempio Avast), il settore della cybersecurity sembra in grado di far emergere un nuovo gigante da un momento all’altro. Il 2019 ha visto le IPO di diverse nuove aziende, tra cui la società di gestione dell’accesso all’identità Ping Identity (segmento particolarmente caldo in questo momento di boom del lavoro a distanza).Con l’ingresso di queste nuove aziende nei mercati pubblici, i grandi player della sicurezza informatica hanno dovuto tenere il passo sul versante dell’innovazione. Molti hanno ricalibrato le loro attività, reinventandosi come qualcosa di nuovo. Altri ancora sono rimasti indietro. Il passaggio dalla tradizionale sicurezza aziendale alla sicurezza nativa del cloud ha creato molte aziende zombie. Allo stesso modo, l’avvento dell’intelligenza artificiale e il passaggio accelerato a modelli di sicurezza predittivi hanno lasciato molti player tradizionali a grattarsi la testa per nuove idee.Per gli investitori, in un settore in così rapida trasformazione, separare le vere società di cybersecurity dalle società di sicurezza generaliste è stata una sfida. Con quasi tutte le aziende della più ampia categoria “sicurezza” che si proclamano specialiste della sicurezza informatica di nuova generazione, le vere aziende di sicurezza informatica con vantaggi competitivi unici e sostenibili sono state messe in ombra dai giganti più grandi, e soprattutto dalle loro allettanti campagne di marketing digitale.Questo è particolarmente evidente nel sottosettore “difesa”. Contemporaneamente al boom della sicurezza informatica degli ultimi anni, un gran numero di aziende tradizionali della “difesa” si sono riconfezionate e rivendute al mercato come specialisti della sicurezza informatica. Le conseguenze per gli investitori sono importanti: rischiano infatti di trovarsi esposti a società che non solo hanno poco a che fare con la sicurezza informatica, ma soprattutto che hanno un track record ESG piuttosto discutibile – cosa non insolita per le aziende del settore difesa.Per questo motivo, è fondamentale per gli investitori valutare la loro esposizione alla sicurezza informatica per assicurarsi di essere esposti solo alle più interessanti ed entusiasmanti società pure-play del settore. La tabella seguente fa un po’ di luce sulle aziende della difesa che compaiono regolarmente nella categoria della cybersecurity a cui gli investitori dovrebbero prestare attenzione. Un rapido sguardo ai loro bilanci (o un’e-mail al dipartimento di relazioni con gli investitori) rivela un’esposizione trascurabile dei ricavi alla cybersecurity.Inoltre, nella tabella mostriamo in che misura queste aziende siano impegnate nella produzione di armi controverse. Questo include non solo le aziende che producono componenti chiave per le armi nucleari, ma anche quelle che sviluppano nuove tecnologie controverse come i sistemi d’arma autonomi.Colpisce anche come tutte queste aziende siano impegnate nell’esportazione di armi in paesi considerati “controversi” (definiti come paesi non liberi da varie organizzazioni indipendenti), e addirittura direttamente o indirettamente coinvolti nella guerra nello Yemen. In particolare ci riferiamo alla Lockheed Martin e la General Dynamics negli Stati Uniti, la BAE Systems nel Regno Unito, la Rheinmetall in Germania e la Thales in Francia.Da una prospettiva ESG, gli investimenti in queste società semplicemente non hanno senso e dovrebbero quindi essere esclusi dalle esposizioni sulla cybersecurity. Questo senza nemmeno considerare l’esposizione dei ricavi alla cybersecurity, che nella migliore delle ipotesi è esigua.Riteniamo pertanto che sia necessario un attento controllo quando ci si espone al settore della cybersecurity. Gli investitori dovrebbero valutare le singole aziende presenti nei fondi che stanno acquistando, per assicurarsi che non stiano inconsapevolmente investendo in ben altro che sicurezza informatica, macchiando tra l’altro il proprio track record.

