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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Si accentua il disequilibrio idrico fra aree del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Se al Nord è tornato lo spettro delle alluvioni, accentuato dalla violenza degli eventi meteo indotti dai cambiamenti climatici, al Sud sembra inarrestabile la decrescita delle riserve idriche, nonostante la fine della stagione irrigua. Sono praticamente “a secco” gli invasi della Puglia, che trattengono circa 53 milioni di metri cubi di risorsa su una capacità complessiva di 336 milioni e con un deficit di quasi 71 milioni rispetto all’anno scorso; identico è il trend della Basilicata con un’odierna disponibilità di quasi 162 milioni su una capacità di circa 743 milioni ed un disavanzo vicino ai 46 milioni sul 2019. Grave è anche la situazione della Sicilia, nei cui invasi a Settembre, rispetto al 2019, mancavano circa 82 milioni di metri cubi d’acqua. Se in Sardegna, la disponibilità idrica è in media con lo scorso anno, sorprendentemente positiva è la condizione dei bacini calabresi al top del recente quadriennio.A conferma di tale necessità, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che, a fronte di un Settembre particolarmente piovoso in Umbria (mm.151,53 sono secondi solo al 2017 nel recente quinquennio), permangono deficitari i bacini delle confinanti Marche, riempiti solo per la metà della capacità (circa 33 milioni di metri cubi su una disponibilità d’accumulo pari a poco più di 65 milioni). Sempre al Centro-Sud restano in media con gli anni scorsi le portate dei fiumi laziali e campani.Al Nord prosegue la “morbida” del fiume Po, la cui portata, superiore alla media ed all’anno scorso, cresce man mano che si avvicina alla foce. Analogo è l’andamento degli altri fiumi piemontesi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), i cui livelli sono in calo, ma superiori al 2019. Sono tornati, con livelli tendenti allo zero idrometrico, i fiumi liguri (Vara, Impero, Centa), co-protagonisti della disastrosa alluvione di inizio Ottobre. In Veneto, i principali fiumi (Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave, Livenza), pur con portate superiori agli anni recenti, sono sotto la media storica, complice un Settembre, che ha registrato un deficit del 31% sulla media delle precipitazioni. I fiumi dell’Emilia Romagna, con portate complessive superiori al 2019, confermano un andamento “a macchia di leopardo”: Savio, Trebbia,Taro sono sopra la media sorica, Reno e Secchia sotto.Infine sono tutti in discesa i livelli dei grandi laghi del Nord, pur permanendo sopra le medie stagionali.

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