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“Presidenziali americane: quali (reali) conseguenze per i mercati”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

A cura di Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments. Le elezioni presidenziali statunitensi sono sempre accompagnate da tensioni, ma l’edizione di quest’anno si annuncia particolarmente controversa. La spaccatura politica ha raggiunto livelli estremi e le differenze tra Donald Trump e Joe Biden a livello di approccio, personalità e comportamento non potrebbero essere più marcate. Con l’avvicinarsi delle urne, la retorica accesa rischia di esacerbare l’incertezza e l’apprensione degli investitori. La reazione dei mercati alla notizia della positività del presidente Trump al test sul Covid-19 ha del resto dato prova di questo clima di nervosismo.Ma quali sono le reali implicazioni delle elezioni per l’economia, i mercati e gli investitori? A mio parere, le elezioni provocano molta volatilità e apprensione prima del loro svolgimento, ma una volta passate il loro impatto sull’economia e sui mercati finanziari è esiguo. Gran parte di questa volatilità temporanea è causata dalle politiche e dai programmi promossi dai candidati in campagna elettorale ma che poi raramente vengono implementati. L’andamento dell’economia e dei mercati sul lungo periodo dipende da ciò che accade veramente; pertanto, una singola elezione è quasi irrilevante per le nostre prospettive di lungo termine.Questo perché il cambio di amministrazione si traduce di rado in grossi cambiamenti nel funzionamento dell’economia statunitense, anche quando da un’amministrazione conservatrice si passa a una liberale o viceversa. Gli investitori temevano più un cambiamento radicale quando candidati come Elizabeth Warren o Bernie Sanders sembravano guidare le primarie dei Democratici (facciamo notare che non sappiamo ancora quale ruolo politico potranno avere in futuro). In alcuni ambiti importanti, le differenze tra i due principali partiti sono minime.Per esempio, l’idea secondo cui in materia fiscale i repubblicani sarebbero conservatori e i democratici molto generosi è infondata: entrambi spendono senza misura. C’è ovviamente una differenza nelle fonti di tassazione e nell’allocazione delle spese, ma a mio avviso la somma totale di denaro iniettata nell’economia è sostanzialmente la stessa.In termini di performance complessiva dei mercati, questi hanno evidenziato un buon andamento sia sotto presidenti repubblicani che democratici. In realtà, dall’amministrazione Truman all’indomani della seconda guerra mondiale, i mercati hanno registrato rendimenti negativi soltanto durante i mandati di Richard Nixon e George W. Bush. Tuttavia, durante queste amministrazioni l’andamento dei mercati non è dipeso tanto dalla politica economica quanto piuttosto, nel primo caso, dallo scandalo Watergate dei primi anni ’70 e, nel secondo, dai terribili eventi dell’11 settembre 2001.Quest’anno, però, c’è da mettere in conto anche l’eventualità di un ritardo nella proclamazione del vincitore o di una contestazione del risultato. Se uno dei contendenti dovesse vincere con un ampio margine, riteniamo però poco probabile un’impugnazione dell’esito elettorale. È importante distinguere le difficoltà legate al conteggio dei voti o all’inclusione di alcuni voti per corrispondenza dal netto rifiuto di cedere il potere o riconoscere la sconfitta. La prima opzione ci sembra alquanto plausibile, in quanto la certificazione del risultato potrebbe in effetti essere ritardata da una serie di questioni giuridiche, creando un periodo di incertezza. I prezzi delle opzioni su indici che giungono a scadenza dopo le elezioni mostrano che gli investitori azionari si aspettano un aumento della volatilità a causa di queste incognite. Si tratta di uno scenario tutt’altro che ideale, certo, ma non senza precedenti, ed esistono dispositivi costituzionali in caso di risultati inconcludenti.Tutto questo per dire che esistono delle soluzioni per i problemi anticipati da alcuni, e quando in passato i risultati sono stati ritardati o contestati, siamo sempre riusciti a superare l’impasse senza grossi sconvolgimenti politici (o economici).Se da una parte riteniamo che le elezioni non incideranno sull’andamento generale dei mercati, dall’altro riteniamo quasi inevitabile qualche incertezza sul breve termine, e taluni settori e talune società potrebbero risentirne. Inoltre, ci sono degli aspetti a cui gli investitori dovrebbero secondo noi prestare attenzione, nonché alcune azioni da intraprendere. Se sarà Biden a vincere, è importante analizzare attentamente il suo programma fiscale, al centro della sua agenda politica. Biden intende rivedere le agevolazioni fiscali accordate dall’amministrazione Trump, modificare l’imposta sul reddito al di là di un certo livello e tassare le plusvalenze alla stessa aliquota dell’importo sul reddito; ciò provocherà probabilmente un’intensa attività di trading a fini fiscali a ridosso del voto. Più si è convinti della vittoria di Biden, più ci si dovrebbe preparare a realizzare plusvalenze nel 2020 piuttosto che nel 2021, quando la fiscalità potrebbe essere più elevata. A seconda delle regole, potrebbe essere più ragionevole riportare le perdite al 2021 piuttosto che compensarle automaticamente con i guadagni nel 2020.

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AcomeA SGR: Indipendenti, innovativi e in continua evoluzione, i primi 10 di anni

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

I 10 anni di AcomeA SGR (www.acomea.it), società di Gestione del Risparmio specializzata in fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali, sono l’occasione per fare il punto su una storia di successo del risparmio gestito, indipendente e tutta italiana. Nata nel 2010 dall’iniziativa di un gruppo di gestori e imprenditori con una lunga esperienza nel settore – Alberto Foà, Giordano Martinelli e Giovanni Brambilla, che oggi include anche Matteo Serio e Daniele Cohen – AcomeA SGR ha da poco raggiunto l’importante traguardo dei 100mila clienti. A oggi, ha un patrimonio gestito che ammonta a oltre 2,4 miliardi di euro (dati al 30 settembre) e ha registrato una crescita del 60% circa negli ultimi 3 anni, con ben 33 accordi di distribuzione in essere. La raccolta del triennio 2018-2020 si attesta a +800 milioni di euro, con una gamma di 14 fondi di investimento diversificati tra strategie globali value contrarian che puntano sulla liquidità, sulle obbligazioni e sui titoli azionari. La strategia di investimento, che caratterizza da sempre la SGR, si basa su una valutazione razionale dei titoli, indipendentemente dal consenso sui mercati, da previsioni sul futuro o da modelli matematici. L’offerta di prodotto è composta da una accurata selezione di fondi comuni di investimento e da mandati in gestione per conto di terze parti. Lo stile di gestione non è infatti la sola ragione in grado di raccontare le performance di AcomeA SGR che si contraddistingue per un approccio innovativo e in continua evoluzione, con servizi che semplificano la finanza e gli investimenti in ottica inclusiva.Esiste un credo nella Società, quello dello skin in the game, avere cioè, per primi, degli interessi in gioco, gli stessi dei clienti e partner commerciali. Per questo motivo, i gestori di AcomeA SGR sono anch’essi tra gli investitori dei fondi. Non sono, infine, mancate scelte aziendali coraggiose e lungimiranti volte ad accrescere l’inclusività e la produttività dell’azienda, con piani di azionariato diffuso, rivolti ai dipendenti.

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Implicazioni sull’esplosione del debito globale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

A cura di Tammie Tang, Portfolio Manager e Paul Smillie, Senior Investment Analyst, Fixed Income. Prima del Covid-19 il debito globale aveva raggiunto un livello senza precedenti. Con la conseguente risposta politica volta a immettere liquidità nella maggior parte dell’economia mondiale, la situazione debitoria è destinata a peggiorare ulteriormente. Esploriamo le implicazioni per i titoli di Stato, le obbligazioni finanziarie e le emissioni societarie, in particolare dal punto di vista degli investitori obbligazionari.Solo nel primo semestre di quest’anno, le autorità politiche hanno varato o promesso misure di stimolo per oltre 14.000 miliardi di dollari di dollari, pari al 18% del PIL del 2019. Lo stimolo ha assunto la forma di interventi fiscali (9.000 miliardi di dollari) e monetari (5.000 miliardi di dollari), anche se in alcune regioni determinati aspetti di queste misure sono in realtà senza limiti di tempo o di importo.Gli interventi monetari, come gli stimoli delle banche centrali, e gli interventi fiscali indiretti, come le garanzie statali sui prestiti, non incidono sull’onere debitorio, che viene invece accresciuto dalle misure fiscali e di bilancio dirette, come le sovvenzioni e le indennità di disoccupazione e di congedo. Queste misure superano attualmente i 4.400 miliardi di dollari. Se si considera la crescita dell’indebitamento del settore privato, sia tramite prestiti bancari sia attraverso l’emissione netta di obbligazioni societarie, il debito globale aumenterà di almeno 9.000 miliardi di dollari, pari al 12% del PIL del 2019, per effetto dei provvedimenti presi solamente nei primi sei mesi di quest’anno. Quest’anno siamo avviati a raggiungere un livello del 350%, e se dovessimo affrontare un altro grave shock della domanda, come quello derivante da una seconda ondata globale di Covid-19, il rapporto potrebbe avvicinarsi al 400% nel prossimo decennio, a meno che non si prendano provvedimenti drastici per ridurre l’onere debitorio globale. Una volta che la situazione si sarà assestata, il rischio paese assumerà una crescente importanza per gli investitori obbligazionari, poiché gli spread delle obbligazioni societarie rifletteranno ulteriormente la sostenibilità del debito sovrano. Può essere difficile stabilire a che punto un emittente sovrano potrebbe sbattere contro un “muro” fiscale, per effetto del quale i mercati non sarebbero più disposti a finanziare un disavanzo. Siamo inoltre prudenti sul rischio politico dell’eurozona. Per gestire lo stock del debito italiano servirà una significativa volontà politica a livello europeo, e in futuro potrebbero aumentare gli interrogativi sull’uso del Recovery Fund, sulla condivisione degli oneri e sulla remissione dei debiti. Temiamo che il mercato sia fin troppo pronto ad accettare che questi importanti cambiamenti politici vengano effettuati in modo ragionevole e tempestivo. Dopo la crisi finanziaria globale il settore bancario è stato interessato da un decennio di ri-regolamentazione e deleveraging. Il rapporto tra il capitale primario di classe 1 (Core Tier 1) e attivi ponderati per il rischio, un indicatore chiave della solidità finanziaria di una banca, è aumentato dal 7% al 12,5%. Di conseguenza, alla vigilia della crisi il settore bancario si trovava in una posizione di forza e oggi è considerato parte della soluzione. Se analizziamo le cifre relative alle banche di cui ci occupiamo a livello globale, prevediamo per gli istituti europei un picco degli oneri da crediti inesigibili simile a quello registrato durante la crisi finanziaria globale, e un livello pari a circa la metà di quello di allora negli Stati Uniti, nonostante la crescita del PIL sia molto più lenta. Nel prossimo anno i due coefficienti di capitale primario dovrebbero diminuire di circa 100 pb in tutto il settore a livello globale, pur restando nel complesso nettamente al di sopra dei requisiti regolamentari. Dalla crisi finanziaria globale l’importo del debito societario in essere è quasi raddoppiato, superando i 74.000 miliardi di dollari) e scavalcando per ammontare il debito pubblico. Uno dei principali motori di questa crescita è rappresentato dalle obbligazioni societarie investment grade (IG), specialmente quelle emesse da società con rating BBB, comprese le imprese protagoniste di una diffusa attività di M&A finanziata con debito.Prendendo ad esempio gli Stati Uniti, il debito delle imprese non finanziarie in rapporto al PIL è salito a un massimo storico del 75% alla fine del 2019.Questo aumento dell’indebitamento influisce sulla solvibilità delle società in cui investiamo. Considerando le imprese non finanziarie con rating IG di cui ci occupiamo a livello globale, negli Stati Uniti ci aspettiamo che il rapporto debito netto/EBITDA superi il 200% entro fine anno, avendo registrato un aumento costante dal 116% nel 2009. Per l’Europa lo stesso rapporto dovrebbe attestarsi al 310% entro la fine del 2020, in rialzo dal 250% nel 2009. Storicamente, le politiche accomodanti sono state accompagnate da un restringimento degli spread per via della maggiore liquidità nel sistema, e viceversa. Come abbiamo spiegato sopra, le autorità dovrebbero mantenere un orientamento espansivo, creando un contesto tecnico positivo per la domanda di obbligazioni societarie.Per illustrare questo punto ricordiamo che la Banca centrale europea (BCE) ha fatto ricorso a una politica di tassi d’interesse negativi negli ultimi cinque anni, e una delle conseguenze è che più della metà delle obbligazioni incluse nell’indice Barclays European Aggregate Bond offre attualmente rendimenti sottozero. Inoltre, si stima che negli ultimi mesi (in particolare nel secondo trimestre) la BCE abbia acquistato il 40% delle emissioni nette di obbligazioni del mercato primario nell’ambito del suo QE. Infine, notiamo che gli spread delle obbligazioni IG globali si sono ampiamente normalizzati. I rischi di declassamento non sono mai stati così elevati. Persisteranno anche le insolvenze nel debito corporate speculativo, in particolare tra le società più piccole operanti nei settori più esposti alla crisi. Nell’universo IG, quindi, la generazione di valore dipenderà in misura più significativa dalla selezione dei titoli e degli emittenti. Sarà possibile estrarre valore evitando i candidati al declassamento e puntando sulle società in grado di ridurre il proprio indebitamento.

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AVM e Open Fiber insieme per dare slancio al mercato del networking

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Le due società hanno siglato un accordo strategico a sostegno dei consumatori e di tutte le aziende che desiderano ottenere l’eccellenza nelle connessioni in fibra ottica FTTH. AVM, produttore leader di dispositivi per la banda larga per DSL, cavo, LTE e fibra e Open Fiber, l’operatore wholesale-only che sta realizzando un’infrastruttura interamente in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) hanno siglato un accordo al fine di offrire ai consumatori e alle aziende italiane, attraverso gli Operatori partner di OF, l’eccellenza nelle connessioni in fibra ottica FTTH.L’accordo stabilisce che tutti i partner di Open Fiber nella fornitura di servizi di connessione possano mettere a disposizione dei loro clienti un modem router FRITZ!Box, una linea di prodotto con prestazioni eccezionali in grado di offrire la miglior esperienza di navigazione possibile, anche in Wi-Fi.I clienti potranno scegliere da subito uno tra i due prodotti di punta di AVM: il FRITZ!Box 7590, il pluripremiato modem con Wi-Fi Dual Band AC+N, fino a 2500 Mb/s in grado di soddisfare le aspettative dei clienti più esigenti, e il il FRITZ!Box 7530, potente e stabile, che assicura prestazioni e copertura molto elevate, con Wi-Fi Dual Band AC+N fino a 1266 Mb/s. Entrambi i prodotti utilizzano la tecnologia Mesh, che garantisce una copertura senza paragoni e hanno funzionalità specifiche per lo smart working, per lo streaming e il gaming, oltre a servizi personalizzabili di parental control e telefonia. La partnership si amplierà nel corso dei prossimi mesi alle nuove soluzioni tecnologiche WiFi6 che saranno lanciate sul mercato.

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Continua il recupero del libro dopo il lock-down

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

La perdita di fatturato del settore della varia (romanzi e saggi) rispetto al 2019 si riduce di altri 4 punti percentuali, portandosi dal -11% al -7% (era -20% a metà aprile), secondo la rielaborazione dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Nielsen. Prosegue inoltre il lento recupero dei canali di vendita fisici (librerie e grande distribuzione organizzata) rispetto agli store online: a fine settembre hanno una quota di mercato del 57%, in crescita di 5 punti percentuali rispetto al record negativo di metà aprile. Il trend di crescita è confermato dai dati delle librerie, fisiche e digitali, del circuito Arianna che, pur non comprendendo Amazon, a settembre per la prima volta nell’anno segnano 30 giorni in positivo, con vendite in crescita dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Quanto vale il mercato. Al 27 settembre, le vendite di libri fisici, saggi e romanzi, nelle librerie, grande distribuzione e store online valgono 850 milioni, contro i 914 del corrispondente periodo dell’anno precedente. I 64 milioni persi in nove mesi, pari al 7%, sono comunque un risultato in netto recupero rispetto al -11% di luglio e al -20% di aprile, quando i milioni persi erano stati 90 in soli tre mesi e mezzo.La ripresa della produzione, il boom degli e-book. Gli editori italiani tornano a produrre nuovi titoli (libri fisici) a ritmo significativo: dopo il -77% tra inizio marzo e metà aprile, la ripresa è stata costante e, a fine settembre, il confronto anno su anno segna -13%. Per quanto riguarda invece gli e-book, per tutto il 2020 la produzione è stata superiore al 2019 tanto che, a fine settembre, il confronto anno su anno segna +13%. I canali di vendita. Segnali di ripresa vengono dai canali fisici (librerie e grande distribuzione organizzata) oggi al 57% di quota di mercato, dopo il 55% di luglio e il 52% di aprile. Siamo comunque lontani dal 73% del 2019: i prossimi mesi ci diranno se il 43% di quota di mercato raggiunto dagli store online (dato di settembre riferito alle sole vendite di libri fisici) si consoliderà anche negli anni a venire. In tal caso, il lock down avrebbe accelerato una tendenza di crescita a discapito dei punti di vendita fisici già in atto da tempo. Da dove partivamo: il 2019 record. La crisi del 2020 si è abbattuta su un mercato editoriale che, nel 2019, aveva avuto un andamento molto positivo. Secondo il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia di AIE (in allegato la sintesi), che monitora le vendite di tutti i settori (varia, ma anche editoria scolastica, universitaria, specialistica), alla fine dell’anno scorso il comparto era cresciuta del 3% recuperando i valori pre-crisi, per un giro d’affari complessivo di 3 miliardi e 37 milioni. Numeri che confermano l’editoria come prima grande industria culturale del Paese, con un fatturato comparabile a quello delle pay-tv. Nel 2019 è cresciuta il settore della varia (+5%), l’editoria scolastica (+3%), il settore digitale che comprende ebook, banche dati e servizi web (+5%). Il 2019, inoltre, aveva visto una crescita degli store online rispetto all’anno precedente, che erano passati da una quota del 24% al 27%, mentre i canali fisici flettevano al 73%. Un panorama che, come detto, è stato poi stravolto dal lock down. Il 2019, infine, conferma la grande crescita dell’editoria italiana sui mercati esteri: i diritti di edizione di autori italiani a editori di altri Paesi sono cresciuti del 9%, a quota 8.596 titoli, un numero poco meno del doppio dei 4.629 del 2011.

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Scuola: Rinvio delle elezioni previste in primavera per il rinnovo della rappresentatività per il 2019/2021

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

È del Governo l’intenzione di rispondere positivamente alla richiesta inoltrata da CGIL, CISL, UIL dopo che CISAL ha chiesto al presidente dell’ARAN di avviare le procedure per il rinnovo e ANIEF ha celebrato la RSU-DAY. La ministra per la pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, con una nota indirizzata ai sindacati confederali annuncia una norma ad hoc nel primo provvedimento utile (legge di bilancio). Marcello Pacifico (Anief): “Peccato, per noi ci sono tutte le condizioni per votare, siamo cresciuti in questi tre anni. Oggi più che mai c’è bisogno di consultare i lavoratori in un mondo che è diverso da prima. Continueremo la nostra mobilitazione e lo svolgimento delle assemblee in ogni scuola, università, accademia, ente di ricerca. Perché abbiamo il dovere di informare dei loro diritti migliaia di amministrativi e docenti del comparto istruzione e ricerca”.

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Scuola: Docenti di Religione, proseguono le operazioni di immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Si sta concretizzando l’assunzione di 472 docenti precari di religione, a fronte di più di duemila idonei reinseriti nelle graduatorie di merito dell’ultimo concorso del 2004. Il ministero dell’Istruzione ha appena comunicato, con apposita nota, che in Toscana “il contingente dei posti residuato, all’esito delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021, comunicate dagli Uffici Scolastici Regionali, pari a n. 23 posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado, è riassegnato alla regione”. “Si tratta di numeri risibili – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – poiché purtroppo a causa di una persistente interpretazione “restrittiva” della normativa riguardante la distinzione tra organico di fatto ed organico di diritto, nonostante i posti vacanti e disponibili registrati, il Mef ha autorizzato l’immissione di meno di un quarto di posti”. Prosegue, alla luce di questo, la raccolta di adesioni allo specifico ricorso per ottenere il ruolo attraverso l’ampliamento degli organici preventivati.Proseguono le operazioni di immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica ai sensi dell’art.1-bis, comma 3, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159. Un’operazione che porterà in ruolo poche centinaia di docenti precari, nonostante l’intervento del legislatore mirato ad assorbire una parte del precariato a distanza di 16 anni dall’ultima procedura concorsuale.

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Scuola: I 60 mila docenti-Covid non sono “tappabuchi”: ora lo dice pure il Ministero

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Con una doppia nota di chiarimento del capo dipartimento Max Bruschi, il ministero dell’Istruzione interviene sugli insegnanti assunti per rispondere alle esigenze della didattica da attuare nel corso dell’emergenza coronavirus: viene chiarito una volta per tutte che tali docenti rientrano a pieno titolo nell’organico dell’autonomia, non possono essere utilizzati esclusivamente per le supplenze del personale assente, sicuramente non possono essere collocati per fare sostegno agli alunni disabili e in caso di lockdown potranno operare in smart working.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Con queste precisazioni si chiude il cerchio su un organico prezioso ma fino ad oggi considerato a torto di serie B. In pratica, il ministero dell’Istruzione prende atto delle positive modifiche introdotte sull’organico Covid dal Parlamento, su spinta del Governo, attraverso il decreto Agosto, che ha aperto giustamente alla possibilità di fargli svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile in caso di blocco delle lezioni in presenza, di mantenere quindi il contratto in essere in caso di lockdown, e di non essere considerati dei meri supplenti da utilizzare all’occorrenza per supplenze di vario genere, anche su sostegno. A questo punto, sarebbe giusto che il ministero compia l’ultimo sforzo, chiedendo al Mef di considerare i 60 mila docenti-Covid come organico aggiuntivo permanente, collocandolo all’interno del contingente dell’organico di diritto”.Doppia precisazione del ministero dell’Istruzione sui docenti cosiddetti Covid, assunti dallo Stato per meglio fronteggiare a livello scolastico l’emergenza epidemiologica. Con la prima nota, la n. 1843 del 13 ottobre, da viale Trastevere si specifica che l’organico Covid rientra nell’ambito dell’organico dell’autonomia ed è quindi è funzionale alla realizzazione della didattica ed al contenimento del coronavirus. Tuttavia, si esclude questi preziosi docenti possano essere utilizzati esclusivamente per le supplenze all’interno degli istituti.

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Libro: “Quantum intelligence”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

E’ Il libro di Caligiuri e Rocco che anticipa la prossima rivoluzione tecnologica. “Quantum intelligence. Le nuove frontiere dell’informazione per Stati, aziende e persone” è un innovativo libro pubblicato da Rubbettino e scritto da Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di Intelligence, e da Luigi Rucco, consulente sulla Research Intelligence per una nota azienda nel settore della ricerca scientifica. Si tratta di un saggio di intelligence che, sostengono gli autori, prova ad anticipare quanto presto avremo sotto gli occhi per effetto di quella che viene definita come la “seconda rivoluzione quantistica”. “La Quantum information science – ricordano Caligiuri e Rucco – è un fenomeno di grande importanza, che inciderà in maniera significativa sulle nostre vite. Rappresenta l’utilizzo dei principi della meccanica quantistica per la realizzazione di elaboratori con nuove e potentissime capacità di calcolo, nonché meccanismi di crittografia teoricamente inviolabili”. Secondo gli autori “si verificherà una radicale trasformazione che riguarderà la sicurezza delle informazioni e l’intelligenza artificiale progredirà a ritmi ancora più elevati. Gli algoritmi quantistici determineranno notevoli avanzamenti in diversi settori strategici, come la farmaceutica e la finanza, la logistica e l’energia, la difesa e l’ICT. Se l’impatto di queste tecnologie sarà positivo o negativo, molto dipenderà dalle decisioni che verranno assunte dalle istituzioni politiche, a loro volta influenzate dalle analisi di intelligence che incideranno sia nel settore pubblico che in quello privato, e quindi per ogni singola persona”. In questo quadro, concludono “emerge pienamente il ruolo fondamentale dell’intelligence per affrontare la grande trasformazione già in atto ma della quale ancora non abbiamo percezione”. Il volume è il diciottesimo titolo della Collana del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria. Mario Caligiuri è professore ordinario all’Università della Calabria. Presidente della Società Italiana di Intelligence, è considerato uno dei massimi esperti europei del settore a livello accademico.Luigi Rocco è consulente sulla ricerca scientifica per uno dei maggiori fornitori di servizi internazionali del settore, seguendo clienti istituzionali in ambito governativo e accademico in Italia, Israele, Francia, Belgio e altri Paesi del Sud Europa.

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Economia sommersa

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

I dati Istat (2018) sono inequivocabili: l’economia sommersa e le attività illegali muovono 211 miliardi di euro (-1,3% rispetto al 2017). Si tratta in generale di attività che, svolte illegalmente, potrebbero benissimo essere svolte in modo legale per diversi motivi, primo fra tutti se ci fossero meno imposte e tasse da pagare. Nel contempo sono anche attività illegali di per sé ma che fanno parte del costume di vita delle persone: soprattutto droghe illegali e prostituzione. Sul primo aspetto c’è poco da aggiungere ai programmi di grossomodo tutti i partiti quando si presentano alle elezioni: meno tasse per tutti. Salvo poi, nella realtà – quando sono al potere – di fare il contrario o, nel migliore dei casi, limitarsi a limature che non scalfiggono il manifestarsi e concretizzarsi di attività in nero. Sul secondo aspetto (prostituzione e droga) la questione è un po’ diversa perché, allo stato, anche volendo non sono attività che potrebbero essere esercitate nella legalità. Le leggi non lo consentono. Ma le persone si prostituiscono e consumano i servizi di chi nel settore li presta. Così come le persone consumano droghe, le comprano o le coltivano illegalmente. Stiamo parlando di giri d’affari miliardari.Per le droghe illegali si parla di 20 miliardi di euro annuali di mancate entrate (2), con l’aggiunta (non monetizzata) dell’intasamento della giustizia e delle carceri. Sulla prostituzione diverse fonti parlano di un giro d’affari di 4 miliardi l’anno. Non a caso abbiamo richiamato droga e prostituzione: sono due argomenti su cui da anni il balletto “legale sì, legale no” va avanti senza nessun risultato, tranne varie sentenze di legittimazione di entrambi i fenomeni che, però, non hanno ancora indotto il legislatore a capire come dargli corpo. Saranno i dati Istat di oggi sufficienti a far riflettere ed agire chi abbiamo mandato a legiferare per curare i nostri interessi? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Eurostat: produzione industriale, Italia 2° in Ue ad agosto

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Ad agosto, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è salita rispetto a luglio dell’1% nell’Ue e dello 0,7% nell’Eurozona. L’Italia, con +7,7% si colloca in seconda posizione, dopo il Portogallo (+10%).”Bene, ottimo rimbalzo. Anche rispetto ad agosto 2019, l’Italia, con -0,3%, si classifica in quinta posizione, dopo Lituania (+2,1%), Portogallo (+2,1%), Polonia (+1,3%) e Ungheria (-0,2%). Ben peggio la Germania, in penultima posizione con -11,2% e la Francia, terzultima con -7,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma la vera bella notizia, è che se si confrontano i dati di agosto con quelli di febbraio, ultimo mese pre-lockdown, l’Italia non solo ha già recuperato il gap con i valori pre-crisi, registrando un +1,8%, ma si colloca in terza posizione in Europa, dopo Lituania, +6,3% e Portogallo (+2,5%). Inoltre sono solo 4 i paesi già in territorio positivo” conclude Dona. Norvegia è il quarto paese, con +1,2%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, in fondo alla classifica la Germania, in 27° posizione con -11,6%, in 22° posizione la Francia, con -6,4%. Anche facendo il confronto con gennaio 2020, l’Italia si colloca in 4° posizione, con +0,4%, ultimo paese ad aver recuperato sui valori pre-Covid, insieme a Lituania, in testa con +4,9%, Norvegia (+4%), Lettonia (+1,8%). La Germania resta in ultima posizione, con -11,2%.

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Primo rapporto in Ricerca e Innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

In Italia, le imprese dell’Information & Communication Technology investono (anno 2018) 2,6 miliardi di euro in Ricerca e Innovazione (R&I). Si tratta di un dato in crescita ma è ancora di molto sotto la media europea. E anche se il dato 2019 confermerà il trend positivo, per il 2020 rischiano di pesare gli effetti della crisi sanitaria. “I programmi di rilancio di cui si discute oggi, sulla base del Recovery Plan che adotterà l’Unione europea, assegnano un ruolo centrale al digitale e accentuano la priorità di rafforzare gli investimenti in R&S&I ICT, puntando su una solida collaborazione tra istituzioni pubbliche e attori privati con l’obiettivo di mantenere il passo con i paesi guida. Di più vuol dire, aumentare sensibilmente le risorse. Meglio vuol dire concentrare risorse ed energie su ambiti dove maggiori sono le possibilità di sviluppare massa critica e consolidare ecosistemi tecnologici di rilevanza almeno europea. Serve una strategia più ambiziosa per la R&S&I ICT, che valuti costantemente obiettivi, percorsi e orienti gli incentivi alle maggiori potenzialità” – Questo è l’appello lanciato da Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione per l’Information and Communication Technology (ICT) di Confindustria, in occasione della presentazione del 1° Rapporto sulla Ricerca e Innovazione ICT in Italia in collaborazione con APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea. La presentazione è avvenuta alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, in occasione della seconda giornata della Ricerca ICT organizzata dal MUR e da Anitec-Assinform.

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